Ulisse, Itaca, Penelope nella lettura di Luigi Maria Corsanico

Ecco una poesia con forte spessore, un senso dell’umano davvero commovente. Siamo tutti e sempre rimasti nella nostra isola, incapaci di separarci da noi e dalle nostre piccole esperienze. Eppure ci ritroviamo così lontani da quell’isola che non abbiamo mai lasciato, da scoprire che intorno a noi c’è il deserto. Qualcuno poi si è chiesto se davvero gli dei possano invidiare gli uomini perché muoiono. Il tempo è certamente un’invenzione dell’uomo nella speranza di tenerlo sotto controllo, nella speranza di confondere la morte che è una emissaria degli dei. Se gli dei invidiassero davvero l’uomo, significherebbe che essi sono buoni e hanno pietà degli uomini. Ma davvero sono buoni?
Nessuno mai risponderà a questa domanda, anche se Emilio Piccoli con la voce del Grande Lettore Luigi Maria Corsanico cerca un risposta in questi versi conclusivi della sua poesia

che il tempo è un’invenzione degli dei
che hanno invidia per gli uomini che muoiono.

https://youtu.be/FHx87dIsD3s