SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

ANGOLO DI POESIA: MARIA ROSA ONETO e la sua sfida poetica col Realismo Terminale

Foto: Pixabay

(by I.T.K.).

Continua la sperimentazione e la sfida, un gioco ribelle con un po’ di ironia con la stilistica del Realismo Terminale. Per Voi i nuovi pensieri della poetessa Maria Rosa Oneto.

LA DENTIERA

La dentiera
galleggiava nel bicchiere
come feto abortito,
reperto archeologico
per addetti agli scavi.
La bocca
sbavava colla
e catrame.
Gengive marmoree
trituravano
il ghiaccio del frigo,
l’aria condizionata.
Mosche e zanzare
facevano corteo
in quelle fauci
spalancate.
Sorrideva la dentiera
tra le sgrinfie
del gatto di casa!
E l’uomo russava
ebro di vecchiaia!

LA FUGA

Gradini
in corsa
per le scale.
Tegole sbalzate
arrostite dal fumo.
Vetri saltati
in strada
come per un brindisi
di Capodanno.
Muri simili a foglie
dell’autunno.
Lingue di fuoco
attorcigliate
alle grida della gente.

Fu una fuga d’amore
all’odore acre del gas!

UN ULTIMO SPASMO

La telecamera
illuminò la scena
con occhi di vetro.
Scorreva vita –
biglia rossa
nell’ultimo gioco
di una donna agonizzante.
Uomini di plastica –
novelli figuranti –
le giravano attorno
senza calpestare le impronte.
Utensili, ferri da chirurgo,
fiato corto
dentro maschere assettiche.
Un ultimo spasmo
al compiersi della morte,
all’ironia sguaiata
di una telecamera spenta.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti intellettuali riservati

RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia

Gianfranco Isetta

(by I.T.Kostka)

In questa rubrica presento diversi mondi poetici e contemplo variegate stilistiche contemporanee, dedico molta attenzione alla sperimentazione e alle novità letterarie ma, lo ammetto con tanta ammirazione, leggendo le opere di Gianfranco Isetta provo sempre una profonda estasi paragonabile alla lettura delle liriche di Giacomo Leopardi. Come disse il Grande Maestro “La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima” ed è così nel caso di Isetta il quale, nei suoi intimistici e riflessivi versi, sfida l’arte poetica con grande agilità e fascino simile a quello leopardiano: mai nessun eccesso o espressione superflua, la struttura delle opere è sempre mirata ed evidenziata con trasparenza grazie all’uso raffinato ed essenziale di ogni parola scritta. La poesia di Isetta non grida ma, basandosi su una profonda riflessione e retrospettiva, scava nelle profondità della psiche umana sfiorando gli abissi e le corde più nascoste. Isetta non commette mai l’errore di cedere alla pomposa e inutile retorica né alle vuote descrizioni, è come un orologiaio della parola che sottopone un lettore ad una precisa analisi ed emozione con ogni strofa. È un caso raro perché non siamo mai sazi delle liriche di Isetta, al contrario, la loro essenza diventa sollievo e una specie di droga nella nostra rumorosa e aggressiva quotidianità.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ALCUNE POESIE SCELTE di GIANFRANCO ISETTA

(FINGERE DI CHIEDERLO ALLA LUNA)

Ho rimediato parole ogni giorno
tra i sassolini e le foglie ingiallite
come fossero voci in letargo
onde sismiche a propagarsi intorno
pronte alla luce che pure ci inganna.

E adesso che ne sarà del mio sangue? (1)
Che penseranno gli uccelli migranti
del mio stare con la ruggine ai piedi!
Non c’è un nulla a cui potersi aggrappare,
forse qualche promessa che si rinsaldi
lasciandola al sole ad asciugare.

E se arrivasse la notte, che dire…
proviamo a gustare qualcosa di vuoto.
Io fingerò di chiederlo alla luna
poi mi nasconderò tra i ciuffi d’erba
e nel mostrarmi e scomparire, il tempo
potrebbe dirci se possiamo scegliere.
O forse c’è un non-tempo che rapprende?

