Momenti di poesia. Il simulacro della discordia poesia di Grazia Denaro

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Esisti sempre in ogni dove

ci sia io

e fai parte della mia anima

anche quando cupe stelle

ammonitrici

sotto un luccichio buio

 e un’assenza ostinata d’aria

mi fanno percepire

l’oscurità imbronciata del cielo.

 

Ma io sono tenace

e non mi abbatto,

aspetto con perseveranza

i giorni chiari e ventilati

che fughino le nuvole

e disarmino la belligeranza

spazzando via

quegli spiccioli d’orgoglio

che omaggiano il simulacro

della discordia.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia. Lo sprone della nostra vita di Grazia Denaro

  1. 633d62999b6f8ed619367bee28a3b82cFerma il tempo – fermalo ora:

    – mai finiranno i nostri abbracci –

    e ridendo ribalti le coltri

    per approcciarti più vicino a me

    aprendomi le porte del paradiso.

     

    Non smettere di starmi vicino –

    dimmi, sussurrami

    che mai finirà quest’amore

    che m’invola al cielo

    accendendomi palpiti

    quando la tua bocca

    alla mia si fonde

    e nella pace dell’anima

    mi dona quell’emozione

    che mi gioisce dentro.

     

    Noi siamo rami intrecciati,

    siepi marzoline profumate

    che rifulgono nell’oro

    dell’aria azzurra del cielo:

    – fulgida luce –

     che è lo sprone della nostra vita.

     

    @Grazia Denaro@

Momenti di poesia. Ali di Carta di Grazia Denaro

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E’ prova ardua

il tuo volerti involare

verso alti e limpidi cieli

ambendo

a quella libertà dell’anima

che da tempo aneli.

 

Troppo deboli sono

le tue ali di carta

perché possano innalzarti

verso la volta celeste.

 

Ti dibatti sovente

in un buio arcano che t’affligge

bloccando i passi dei giorni

precipitati nel trambusto

insulso ed enigmatico

dell’esistenza.

 

Ad ogni respiro speri

di riuscire a ribaltare

quel masso poggiato sul cuore

che ti angoscia e ti opprime

ledendoti il fiato

come per dire addio al mondo.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Alimento di Grazia Denaro

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 Adoro ammirare

quelle sere turchine d’estate

camminando tra il verde dei prati

con il vento che carezza la vita

e poi scivolare nel grano

tra il biondo oro delle sue spighe

che donano con generosità

l’alimento che ci nutre.

 

Paradigma ne è l’amore

quando adorna

di gioiosi momenti l’esistenza

adagiata su atolli di rose

di un andare in simbiosi

mentre in altri ci tiene confinati

fra ombre e raffiche di vento

nella difficoltà di rimanere in piedi

fra i sentieri dell’esistenza.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Nei tenui colori dell’autunno di Grazia Denaro

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Nei tenui colori

ch’esaltano l’autunno

l’estate s’appresta a salutarci.

 

I giorni divengono meno fulgenti,

più freschi e i colori più sbiaditi,

una frescura s’eleva sulle coste

e l’umidità pregna sulla pianura.

 

Le notti sono meno accaldate

anche se illuminate

dal bagliore delle stelle.

 

La nebbia s’espande sulla campagna

ammantando di grigio le costellazioni,

ma in controtendenza il bosco

emana i suoi molteplici aromi

donandoci frutti squisiti.

 

Le cantine spilleranno il purpureo nettare

e la campagna arata con dovizia

accoglierà con diligenza il seme

che diverrà frutto.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Lo sprone della vita di Grazia Denaro

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Ferma il tempo – fermalo ora:

– mai finiranno i nostri abbracci –

e ridendo ribalti le coltri

per approcciarti più vicino a me

aprendomi le porte del paradiso.

 

Non smettere di starmi vicino –

dimmi, sussurrami

che mai finirà quest’amore

che m’invola al cielo

accendendomi palpiti

quando la tua bocca

alla mia si fonde

e nella pace dell’anima

mi dona quell’emozione

che mi gioisce dentro.

