Per un ritorno alla politica, di Patrizia Nosengo

Per un ritorno alla politica, di Patrizia Nosengo

11 agosto 2019 Alessandria

(Il dibattito intrapreso da Ap sulla crisi della democrazia liberale si arricchisce di un nuovo, preziosissimo intervento di Patrizia Nosengo, che segue i contributi di Ciani, Lama,Borioli, Pietrasanta e i due saggi di Livorsi, il primo sui fondamenti e il secondo sul futuro del sistema politico. Ap)

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Patrizia.png

“L’agorà è deserta o, al massimo, risuona di un continuo fluire di cinguettii che seguono cinguettii nelle sconfinate praterie informatiche di twitter”[1], scrive Salvatore Veca, sintetizzando in una rapida ellisse l’epifania della condizione presente della società e della politica italiane e più in generale occidentali, contraddistinte, a partire dagli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, da una progressiva crisi della democrazia liberale, dallo sgretolamento dei quadri valoriali di riferimento della Modernità, dalla distruzione della cultura e dal vero e proprio tramonto della politica.

È in riferimento a tale mutamento – che vorremmo definire epocale, se il termine non fosse ormai tanto abusato da risultare trito e persino stucchevole – che Agostino Pietrasanta pone alcuni nodali problemi che articolano la questione oggi cruciale, com’egli scrive, di “quali possibilità si prospettano per le libertà della democrazia liberale e rappresentativa”[2].

Credo che, per tentare di costruire almeno qualche cenno di iniziale risposta, occorra anzitutto identificare i significati dei termini che usiamo e gli elementi concettuali che essi connotano, al fine di determinare nei tratti peculiari della democrazia liberale di tipo rappresentativo quei caratteri, sia teorici, sia storicamente realizzati, cui possiamo annettere almeno in qualche misura le cause della crisi attuale del nostro sistema politico e della nostra società civile, giacché ha certamente molta ragione Daniele Borioli[3] dell’asserire che le ragioni della crisi della democrazia liberale sono – in larga misura, aggiungo io – endogene. Continua a leggere “Per un ritorno alla politica, di Patrizia Nosengo”

Istantanee, di Patrizia Nosengo

Istantanee, di Patrizia Nosengo

Patrizia

Alessandria: Lo si vede ogni giorno, inginocchiato, con le mani giunte in un antico gesto di preghiera, su un tappetino minuscolo, a metà della via principale della città.

E’ piccolo, magrissimo, il volto imperturbabile scavato nel legno, che impedisce di indovinarne l’età: forse è giovane come una palma appena nata nella giungla da cui viene, forse è vecchio come il mondo. Non disturba alcuno; soltanto, quando si avvicina un passante, ripete come un mantra buddista “Buongiornobuongiornobuongiornobuongiorno…” a voce bassa e cantilenante.
Questa mattina gli si sono avvicinati due poliziotti, uno dei quali gli ha detto, ma con voce bassa e gentile, che lasciava intendere che lo stava facendo per dovere e senza alcun livore: “Andiamo, dai”.

Si è alzato silenzioso e imperturbabile, a capo chino ha camminato veloce fino all’angolo, con le ciabatte troppo grandi che picchiavano sul selciato, con un antico schiocco, come sulle strade di Calcutta o Benares. E’ scivolato via.
Al ritorno era nuovamente lì, memoria della sofferenza del mondo per noi che passavamo satolli e indifferenti.

Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo

Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo

Il sessantottoche-guevara-5_preview.630x360-326x245

http://www.cittafutura.al.it/ Alessandria

Rammentava Eric Hobsbawm che “non si può raccontare l’età della propria vita allo stesso modo in cui si può (e si deve) scrivere la storia dei periodi conosciuti solo dall’esterno […], attraverso le fonti dell’epoca o le opere degli storici successivi”.