Continua a leggere “RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia”

ANGOLO DI POESIA: “ROTTAMI” (ispirato al Realismo Terminale) di MARIA ROSA ONETO

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)

È una grande soddisfazione vedere le valenti voci poetiche sfidare e sperimentare, con entusiasmo, la stilistica del Realismo Terminale – corrente artistica creata da Guido Oldani. Ci vuole grinta, ispirazione, fantasia e tanto coraggio. Tutte quelle doti, arricchite con una bella dose di spiccato talento, possiede sicuramente la poetessa Maria Rosa Oneto.

Compito compiuto con successo e… un po’ di brividi.

Buona lettura!

“ROTTAMI” (testo ispirato al Realismo Terminale)

Come pali
lungo i binari
restammo inchiodati
al vento.
Le gonne di cartapesta
pesanti di pioggia.
L’arrivo del treno
spezzò la notte
in un groviglio
di rottami.
Corpi sezionati
in laboratorio,
scarti per topi
senza fame.
Valigie sparse,
tracce di rossetto
sulla camicia bianca.
Urla di madri
all’abbaglio dei flash!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA IRONICA: CONDOMINIO / BLOK MIESZKALNY (Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)
Testo appartenente alla corrente del Realismo Terminale con la traduzione in lingua polacca / Tekst należący do nurtu zwanego Realizm Terminalny, z tłumaczeniem na język polski.

CONDOMINIO

Le carcasse delle navi sul fondale marino
son prese in affitto da migliaia di pesci,
esse litigano tra di loro come inquilini
che non trovano un accordo
per il silenzio notturno.

In quel grande condominio
le meduse fanno da buttafuori
usando i tentacoli come un teaser,
a volte ci arrivano anche i subacquei
visti dagli abitanti come alieni.

Si accendono di notte le anguille elettriche
– fari che segnalano la via del ritorno.

BLOK MIESZKALNY

Zwłoki statków na morskim dnie
wynajęte są przez tysiące ryb,
kłócą się między sobą jak lokatorzy,
którzy nie potrafią zawrzeć zgody o nocnej ciszy.

W tym wielkim bloku
meduzy są ochroniarzami
i używają parzydełek jak paralizatora,
czasami pojawiają się płetwonurkowie
widziani przez mieszkańców jak kosmici.

Zapalają się nocą elektryczne węgorze
– reflektory wskazujące powrotną drogę.

Izabella Teresa Kostka
06.06.2019

Tutti i diritti riservati / Prawa autorskie zastrzeżone

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di PATRIZIA VARNIER

La poetessa Patrizia Varnier al Verseggiando sotto gli astri… presso la Sala Civica Aldo Moro a Sovico. Foto: Umberto Barbera

(by I.T.Kostka)

Quando la raffinatezza si fa strada e matura “a passo di taranta”, possiamo contare sempre sui sublimi versi della poetessa Patrizia Varnier.

A Voi, con gioia, i suoi ultimi pensieri. Buona lettura!

ARSURE

Ho sete di poesia
che la vita si appanna
in volute di affanni
pare che non esista amore
pare che sia sola, ora.

Ansie non si dipanano
ansie di brutture sociali e private
ore che scorrono in muti solitari
anni che si bruciano
e non in salvifico sacrificio.

Ho sete di poesia
di occhi che vedano
l’interno delle cose
di orecchi che ascoltino
senza sconti sussurri d’anima.

E che sia pace fra dare e avere
e che sia pace di pulizia d’intenti

che canti oppure taccia l’usignolo
non cambierà la magia del suo volo.

FU FORTE VENTO

Fu forte vento e temevamo
avrebbe squarciato tutto
tetti protettivi
e mamme in allarme
tremebondi pali segnaletici
e secchi alberi secolari

insegne accese
e cuori spenti
tutto trasportato in alto
in cielo
per poi tutto insieme
essere abbandonato

in un volo
a caduta libera
per il semplice gusto
di mescolati opposti
in estremo gesto
di creatività divina.

Fu forte vento
e credevamo
avrebbe spento il mondo
invece si spense il vento
o forse semplicemente
corse altrove.

Noi più forti
e saldi
con più profonde
radici.

PURIFICAZIONE (a passo di taranta)

Macina amore
il passo della pazza
su sentieri
di rabarbaro ed ortiche
e danze orfiche
non risolvono lo strazio
di vilipeso amore
non raccolto.

