Libri. “Londra 1870”, di Patrizia Umilio

Libri. “Londra 1870”, di Patrizia Umilio

Quando tutta l’esistenza è apparentemente in equilibrio, ecco che, ancora, qualcosa “dentro” urla.

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Da questo suono, nasce “Londra 1870”.

“Sospesa sul bordo estremo di una virtuale finestra sul mondo, osservavo un cielo terso all’imbrunire mentre scie di variopinte tonalità di rosa lambivano le cime di monti lontani prepotenti e oscuri. Un tramonto gentile appariva sfumando nel mio campo visivo addolcendo, solo per un momento, quell’inquietudine che, da sempre, caratterizzava la mia indole interiore”. (Londra 1870 – Patrizia Umilio – Libereria Roma)

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista alla scrittrice Patrizia Umilio. Patrizia afferma che: “Essere” se stessi, uscire dalle prigioni invisibili in cui siamo sprofondati, è una sfida che richiede impegno e coraggio. Ma è l’unico dono che abbiamo per noi e per gli altri.

Queste le sue risposte alle nostre domande:

Patrizia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ciao a tutti! Sono davvero onorata di essere qui con voi.

Sono nata a Cossato, in provincia di Biella, il primo giorno d’aprile del 1963, secondogenita in una famiglia di operai. Sono arrivata in questo mondo per una sorta di “miracolo” e, fin dalla primissima infanzia, la mia vita si è rivelata “dedicata” alla spiritualità.

All’età di sei anni, un sogno premonitore, il primo di molti, annunciava una sciagura che, improvvisamente, si sarebbe abbattuta sulla mia famiglia e su tutto il mio mondo. E questo accadde: mia madre, in seguito ad un  incidente stradale, sprofondò in un coma profondo riemergendo, mesi dopo, completamente cambiata nel corpo e nella psiche. Da questa esperienza e dalle immediate, disastrose conseguenze, dal radicale cambiamento nel carattere di mia madre, sono nate le domande sul coma e, soprattutto, sul senso dell’esistenza.  Era iniziato un viaggio che mi avrebbe portata, con gli anni, a crescere interiormente e a sviluppare quelle sensibilità innate.

Ma non posso sopravvivere di sola spiritualità, per cui ho un lavoro in una scuola come Direttore Amministrativo, occupazione che assorbe quasi tutta la mia giornata. Nel tempo che rimane scrivo, faccio un po’ la nonna e anche, ancora, un po’ la mamma.

Abito fuori Biella, ma trascorro le mie giornate in città. Ricordo ancora i tempi floridi di questa provincia, mentre oggi ne vivo la decadenza. Ricca di industrie, in passato questa zona è stata vivace e attiva. Oggi, invece, i luoghi si sono spopolati, la crisi economica ha minato, in profondità, le speranze della gente. Di contro la Natura, nel suo inesorabile avanzare non più oscurata dai fumi e dalle ombre delle fabbriche, ha riconquistato il giusto spazio e sta restituendo una terra più a dimensione umana, ricca di torrenti, prati, monti e luoghi antichi mistici e silenziosi nei quali ritrovare se stessi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre avuto una naturale predisposizione alla scrittura, forse perché amavo leggere qualsiasi libro mi capitasse. Nell’adolescenza ero capace di stare sveglia notti intere per arrivare alla fine dei libri che mi piacevano. A scrivere davvero, però, ho cominciato dopo la morte di mia madre, forse per la necessità di interpretare il grande dolore che sentivo dentro, per tradurlo ed esorcizzarlo. Una terapia.

Ci vuoi definire il termine scrittrice?

“Essere” un medico, uno scienziato, una scrittrice, credo significhi interpretare qualcosa che è tuo. E’ una vocazione che hai, a volte nemmeno ne sei consapevole. Ma quel che sei è già lì. Devi solo formalizzarlo. E’ in te, E’ te. E’ qualcosa di spontaneo, senza forzature, naturale.

Ne ho spesso discusso. Aver scritto un libro fa di me una scrittrice? E averne scritti due o tre? Non credo. Scrivo, ma fatico a etichettarmi come “scrittrice”.

Che libri leggi solitamente?

Mentre da ragazzina divoravo libri senza sosta, purtroppo, negli anni, ho dovuto fare i conti con il tempo. Prediligo i libri a carattere spirituale o filosofico. Di solito sono la prima lettrice di ciò che io stessa scrivo.