Tale postulato tanto più vale allorché il tempo che si narra coincide con quello rimpianto  e idealizzato della giovinezza perduta e dei giovanili entusiasmi e coinvolgimenti emotivi, come dimostra la sterminata letteratura sul Sessantotto, in larghissima parte stilata dai protagonisti di quella stagione, una letteratura in cui troppo spesso la mitografia sostituisce la ricerca critica e la memoria rimpiazza la Storia.

Se si esclude tutta la memorialistica – in genere encomiastica e nostalgica -, dei numerosissimi volumi dedicati alla rivolta degli studenti restano le riflessioni coeve di intellettuali e politici della sinistra europea, inclini più alla ricerca di segnali di incipiente rivoluzione che a un’analisi algida e scientifica, alcuni studi sociologici e brevissime parti di ricostruzione degli eventi in volumi sul Novecento, mentre manca ancora un’indagine complessiva non ideologica, capace di identificare oltre la cronologia degli avvenimenti le radici politiche, filosofiche e culturali e i significati e le conseguenze complessive del Sessantotto nella Storia dell’Occidente contemporaneo. Continua a leggere “Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo”

Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo

Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo

53c22-dig2bawards2b2017_milano

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Rammentava Eric Hobsbawm che “non si può raccontare l’età della propria vita allo stesso modo in cui si può (e si deve) scrivere la storia dei periodi conosciuti solo dall’esterno […], attraverso le fonti dell’epoca o le opere degli storici successivi”[1]. Tale postulato tanto più vale allorché il tempo che si narra coincide con quello rimpianto  e idealizzato della giovinezza perduta e dei giovanili entusiasmi e coinvolgimenti emotivi, come dimostra la sterminata letteratura sul Sessantotto, in larghissima parte stilata dai protagonisti di quella stagione, una letteratura in cui troppo spesso la mitografia sostituisce la ricerca critica e la memoria rimpiazza la Storia. Continua a leggere “Il Sessantotto tra Dioniso, Antigone e Che Guevara, di Patrizia Nosengo”

Serata Benedicta, di Lia Tommi

di Lia Tommi, Alessandria

“Serata Benedicta ” all’Associazione Cultura e Sviluppo, questa sera, 22 marzo, a partire dalle ore 19, con pausa buffet intorno alle 20,30.

La prof. Patrizia Nosengo, già insegnante di Storia e Filosofia nei Licei, e che collabora con Isral, sarà relatrice sul tema “Verso un ritorno del nazifascismo? Caratteri e radici del nuovo estremismo di destra italiano e possibili risposte. “. Presiede il professor Gian Piero Armano, Presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta.

Nella seconda parte sarà presentato il CD : “Alessandria, verso la Liberazione “, prodotto dal laboratorio cinematografico dell’Istituto Saluzzo-Plana ,coordinato dal professor Gianni Giavotto.

Seguirà l’intervento musicale del Coro-Orchestra del liceo musicale Saluzzo-Plana, diretto dal maestro Enrico Pesce.

Serata Benedicta  all’Associazione Cultura e Sviluppo, di Lia Tommi 

di Lia Tommi, Alessandria,

Alessandria: Giovedì 1 marzo ( ore 19 – 22,30, con pausa buffet alle 20,30 circa), l’Associazione  Cultura e Sviluppo ospita la consueta “Serata Benedicta”, quest’anno sul tema “Segni inquietanti: verso un ritorno del neofascismo? Caratteri e radici del nuovo estremismo di destra italiano e possibili risposte democratiche”. Un argomento di  grande attualità, che sarà  trattato dalla professoressa  Patrizia Nosengo,  già  insegnante di Storia e Filosofia nei Licei e collaboratrice  dell”Isral. Presiede il professor Gian Piero Armano,  Presidente dell’Associazione  Memoria della Benedicta.

Nella seconda parte sarà presentato e proiettato il dvd “Alessandria: la Liberazione “, realizzato da Officinema, laboratorio cinematografico dell’Istituto Saluzzo – Plana, coordinato dal professor Gianni Giavotto.

Seguirà l’intervento musicale del Coro-Orchestra del liceo musicale Saluzzo – Plana , diretto dal maestro Enrico Pesce.