ZOLLE DI ETERNITÀ, di Vincenzo Pollinzi

ZOLLE DI ETERNITÀ, di Vincenzo Pollinzi

vincenzo

Il deserto che lascia

una presenza

quando viene a mancare,

silenziosa e greve

confonde l’ animo.

 

Ti sospinge con lo sguardo

nel vuoto e col pensiero

verso zolle di Eternità.

 

Perché sai che

sarà per sempre.

 

E solo allora ne ascolti

finalmente l`Anima.

 

Senti forte il bisogno

di andare via,

di restare solo

con te stesso

sotto il cielo offuscato

da nuvole piangenti.

  

Diritti Riservati @ Dicembre 2018

Foto dal Web

Alle otto, di Giusy Del Vento

Alle otto, di Giusy Del Vento

alle otto

Alle otto
esco dal barbiere
Pettinato con
un fiore di garofano
all’occhiello
Aspetto la nave
che ti riporterà
a casa oggi
Amici e gatti
mi passano accanto
Non li saluto
Io non li sento
Fisso l’orizzonte
Tu verrai dal mare
Cambiano le ombre
si allungano
senza allegria
Sono ancora qua, in piedi
Ho sete, aspetto
La nave è attraccata
bianca e azzurra
I passeggeri
sulla banchina
In attesa di partire
sono saliti a bordo
Baci e saluti
sorrisi, abbracci
Tu non sei scesa
Il cielo non è più qui
Che strana la sera
senza cielo
Sento il profumo
del garofano
Mi rassicura
forse . . .
Sono ancora vivo

Giusy Del Vento

Sinfonia Invernale, di VincEnzo Pollinzi

Sinfonia Invernale, di VincEnzo Pollinzi

sinfonia invernale

Sinfonia Invernale

Il giorno lentamente
si arrende alle sfumature
dell`incompiuto nella
monotonia della sera.

Le nuvole gonfie
sono un punto scuro
e inamovibile nel cielo
plumbeo di Dicembre.

Sembra che non sai più
che cosa sia il vero,
e smarrisci per strada
la coscienza del falso.

I pensieri si nutrono
di intensità effimera
del presente che
sfiora solo di striscio
il tuo svogliato percepire.

E te ne vai cosi incontro
alle tue ultime stagioni,
che si rincorrono
nel ritornello sempre uguale
di una Sinfonia senza voce
che si ripete all`infinito.

Diritti riservati @ Dicembre 2018
Foto dal Web

Così io sogno l’amore, di Grazia Denaro

Così io sogno l’amore, di Grazia Denaro

Buongiorno!

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Così io sogno l’amore

Piccola grande stanza
d’emozioni m’ammanta
col rimando di tutte quelle allegorie
dipinte sulla volta e alle pareti…

giro gli occhi ed ovunque vedo
scene d’amore sensuale,
mi suggestionano gli occhi
e mi riempiono l’anima
di richiami vagheggianti d’antiche voci
d’amori ancillari libidinosi
di corpi formosi
attegiati in pose flessuose.

Persa nell’universo
di quel soliloquio d’anime denudate
mi sento smarrita ma aderente ad altra vita.

I miei sogni più belli dormono
sotto l’ombra delle mie ciglia,
hanno la dolce inclinazione d’ali bianche delicate
volteggianti in un azzurro cielo,
la levità d’una farfalla che vola di fiore in fiore
e dona la carezza del suo tocco magico
ad illanguidire il cuore.

Così io sogno l’amore!

@Grazia Denaro@

FRANCESCA PIOVESAN, Una vita, tante vite, LADOLFI, 2015

FRANCESCA PIOVESAN, Una vita, tante vite, LADOLFI, 2015

Dalla Prefazione di Giulio Greco

una vita, tante vite copia

Limpido intrico

Apparentemente la raccolta di Francesca Piovesan si presenta lineare, cristallina, trasparente, ricca di suggestioni naturali e sentimentali al punto che ciascun lettore potrebbe identificare in questi versi particolari momenti della propria esistenza. E il titolo Una vita, tante vite ne costituirebbe la prova. E’, invece, importante che il lettore operi una vera e propria “seconda lettura”, concetto da intendersi non in senso materiale, ma sotto l’aspetto gnoseologico come ricerca di un “ulteriore” senso che superi la pura e semplice impressione colta al primo impatto.