 

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto:  “Londra 1870”, “Il Quadro Rosa” e “Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po”?

“Il Quadro Rosa” è un romanzo autobiografico pubblicato nel 2013 con la casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese. Narra la mia storia personale, fra sogni, visioni e comunicazioni con Entità Superiori che, con molta pazienza, mi hanno sorretta e confortata nei momenti più drammatici dell’esistenza. Contiene una parte filosofica che mi è stata appositamente dettata affinché venisse divulgata. Voleva essere un messaggio di aiuto e incoraggiamento per chi, come me, doveva continuamente attraversare i mari in tempesta della Vita.

“Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po” (edite sempre dalla casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese) sono, invece, nate per gioco, un po’ la traduzione dei concetti espressi ne “Il Quadro Rosa” adattati ai bambini. Scritto a quattro mani con l’editore, i diritti d’autore interamente devoluti a favore della Fondazione Angelino di Biella che opera nel campo della cura delle leucemie nei bambini.

“Londra 1870” (Libereria – Roma – aprile 2018), invece, è una storia diversa. Il romanzo è completamente “ispirato”, scritto un quarto d’ora ogni mattina all’alba in più di tre anni. Liberamente tratto dalla vita di Madame Blavatsky, narra le vicende di una donna libera e indipendente che, per un moto improvviso di ribellione, si troverà a viaggiare, seguendo una voce interiore e un destino già scritto nelle stelle, dalle steppe della Mongolia dapprima verso Londra, centro del mondo per quell’epoca, e poi verso il Canada dove vivrà, per un breve periodo, a stretto contatto con i Nativi Americani. Assetata di conoscenza, Helena, attraverso esperienze dirette, svilupperà quelle idee che verranno tramandate, nei secoli, dalla Società Teosofica da lei fondata. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava”

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista alla scrittrice Patrizia Umilio. Patrizia afferma che: “Essere” se stessi, uscire dalle prigioni invisibili in cui siamo sprofondati, è una sfida che richiede impegno e coraggio. Ma è l’unico dono che abbiamo per noi e per gli altri.

Queste le sue risposte alle nostre domande:

1 Patrizia Umilio copia

Patrizia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ciao a tutti! Sono davvero onorata di essere qui con voi.

Sono nata a Cossato, in provincia di Biella, il primo giorno d’aprile del 1963, secondogenita in una famiglia di operai. Sono arrivata in questo mondo per una sorta di “miracolo” e, fin dalla primissima infanzia, la mia vita si è rivelata “dedicata” alla spiritualità.

All’età di sei anni, un sogno premonitore, il primo di molti, annunciava una sciagura che, improvvisamente, si sarebbe abbattuta sulla mia famiglia e su tutto il mio mondo. E questo accadde: mia madre, in seguito ad un  incidente stradale, sprofondò in un coma profondo riemergendo, mesi dopo, completamente cambiata nel corpo e nella psiche. Da questa esperienza e dalle immediate, disastrose conseguenze, dal radicale cambiamento nel carattere di mia madre, sono nate le domande sul coma e, soprattutto, sul senso dell’esistenza.  Era iniziato un viaggio che mi avrebbe portata, con gli anni, a crescere interiormente e a sviluppare quelle sensibilità innate.

Ma non posso sopravvivere di sola spiritualità, per cui ho un lavoro in una scuola come Direttore Amministrativo, occupazione che assorbe quasi tutta la mia giornata. Nel tempo che rimane scrivo, faccio un po’ la nonna e anche, ancora, un po’ la mamma.

Abito fuori Biella, ma trascorro le mie giornate in città. Ricordo ancora i tempi floridi di questa provincia, mentre oggi ne vivo la decadenza. Ricca di industrie, in passato questa zona è stata vivace e attiva. Oggi, invece, i luoghi si sono spopolati, la crisi economica ha minato, in profondità, le speranze della gente. Di contro la Natura, nel suo inesorabile avanzare non più oscurata dai fumi e dalle ombre delle fabbriche, ha riconquistato il giusto spazio e sta restituendo una terra più a dimensione umana, ricca di torrenti, prati, monti e luoghi antichi mistici e silenziosi nei quali ritrovare se stessi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre avuto una naturale predisposizione alla scrittura, forse perché amavo leggere qualsiasi libro mi capitasse. Nell’adolescenza ero capace di stare sveglia notti intere per arrivare alla fine dei libri che mi piacevano. A scrivere davvero, però, ho cominciato dopo la morte di mia madre, forse per la necessità di interpretare il grande dolore che sentivo dentro, per tradurlo ed esorcizzarlo. Una terapia.

