ALLA RUGIADA, di Silvia De Angelis

alba nebbiosa

Speciali sagome

sono riviste con stupore

nella circostanza di rugiada.

Contraffatte

dal pensiero innovativo

perdono l’iniziale richiamo

smerigliato nel sogno

I contorni

ormai

sono sfumati

da un palcoscenico evoluto

interprete

di quell’attimo eterno

svanito per sempre.

@Silvia De Angelis

i miei sogni.

 
I miei sogni da bambino
erano di mille colori fugaci
il mio cuore appena nato
 sognava un mondo colorato
 pieno di aquiloni  che volavano su nel cielo…
Sognavo un mondo di arcobaleni
 di tutti i colori
 dove erano dipinti i nostri pensieri
di tutti i giorni
 pieni d’amore, non distorti…
Questi sogni si perdevano nel blu
 dell’ ingenuità
dove tutti i bambini come me
 sognavano un mondo di felicità.
Ora non sono più piccino
ma dentro di me
è rimasto quel bambino.
 

Solo un minuto.
 
Solo un minuto per darti il mio cuore
solo un minuto per dirti ti amo
e guardarti negli occhi amore…
solo un minuto per farti volare
lontano nel cielo…
Dammi un minuto per baciarti
dolcemente
solo un attimo per adorare il tuo viso
che sembra un dipinto eterno…
Voglio un minuto per stare con te
nei tuoi occhi per sempre amore…
Solo un minuto…
 
 
 

DENTRO LA LUCE, di Silvia De Angelis

dentro la luce1

M’allontano

dalla fluidità del codice comune

addentrandomi

in movenze estranee

alla levità

d’uno sciame qualsiasi

E nel taglio d’una luce di traverso

assecondo

proiezioni

zampillanti d’emotività pura

in cui convogliare sensi senza peso

su occhi ammorbiditi di colore

come in candido risveglio di neve

@Silvia De Angelis

UN SILENZIO, di Silvia De Angelis

donna ventaglio nero

S’affievolisce un seme di luce
nell’impulso cangiante della sera.
Grovigli di pensieri
si mescolano
a una lieve assenza
invaghita
d’un breve soffio senza sole.
Saggia lontani aromi
persi in uno scialle di nebbia
e quel “vedere non vedere”
acuisce il senso
d’un nesso tenue di memoria.
Si fa concerto muto
nello stupore d’un silenzio
ancorato all’idea d’un cerchio
che retroceda d’un giro
per far ritorno
a un seducente barlume del passato
indenne da sapienza di maturità.

@Silvia De Angelis

la mia sinfonia

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Sei la mia sinfonia più dolce
che mi suona dentro il cuore
sei come la stella più brillante
che ogni volta che mi guardo indietro
alba o tramonto che sia
sei la mia dolce melodia
il tuo vivere per me, il tuo respirare
sono attimi che mi rendono felice
sempre di più amore mio
sei la mia margherita
che con ogni suo petalo
avvolge il mio cuore
grazie amore mio
vivo del tuo splendore.

 

SOTTOVOCE D’AUTUNNO, di Silvia De Angelis

autunno di notte

Nel viale sbiadito

da sommosse d’esili foglie

melanconici tratti d’effervescenze pacate

dal brulichìo d’estate

azzardano un velato romanticismo

Si fa più compatto

sul balenare soffuso d’un refolo

che rafforza sfumature aranciate

Collimano con l’effondersi

 d’essenze aromatiche

evidenziate dalla sonorità

d’uno scricchiolìo dolcissimo

sorto nel vespro dorato

d’un sottovoce che allontana

rifrangenze d’addio

@Silvia  De Angelis

Angeli del fango.

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Angeli del fango siamo noi

senza faccia, senza volto

ma con un cuore grande

con una pala in mano

spaliamo con orgoglio.

Angeli si ma senza ali,  senza colori

ma nella solidarietà tutti uguali

senza distinzioni di bandiere nè razze

tutti uniti in solo credo…

Angeli rigogliosi d’ amore luminosi

siamo solo angeli di un solo colore

tutti uniti per combattere il dolore.

Sogno d’amore. Ormai vado da solo come una foglia nel vento che segue il tuo cuore in cerca del tuo viso dolce paradiso ho in mano una tua foto dove si riflette il tuo viso ed è come se questa foto catturasse il mio animo rendendolo prigioniero di un sogno d’ amore… I tuoi occhi entrano dentro me come radici e piano piano fanno crescere in me la pianta dell’amore… Ti sogno ogni giorno mio dolce amore…

 

 

 

 

 

donna creatura meravigliosa…..

 

 

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Donna creatura meravigliosa

fluttui nei miei pensieri come un onda

mi travolgi di dolcezza.

Donna sei essenziale

per te ogni momento vale

per essere amata accudita

come una stella in fondo al mare.

Donna…

L’ 8 marzo è la tua festa

l’ amore in te resta…

Ogni volta  che penso alla mia donna…

come un sole si accende nella mia vita…

 

 

 

Ti ho in mente eternamente.

 

Amore

ti amo perche sei tu

è tutto più blu

mi crei dei cerchi luminosi…

Amo tutto di te amore

Guardo il tuo sorriso

e mi sembra di essere in paradiso.

