Lavoro – Consumi – Economia: Considerazioni sui dati ISTAT, di Pier Carlo Lava

Lavoro – Consumi – Economia, considerazioni sui dati ISTAT

di Pier Carlo Lava

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Alla luce degli ultimi dati Istat si possono fare le seguenti…

Considerazioni

1) Da un analisi degli stessi si evince che oggi la questione lavoro risulta essere il problema principale dell’Italia, sulla quale il Governo dovrebbe concentrare gli sforzi e tutte le risorse disponibili per invertire il trend della recessione in atto nel paese.

2) L’efficienza dello stesso si misura anche su questo tema, a tale proposito occorre ricordare che ad un aumento dell’occupazione corrisponde un maggiore potere di acquisto complessivo delle famiglie e conseguentemente una crescita dei consumi interni che sono fondamentali per il rilancio dell’economia.

3) In sintesi se si mettono più soldi nelle tasche delle famiglie italiane queste automaticamente li spendono sul territorio con tutte le positive conseguenze del caso, aumento dei consumo, del prodotto interno lordo oltre ai relativi benefici per il bilancio dello Stato. Continua a leggere “Lavoro – Consumi – Economia: Considerazioni sui dati ISTAT, di Pier Carlo Lava”

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera

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La riduzione della povertà passa dalle politiche economiche.  Prendendo spunto dal richiamo del Papa alla lotta contro la povertà  Gianni Bottalico ex Presidente Nazionale ACLI, su Agenda Domani  del 18 novembre 2018 ricorda che “Dal 1999 al 2013, il numero di persone nel mondo che vivono sotto la soglia di povertà estrema è pur sceso del 28%, passando da 1,7 miliardi a 767 milioni, ma i poveri restano ancora troppi, il 10% della popolazione mondiale.

Lotta

Nell’Unione Europea i poveri sono saliti a 117,5 milioni. Tanti sono le persone a rischio povertà o esclusione sociale, pari al 23,4% della popolazione, quasi un europeo su quattro. In Italia, nel 2017 le famiglie in povertà assoluta erano 1 milione e 778mila (6,9%) per un totale di 5 milioni e 58mila persone (8,4% dell’intera popolazione), il livello più alto dal 2005 (dati Istat e Eurostat)”.

Per contro nel mondo vi è sovrapproduzione: ci sono troppi beni, tutti mirano ad essere più competitivi a esportare, riducendo i salari e i diritti dei lavoratori; abbassando la capacità di spesa delle famiglie e alimentando la spirale dell’impoverimento del ceto medio. “Mai tanta ricchezza, mai così mal distribuita”.

Per far fronte alle tante disuguaglianze la lotta globale alla povertà è inserita fra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite; anche nel nostro Paese la povertà relativa e assoluta è peggiorata (ultimo rapporto dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile). Per questo, scrive ancora Bottalico “Servono, dunque, misure specifiche di contrasto alla povertà, insieme a politiche economiche orientate a fermare la caduta del ceto medio nell’area di rischio di povertà. Continua a leggere “Lotta alla povertà e nuove politiche economiche, di Carlo Baviera”

Sempre più gente chiede l’elemosina, di Rosario Tomarchio  

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di Rosario Tomarchio          

Ogni volta che mi trovo ad andare nella bella Catania, incontro un fiume sempre crescente di persone che chiedono una moneta per acquistare da mangiare. Io quando posso e non sempre è possibile do qualcosa e vedo che tanta altra gente fa lo stesso. 

Il numero sempre maggiore di persone che ti fermano umilmente per la strada e chiedono qualcosa è sempre maggiore e questo ci deve far riflettere o quantomeno porre delle domande. Domande ch’è difficile trovare delle risposte o non si vuole trovare la risposta.

La prima domanda che mi viene in mente da dove vengono tutta questa gente? Gran parte di loro ed è facile intuirlo dal colore della pelle o dai tratti del volto sono gente che viene dall’Europa, quell’Europa di recente formazione, altri da recenti immigrati, ma una parte sempre maggiore è composta da italiani come me o te.  Continua a leggere “Sempre più gente chiede l’elemosina, di Rosario Tomarchio  “

Povertà, di Poesie Massimo Galli

Povertà

di Poesie Massimo Galli

Povertà

Guarda quei visi ombrosi
quei volti accartocciati
scavati dal bisogno
guarda gli occhi pietosi
che cercano sbandati
frugando dentro un sogno.