Ci vuoi definire il termine scrittrice?

“Essere” un medico, uno scienziato, una scrittrice, credo significhi interpretare qualcosa che è tuo. E’ una vocazione che hai, a volte nemmeno ne sei consapevole. Ma quel che sei è già lì. Devi solo formalizzarlo. E’ in te, E’ te. E’ qualcosa di spontaneo, senza forzature, naturale.

Ne ho spesso discusso. Aver scritto un libro fa di me una scrittrice? E averne scritti due o tre? Non credo. Scrivo, ma fatico a etichettarmi come “scrittrice”.

Che libri leggi solitamente?

Mentre da ragazzina divoravo libri senza sosta, purtroppo, negli anni, ho dovuto fare i conti con il tempo. Prediligo i libri a carattere spirituale o filosofico. Di solito sono la prima lettrice di ciò che io stessa scrivo.

 

 

 

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto:  “Londra 1870”, “Il Quadro Rosa” e “Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po”?

“Il Quadro Rosa” è un romanzo autobiografico pubblicato nel 2013 con la casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese. Narra la mia storia personale, fra sogni, visioni e comunicazioni con Entità Superiori che, con molta pazienza, mi hanno sorretta e confortata nei momenti più drammatici dell’esistenza. Contiene una parte filosofica che mi è stata appositamente dettata affinché venisse divulgata. Voleva essere un messaggio di aiuto e incoraggiamento per chi, come me, doveva continuamente attraversare i mari in tempesta della Vita. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava”

Da “Londra 1870” – Romanzo – Patrizia Umilio – Libereria

Da “Londra 1870” – Romanzo – Patrizia Umilio – Libereria

Londra 1870

da Londra

Da “Londra 1870” – Romanzo – Patrizia Umilio – Libereria
“Rumore di carri stridenti violentemente strappati alle furie delle intemperie che si avviavano velocemente in cerca di riparo, guaire di cani randagi spaventati e confusi tra le gambe di una folla di uomini in preda alla più totale e disordinata fuga, pianti di fanciulli terrorizzati fra le braccia di giovani donne eleganti e impacciate nell’improvvisa e inaspettata ricerca di un rifugio. Cavalli imbizzarriti legati a ingombranti carrozze scure, scricchiolii di sassi calpestati, vesti svolazzanti nel turbinare improvviso di mulinelli caotici di venti impetuosi, cappelli svaniti nella confusione di quell’annuncio di turbolenta pioggia. Dopo un primo tenue e maldestro tentativo, i venti si levarono tumultuosi a confondere le menti e i passi di quelle anime spaventate sulla piazza di Londra.”
Immagine Gino Scalatelli (1870-1920) – Ponte di Londra

Patrizia Umilio scrittrice, si presenta ai lettori di Alessandria today

Patrizia Umilio scrittrice, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la scrittrice Patrizia Umilio, della quale in seguito pubblicheremo in esclusiva per il blog anche un intervista. Ma chi è Patrizia, conosciamola meglio con la sua biografia:

Patrizia Umilio

Sono nata a Cossato (BI), nell’aprile del 1963, in una famiglia operaia. Un sogno premonitore, nella primissima infanzia, annuncia un futuro drammatico che, puntualmente, si concretizza a partire da una grave disgrazia che distrugge tutto il mio mondo.

Da quel momento, una pulsione interiore insopprimibile mi spinge a cercare il senso profondo dell’esistenza.

Così comincio a scrivere, mentre attraverso esperienze devastanti, inseguendo un’ispirazione che, con la sua saggezza e il suo conforto, aggiunge importanti elementi a quelle convinzioni spirituali che, fin dalla nascita, mi caratterizzano. Rubo il tempo per scrivere alla quotidianità, ogni mattina all’alba.

Autrice di  “Londra 1870” edito da “Libereria” – Roma (aprile 2018), “Il Quadro Rosa”, romanzo autobiografico (2013) e “Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po’” (2014) editi da “La Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese.

Vincitrice di alcuni primi premi letterari per narrativa e fiabe.