Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE

Quando apprendiamo della morte improvvisa di un parente o di un nostro conoscente, che abitava molto lontano da noi, sul momento, non si vive tanto il dolore della sua perdita, quanto la sorpresa e l’incredulità. Io dico che si comincia a soffrire per la persona che muore, quando i ricordi la rendono viva in noi.

I nostri pensieri, per paura dell’ignoto si orientano verso il superamento della morte fisica, per cui, fin quando esiste nella nostra mente la sua immagine di persona viva e attiva, non sarà mai morta definitivamente. Solo dopo, alla fine dei nostri pensieri di quella persona in vita, si accetta l’idea della morte fisica.

Allora capita che anche noi ci immaginiamo come sarà la nostra morte, quando sarà, e quindi ci sconvolgiamo. Capita di vederci con i capelli bianchi e la pelle cadente, ci vediamo con un fisico non nostro. La persona che eravamo, d’improvviso sparisce, ci vediamo un’altra creatura.

Purtroppo, la sostituzione del nostro corpo attuale, con quello immaginario riesce a completare quell’io mancante e ci indica il profondo cambiamento che avverrà in noi: la morte totale e definitiva, quello che fummo e quello che mai più saremo. Mi domando: quanti sono in grado di vedersi proiettati in un futuro di persona cadente, con i capelli bianchi e le ossa anchilosate? Ci domandiamo, riflettendoci davanti all’immaginario specchio, e quindi vedendoci vecchi, se essendo diventati un’altra persona, non ci affligga di più il fatto di essere, in un dato tempo, di volta in volta, un individuo nuovo che non conosciamo nemmeno. Continua a leggere “Racconti. IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero”

Idrovolanti

C’è una panchina sulla passeggiata a lago,
è immersa tra cespugli e aiuole fiorite
da lì si vedono gli idrovolanti partire
e puoi sognare viaggi in mongolfiera
fino alla cima dei monti.

Da questa poltroncina invece, a scriverne,
a volte mi duole il petto
e allora penso che non stai bene qui dentro
dove abiti
come volessi aprirti un varco,
uno spiraglio,
e uscire per andar ancora ai campi,
tra le margherite,
e poi su fino ai narcisi, in mongolfiera.
Oppure al bosco,
a cercare muschio e ciclamini
o anche soltanto in quella panchina in riva al lago
a guardare con me gli idrovolanti.

Me ne sto immobile
per lasciarti uscire,
e sto a vedere che succede,
se diminuisce la pressione nel petto.
Ma tu non esci mai.

Allora esco io,
ti porto per campi, tra le margherite
oppure al bosco, a cercare muschio e ciclamini
per sentieri conosciuti poi
arriviamo fino al lago.

C’è una panchina tra i fiori
per guardare gli idrovolanti
e sognare viaggi in mongolfiera.

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Arriva la befana, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/01/29/arriva-la-befana/

Il fiume scorre lento attraverso il paese.
E’ pieno di lanterne gialle e rosse,
come a illuminare la via.
Dicono che debba arrivare qualcuno.

Intanto grandi fuochi indorano l’ acqua.
L’ ansa del fiume è una grande piazza
dove danzano le streghe.
C’è un grande cervo che brucia,
col suo cavaliere,
e l’ albero dei frutti luminosi sparge le sue fiammelle nel fiume,
come semi,
e scorrono, e vanno, e spariscono lontano
con la corrente,
e sorgeranno altri alberi,
per miglia e miglia lungo le rive.

Tutti attendono qualcuno,
il mangiafuoco, i saltimbanchi,
i bimbi salvati dalla paura del pentolone,
perfino le cose e i fiori che si illuminano
come si illumina il cuore dei bimbi.
C’è anche un basilisco dagli occhi rossi che guarda in su
verso il ponte dove stiamo.
Ma nessuno muore.

Ed ecco che arriva,
sbuca da sotto il ponte
una piccola vecchina fuori moda
nera nera nella sua barchetta di carta luminosa.
Ha freddo e cammina a fatica
ma ha un dono per tutti.

Anche per me che ho un braccio un sorriso che abbaglia,
col suo cuoricino illuminato.
E le tasche piene di sogni.

befana
Il sogno.
E’ quello il dono.

Bambino per sempre 🥀

Cosa faccio qui?
Cosa vogliono da me?
Un velo spinato
mi separa dal mondo.
Girotondo.
Passi incerti
a piedi nudi sulla neve.
Coltre bianca.
Da lontano
i pochi temerari fiori
sembrano più belli.
Corpi fragili tutt’intorno
sembriamo tutti bambini
anche gli adulti.
Lo saremo per sempre
comunque vada.
Qualcuno sa la verità?
Perché siamo qui?
Chi è questo fuhrer
che tutti nominano?
Quasi nessuno l’ha mai visto.
Dicono sia
poco più grande di noi
fisicamente.
Attorno a me vedo soldati
grandi e forti.
I loro corpi statuari
fasciati nelle divise.
I loro sguardi
più glaciali del clima
e più vuoti
del mio stomaco.
Non sembrano neanche
umani.
L’umanità fuori di qui
addormentata.
Forse un incantesimo.
Che ne sarà di noi?
Prigionieri senza un perché.

Francesca (PF JoyLotus)

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Non c’è nulla più leggera di una piuma, di Maria Cannatella

Non c’è nulla più leggera di una piuma, di Maria Cannatella

La piuma

Non c’è nulla più leggera di una piuma.

Pensavo fosse l’anima…ma è appesantita dai tanti dispiaceri.

Pensiero di Maria Cannatella @ 

RISERVATI TUTTI I DIRITTI@ 

foto: https://it.wikipedia.org/wiki

I MIEI PENSIERI, di Gregorio Asero

I MIEI PENSIERI, di Gregorio Asero

I miei pensieri di uomo ingrato ed egoista mi portano a fare alcune riflessioni. Nella mia leggerezza, nel mio amore per il piacere, nell’abitudine alla solitudine o in qualsiasi momento in cui considero la mia anima nella sua totalità, sento che il mio intelletto acquista un valore quasi fittizio. I turbamenti della mia mente, che sono collegati con discontinuità al mio cuore, è probabile che siano contenuti in un vaso in cui sono rinchiusi insieme alla mia spiritualità.

Ciò mi fa pensare che i miei beni interiori, le mie gioie passate, e tutti i miei dolori, siano perennemente in mio possesso. E’ inesatto credere che essi possano svanire perdendosi nel tempo. Restano in noi e abitano in una zona sconosciuta della nostra mente, quasi ibernati. Ma se riusciamo ad afferrare l’insieme di sensazioni in cui sono custoditi, essi hanno, a loro volta, lo stesso potere vitale delle gioie presenti e riescono a espellere tutto ciò che è incompatibile con la sensazione di essere vivi

“I Miei Pensieri”
Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

SUL CIGLIO DEI PENSIERI, di Carmen Fogli

SUL CIGLIO DEI PENSIERI

di Carmen Fogli

SUL CIGLIO DEI PENSIERI

Apposta mi sono seduta
sul ciglio dei tuoi pensieri
altrove non potrei stare
anima in pena sarei

essi sono emozionali
mi cullano la malinconia
mi esaltano quando non lo sono
mi trasformano in riso e pianto

mi trattengono tra le maglie
di una rete prigioniera
dove non voglio liberarmi
perché mi ci addormento la sera.
fc.