Se ci limitassimo allo stadio “apparente”, perderemmo l’essenza stessa di queste composizioni: Una vita, tante vite dichiara anche e soprattutto la contraddittorietà presente nell’io narrante, che rivela una duplicità di antitesi alla ricerca di un’agognata sintesi […].    Ma lo sguardo dubbioso non si limita alle contraddizioni presenti nella condizione umana, si apre sulla natura, contemporaneamente realtà inanimata e specchio dell’anima, “luogo” dove il fascino di uno spettacolo si unisce e discorda con l’ignoto che attrae e spaventa, affascina e allontana, invita e respinge […] proprio questa concordia discors rappresenta la chiave di volta dell’intera raccolta[…]. La poetessa procede con vigorose pennellate scandite dalla paratassi, dall’accostamento di percezioni interne ed esterne che trovano unità nel “divenire” del reale e nel divenire della scrittura stessa, attraverso una frammentazione che si configura come segno stilistico della tensione dell’animo, di quel cor inquietum di agostiniana memoria alla ricerca di un riposo sentimentale, di una quiete esistenziale e di una sintesi gnoseologica[…].

Luci, poesia di Fabio Avena

Luci

Luci di un ospedale

quando vieni

alla luce.

Luci multicolore

al semaforo,

luci al neon

in ufficio,

luci al Led

a casa.

Luci rosse

ad Amsterdam,

luci di ribalta

in teatro,

luci di automobili

in corsia.

Luci di cera

negli altari,

luci di Natale

sugli alberi.

Luci di candela

al buio,

luci soffuse

a letto.

Luci di lucciole

nell’oscurità,

luci sepolcrali

in cimitero.

Luci arcobaleno

dopo la pioggia.

Luci stellate

la notte.

Luci solari

risplendono interiormente

ad ogni nuova rinascita.

Fabio Avena – Tutti i diritti riservati

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/AvenaFabio/

 

FRANCESCA PIOVESAN, La sospensione dei pensieri, LADOLFI, 2016

FRANCESCA PIOVESAN, La sospensione dei pensieri, LADOLFI, 2016

Dalla Prefazione di Giulio Greco

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La poesia come esprit de finesse

Il titolo della seconda raccolta di Francesca Piovesan spinge di primo acchito a cercare analogie con Les Pensées di Blaise Pascal, il grande filosofo francese tormentato dalla coscienza dei limiti umani. Egli mediante l’esprit de finesse riesce a superare le angustie della pura razionalità intrinsecamente incapace di cogliere la realtà dell’essere umano profondamente complesso, enigmatico, contraddittorio, ricco di infiniti aspetti. Ma Pascal è filosofo […] il poeta invece traduce in atto quello “spirito di finezza”, lo concretizza, lo invera. […] Anche Francesca Piovesan si pone sulla scia del pensatore transalpino[…].

La macrostruttura è delineata dalle diverse sezioni che scandiscono la diversità dei “pensieri”[…] Il pensiero del poeta è una sensazione che a fatica si risolve in parole. In questa lotta troviamo l’intera personalità di un essere che, oltre alla ragione, è materia, storia, lingua, vicenda, coscienza e inconscio, relazione, razionalità, sentimento, progetto, aspirazione, tradizione, originalità… […]

La Piovesan senza dubbio rappresenta l’esempio concreto che le maniere novecentesche postromantiche, avanguardiste o neoorfiche hanno lasciato finalmente il posto a una parola “chiara e forte”[…], una parola che sappia delineare scenari, aprire orizzonti di senso, battere con vigore sul cuore e sull’animo del lettore. Continua a leggere “FRANCESCA PIOVESAN, La sospensione dei pensieri, LADOLFI, 2016”

La poetessa Monia Pin si presenta ai lettori di Alessandria today

La poetessa Monia Pin si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia della poetessa Monia Pin, della quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva per il blog.

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Biografia

Mi chiamo Monia Pin, sono nata a Conegliano il 16 giugno del 1974 e vivo poco lontano, in un piccolo paese, sempre in provincia di Treviso.

Mi sono diplomata perito per il turismo nel 1993 e dopo una ventina d’anni di lavoro come impiegata presso aziende della zona ho deciso, causa la crisi e scelte di vita personali, di cambiare  totalmente lavoro dedicandomi all’assistenza domiciliare degli anziani.

Nutro da sempre la passione per la lettura spaziando in vari argomenti, ma solo da pochissimi anni e grazie all’incoraggiamento degli amici ho iniziato a scrivere poesie.

Inizialmente mi ispiravo solamente alla natura, poi nel corso del tempo ho lasciato più spazio al fluire delle emozioni, traendo spunto da ogni sensazione che colgo nel mondo circostante, lasciando parlare anche il mio mondo interiore con la voce della sensibilità, dando così sfumature diverse alle mie poesie. Spero con i miei versi di trasmettere positività ma soprattutto di riuscire nella missione più importante della poesia, cioè condividere con gli altri la gioia delle emozioni. Continua a leggere “La poetessa Monia Pin si presenta ai lettori di Alessandria today”

Il valore della vita, di Monia Pin

Il valore della vita, di Monia Pin

monia pin

Non ho il cifrario,

non conosco i suoi segreti,

ma il profumo del suo Mistero

giunge a me repentino.

Ha l’aroma fragrante della gioia,

il respiro della speranza,

vive nel corpo di una parola

e si dirama in rivoli d’amore.