 

Noi siamo rami intrecciati,

siepi marzoline profumate

che rifulgono nell’oro

dell’aria azzurra del cielo:

– fulgente luce –

 che è lo sprone della nostra vita.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Fu dolce quell’ora di Grazia Denaro

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Fu dolce quell’ora di magico incanto

d’abbacinanti luci

 ed esaltanti tocchi di rosso fuoco:

-soffi suadenti adagiati al cuore-

S’accesero coni d’azzurro

in un pullulare d’afflati

ed emozioni di caldi fremiti

che inviarono a quella danza divina

ed avvolgente di treccia d’amore

irretente i sensi

in un bagliore magnifico

che non arretra ma risplende.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, La stagione del raccolto di Grazia Denaro

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 Quella ricerca di noi due

così sereni ed imprevedibili

vissuta in quella pace

nell’essenza del presente

mi riporta al desiderio

dell’armonia

perduta piano piano

nel silenzio dormiente dell’anima

e nel non aver saputo accogliere

la pioggia di pensieri progressivi

condividendoli

e coltivando nel contempo

 i nostri sogni

perché crescessero rigogliosi

come spighe di grano maturo

 abbracciando appieno

la stagione del raccolto.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Notte magica di Grazia Denaro

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Respira il cielo
a questo splendore
ch’esalta la sera
in cui in un vento accattivante
danza la marea
su cui si riflette una luna beante:

– astro risorto in questa notte –
a disperdere profonde tristezze
e nell’accendere fuochi
alla veste del desiderio
facendo fluire il sangue
verso le vie trillanti del cuore.

Questa notte magica
emana i suoi effluvi arcani
nascosti tra i riflessi dell’argento
dove noi due ci adagiamo
nella sua accogliente culla
attratti dall’esaltante incanto
che ci avvince.

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Il mio peregrinare di Grazia Denaro

22852083_1858016537548822_8389907527601656935_n Non è finito ancora

il mio peregrinare…

 

ho sempre valige da riempire

e ostelli da abitare.

 

Stanze estranee e disadorne

m’accolgono con le brezze dell’ovest

che la luna non riesce a rallegrare.

 

I miei giorni

non hanno mai fiori

da annaffiare.

 

Vivo da nomade,

lontani i dì stabili e stanziali.

 

Solo un vecchio organetto

col suo suono familiare

mi fa ritrovare ogni tanto

la vera essenza

del mio essere reale.

 

Quale sarà il porto

del mio perenne mare

in cui potrò finalmente

ormeggiare la mia nave?

 

@Grazia Denaro@

 

 

 

Cara Luna

Mia cara amica Luna
quante pene ho da confidarti questa sera!

 

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Mia cara amica Luna

quante pene ho da confidarti questa sera!

Da quando è andato via

ha lasciato un vuoto incolmabile nel mio cuore

è uscito dalla mia vita per sempre

senza dire il perchè.

Soffro per lui!

I miei pensieri sono solo per lui.

Cara amica mia

in questa sera splendente

vieni in mio aiuto con un tuo consiglio.

Dimmi cosa devo fare

perchè da sola

senza lui

non so più stare.

Regalami un pò della tua fatale luce.

Illumina la mia vita

Illumina il mio cuore

Ti prego!

Scrivi adesso

lassù nel cielo

con le tue belle e luminose stelle

un piccolo

un misero grande consiglio.

Aiutami mia cara e dolce amica Luna

dimmi cosa devo fare

perchè senza di lui

non so più stare.

 

 

Momenti di poesia, Al timone dell’universo di Grazia Denaro

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Non senti l’odore dei gelsi

e lo stormire delle fronde

carezzate dal vento caldo

della nuova stagione?

 

E’ un gioire di bambini

ch’elevano al cielo il loro tripudio

colmo di grida e di risate

in una festa che battezza

l’inizio dell’estate.

 

L’aria adorna di profumi e voli

 induce all’ardore

accendendo la tavola del mondo

apparecchiata ed ospitale

verso noi fragili creature

che siamo qui a godere

di questa splendida natura

e dell’abbraccio

impercettibile dell’aria.

