IL TEMPO PASSA, videopoesia: lettura di Bruno Pennasso

 

IL TEMPO PASSA
Testo tratto dal libretto di poesie “Le Impronte della Vita” di Miriam Maria Santucci, Musica “The Run Time” e montaggio video di Andrea Bassani. Voce di Bruno Pennasso. Edizioni Sogni in Scena. Prodotto da Nicola Minervini .
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

POZZI, autocitazione di Miriam Maria Santucci

 

 

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«E’ più facile riempire un pozzo senza fondo che soddisfare l’avidità di certi individui!»
(Miriam Maria Santucci)

 

Autocitazione tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte” 
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

24 AGOSTO, di Miriam Maria Santucci 

a01 24 agosto (foto di Patrizia Minervini) [orig] - Copia.jpg

 Per non dimenticare…

24 AGOSTO
di Miriam Maria Santucci

Sono tornati dai campi i contadini
ed il bestiame riposa nelle stalle,
in strada giochi allegri di bambini
e in cielo già miriadi di stelle.
Il sogno aleggia lieve su ogni viso,
intorno tutto tace, è notte fonda.
Un tremore di terra e all’improvviso
in un istante tutto si trasforma!
Montagne spaventose di detriti.
Grida intorno a quel poco che resta.
Sogni stritolati mai vissuti.
Boati orrendi, come demoni in festa!

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
Amatrice: foto di Patrizia Minervini

 

GIACOMO  LEOPARDI,  “Pensieri” XXVIII, recensione di Elvio Bombonato

GIACOMO  LEOPARDI,  “Pensieri” XXVIII, recensione di Elvio Bombonato

 “Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso (1), si divide in due parti: gli uni usano prepotenza, e gli altri la soffrono.

Giacomo Leopardi

Né legge, né forza alcuna, né progresso di filosofia, né di civiltà potendo impedire che uomo, nato o da nascere, non sia o degli uni o degli altri(2), resta che chi può eleggere (3), elegga. Vero è che non tutti possono, né sempre” (4).

  (1): Il tema leopardiano dell’odio (“Zibaldone”, 890 e 1721), non solo tra le Nazioni, ma anche nei piccoli gruppi di vicini e parenti. (2): la più recisa negazione leopardiana del progresso autentico (Cesare Galimberti). (3): scegliere, lat. (4): ci sono oppressi resi tali dall’incapacità, i quali, potendolo, sarebbero oppressori.

Interessante l’analogia tra l’agnostico L. e il cattolico Manzoni: “…loco a gentile,/ ad innocente opra non v’è: non resta/ che far torto o patirlo. Una feroce/ forza il mondo possiede…” (“Adelchi” atto V, scena VIII).

foto: Wikipedia

A volte canto una melodia di un amore, di Giuseppe Buro

A volte canto una melodia di un amore, di Giuseppe Buro

A volte canto

A volte canto una melodia di un amore

perduto, affondato nell’abisso del mare

che non ha fine.

Quella musica dei romantici incalliti,

dei ridicoli, che a volte si scherniscono

e credono ancora che l’amore ha un senso.

Quell’amore dei poeti perduti e mai

trovati, poi ritrovati che scrivono lacrime

e sospiri, di un amore andato perso chissà

dove. Continua a leggere “A volte canto una melodia di un amore, di Giuseppe Buro”

Urla dal silenzio, di Tania Scavolini

Urla

Urla dal silenzio, di Tania Scavolini

Squarci di cielo – poesie di Tania Scavolini

Ecco l’ultimo nato, interamente a sfondo sociale, temi diversi con poesie e brevi racconti a introdurre ogni tema

URLA DAL SILENZIO edito da CTL EDITORE LIVORNO
prefazione a cura di Marzia Carocci
immagine di copertina a cura dell’autore Tania Scavolini

Ringrazio la CTL, in particolare il direttore editoriale Nino Bozzi che ha seguito personalmente le varie delicate fasi della edizione del libro. Continua a leggere “Urla dal silenzio, di Tania Scavolini”

ANTONIA POZZI: analisi testuale di PUDORE, di Elvio Bombonato

di Elvio Bombonato. Alessandria
Antonia Pozzi, WikipediaQuesta poesia è ritenuta una delle più belle, delle 300 che scrisse, dagli studiosi della Pozzi, la quale fu scoperta di fatto e quindi valorizzata dalla Facoltà di Lettere dell’ateneo milanese,e quindi dall’Italia intera, dopo il 1985. Il problema fu l’edizione delle sue poesie, inedite, nascoste e censurate dal padre. Suor Onorina Dino, erede e custode dell’archivio, dopo la morte dei genitori della poetessa, è riuscita, in anni di meritorio e paziente lavoro filologico, a ritrovarle e ricostruirle.

PUDORE

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo d
ici

sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

Antonia Pozzi (1 febbraio 1933)
La Pozzi (Milano 1912-1938), probabilmente la maggiore poetessa del nostro‘900, di recente riscoperta, si rivolge all’uomo di cui è innamorata, vanamente.  Manca la punteggiatura, come nel primo Ungaretti, ma a differenza di lui, che lasciava le parole “a tremare negli spazi bianchi”, qui sono le singole proposizioni che vengono scandite e separate dagli accapo.
Continua a leggere “ANTONIA POZZI: analisi testuale di PUDORE, di Elvio Bombonato”

All’OMBRA DEL PERGOLATO, di Gianni Regalzi

All'OMBRA DEL PERGOLATO

di Gianni Regalzi

All’OMBRA DEL PERGOLATO

Seduto sotto il pergolato del vecchio cortile
Risento l’eco di voci passate;
lenti ricordi limati dal tempo
e dolci vertigini di scoloriti bagliori.
Languori assopiti mi ristorano l’anima
e risvegliano dal sonno profondo
i tramonti finiti.