Sacre danze
in cui cerchi riposo
da sacrificio
di intelligenza ed ego
da arcigni muri
di sabbiose fondamenta
da fuga muta
in assenza di senso.

E non importa
tu sia donna o dea:
carne e anima
pelle e senno
fuse-unite
e non saresti tu
se si potesse
fare distinzione.

Chiedi purificazione
e si fa strada.
A passo di taranta.

Patrizia Varnier

Tutti i diritti riservati all’autrice

SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej

(by I.T.Kostka)

Z ZIEMI POLSKIEJ DO WŁOSKIEJ: baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej”

ANGOLO DI POESIA: DUE LIRICHE SCELTE DI MARINELLA BRANDINALI

(by I.T.Kostka)

Oggi propongo due poesie di Marinella Brandinali. Fatevi incantare dalla pittoresca delicatezza dei suoi versi. Buona lettura!

TRA I PAPIRI

Laceri fiori per terra, senza tempo,
rimembra… sul viso luci ed ombre,
s’alternano portando a galla l’anima.
Sul pelo dell’acqua, pulci d’acqua galleggiano,
come pensieri, annaspano la mente,
non sazia di parole, ma di gesti.
La voce ritmica ti trasporta come piroga,
tra i papiri e le giunchiglie, teneri baci,
da dare restano sulle labbra
incapaci di dischiudersi.
Soffia il lembo d’oriente e porta con sè,
gocce di lacrime e perle d’amore,
non rimane molto tempo.

COME CIPRIA ROSA

Fai danzare la tua anima
Fallo al posto tuo
Giri vorticosi, inchini flessuosi
Leggera, eterea, come un’etoile
Sospesa in aria come cigno in volo
Un fermo immagine
Dopo un assolo, resta lì
Avvolta in tulle e cipria rosa
Gemma incompresa che non si posa.
Danza…
Danza quasi a sfinirsi al posto tuo
In un succedersi di piroette
E movimenti con grazia d’organza
A catturare lo sguardo
Di chi ti ammira.
Estenuante lavoro di corpo in crescendo
Fino a quando ormai il respiro esala
E anche tu sarai un donna che osa
Piuma di cigno in volo.

Marinella Brandinali

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA

(by I.T.Kostka)

Parlando del Realismo Terminale (la corrente e filosofia artistica in cui ogni essere umano viene sottoposto alla supremazia degli oggetti e “l’oggetto diventa soggetto”), ideato dall’illustre poeta melegnanese Guido Oldani, bisogna assolutamente mettere in evidenza un altro importante testimone: il suo cofondatore Giuseppe Langella.
Professore universitario alla Cattolica di Milano, saggista, critico letterario, poeta e, soprattutto, la seconda insostituibile colonna del Realismo Terminale, sempre straordinarmente efficace al fianco di Guido Oldani. Sarebbe superfluo, da parte mia, aggiungere un commento riguardante la ricca e superlativa attività professionale di Giuseppe Langella. La sua nota biografica e le opere poetiche scelte parlano chiaro riguardo al suo enorme impegno e alla devozione nel diffondere la filosofia del RT. Il suo intelletto, dotato di profonda e dettagliata conoscenza degli illustri Maestri del passato, ha saputo unire in modo eccellente le conquiste classiche alle rivoluzionarie idee del Realismo Terminale, indicando insieme al M° Oldani un nuovo valido itinerario poetico ed artistico per il Nuovo Millennio. Numerosi saggi, pubblicazioni letterarie, antologie, prefazioni, rassegne specialistiche e diversi articoli sulle prestigiose riviste del settore fanno di Giuseppe Langella il personaggio di spicco nel variegato panorama letterario europeo.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

NOTA BIOGRAFICA

GIUSEPPE LANGELLA
Nato a Loreto (Ancona), l’11 settembre 1952.

• Profilo accademico

È professore ordinario di “Letteratura italiana moderna e contemporanea” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, dove dirige anche il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, con l’annesso “Archivio della letteratura cattolica e degli scrittori in ricerca”. È membro del Consiglio Direttivo della “Società italiana per lo studio della modernità letteraria” (MOD). Condirige la «Rivista di Studi Manzoniani».

