La scrittrice e poetessa Maura Mantellino nella redazione di Alessandria today

La scrittrice e poetessa Maura Mantellino nella redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di annunciare che la scrittrice e poetessa Maura Mantellino è una nuova componente della redazione (ho il piacere di conoscerla da diversi anni e apprezzarla per la sua collaborazione in altri precedenti blog e quindi lo considero un prezioso e qualificato ritorno) alla quale diamo il nostro benvenuto e pubblichiamo la sua biografia, inoltre per chi vorrà leggerli in calce ci sono sono i link dei suoi primi post. 

Maura Mantellino copia

Biografia di Maura Mantellino

Nata a Torino il 10 luglio 1959, laureata in lingua e letteratura Inglese, giornalista e fotografa free lance, fino al 2016 titolare di uno studio bibliografico di grafica antica. Ha collaborato alla realizzazione e pubblicazione di diversi cataloghi d’arte e di grafica antica e moderna.

Attiva nella scuola primaria Giuseppe Mazzini di Torino con progetti quali ADOTTIAMO UNA SCRITTRICE , laboratori di lettura e di scrittura creativa. E’ presente in diverse antologie della casa editrice Rupe Mutevole.

Nel 2014 nasce il primo libro per bambini RACCONTI E FIABE, successivamente  una raccolta di racconti per adulti intitolata ALTERAZIONI  e il libro per ragazzi ULISSE- Epopea di un cricetino (Rupe Mutevole Edizioni).

A giugno 2015 pubblica il saggio di critica letteraria Kingsley Amis – Dalla rivolta al silenzio. E’ presente in diverse antologie con alcune liriche della casa editrice Antologica Atelier Edizioni; viene inserita con un aforisma  in diverse agende con marchio editoriale della Giulio Perrone Editore. Continua a leggere “La scrittrice e poetessa Maura Mantellino nella redazione di Alessandria today”

“Emozioni a colori” di Ilaria Romiti

“Emozioni a colori” di Ilaria Romiti

Emozioni a colori

Ilaria Romiti

Ilaria Romiti: Il suo libro “Emozioni a colori” è una raccolta poetica in cui il principale motore sono le emozioni a 360 gradi. Ogni poesia un’emozione, ogni emozione un colore, ogni colore un grido dell’anima…! La sua anima che si mette in luce esprime le sue emozioni che l’autrice si augura possano coinvolgere tutti!

Oltre la porta di Andrea SnaseviniOltre la porta di Andrea Sansevini

Da diversi mesi insieme ad Andrea Ansevini autore di “Oltre la porta”, stanno presentando i loro libri in varie librerie e circoli della loro zona, radio e tv e tra non molto inizieranno ad andare anche fuori regione, da rilevare che sinora ovunque sono andati hanno riscosso un grande successo di pubblico.

Infine sempre insieme stanno scrivendo un libro che il prossimo anno verrà alla luce e che appena disponibile saremo lieti di presentare ai nostri lettori.

Entrambi i libri sono editi da Le Mezzelane Casa Editrice – Rita Angelelli.

Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today

Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

La redazione di Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia del poeta e scrittore Andrea Ansevini.

Andrea Ansevini

BIOGRAFIA

Mi chiamo Andrea Ansevini e sono nato ad Ancona il 30 aprile 1979.

Ho vissuto fino al 2011 ad Offagna, poi dopo che mi sono sposato con Adele Muscato, compagna di vita e di penna, abito a Polverigi e svolgo molte passioni e hobby, ma non sono nuovo ad esperienze editoriali.

La prima poesia infatti l’ho pubblicata nel febbraio 1997 ai tempi delle scuole superiori sul giornale della scuola, riguardo a un mio compagno di classe che quell’anno ci aveva lasciato per un incidente d’auto.

Nel 2007 con La poesia “A Laura e Matteo”, ricevo un premio per la prima volta e giungo al terzo posto al premio al 5° concorso “Voci nuove nell’ascolano”.

Nell’aprile 2010 ho pubblicato il mio primo libro di poesie, una raccolta poetica intitolata “Poesia nel diario – 50 pensieri nel tempo”, edito da Marcelli Editore. Sempre nello stesso anno La poesia “In questo posto chiamato Offagna” si aggiudica il 1° posto al concorso “8° premio letterario – Città di Olginate” e la poesia viene inserita nell’antologia “Scrittori diVersi”.

