Danimarca, incidente ferroviario sul ponte Grande Belt: 6 morti e 16 feriti. Rai News

Secondo quanto riportano alcuni media, sotto la violenza della pioggia e del vento un telone di un treno merci si è staccato e ha colpito il treno passeggeri che andava nella direzione opposta, costringendolo a frenare improvvisamente e facendolo deragliare. Dai circuiti internazionali, arrivano le prime immagini dei treni gravemente danneggiati

Sorgente: Danimarca, incidente ferroviario sul ponte Grande Belt: 6 morti e 16 feriti – Rai News

Lino Balza: Nomina sunt consequentia rerum

Lino Balza: Nomina sunt consequentia rerum

(Cercate di far sì che i nomi corrispondano alle cose ..)

Alessandria: Cinque considerazioni. Il costosissimo viadotto sul Tanaro, costruito dopo la demolizione dello storico ponte Cittadella incolpevole dell’alluvione, è un comunissimo ponte come se ne vedono tanti (ce n’è uno uguale sull’autostrada per Ivrea Aosta).

Lino Balza copia

Che non fosse un’opera d’arte degna di firma, lo dimostra anche che il suo progettista, Richard Meier, che si valutava un archistar Usa e non un provincialotto, non ha mai ritenuto che valesse la pena di venirlo a vedere ad Alessandria.

Il ponte Cittadella è da sempre stato chiamato con quel nome dagli alessandrini. La fortezza Cittadella è un patrimonio che tutti dicono assolutamente da valorizzare. Richard Meier è stato costretto ignominiosamente ad abbandonare il suo studio (Meier and Partners Architets) sotto l’insostenibile peso di delle accuse di molestie sessuali a ben cinque donne, per le quali si è giustificato: “Non sapevo chi fossero, non conoscevo i loro nomi”. 

Considerato tutto ciò, non è il caso di smetterla di nominarlo “ponte meier” e di chiamarlo finalmente con il suo degno nome di “Ponte Cittadella”?

Lino Balza

RETE AMBIENTALISTA

Il salto, di Marcello Comitini

Il salto, di Marcello Comitini

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Pablo Picasso, Child with flower

allo stupore dolente dei Genovesi

Eccomi ancora sui sedili posteriori dell’auto.
Nello specchietto retrovisore mi vedo lontano e piccolo.
Giocavo con la palla rossa e blu che mi ha regalato
la nonna per questo viaggio.
Mio padre diceva a mia madre di essere arrabbiato
perché aveva dimenticato di chiudere
il gas e la finestra del bagno.
Io immaginavo la nonna che entrava a casa
per chiudere il gas e la finestra mentre si guardava intorno
e sentiva la malinconia della mia assenza. Saranno contenti
– pensava – d’essere tutti in vacanza.
Non sono mai stati nel Midi della Francia in un sole più buono
e un vino più dolce di quello che fanno in Toscana.
È vero mio padre e mia madre non ci sono mai stati
ma già sanno qualcosa. Lo capisco dai loro visi sereni.
Mio padre diceva la nonna ormai è fuori di testa. Crederà
che non siamo partiti
diventerà triste e morirà di dolore. Non dovevi
dimenticare la finestra aperta e non chiudere il gas.
Mi vedo nello specchietto retrovisore
che ho messo da parte la palla e guardo mio padre.
Anche mia madre lo guarda scuotendo la testa.
Abbiamo voglia di dirgliene quattro
e poi ridere insieme di questo nostro amore che cresce.
Mio padre sorride e mi guarda
nello specchietto retrovisore. Io gli sorrido.
Nel piccolo spazio tra me e il sedile di fronte
lancio la palla che rimbalza e la prendo. Rimbalza e la prendo.
L’auto è il mio cortile il sedile è il muro di fronte
la palla è la musica del mare alla fine del viaggio.
Mia madre sorride e si volta a guardarmi.
Abbiamo tanta strada da fare
forse è meglio che dormi. Non voglio dormire.
Guardo la strada davanti a me tra i loro visi girati
voglio raccogliere sogni.
Cerco di non chiudere gli occhi, di sentire la voce
di nonna che dice ormai sei un ometto.
Poi non vedo più nulla. Tra le mie braccia la palla e la nonna
che apre e chiude la bocca in un silenzio di morte.

 

Genova d’amare, di Cristina Saracano

Genova: luogo d’origine di molti cantautori e di svariati gruppi musicali.

Genova, cantata nei suoi vicoli, nel suo vento, nel suo mare.

Genova dalla gente schietta, subito schiva, ma poi con una gran.voglia di chiacchierare.

Genova dai cibi semplici, fatti di erbe e di piacevoli profumi.

Genova e la forte pioggia, che fa paura quando viene giù

Una striscia di terra protesa verso il mare, e l’uomo ha fatto di tutto per poterla abitare e percorrere, ecco, anche questa è. Genova.

Ponti e case.

Piangiamo in silenzio in questa triste giornata promettendoci di essere migliori, senza perder tempo a incolpare chiunque sia un po’ diverso da noi per scelte o ideologie.

Perché Genova e l’Italia tutta siano belle e sicure.