La povertà si muove
non vista dalla gente
è un’ombra nella massa
avvolta in un altrove
di chi pietà non sente
e sulla fame ingrassa.
Continua a leggere “Povertà, di Poesie Massimo Galli”

CONTRASTO ALLA POVERTÀ: IN TESTA SICILIA CAMPANIA E CALABRIA

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28/03/2018 – Contrasto alla povertà, Tito Boeri: “raggiunte 251 mila famiglie al 23 marzo 2018, coinvolgendo 870 mila persone. Si tratta di dati cumulabili”. Sette beneficiari su dieci sono in regioni meridionali. La maggior parte dei benefici vengono erogati al sud per il 76% delle persone coinvolte, con in testa Campania, Calabria e Sicilia. Il numero medio di componenti per nucleo familiare e’ passato da 4 per il Sia a 3 per il Rei e l’incidenza dei percettori del reddito di inclusione risulta massima per i nuclei con 6 o più componenti.Il reddito di inclusione ha sostituito dal primo gennaio 2018 il sostegno per l’inclusione attiva (Sia).

http://www.nebrodiedintorni.it/2018/03/contrasto-alla-poverta-in-testa-sicilia.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FvvFmz+%28Nebrodi+e+Dintorni%29

 

L’€UROPA DELLE BANCHE AFFAMA IL SUD, LA POVERTÀ È AL LIVELLO DEL 2006 (SUD 39, 4%)

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Tra il 2014 e il 2016 il reddito equivalente medio delle famiglie italiane è cresciuto dopo essere quasi ininterrottamente caduto dal 2006. Questo complessivo miglioramento si è tuttavia accompagnato con una crescita della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e della quota degli individui a rischio di povertà.

12/03/2018 – La ricchezza delle famiglie è calata riflettendo quasi interamente la diminuzione dei prezzi delle case. La quota di famiglie indebitate si è ancora ridotta, mentre è rimasta stabile quella di famiglie che potrebbero avere difficoltà a ripagare i propri debiti. Il reddito medio delle famiglie italiane rilevato dall’indagine sul 2016, a prezzi costanti e corretto per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione, è cresciuto del 3,5 per cento rispetto a quello rilevato dalla precedente indagine sul 2014, dopo essere pressoché ininterrottamente caduto dal 2006. È rimasto tuttavia ancora inferiore dell’11 per cento rispetto al picco raggiunto in quell’anno. La crescita è stata sospinta dall’aumento sia dei redditi unitari da lavoro dipendente sia del numero di percettori. In tutte le principali classi di reddito, è cresciuta la quota di nuclei familiari che nel corso del 2016 sono riusciti a risparmiare. Secondo le famiglie, il reddito avrebbe continuato a crescere anche nel corso del 2017. Continua a leggere “L’€UROPA DELLE BANCHE AFFAMA IL SUD, LA POVERTÀ È AL LIVELLO DEL 2006 (SUD 39, 4%)”

Storia di strada, di Cristina Saracano

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di Cristina Saracano

Alessandria: In questi giorni nella cronaca locale si è parlato di due persone, padre e figlio, che vivono per strada, o meglio, sono stazionati sotto i portici di piazza Garibaldi ad Alessandria.

La crisi economica, le scelte sbagliate, o anche, in alcuni casi la voglia di scegliere una vita diversa, portano alcune persone a trascorrere la loro esistenza in strada, molto spesso senza nemmeno chiedere aiuto alla Caritas o altri centri di assistenza.

L’anno scorso ho conosciuto Stefano, un uomo all’incirca di quarant’anni che da qualche anno vive come clochard nel centro di Alessandria. L’ho incontrato nel cortile della CGIL, dove ha trascorso molte notti dormendo in una tenda un poco riparata e chiacchierando con lui mi è venuta voglia di dedicargli queste righe. Continua a leggere “Storia di strada, di Cristina Saracano”

Fabio Camillo: Ad Alessandria la povertà è una colpa?

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Alessandria: La maggioranza di destra in Consiglio Comunale ad Alessandria ha approvato, nel corso dell’ultima seduta, una modifica al regolamento di polizia urbana che, attraverso due emendamenti, estenderà a gran parte del territorio cittadino il divieto di chiedere l’elemosina già introdotto (con scarsi risultati) pochi mesi or sono limitatamente a pochi “punti caldi” del centro storico.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale i proponenti il provvedimento si prefiggono di “dare un segnale a coloro che ci hanno votato”. Lasciando da parte il fatto che la politica non dovrebbe “dare segnali” bensì risolvere problemi, la destra cittadina non si ferma qui ed introduce nel citato regolamento la “confisca amministrativa del denaro che costituisce il prodotto o il profitto della violazione”. Continua a leggere “Fabio Camillo: Ad Alessandria la povertà è una colpa?”

Fabio Camillo: Ad Alessandria la povertà è una colpa?