Dicono si chiami Vita,

che parli una lingua ignota,

che scriva in caratteri arcani,

ed io ci credo !

L’ho vista fiorire presto

agli albori del giorno,

ne sento la voce lieve

calpestare piano la terra,

sollevo il capo e ne comprendo l’infinito.

E così bella che trattengo il fiato,

così preziosa da essere custodita gelosamente

in un tempio d’eccelso valore

che poggia su colonne d’eternità.

Monia Pin

Cronaca di un’amicizia, di Tiziana Iemmolo

Cronaca di un’amicizia, di Tiziana Iemmolo

Cronaca di un’amicizia.

Il sole tra i poeti diventa

Più caldo, si infrange nell animo ,

asciuga le lacrime e il sudore di chi fa della parola il suo

Spirito.

Tendini la mano,

Mio caro amico

Aspettami,

E sarò con te

Nei brividi e negli

Affanni.

Una carezza lieve ,

Sul cuore stanco.

Poesia immortale, di Monia Pin

Poesia immortale, di Monia Pin

monia pin

Io non ho creato alcuna poesia,

lei respirava già in me

i languidi bagliori dell’alba,

quando il mio sguardo

sfiorava i turbamenti del crepuscolo.

Lei muoveva sicura i suoi passi

quando io a malapena scorgevo

chiazze d’aurora indugiare nel buio.

Lei è la genesi di un infinito

del quale percepisco appena

variegati accenti confusi nel silenzio,

e non posso che contemplare

l’immortale sacralità

della sua eterna bellezza,

quando già ebbra della grazia concessa

accolgo trepidante gli inediti riverberi

del suo eterno amore.

Fu un battito d’ali il primo verso,

la poesia un volo radente,

come il librarsi di un’araba fenice

risorta prontamente in me

quando  mi credevo solo cenere.

Monia Pin

Ti dono me stessa, di Laura Neri poesie

Ti dono me stessa, di Laura Neri poesie

Ti dono me stessa 2958_5563469334069641216_n.jpg

Ti dono me stessa,
con le mie notti insonni
Ti dono il sole del giorno
Ti dono la mia vita
E la brezza del mare
Un pizzico di note
I bagliori del giorno
…la meraviglia
di orizzonti da varcare.
Accogli la mia essenza
la depongo ai tuoi piedi
io misteriosa ancella
ricca d’ amore
©Laur

Tutto è mistero, di Monia Pin

Tutto è mistero, di Monia Pin

monia pin

Riconosco ovunque mistero,

senza misura vive di infinito,

senza tempo respira l’eternità.

Esso si specchia nei nostri giorni

e ci interroga nelle nostre notti,

servendosi del silenzio come complice

e dell’oscurità come rifugio.

Si insinua tra i nostri sogni

col favore delle stelle,

si palesa appena sulla tela dell’alba

perché ogni aurora possa divenire poesia.

Pure la sera cade tra le sue spire

ed esso ricuce cielo e terra

coi fili dei suoi inesplicabili segreti,

mormora le sue confidenze al mare

perché le scriva sulla sabbia,

tra le vette ripone imperscrutabili enigmi

avvolti nel pallore della luna.

Miete sguardi di meraviglia

quando si infila nel crepuscolo,

e lascia intravedere allo sguardo audace

tracce del divino che ornano d’amaranto

brandelli di nubi rimaste sole,

sul limitare tra la notte ed il giorno.

Monia Pin

DOV’E’?, di Roberto Busembai

DOV’E’?, diRoberto Busembai

dov'e'?

DOV’E’?

Dov’è il profondo
che io possa fermarmi,
perchè questo continuo scivolare
mi trattiene il mondo
e io non so volare?
Dov’è la fine di un tormento,
per poter finalmente respirare
sarà dolore non saperti sempre
ma meglio avere le certezze
che navigare nel vano sperare?
Dov’è che mi posso fermare
e riprendere il mio lento
ma immenso camminare?

Roberto Busembai (errebi)

Immagine by Sandy Phimester

Restiamo costantemente sorpresi, di Giusy Del Vento

Restiamo costantemente sorpresi, di Giusy Del Vento

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Restiamo costantemente sorpresi
se il ciclo malgrado noi continua
Tornerà la luce i giorni lunghi
perciò sprangheremo le porte
verranno le rondini per fare il nido
le abbatteremo con le fionde
I boccioli saranno strappati per gioco
e dei fiori non sopporteremo l’odore
Né primavera né estate ci vedranno felici
patiamo troppi insetti o troppo caldo
troppo rumore e troppa bellezza
superflua, improduttiva
Scruteremo irritati con odio il mare
come i bambini nei luoghi di mercato
con le facce lunghe, resteremo coperti
dentro casa con le persiane accostate
Invano canteranno e balleranno per noi
siamo sempre in spasmodica attesa
di un nuovo inverno, per poterne parlar male

Giusy Del Vento

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