• Produzione scientifica

Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. Principali pubblicazioni scientifiche: Il secolo delle riviste. Dal “Baretti” a “Primato” (Vita e Pensiero, Milano 1982); Da Firenze all’Europa. Studi sul Novecento letterario (ibid., 1989); Italo Svevo (Morano, Napoli 1992); Il tempo cristallizzato. Introduzione al testamento letterario di Svevo (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995); Poesia come ontologia. Dai vociani agli ermetici (Studium, Roma 1997); Le ‘favole’ della “Ronda” (Bulzoni, Roma 1998); L’utopia nella storia. Uomini e riviste del Novecento (Studium, Roma 2003); Cronache letterarie italiane. Dal “Convito” all’“Esame” (Carocci, Roma 2004); Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (Interlinea, Novara 2005); Manzoni poeta teologo (1809-1819) (ETS, Pisa 2009). Continua a leggere “RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA”

SEZIONE POLACCA: WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI – REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI: REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

Od dłuższego czasu mówi się o poważnym kryzysie współczesnej kultury i sztuki, a przede wszystkim literatury i poezji. W zagonionym i zadymionym świecie nie mamy czasu na dostrzeżenie piękna, na kontemplację klasycznych wersów o nieskazitelnej harmonii i muzykalności. Czytelnicy, a szczególnie młode pokolenia, odchodzą od lektury i zainteresowań literackich, gdyż dla większości społeczeństwa pisarstwo i sztuka są uważane za coś staroświeckiego i zbytecznego. Sztywne zasady klasycznego piękna, ustalona rytmika strofy, rymy o precyzyjnych zasadach i strukturze sylabicznej stały się jakby “przyciasne” i archaiczne, a język, mentalność i środki komunikacji werbalnej podporządkowane zostały otaczającemu nas nawałowi przekaźników cyfrowych, komputerów, smartfonów i supremacji zaawansowanej techniki i technologii. Człowiek nie jest już “władcą”, nie stanowi o wolności swych myśli i poglądów, lecz stał się marionetką na linkach – przewodach nowoczesnego systemu. Wszystko zawiera się w informacjach dostarczonych przez kody kreskowe.

Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI – REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)”

RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale

(by Izabella Teresa Kostka)

È difficile trovare una voce poetica ben definita, intensa e originale nel panorama letterario quotidiano dei nostri tempi digitalizzati. Su numerosi social networks e portali culturali la scrittura poetica sventola e abbaglia come variegate palline appese in abbondanza su un albero di Natale. Tante parole ma poche pietre preziose.

Sicuramente l’arte letteraria di Tania Di Malta appartiene a una nobile ed eccellente rarità. Ho conosciuto Tania attraverso il tanto popolare Facebook, coinvolgendola a partecipare al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e ai nostri eventi dedicati alla corrente del Realismo Terminale, fondata dal poeta di fama internazionale Guido Oldani. Questo incontro artistico è risultato estremamente fecondo e il talento di Tania, impregnato della rivoluzionaria visione stilistica e filosofica di Oldani, sta esplodendo in maniera sorprendente!

La Di Malta, dotata di una grande sensibilità sociale ed emotiva, ha trovato nella stilistica del RT un suolo accogliente e stimolante, diventando una delle più attive testimoni della corrente e ottenendo numerosi importanti riconoscimenti. Appartenendo al Realismo Terminale ne sono estremamente felice, perché trovo in Tania una personalità artistica notevole e una grande determinazione nella ricerca d’un linguaggio efficace e puro ma, allo stesso tempo, molto contemporaneo e personalizzato, sorprendente e tagliente come un bisturi.

• TRE POESIE SCELTE

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

LE COLPE DEI PADRI

Per noi non ci sono state battaglie
solo oasi su carta moschicida
delegavamo ai dispositivi la coscienza
il consuntivo delle nostre sconfitte.
Il glicine era da tempo una griglia vuota
dove passava a stento, un sole terminale
la libertà era un videogame
e per la gloria, bastava una fotografia. Continua a leggere “RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale”

ANGOLO DI POESIA: “Oltre i fili spinati” di Izabella Teresa Kostka

Siamo tutti figli della Terra, indipendentemente dal colore della nostra pelle. Non dimentichiamolo, dedicato a tutte le vittime delle guerre razziali e di religione.

