39esimo anniversario dell’omicidio di Piersanti Mattarella, di Lia Tommi

“Trentanove anni fa, la mano assassina di Cosa Nostra colpiva a morte Piersanti Mattarella. Un uomo con la schiena dritta, che ha pagato con la vita il coraggio di sfidare la mafia semplicemente per seguire la propria coscienza di persona onesta“. Lo ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando Piersanti Mattarella, presidente della Regiona Siciliana, ucciso il 6 gennaio del 1980. “Nella politica, nelle istituzioni, come nella società civile, il nostro Paese- ha aggiunto Casellati- ha più che mai bisogno di persone perbene che lottino per una società più giusta, più sicura, più libera, senza nascondersi e rifuggendo dall’indifferenza e dall’egoismo. Anche a distanza di decenni, Piersanti Mattarella, in questo senso, resta un esempio tragicamente illuminante”.

La matrice dell’agguato Mattarella riconduce ad un’asse mafiosa- terroristica neofascista, che vedrebbe coinvolti i Nuclei armati rivoluzionari. Il fratello del Capo di Stato fu ucciso perché andava fermata l’azione di rinnovamento politico.

Mattarella è stato ricordato oggi a Castellammare del Golfo, dove giacciono le sue spoglie, e a Palermo, in via Libertà, luogo in cui venne ucciso.

A febbraio inoltre, partiranno le riprese del film sulla strage Mattarella.