Nel 2014 ho pubblicato in self il mio primo romanzo dal titolo “La porta misteriosa”. Negli anni a seguire ho pubblicato nel 2017 la seconda parte dal titolo “Oltre la porta” con la Casa Editrice “Le Mezzelane” e nel 2019 la terza e ultima parte dal titolo “Dentro la porta” che sarà di prossima uscita. Continua a leggere “Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today”

Canto della mia nudità, Antonia Pozzi, recensione di Elvio Bombonato

Canto della mia nudità, Antonia Pozzi, recensione di Elvio Bombonato

Canto della mia nudità

Guardami: sono nuda. Dall’inquieto
languore della mia capigliatura
alla tensione snella del mio piede,
io sono tutta una magrezza acerba
inguainata in un color d’avorio.
Guarda: pallida è la carne mia.
Si direbbe che il sangue non vi scorra.
Rosso non ne traspare. Solo un languido
palpito azzurro sfuma in mezzo al petto.
Vedi come incavato ho il ventre. Incerta
è la curva dei fianchi, ma i ginocchi
e le caviglie e tutte le giunture,
ho scarne e salde come un purosangue.
Oggi, m’inarco nuda, nel nitore
del bagno bianco e m’inarcherò nuda
domani sopra un letto, se qualcuno
mi prenderà. E un giorno nuda, sola,
stesa supina sotto troppa terra,
starò, quando la morte avrà chiamato.

antonia_pozzi_11

ANTONIA POZZI,  20 luglio 1929

E’ la poesia di un’adolescente che descrive se stessa. Per evitare equivoci, è indispensabile sapere che Antonia, nata a Milano nel febbraio1912 e morta suicida nel 1938, la compone quando ha solo 17 anni, e si è appena innamorata del suo insegnante di latino e greco Antonio Maria Cervi (il Ministro della P.I.

Gentile gli offrirà invano la cattedra alla Normale di Pisa), un gentiluomo; il quale dapprima cerca di allontanarla, ma dopo tre anni la chiede in sposa al padre, (avvocato tributario di fama europea), che lo caccia in malo modo, giudicandolo un “paria”. Il 13 luglio 1929 Antonia aveva scritto a Cervi: “E’ terribile essere una donna, ed avere 17 anni.

Dentro non si ha che un pazzo desiderio di donarsi”. Antonia si innamorò altre volte, senza mai conoscere l’amore fisico.  Cervi non si sposò, e, tornato a Milano, dalla sorella, dopo la pensione, si recava tutte le settimane in treno a Pasturo, dove si trova la tomba della famiglia Pozzi.

La poesia è scritta in endecasillabi sciolti metricamente perfetti; la sensualità indubbia ha, come sempre in lei, una connotazione mistica.

Giuseppe Ungaretti – San Martino del Carso

Giuseppe Ungaretti – San Martino del Carso

Poesie scelte: GIUSEPPE UNGARETTI, Porto sepolto, 1916.

https://www.libriantichionline.com

giuseppe-ungaretti--san-mart-20190220-120526-san_martino_carso.jpg

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

GORA, romanzo autobiografico,di Miriam Maria Santucci

def. 800 x 1135 per post

GORA, romanzo autobiografico
di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione. Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero. Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

AI CONFINI DEL CIELO, di Miriam Maria Santucci

 

11. AI CONFINI DEL CIELO

AI CONFINI DEL CIELO
di Miriam Maria Santucci

Umilmente ti appresti a ritornare
nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

LA PAROLA PIU’ BELLA, di Marino Moretti, recensione di Elvio Bombonato

LA PAROLA PIU’ BELLA. di Marino Moretti, recensione di Elvio Bombonato

Mamma. Nessuna parola è più bella.
La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

220px-Marino_Moretti

MARINO  MORETTI

Poeta crepuscolare, si occupò delle piccole cose (Pascoli) quotidiane (Poesie scritte col lapis: titolo programmatico), quelle che passano inosservate, eppure di esse è fatta la nostra vita. Strofa libera di 12 versi, perlopiù endecasillabi.  La parola chiave annunciata dal titolo è mamma. Iterazione anaforica dei versi iniziali (la prima…); rima interna in ossimoro (amorose/timorose), e climax (col precedente infinite); interrogativa tautologica, efficace nella sua semplicità“come chiameremmo la mamma? Mamma. ; poliptoto (vecchi/vecchia).