Secondo ponte. Sì, ma dove e come?, di Dario Fornaro

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Qui Alessandria ● Dario Fornaro

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Il “secondo ponte” sulla Bormida riveste da tempo per  l’alessandrino – città e ampi dintorni –  caratteri di chiara necessità per la sicurezza e la fluidità dei traffici, ma, ad un tempo, l’argomento registra anche un andamento carsico: ogni tanto se ne parla, poi lunghi silenzi, poi se ne riparla… Talora viene anche riesumata una vecchia immagine progettuale (rendering?) di ponticello minimale  per una strada, a due corsie, in servizio tra  la “zona Panorama” e Spinetta Marengo.

Una proposta, per quanto se ne sa, priva di ogni consistenza decisionale, ma idonea a saltar fuori da qualche cassetto ove condizioni politiche, maritate opportunamente con la “somma urgenza”  che minimizza le discussioni, ne favorissero la reviviscenza. Continua a leggere “Secondo ponte. Sì, ma dove e come?, di Dario Fornaro”

Alessandria: Secondo ponte. Sì, ma dove e come?, di Dario Fornaro

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di Dario Fornaro

http://www.cittafutura.al.it

Il “secondo ponte” sulla Bormida riveste da tempo per  l’alessandrino – città e ampi dintorni –  caratteri di chiara necessità per la sicurezza e la fluidità dei traffici, ma, ad un tempo, l’argomento registra anche un andamento carsico:  ogni tanto se ne parla, poi lunghi silenzi, poi se ne riparla… Talora viene anche riesumata una vecchia immagine progettuale (rendering?) di ponticello minimale  per una strada, a due corsie, in servizio tra  la “zona Panorama” e Spinetta Marengo. Una proposta, per quanto se ne sa, priva di ogni consistenza decisionale, ma idonea a saltar fuori da qualche cassetto ove condizioni politiche, maritate opportunamente con la “somma urgenza”  che minimizza le discussioni, ne favorissero la reviviscenza. Continua a leggere “Alessandria: Secondo ponte. Sì, ma dove e come?, di Dario Fornaro”

Si lancia dal ponte a Casale Monferrato

Precipita aereo:vigili del fuoco recuperano velivolo da lago

Un turco di 28 anni. Salvato da 118 e vigili del fuoco

Casale Monferrato (Alessandria), 7 Gennaio – Si è gettato da un ponte sul Po a Casale Monferrato, la notte scorsa, ed è stato salvato da vigili del fuoco e soccorritori del servizio 118. Ora si trova all’ospedale Santo Spirito.

L’autore del gesto è un turco di 28 anni residente in città.

I vigili del fuoco lo hanno recuperato con una barca: era finito in un punto in cui il livello dell’acqua era basso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

All’origine del tentativo di suicidio ci sarebbero motivi di carattere sentimentale. L’uomo, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, non accettava la fine della relazione con la fidanzata. A dare l’allarme è stata la giovane donna.

fonte: http://www.ansa.it/

Non abbandonate il progetto di riqualificazione del lungofiume!

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da abo Giorgio Abonante. Alessandria

Prof. Luigi Nosenzo (Università di Pavia)

Ultimato e inaugurato il ponte Meier, abbellito il lungo-Tanaro con la risistemazione dell’area verde oggi denominata Parco Italia, resta ancora un vistoso problema da risolvere in loco: è praticamente impossibile accedere al letto del fiume!

Dalla passeggiata del Parco Italia si osserva una grande varietà di uccelli  occupare l’alveo del fiume, aironi, gabbiani, anatre, cormorani, ecc.. oltre a centinaia di piccioni. Sono lì perchè ci arrivano volando, beati loro! I pescatori e i cittadini, che le ali proprio non le hanno, sono stati invece estromessi. Ci riferiamo in particolare alla zona a valle del salto d’acqua presente sotto il ponte, che, fino a pochi anni fa, era, per antica tradizione, un punto di riferimento dei pescatori alessandrini. Continua a leggere “Non abbandonate il progetto di riqualificazione del lungofiume!”

Meier un ponte verso il futuro, Cittadella, a quando i progetti per messa in sicurezza e sviluppo?

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di Pier Carlo Lava. Alessandria

Rimanere ancorati al passato, a qualcosa che è stato ma che non ritornerà più non serve e non ci consente di mantenere la giusta lucidità mentale per valutare con obiettività quello che di nuovo avanza sotto i nostri occhi. 

I cambiamenti sono da tempo in atto da tempo in tutti i settori e dovremo abituarci a ritmi sempre più vertiginosi, in taluni casi riusciamo ad adeguarci alla mutazione degli eventi mentre in altri facciamo fatica a seguirne il passo. 

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Questo è un aspetto altamente soggettivo, dato che come ben sappiamo ognuno di noi di posto fronte ai cambiamenti reagisce in modo diverso ma sopratutto è un aspetto generazionale, basta prendere ad esempio la tecnologia, mentre le nuove generazioni si adeguano rapidamente e con piena soddisfazione alle novità che con frequenza ci vengono proposte, le precedenti non solo fanno fatica ed impiegano più tempo ad assimilarle, ma in molti casi addirittura le rifiutano. 

Alessandria: Venendo ai fatti di casa nostra e specificatamente al ponte Meier va detto che le forti critiche sull’abbattimento del vecchio ponte Cittadella sono rientrate, in particolare dopo l’ultima alluvione che ha convinto anche i più acerrimi detrattori del Meier, dato che se ci fosse stato ancora il vecchio ponte, molto probabilmente, Alessandria sarebbe stata nuovamente invasa dalle acque del Tanaro. Continua a leggere “Meier un ponte verso il futuro, Cittadella, a quando i progetti per messa in sicurezza e sviluppo?”