Camillo-Fabio

Fabio Camillo
Coordinatore cittadino Art. 1 – Mdp – Liberi e Uguali

Alessandria: La maggioranza di destra in Consiglio Comunale ad Alessandria ha approvato, nel corso dell’ultima seduta, una modifica al regolamento di polizia urbana che, attraverso due emendamenti, estenderà a gran parte del territorio cittadino il divieto di chiedere l’elemosina già introdotto (con scarsi risultati) pochi mesi or sono limitatamente a pochi “punti caldi” del centro storico.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale i proponenti il provvedimento si prefiggono di “dare un segnale a coloro che ci hanno votato”. Lasciando da parte il fatto che la politica non dovrebbe “dare segnali” bensì risolvere problemi, la destra cittadina non si ferma qui ed introduce nel citato regolamento la “confisca amministrativa del denaro che costituisce il prodotto o il profitto della violazione”. Continua a leggere “Fabio Camillo: Ad Alessandria la povertà è una colpa?”

Pietro Grasso: Lotteremo «per i molti, non per i pochi».

Pietro Grasso

Se abbiamo scelto queste parole per riassumere il nostro impegno con Liberi e Uguali è perché molti vivono alle soglie della povertà, costretti a rinunciare alle adeguate cure mediche. Molti chiudono attività che mantengono decine di famiglie. Molti non possono proseguire gli studi e si barcamenano tra contratti senza tutele e lavori pagati a cottimo.

Non sono slogan, sono fatti confermati oggi dal rapporto pubblicato da Oxfam Italia. Su 28 Paesi dell’Unione europea, infatti, L’Italia è al ventesimo posto per livello di disuguaglianza. A metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale. La quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella del 20% più povero della popolazione. In dieci anni il 10% più povero ha visto diminuire il suo reddito del 28%. Quasi un terzo!. Continua a leggere “Pietro Grasso: Lotteremo «per i molti, non per i pochi».”

Ricchezze ingiuste, di Cristina Saracano 

 

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di Cristina Saracano Alessandria

Non è una novità: Ferrero, Armani, Berlusconi e pochi altri: in Italia il 5% della popolazione possiede il 40% della ricchezza totale.

La forbice aumenta negli ultimi anni, così come aumentano i casi di povertà assoluta, precariato, graduale scomparsa del ceto medio.

Tra i 28 paesi più industrializzati, l’Italia è al 20.posto per disparità di reddito tra la popolazione.

Ci hanno voluto nati per produrre e, successivamente, per comprare.

Le soluzioni attuate negli ultimo anni: creazioni di grandi centri commerciali con aperture quasi ventiquatt’ore al giorno, hanno portato alla creazione di soli contratti di lavoro precari e discontinui.

La grande crisi economica che riguarda il nostro Paese ormai da dieci anni ha messo in ginocchio le aziende produttrici di beni di largo consumo e non si è quasi sentita per i beni di lusso.

Dati che inducono a riflettere, ma, soprattutto, dovrebbero invitare chi di dovere ad agire.

di Cristina Saracano

Fonte: La Stampa

La politica fatta sulla pelle delle persone

di Mauro Cattaneo

da: https://appuntialessandrini.wordpress.com/

Senza troppi clamori il Consiglio Comunale di Alessandria la scorsa settimana ha approvato una proposta della giunta – su cui l’assessore Molinari si era messo in particolare evidenza – di modificare quello che tra gli addetti ai lavori è noto come “Regolamento per l’emergenza abitativa”, ossia il regolamento in base a cui il Comune indica all’ATC i nuclei familiari a cui assegnare gli alloggi di edilizia sociale riservati alle situazioni di particolare emergenza. Una modifica che ritengo pessima per le gravi conseguenze che finirà per generare ma ancor più per lo squallido cinismo e la strumentalità di chi l’ha proposta.

Ma prima di entrare nel merito facciamo un po’ di chiarezza sul tema. La legge regionale sull’edilizia sociale (L.R. 3/2010) prevede che oltre al bando ordinario gestito dalle ATC per l’assegnazione degli alloggi pubblici – una procedura che ha tempi decisamente lunghi e si rinnova ogni tre/quattro anni – i Comuni possano assegnare una quota di alloggi a nuclei familiari che si trovino con uno sfratto già esecutivo oltre a una serie di casi molto più rari (sgombero per calamità, dichiarazione di inabitabilità e altri).

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Il senso della norma chiaramente è consentire risposte in tempi quanto meno accettabili alle famiglie sotto sfratto che certo non possono attendere i lunghi anni del bando ordinario. Ovviamente i nuclei familiari per poter richiedere uno degli alloggi di emergenza – oltre allo sfratto – devono presentare i requisiti ordinari per fare domanda di una casa popolare. Innanzi tutto devono aver residenza nel Comune da almeno tre anni. Ma anche altri requisiti come avere un ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) non superiore ai limiti stabiliti dal regolamento, non avere familiari assegnatari di altri alloggi di edilizia sociale, non essere occupanti abusivi e non avere alloggi in proprietà. Continua a leggere “La politica fatta sulla pelle delle persone”