foto: Wikipedia

A MIA MADRE, di Miriam Maria Santucci

 

14 A mia madre

🌹🙏

A MIA MADRE
di Miriam Maria Santucci

 

Vengo a trovarti.
Ora sei fatta di lettere
impresse sulla pietra.
Ti guardo
e non so che dire.
Le parole
mi muoiono dentro
ad una ad una
e vengono a tenerti compagnia.
Ti guardo
e gli occhi s’annebbiano
di lacrime.
Tu, che non hai più angosce,
anche tu mi guardi
e mi rimproveri il pianto
con i tuoi occhi di pietra…

(16-4-1968)

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today

Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia dello scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva per il blog.

1a giuliano saba copia

1aa giardino botanico, giuliano saba dono a zonta club copia

 

 

Biografia:

Giuliano Saba nasce a Gonnosfanadiga (CA) nel marzo del 1949. 

Per esigenze di lavoro, all’età di venti anni, lascia definitivamente la sua terra natia e si trasferisce in Piemonte. Ora risiede in San Giuliano Nuovo (AL). Da sette anni, nelle vesti dell’artista per hobby, ha incominciato a dare forma e vita ai metalli. La maggior parte delle sue sculture in acciaio e in ottone, simboleggiano l’amore, la distanza, la nostalgia … il legame indissolubile con la sua Isola, con tutti quegli elementi ancestrali e quei sentimenti che il distacco non è mai riuscito a fugare dal suo essere.

Da circa un anno ah iniziato a esprimersi anche con i colori acrilici, per la maggior parte colori primari che riversa sui pannelli o sulle tele, quelli che, mescolandosi tra loro, fanno emergere una caleidoscopica ricchezza di stimoli percettivi, visivi e sensoriali dai quali prendono vita sensazioni e suggestioni.

Nel 2014 vanta un’esposizione personale nel suo paese natio e la partecipazione alla Floreale di Alessandria.

Sempre nel 2014 organizzò una mostra nella Chiesa Templare Francescana in Alessandria, con la compartecipazione di altri sei artisti.

Continua a leggere “Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today”

Libri: “Vita trasversale” di Felice Serino, recensione di Donatella Pezzino

In un mondo sempre più corporeo e materiale, viene spontaneo chiedersi se ci sia ancora posto per l’anima. Poi si legge la poesia di Felice Serino e allora tutta la prospettiva cambia. D’un tratto, il velo dell’apparenza si squarcia ed ecco la verità nuda, il significato ultimo dell’esistenza umana: l’evidenza che potrebbe, se solo lo volessimo, costituire l’abbrivio verso una vita piena, consapevole e scevra da paure.

In “Vita trasversale” l’anima è più che mai al centro, e la poesia diventa in toto ancella del pensiero. La silloge, infatti, raccoglie gli ultimi scritti (2017-2019) nei quali il pensiero e la spiritualità dell’autore campano emergono con più forza rispetto alla produzione precedente. Ed è una forza talmente dirompente da lasciare in chi legge un segno profondo: la poesia breve, il verso ridotto all’osso eppure pregno, vivo come non mai di immagini e sensazioni, dicono che l’uomo, prima ancora che il poeta, ha trovato ciò che cercava da tutta una vita: è arrivato all’essenza delle cose. Quasi sorride sornione Serino, tra i versi, evocando ricordi e illusioni di tante vite precedenti, del sé stesso del passato angosciosamente fermo dinanzi al muro delle convenzioni che adesso si è finalmente sgretolato.

E cosa c’è al di là del muro? Semplice: l’Oltre. E quindi, il Tutto. Pur senza essersi ancora, nei fatti, spogliato del suo corpo di carne, Serino si è distaccato dal mondo e dalle sue pastoie e può quindi aprire gli occhi su ciò che ci aspetta “dopo”. Non la fine, la morte, l’annientamento: oltre c’è un altro piano di esistenza, anzi, infiniti piani di esistenza da dove non solo i nostri morti, ma anche i tanti noi stessi speculari ci guardano. La nostra anima è un dispiegarsi in infiniti alter ego e in infinite potenzialità: tutto quello che i nostri limiti fisici e le costrizioni imposte dalla società ci impediscono può essere realizzato altrove, anche quello che abbiamo cominciato qui e che non siamo riusciti a portare a termine.

