Rapporto deficit – pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no. Repubblica.it

Il paragone non regge perché i parametri sono diversi: dal tasso di crescita alla disoccupazione, dal debito allo spread. Il confronto è tra un’economia sana e una quasi in recessione.

di ROBERTO PETRINI

Il paragone tra Francia e Italia, purtroppo per noi, non regge. Con i cugini d’Oltralpe condividiamo molte cose ma non lo stato dell’Economia. A confrontare i dati pubblicati dalle Autumn Forecast della Commissione Europea, ora sotto il tiro dei gialloverdi che reclamano egual trattamento, le differenze sono rilevanti.

A partire dal tono dell’economia, brillante in Francia e vicino alla recessione in Italia: Parigi viaggia il prossimo anno all’1,6 per cento e noi siamo sotto l’1, come ci attestano tutti i previsori internazionali, se andrà bene. Investimenti e disoccupazione in calo al 9 per cento in Francia, investimenti che stentano e disoccupazione al 10,4 per cento in Italia.

La partita si potrebbe chiudere qui, se non fosse che i gialloverdi pretendono che all’Italia venga concesso lo stesso – ipotetico – trattamento della Francia e dunque che non venga aperta la procedura d’infrazione.

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La Francia conta i danni della crisi dei gilet gialli. L’Huffington Post

Frena il Pil, cala il sentiment delle imprese, pmi stima 10 miliardi di perdite. Macron riceve i leader di sindacati e imprese, in attesa degli annunci serali

Sorgente: La Francia conta i danni della crisi dei gilet gialli | L’Huffington Post

Serve Casa Italia, non i condoni

Serve Casa Italia, non i condoni

Matteo Renzi Enews 549 Lunedì 5 novembre 2018
Serve Casa Italia, non i condoni.

Serve Casa Italia

L’Italia è duramente provata dal maltempo. Tutti insieme vogliamo offrire il massimo sostegno all’azione della Protezione Civile. E la vicinanza alle famiglie delle vittime.
Rimane tuttavia un punto: l’Italia non ha bisogno di condoni ma di un progetto contro il dissesto idrogeologico. Per la prima volta nella storia, con il nostro Governo avevamo lanciato un piano ultradecennale, sotto la guida di Renzo Piano: il progetto Casa Italia.

Un progetto che in teoria tutti si erano impegnati a non rimettere in discussione. Eppure il primo atto del nuovo Governo è stato la cancellazione di Casa Italia e dell’unità di missione sul rischio idrogeologico. Noi abbiamo messo i soldi e attivato le strutture, il nuovo Governo ha rifiutato i finanziamenti europei e sbaraccato Casa Italia.


Qui il video del mio intervento in Senato, qualche settimana fa, su questo tema. Ne ho parlato anche stamani in un video dal treno.
Nei prossimi giorni arriverà in Aula il decreto su Genova. Ci hanno messo dentro un condono edilizio, un condono a Ischia. Proporremo di votare un emendamento che cancella il condono e ripristina Casa Italia. Sfidiamo il Governo: se davvero vi sta a cuore la tutela del territorio cancellate il condono edilizio e ripristinate Casa Italia. Vediamo se siete seri o no. Continua a leggere “Serve Casa Italia, non i condoni”

Manovra, il piano di Savona: “Debito giù grazie al Pil che crescerà del 3%”

Manovra, il piano di Savona: “Debito giù grazie al Pil che crescerà del 3%”

Il ministro per gli Affari europei Savona spiega i dettagli del Def approvato dal governo: “Il deficit al 2,4% è sostenibile”

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Raffaello Binelli – Dom, 30/09/2018 – 11:20 http://www.ilgiornale.it

Nei progetti del governo (o secondo un altro punto di vista nei sogni) c’è una crescita del 3% nel 2019.

Il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, lo dice in un articolo a sua firma pubblicato dal Fatto Quotidiano. Quello che emerge subito è la forte differenza di vedute rispetto a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista al Sole 24 (“puntiamo a una crescita dell’1,6% nel 2019”.

Savona spiega così il proprio ragionamento: “L’anno in corso dovrebbe registrare una crescita reale dell’1,5% e le previsioni di consenso per il 2019 sono nell’ordine dell’1%”. Poi prosegue: “Se non si vuole un peggioramento dell’economia e un aumento delle condizioni di povertà e di disoccupazione occorre attivare nuovi interventi di politica fiscale. L’ideale sarebbe quello di attivare massicci investimenti, nell’ordine dei risparmi in eccesso degli italiani, pari a circa 50 miliardi di euro, presenti da alcuni anni nella nostra economia. Occorre riavviare il secondo motore della nostra economia, quello delle costruzioni, il cui spegnimento ha largamente contribuito alla crisi. Le condizioni di realizzazione di questi investimenti sono state trascurate, ponendo vincoli interni ed esterni alla loro realizzazione”. Continua a leggere “Manovra, il piano di Savona: “Debito giù grazie al Pil che crescerà del 3%””

FMI: Spagnoli più ricchi degli italiani

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FMI: Spagnoli più ricchi degli italiani
da Redazione
Secondo il Financial Times, sulla base di un analisi elaborata sui dati del Fmi, nel 2017 la Spagna ha superato l’Italia in potere d’acquisto procapite.
Un sorpasso che consente a un cittadino spagnolo di comprare beni sul proprio mercato, con un valore superiore del 3% rispetto ad un italiano.
Il Financial Times riporta inoltre un grafico del Fmi, dal quale si evince che dieci anni fa il rapporto era contrario, gli italiani erano avanti del 10%.
Ci sono anche altri indicatori sulla distribuzione delle risorse in un Paese, come il prodotto pro capite, in questo parametro gli italiani superano gli spagnoli del 13%.
Christine Lagarde vede “più nuvole” sull’economia mondiale, con la diffusione del protezionismo e l’aumento record, del debito mondiale.
ulteriori dettagli su: https://www.corriere.it/

Draghi: “Economia europea in espansione ma l’inflazione resta un problema”

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In base ai dati preliminari, il Pil dell’eurozona è cresciuto del 2,5% nel 2017, rispetto all’1,7% previsto dalle previsioni di dicembre 2016. I «nuovi venti contrari» sono nati dalla recente volatilità nei tassi di cambio.

«L’economia della zona euro si espande in modo robusto, con tassi di crescita più forti delle attese e significativamente sopra il potenziale»: lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Ue. In base ai dati preliminari, per Draghi il Pil dell’eurozona è cresciuto del 2,5% nel 2017, rispetto all’1,7% previsto dalle previsioni di dicembre 2016. Inoltre, «l’occupazione ha raggiunto i suoi livelli più alti dall’introduzione dell’euro», ha aggiunto. Nonostante l’ambiente ciclico migliorato e il sostanzioso rafforzamento della capacità di assorbire gli shock, il settore bancario Ue «continua ad affrontare sfide strutturali», come «gli alti stock di crediti deteriorati» che «deve essere ulteriormente ridotto e nuovi stock devono essere evitati». Per questo servono «sforzi aggiuntivi di banche, supervisori, regolatori e legislatori per creare un ambiente in cui gli npl possano essere smaltiti». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Ue. Continua a leggere “Draghi: “Economia europea in espansione ma l’inflazione resta un problema””