 

Osservo bene ombra e luce

che si posa sulle creature e sulle cose

e penso che siamo noi seme e zolla

al timone dell’universo.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Ho le iridi infiorate di Grazia Denaro

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Oggi la valle

è una distesa verde

ed io dalla panchina all’ombra

osservo svolazzi e trilli di uccelli

che rallegrano il cielo

mentre il vento mi riporta effluvi

di piante in movimento.

 

Ho le iridi infiorate

dallo splendore emanante dalla natura

esaltata dai raggi fulgenti

che regnano incontrastati

sotto la volta blu cobalto

a regalare oro al paesaggio

nella luce del ridente giorno

deliziato dal suono

gorgogliante del torrente

che dona un canto di serenata

dispiegato in tutta la sua aulica poesia

di cui interiormente mi sento parte…

 

… ed il pensiero ritorna

al tempo delle trecce, delle risa,

delle gioiose grida

quando le corse non le fermavano

neppure le sbucciature alle ginocchia.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, La stagione del raccolto di Grazia Denaro

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Quella ricerca di noi due

così sereni ed imprevedibili

vissuta in quella pace

nell’essenza di quel presente

mi riporta al desiderio

di quell’armonia

perduta piano piano

nel silenzio dormiente dell’anima

e nel non aver saputo accogliere

quella pioggia di pensieri progressivi

condividendoli

e coltivando nel contempo

 i nostri sogni

perché crescessero rigogliosi

come spighe di grano maturo

 abbracciando appieno

la stagione del raccolto

 

@Grazia Denaro@

Nazim Hikmet – Grazia Denaro

Nazim Hikmet

N.H. nacque a Salonicco (oggi Grecia) nel 1901, città della quale il nonno paterno era stato governatore. Il padre Nazim Hikmet Bey (già console ad Amburgo) era funzionario di stato e la madre, Aisha Dshalila, pittrice. Studiò nel liceo di lingua francese di Galatasaray (Istanbul) e successivamente si iscrisse all’Accademia della Marina militare che dovette però lasciare per ragioni di salute. Fu esponente di spicco della cultura turca del ‘900 ed uno dei primi poeti, in quel paese, ad adottare il verso libero. Divenuto, in vita, uno dei poeti turchi più conosciuti in occidente (e per comune accordo indicato come il primo poeta turco moderno), le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue

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Durante la Guerra di Indipendenza si schierò con Kemal Atatürk (Mustafa Kemal) in Anatolia, ma rimase presto deluso dagli ideali nazionalisti e durante l’occupazione alleata della Turchia lavorò come insegnante a Bolu, nella parte orientale del paese. Nel 1922, condannato per marxismo (si iscrisse al partito comunista turco all’inizio degli anni ’20) e malvisto per la pubblica denuncia dei massacri armeni del 1915-1922, dovette trasferirsi in Russia in esilio volontario; paese verso il quale lo spinse certamente anche il fascino della recente rivoluzione d’Ottobre. Qui studiò sociologia presso l’Università di Mosca dove conobbe artisti e letterati di tutta Europa (la delusione per il sostanziale fallimento dell’esperimento comunista era ancora in là da venire…). Rientrato clandestinamente in Turchia dopo la fine della Guerra di Indipendenza (1924) iniziò a collaborare con il giornale di sinistra Ankara Independence Tribunal.

Condannato “in absencia” a quindici anni di lavori forzati per la sua opposizione al regime e per propaganda comunista, riuscì nuovamente a fuggire in Russia nel 1926, dove riprese a lavorare ed a pubblicare poesie ed opere teatrali (conobbe, tra gli altri, Majakowsky, la cui poesia futurista lo avrebbe lungamente influenzato). Poté tornare in Turchia soltanto nel 1928, a seguito dell’amnistia generale, ma, una volta in patria, dato che il partito comunista era stato dichiarato fuorilegge, si trovò sotto costante sorveglianza da parte della polizia e dei servizi segreti; continuamente incarcerato per una serie di reati spesso totalmente pretestuosi (una volta, ad esempio, fu arrestato per affissione illegale di manifesti politici). Continua a leggere “Nazim Hikmet – Grazia Denaro”