ora

danzi il flamenco che amavi

col tuo corpo d’aria

e da un altrove “detti” poesie

quelle

che non hai avuto il tempo di scrivere

Ma questo oltre non è trascendenza, è trasversalità: nel corso della nostra esistenza terrena, quindi, possiamo scorgerlo in trasparenza dagli innumerevoli segni inspiegabili in cui ogni giorno ci imbattiamo, nella bellezza della natura che ci fa “sentire” la nostra realtà di esseri spirituali, e soprattutto, attraverso il sogno. La dimensione onirica è sicuramente uno degli aspetti più interessanti della poesia seriniana, data la valenza assolutamente peculiare che le viene attribuita. Il sogno, infatti, è il trait d’union fra i diversi piani di esistenza: un bivio nel quale tutte le strade dell’oltre convergono, la via che rende possibile la comunicazione con l’invisibile permettendoci di evadere per un attimo dal nostro “esilio di carne”.

Ogni notte, quindi, il sonno ci scioglie dai ceppi del sangue per lasciarci fluttuare in quel Tutto al quale non smettiamo mai di appartenere, anche quando la vita di ogni giorno ci restituisce alla nostra condizione di peccato e di polvere: quel Tutto che è Dio e che è amore, assoluto e incondizionato. La consolazione alla nostra pochezza, quindi, è questo sconfinato amore di Dio per noi, e la certezza che, benchè peccato e polvere, torneremo a Lui; che tutto è in tutto e tutto è Dio; che la vita nasce dalla morte e si rinnova da sé stessa. Così, l’anima è un continuo partorirsi e ritornare al Tutto: è grazie a questa consapevolezza che possiamo vincere la nostra atavica paura della morte. Perché, infatti, dovremmo temere quel “punto di non ritorno” che invece di distruggerci ci restituisce alla nostra vera vita?

fioriti

nelle braccia di Dio

come nella prima luce

La luce, altro punto nodale del nostro poeta-pensiero: una luminosità che fa quasi male agli occhi, tanto è intensa e inestinguibile. La poesia di Serino è tutto un immergersi in questa Luce dove l’umano e il divino sono allo stesso tempo sorgente, fiume, cascata, foce, in una continua simbiosi dove si può conservare la propria unicità solo annullandosi. Ed ecco, quindi, affiorare un nuovo concetto capace di rispondere a tutti i nostri interrogativi, soprattutto di fronte alla sofferenza, all’errore, all’inadeguatezza: questa vita sulla terra ha senso solo se trascendiamo la nostra animalità per trasformare il nostro sangue in ali. L’angelo e l’uomo, due facce della stessa medaglia che la carnalità rende opposte, nemiche:

convivere con gli umori

di un corpo di morte

dall’animalità all’angelo: questa

l’impervia salita

più d’una vita se dal sangue

fioritura sia d’ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

e ancora:

le mani affondi

nel sangue delle convenzioni

mentre

all’angelo lucente del sogno

tarpi le ali

facendolo all’alba svanire

Basta immergersi nel proprio spirito per annullare qualsiasi distanza fra noi stessi e l’angelo che siamo. Allo stesso modo, il distacco dalla realtà che ci circonda ci aiuta a prendere coscienza della verità che sempre ci sfugge: che vita e morte sono una cosa sola; che non c’è una fine, e che ogni morte non è che un nuovo inizio. Se a ciò fossimo sempre presenti, affronteremmo con serenità, quando non addirittura con gioia, il passo estremo che ci attende, e che altri hanno compiuto prima di noi:

rinfranca il pensiero d’essere

immortale -e già dalla ferita della

creazione lo sei-

la morte ti cerca?

uscito dal guscio tu sarai altro

l’anima libera sarà dai lacci

lo spazio mentale onde di luce e amore

niente d’ imprevisto se la morte

non ti sorprenda più della vita

Avanzare negli anni, a questo punto, non è invecchiare, ma pervenire a nuova giovinezza; avvicinarsi sempre più alla verità mentre ci si allontana dalle meschinità del mondo. Eppure, come ogni altra creatura di carne e sangue, il Serino-uomo non può fare a meno di chiedersi: mi ricorderanno un giorno? Come sarà il momento del trapasso? Domande alle quali lo speculare Serino-pensiero risponde con l’ironia di chi ha già oltrepassato quella soglia e non può più essere scalfito. Il Serino che ricorda persone ed episodi del suo passato con tenerezza, con gioia struggente, filtrando ogni fotogramma alla luce dell’anima e conservando solo quelli in cui sia visibile il riflesso di Dio.