OLTRE I FILI SPINATI

Ci siamo incontrati oltre i fili spinati
che dividevano la mezzaluna da una vecchia croce,
due mondi sbagliati, chiari e scuri,
due figli innocenti in una gregge di pecore.

Non badavamo alle bombe
dividendo l’unica caramella tirata fuori da una tasca rotta,
eravamo come due ingenui cuccioli
svezzati troppo presto dal grembo materno.

(S’intrecciavano le nostre mani
mentre scartavamo quel miserabile dolcetto)

Eravamo bambini,
ottimi amici
imprigionati nel Mondo dei folli adulti,
due lati opposti della stessa moneta
che rendeva “scontata” la vita umana.

Ci hanno visti abbracciati,
accucciati come conigli,
legati per sempre dal sapore del dolciume,
nessuno ha chiesto i nostri nomi
giudicandoci soltanto dal colore della pelle.

E fu uno sparo bianco – nero,
l’ultimo regalo su questa Terra.

Gemono ancora le nostre madri
versando le lacrime nello stesso fiume.

Izabella Teresa Kostka

2018, tutti i diritti riservati

Foto: Pixabay

SEKCJA POLSKA: Nowa pozycja w katalogu Wydawnictwa Krywaj, Koszalin (Polska)

(by I.T.Kostka)

W tych dniach ukazała się antologia autorów wybranych “Kawiarenka poetycka 5”, w której obok licznych poetów współczesnych znalazły się i moje wiersze, tym razem w języku polskim. Książka wydana w sposób bardzo profesjonalny i z dużą życzliwością skierowaną do wszystkich autorów, jest kolejną pozycją literacką w katalogu Wydawnictwa Krywaj z Koszalina, marzec 2019.

Do zakupu w formacie książkowym w sklepie internetowym online Krywaj.

Zapraszam serdecznie do poczytania!

*

È appena uscita una nuova antologia dal titolo “Kawiarenka poetycka 5 / Cafè Poetico 5”, all’interno potrete trovare la mia breve biografia e sette poesie, stavolta in lingua polacca. Casa editrice Krywaj, Koszalin 2019, Polonia. Da acquistare in cartaceo direttamente dal sito della casa editrice Krywaj.

Buona lettura agli interessati!

Per la Giornata Mondiale della Poesia: sei liriche scelte di autori vari

(by I.T.Kostka)

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedico a tutti i lettori “Sei poesie scelte” di vari autori contemporanei: Loredana Borghetto, Anna Vercesi, Giuseppe Leccardi, Candido Meardi, Massimiliana Pieri e Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

• LOREDANA BORGHETTO

PAROLE

Parole incise sulla carne
con pennini spuntati
lasciate a macerare
in una scatola di latta
cadono sul foglio
come respiri
che tremano appena
lacrime dolci
di pensieri traditi
raschiano cicatrici
di antiche ferite
coprono segni
di schiaffi
sul volto battuto
dalla vita.

Finalmente
navigano leggere
sulla schiuma del mare
accarezzate dai freddi
colori dell’alba
lanciando scaglie di luce
nell’abisso popolato
di orchi e di fate.

• ANNA VERCESI

POESIA AL MASCHILE

donna
donna ti chiamo
dalle tue costole
dai tuoi seni forse nascosti
è il desiderio che ti apre il volto negli occhi
parevan sipari chiusi
parevan sepolcri abbandonati
io so
che dietro a quella polvere respiri
voglio strappare le tue zavorre
voglio ghermire i tuoi lutti
sarò l’uomo che non hai mai ascoltato
sarò la voce che ti ha tradito
nel tuo ventre troverò i colori sperduti
la voce del padre che ti generò
OH DONNA
dal capo ostinato
dal volto ingabbiato
io ascolterò la tua carne
io abbraccerò i tuoi ginocchi
pregando che il tuo precipizio
diventi il mio
il tuo ventre non è l’autunno
è un’alba
che oggi esplode
OH DONNA
se sei mia
appartieni al vento
là da dove arrivo anch’io. Continua a leggere “Per la Giornata Mondiale della Poesia: sei liriche scelte di autori vari”