“ Ven ‘n cà ch ‘t devi ancura fè i compit “
“ Anvisca la radio ch’a sentum ‘n po’ ‘d musica “
“ Büta la buta del ven ‘n tel puss almeno ‘sta sira u sarà frёsch “
“ Smorta la luce se no u j’entra i sensoss “
“ Parla pión: u j’ie mort la nona “

Forse è solo un sogno, mentre sto seduto
sotto il pergolato del vecchio cortile
stordito dall’intenso profumo dei tigli.
Continua a leggere “All’OMBRA DEL PERGOLATO, di Gianni Regalzi”

Sotto una pioggia sottile, di Grazia Torriglia

sotto

di Grazia Torriglia

Sotto una pioggia sottile. ..

Sotto una pioggia sottile
mano nella mano andiamo
noi amanti trovati tra le righe
di alcune poesie.

E scriviamo scriviamo l’amore
perché la pioggia non bagna
le nostre pagine e i sogni vivono.

Eppure piove fuori dai nostri cuori
Piove sui sassi e sui muri
e sulle foglie cadute e marcite
sulle povere cose senza riparo
sui visi che piangono l’ amore perduto.

Grazia Torriglia@

Dove l’Angelo sosta, di Giorgio Morabito

Dove l'Angelo sosta

di Giorgio Morabito

Dove l’Angelo sosta

Lasciai al vento
una parte di me,
come un ricordo
stanco e senza pace,
abbandonato ovunque,
nel respiro del tempo,
come una preghiera
dispersa nel cielo,
che la pioggia rintaglia
e ridiscende al cuore,
nel canto ingrato
del freddo inverno
che zampilla e poi tace
al sole, che spunta
dai tuoi occhi profondi
e passeggia, a rilento,
estorcendo i miei rimorsi,
dalle fessure dell’anima,
così pure scova le mie poesie,
che, senza ambizione,
sconfinano d’eterno,
oppur lì fuori si fermano,
dove l’Angelo sosta,
e accoglierà la mia storia
con dentro i miei occhi
imbevuti di luce…

©Gio M

Ugo Foscolo: poesia Alla Sera

ugo foscolo (1)

a cura di Maura Mantellino

Il 6 febbraio 1778 a Zante nacque Niccolò Ugo Foscolo, poeta, scrittore e anche traduttore. 

Vogliamo ricordarlo con una delle sue più belle poesie: 

Alla sera

Forse perché della fatal quiete

tu sei l’immago, a me si cara vieni,

o Sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete

tenebre e lunghe all’universo meni,

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme Continua a leggere “Ugo Foscolo: poesia Alla Sera”

Quante donne voglio amare, di Antonio Scarito

Quante

di Antonio Scarito

Quante donne voglio amare,

senza sosta stare insieme,

di ognuna prender qualcosa,

solo il meglio che può dare.

Di lei prendo quel sorriso che

mi ha lasciato sbalordito ,

quel bacio dato a volte,

senza capire come faccia,

l’andare suo cullandosi che

mi infiamma e pur accende,

quei pensieri ad alta voce

per capire dove ci portano

le delicate sue manine che

si poggiano su l mio corpo,

scivolano lente, vanno dove

più non provo a difendermi. Continua a leggere “Quante donne voglio amare, di Antonio Scarito”

IERI, di Gianni Regalzi

Ieri

di Gianni Regalzi

IERI

M’immergo nel passato
lontan dal tempo vile
fra l’ombre tanto amate
in quel sole d’Aprile.

Fra l’acqua che scorreva
tra quelle sponde lenta
e il vento che cantava
nell’aria quasi spenta
in quel vecchio cortile
col fico e l’alto pino
ov’io correvo beato
quand’ero ancor bambino.

Correvo e non pensavo
al tempo che fuggiva.
Ridevo e non badavo
al giorno che moriva.

Alessandria, 28 Ottobre 2008
Gianni Regalzi
http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
(da “Poesie d’Amore” dir.ris”)
(Foto di Gianni Regalzi
del Cortile di Casa Regalzi)

RINTOCCHI DI CAMPANE, di Miriam Maria Santucci

 

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RINTOCCHI DI CAMPANE
di Miriam Maria Santucci

Dalla finestra vedo le montagne
da dove scorgo il sole tramontare,
un nugolo di case e un campanile
che puntuale segna le sue ore.
Sussulto ad ogni tocco di campana
e rimango attonita e smarrita.
Da tempo non frequento più una chiesa
e nessuno chiederà chi mai io sia,
ma i rintocchi per me suoneranno 
nell’ora mesta dell’Ave Maria.

 

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
Foto di  Patrizia Minervini

 

 

Palizzate tra la riva e l’acqua, di Giuseppe Buro

Palizzate tra la riva e l’acqua, di Giuseppe Buro

Palizzate tra la riva e l'acqua

Palizzate tra la riva e l’acqua
dove emergono risvegli, dove
il verso galleggia….

Annebbiami pure la mente ma
non portarmi mai sull’orlo del
precipizio, contestami i sogni e
le aspirazioni, ma non dirmi mai
quello che devo fare.
L’uomo ha bisogno di esplorare
di evadere per sapere fin dove
arriva il sentiero, guardare dai vetri
giù nella valle fin dove arriva l’orizzonte.
Restringi pure le tue vestigia, lascia
sul corpo solo un piccolo frammento,
ma non resistere al freddo, copriti pure
col mio corpo.

@ Giuseppe Buro…

12.11.2018