Così, il poeta rivolge lo sguardo solo alle strade che portano verso casa: l’amore, la bontà, la bellezza in grado di elevare, il donarsi che rende capaci di fare la differenza. Nonostante sia in continua introspezione, Serino non è mai chiuso in sé stesso. E in tutto ciò la parola lo aiuta, lo innalza, oltre le barriere che ovunque, su questa terra, ci opprimono e ci ostacolano. La parola acquista una valenza liberatoria grazie alle sue inesauribili possibilità di creazione: in questo sta il senso dello scrivere. Alla domanda: perché scrivi? Si potrebbe quindi rispondere: perché la parola è luce, e io detesto il buio. Perchè la parola è casa. E’ il respiro dell’anima, è la vita stessa. E l’assenza di ispirazione, di conseguenza, è un sentirsi disabitato/simile a quell’albero nudo/da cui son fuggiti i canti/vivere/di stelle spente.

Donatella Pezzino

Il pittore, scultore, cantautore e poeta Bruno Vergani entra a far parte della redazione di Alessandria today

Il pittore, scultore, cantautore e poeta Bruno Vergani entra a far parte della redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di annunciare che il pittore, scultore, cantautore e poeta Bruno Vergani è un nuovo componente della redazione del blog, in attesa di leggere i suoi post e conoscere le sue opere presentiamo una sua breve biografia.

Bruno Vergani copia.jpg

Biografia

Bruno Vergani nato a Milano diplomato in composizione pianistica. Dipingo e ho fatto diverse mostre. Amo scrivere poesie ho vinto diversi premi. Sono cantautore canto in dialetto milanese. Ho pubblicato un libro di mie poesie correlato da miei quadri.

Appassionato di Arte.

Lunario dei giorni d’amore, di Antonio Machado, recensione di Elvio Bombonato

Lunario dei giorni d’amore, di Antonio Machado, recensione di Elvio Bombonato

Per la tua finestra ornare

diede a me la mattina un ramo di rose.

Dentro un labirinto di strada in strada

ho cercato invano la tua casa.

In  quel labirinto mi sono perduto

in questa mattina di maggio fiorito.

Dimmi dove sei, dove sei?

Giro, rigiro, e non ne posso più.

Antonio Machado,  Lunario dei giorni d’amore

(traduzione mia; senza le rime)

220px-AntonioMachado.JPG

Para tu ventana  un ramo de rosas me dio la mañana.        Por un laberinto de calle en calleja, buscando, he corrido, tu casa y tu reja.                           

Y en un laberinto me encuentro perdido en esta mañana de mayo florido.                            

Dime dónde estás.           

Vuelta y revueltas. Ya no puedo más.

Il labirinto è metafora dell’incomprensione, del cercarsi senza trovarsi. O meglio: lui la cerca, continuando a girare disorientato, ma non riesce a trovarla, perché lei si nasconde e non si fa trovare.  La poesia si riferisce alla poetessa Guiomar (senhal), conosciuta attorno al 1930,  di cui si innamorò e che divenne la sua compagna.  Ricordo che Machado perse la giovanissima moglie Leonor, morta 18enne di tisi fulminante nel 1911.  Vedi la struggente poesia “Era una notte d’estate”, che ho pubblicato qui il 30/11/2018.  Si riprese solo grazie a Guiomar.  Nessuna traduzione può rendere il fascino dell’originale, la musicalità dei versi, le raffinate rime baciate.

foto wikipedia

RISVEGLIO, Dipinto – Poesia, di Bruno Vergani

RISVEGLIO, Dipinto – Poesia, di Bruno Vergani

SCREPmagazine

58380504_1308613912647520_1647782791728857088_o.jpg

RISVEGLIO

Azzurri fiori
al sole luminoso
di primavera.

Canto soave
al mondo che si
risveglia.

Luce che copre
il buio della notte
appena trascorsa.

Soavita’ dell’immenso.

Dipinto – Poesia – Bruno Vergani