Vorrei essere in te

accanto  al tuo viso…

Ti  ho in mente eternamente

quando penso a te viaggio con la mente,

e ogni volta dal mio cuore

esce un dolce coro

amore mio io ti adoro…

 

 

 

ERNESTO CALZAVARA, di Silvia De Angelis

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Nasce a Treviso Enesto Calzavara, poeta dialettale di rilievo della seconda metà del 900.

Fu immerso nel corso della sua vita, nella professione di avvocato.

Il suo contributo alla poesia dialettale è davvero importante, infatti l’autore rivela la scelta cosciente di uno stile poetico del tutto sperimentale e innovativo, che utilizza tecniche e forme d’avanguardia fino ad allora usate solo per il linguaggio tradizionale.

Ciò si rileva in molto sue opere: “Ai materiali”, “Come se”, “Infralogie”, “All’insegna del pesce d’oro”,”Milano”.

Nella prima parte delle sue opere il Calzavara rispecchia temi cari della sua esistenza, rivelando particolare malinconia per un passato contadino, in uno sfondo autentico di “terra madre”. Inoltre si riscontra, nei suoi versi, un accenno alle problematiche del vivere e un sentire pessimista, che rappresentano una costante della sua produzione, in uno sfondo emotivo, riportato all’interiorità del poeta e al suo percepire le dinamiche dell’epoca.

Il Calzavara diviene famoso soprattutto negli anni 60 – 70, con variegate opere in versi trevigiani, ove, per la prima volta, tecniche poetiche innovative, si fecero strada nella tradizione della poesia dialettale.

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Parole mate     di Ernesto Calzavara  (dialetto trevigiano)

Rame che rema che respira de ua roza

rama remo rime roma ruma

totami dapartuto che casca

sul colo dea morte dai reclini de rame

E mi serco mi vago non so par dove

par che razo’n no vedo no so

ma rovine rente rovine

rovinasi ore de sol

suaque nere che frize pescao’ri’ e pesi

in croze de po’

Marao’ri’ Rua Chicaribo

romai amori più romai resta

parole mate

restè no morir

no morime in man

restè reste parole

T R A D U Z I O N E

Parole senza senso

Rami che remano che respirano di uva rosa

ramo remo rime roma ruma

rottami che cadono dappertutto

sul collo della morte dagli orecchini di rame

E io cerco io vado non so per dove

perché ragione non vedo non so

ma rovine vicino a rovine

macerie ore di sole

su acque nere che friggono pescatori e pesci

in croce di poi

Maraori Rua Chicaribo

ormai non più amori orami restano

parole senza senso

restate non morite

non moritemi in mano

restate restate parole

FRA LUCCIOLE INVISIBILI, di Silvia De Angelis

 

fra lucciole invisibili

M’adagio

nel fiato sobrio

di lucciole invisibili

fondendo

il rumore stantio del buio

col lascito breve d’un pizzo di luna

E in quel muto amplesso

 senza confine

lascio annegare

gli indefiniti niente

che in un abbraccio convulso

hanno sfinito le ipotesi d’un sogno

a mezza realtà

Ora

nella pochezza d’un respiro eccentrico

divarico molecole d’aria

per carezzare foglie di vento

prima che si disperdano

nel vibrar d’un soffio

nella densità del nulla…

@Silvia  De Angelis

24 AGOSTO, di Miriam Maria Santucci

24 AGOSTO
di Miriam Maria Santucci

Sono tornati dai campi i contadini
ed il bestiame riposa nelle stalle,
in strada giochi allegri di bambini
e in cielo già miriadi di stelle.
Il sogno aleggia lieve su ogni viso,
intorno tutto tace, è notte fonda.
Un tremore di terra e all’improvviso
in un istante tutto si trasforma!
Montagne spaventose di detriti.
Grida intorno a quel poco che resta.
Sogni stritolati mai vissuti.
Boati orrendi, come demoni in festa!

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
Amatrice 2016: foto di Patrizia Minervini

UN MOTO INANIMATO, di Silvia De Angelis

un moto inanimatobis

Nella pallida trasparenza lunare

muovi assorti passi

dediti all’ebbrezza

d’un nido lontano

Rivelò certezze

nel mietere sonorità e intarsi

cadenzati da golosi grappoli

Appesa

a quella remota vertigine

ti dondoli

nell’indifferenza

d’un moto inanimato

sognando

sussurri e vibrazioni

oltre la serratura

d’occhi attoniti

sull’essenza

d’una verità senza peso

@Silvia De Angelis 2019

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Parole nomadi blog

Non torneranno a fiorire le rose
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i moti inquieti di mare e tu,
mano nella mano a guidare il passo.
Scorrono i nostri anni adesso
in questo filo d’ordito logoro
e sfilacciato che stringo sul cuore.
Troppe volte carezzato
troppe volte cercato
per riviverti nei moti dell’anima
per trovare le braccia
che accolsero, consolarono
le mie pene, la voce
che non potrò più contenere.
E torno a quel mare invano
respirandoti nell’odore
di salsedine del vento,
nella voce profonda delle acque
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Stefania Pellegrini ©
(anno 2016)

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NON TUTTO SI IMPARA

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Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci