PAROLE NUOVE di Fiorella Rega – Prefazione di Anna Maria Merola

PAROLE NUOVE di Fiorella Rega – Prefazione di Anna Maria Merola

Se per gioco, al posto di una presentazione, volessi racchiudere in un termine, in un aggettivo che, da solo, con sintesi ardi- ta, definisse per me la poesia di Fiorella, sceglierei: “penetrante”.

Le parole non si limitano mai ad accarezzare l’ascolto, ma ti catturano, ti rapiscono, ti sorprendono. Fluiscono, si muovo- no, e, per dirlo alla maniera dell’autrice, danzano.

Parole nuove

I brani si leggono con scioltezza, non ti bloccano in pas- saggi contorti od oscuri, e poi senti — e lo senti prepotentemente — che “qualcosa” ha toccato, e con forza, almeno una corda del tuo essere. Come “un risveglio”. Da Lei: “[…] lei si destò dal sonno e rise. E cominciò a volare”.

Quando il cuore riprende il suo battito dopo il buio delle notti, dopo il tempo delle attese, è allora che nascono “le parole nuove”.

Le parole sono “nuove” quando riaccendono nel lettore emozioni sopite, quando toccano e fanno risuonare i tasti di un pianoforte stanco e in disuso.

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Il nuovo è nelle immagini che riescono ad armonizzare, spesso con audacia, (“Ti ho pensato come nuvole sparse” da Pensieri) elementi all’apparenza dissonanti.

Fiorella coglie l’essenzialità del vivere e riesce a trasfon- derla nei versi con la stessa essenzialità, coniugando la leggerezza con la profondità del sentire, la fede con il quotidiano, l’amo- re con la libertà.

A volte i versi sono brevi e brucianti, altre volte hanno una lenta cadenza antica. E tu scopri che quelle poesie sono vive, palpitano, sussurrano o gridano, danno voce all’essere, ti parla- no dell’eccezionalità del quotidiano, raccontano di una donna, moglie, madre, credente… in cammino. Continua a leggere “PAROLE NUOVE di Fiorella Rega – Prefazione di Anna Maria Merola”

E’ USCITA LA MONOGRAFIA “QUANDO FINISCE LA LUCE ”: poesie di FRANCESCO TERRONE accostate a riproduzioni d’arte.

E’ USCITA LA MONOGRAFIA “QUANDO FINISCE LA LUCE ”: poesie di FRANCESCO TERRONE accostate a riproduzioni d’arte.

Prefazione di NAZARIO PARDINI. GUIDO MIANO EDITORE – NOVITA’ EDITORIALE

Pubblicata la monografia QUANDO FINISCE LA LUCE. Un felice connubio tra la poesia di FRANCESCO TERRONE in abbinamento con dipinti di vari artisti tra cui il pittore STEFANO DONATI, edito GUIDO MIANO EDITORE, luglio 2019, nella prestigiosa Collana PARALLELISMO DELLE ARTI diretta da Michele Miano.

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Nella collana “Parallelismo delle Artil’intento è quello di accostare per somiglianza un gruppo di poeti con la scelta di loro testi più significativi- attraverso fonti di ispirazione parallele con altrettanto gruppo di artisti. La monografia “QUANDO FINISCE LA LUCE” è un felice connubio tra i testi poetici di FRANCESCO TERRONE con vari dipinti, e sculture di artisti significativi. In particolare, la copertina del volume e della collana riporta l’opera “Fiumi di colore” di STEFANO DONATI confermando la volontà di condividere il progetto editoriale di questa casa editrice in una visione più ampia. L’obiettivo è quello di rafforzare la tensione a comuni intenti tra autore e pittore, dove le

tematiche del poeta sono messe in parallelo alla fonte di ispirazione dell’artista: il tema dell’amore, della natura, della memoria, del dolore, della solitudine. Continua a leggere “E’ USCITA LA MONOGRAFIA “QUANDO FINISCE LA LUCE ”: poesie di FRANCESCO TERRONE accostate a riproduzioni d’arte.”

“Fammi volare”, poesie di Luca Debiti

“Fammi volare”, poesie di Luca Debiti Copyright di Luca Debiti 2017

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Prefazione a cura di Maurizio Salici

Luca Debiti nasce a Mosca nel 1968 da genitori italiani in servizio presso l’ambasciata italiana.

È romano di adozione e vive ad Ariccia (provincia di Roma ) lavorando come operaio in una ditta che si occupa di manutenzioni idriche per conto di Acea (gestore acque della capitale ).

La sua passione per la poesia nasce in concomitanza di esperienze negative e non, che segnano e formano il suo essere uomo,facendo crescere dentro di lui un’importanza sempre più grande nei confronti dell’amore .

Nei suoi versi si possono leggere delusioni,emozioni,passioni;vissute e poi scritte per trasmettere con estrema semplicità l’importanza di ogni suo sentimento , la stessa semplicità che lo distingue e contraddistingue da altri poeti.

Luca è se stesso in qualsiasi sua parola e ognuna di queste ha un senso veritiero e profondo che enfatizza qualunque suo scritto. Continua a leggere ““Fammi volare”, poesie di Luca Debiti”

La variabile umana, di Lorenza Ronzano

La variabile umana, di Lorenza Ronzano

prefazione di Piero Cipriano

La variabile umana, di Lorenza Ronzano

Ci sono gli psichiatri ortodossi. Per capirci quelli diagnosi e farmaco. Sintomi e pillole. Ricoveri e pessimismo. Fino a quelli repressivi se non proprio fascisti, che fanno del manicomio del TSO della gabbia chimica un mezzo per appagare il proprio bisogno di forza, di dominio, di autorità.

All’altro estremo, quelli che per smarcarsi dagli psichiatri repressivi si definiscono antipsichiatri. Che se psiché + iatreia è arte di curare l’anima, etimo superbo, supponente, megalomane al limite del delirio (e del ricovero), se quest’etimo fosse stato rispettato almeno in parte non vi sarebbe nulla di male a professarsi psichiatra. Ma gli psichiatri da due secoli a questa parte sono stati i principali artefici dei manicomi e dell’eutanasia sociale che essi hanno determinato, sono stati i meccanici di questa macchina-internante-esseri-umani imperfetti, anormali, devianti, improduttivi, detta manicomio. Allora avrebbero…

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Marco Galvagni “I sottili pensieri di canto”

Marco Galvagni “I sottili pensieri di canto”

Poesie

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Prefazione di Valeria Bianchi Mian

Se non è facile scrivere storie d’amore, ancor più complesso è tessere i sentimenti in versi per cantare la poetica del desiderio.

Tradurre i dettami della passione in metafora non è un procedere per sublimazione; si tratta piuttosto di cogliere al volo una sensazione impellente, la necessità immediata del volto e del corpo dell’altro, per offrire le mani alla propria terra animica e scavare, aprendo varchi. Si tratta di lasciar emergere immagini ancora in abbozzo, affinché l’intuizione si possa far strada nel buio del ‘non ancora’. È così che la poesia d’amore nasce, cresce e, attraverso l’innamorato, parla un linguaggio universale.

Il poeta in amore è colui che con Eros opera trasformazioni, colui che rimescola la Prima Materia delle emozioni, della volontà imperante, dell’istinto, e ne fa componimento affettuoso dedicato all’oggetto amato – ché il soggetto è lo stesso poeta riflesso nel volto dell’altro/a.

Non è facile per me, per il mestiere che svolgo in questo spazio-tempo, leggere poesie amorose senza aprire le pagine della favola di Eros e Psiche. Faccio danzare i due protagonisti nella mia mente, li osservo prendere forma attraverso le parole di Marco Galvagni, un poeta capace di intrecciare il filo della terra al cielo, dando il via a un ballo-duello appassionato di farfalle in volo e onde in tumulto. Leggo le sue poesie e vedo l’anima – Psyché – alla ricerca di un Dio, quell’Amore che si cela nel non detto tra le parole e poi per incanto si mostra. Il lettore di questa silloge viene attratto dal percorso che si va delineando tra un uomo e una donna destinati all’incontro.

L’anima invece è candida,
nutre il corpo di luce trasparente che l’occhio irradia”.

Evocata Psiche, la fanciulla che ha perduto il proprio innamorato, altre immagini si aprono come un libro. Continuo a leggere le poesie di Marco Galvagni e mi lascio cullare dal ‘dolce stil novo’ che è ode alla donna amata, attualissima eppure antica, un’eco che risuona di beatitudine ma anche di timore. La silloge è dedicata a una fanciulla in carne e ossa, Elisa, ma chi può dire veramente che Elisa non sia la proiezione del desiderio umano? Alzo gli occhi verso la cima della torre alla ricerca di una Dulcinea per la quale combattere contro i mulini a vento. Poi mi sembra di scorgere quel sorriso che a Lancillotto donò la forza per affrontare le imprese cavalleresche in onore di Ginevra. Rievoco l’idea di una Beatrice lucente, guida dell’Io-poeta oltre le mura infernali, verso il Paradiso. La donna amata è Angelo che con la sua lanterna indica la via. Il poeta è cercatore di bellezza oltre la notte oscura. Che lei lo porti alla “pronuncia azzurra”, dunque: che ne faccia parola che si libra, i “sottili pensieri di canto”. Continua a leggere “Marco Galvagni “I sottili pensieri di canto””

“Fammi volare”, poesie di Luca Debiti, prefazione a cura di Maurizio Salici

“Fammi volare”, poesie di Luca Debiti, prefazione a cura di Maurizio Salici

Luca Debiti nasce a Mosca nel 1968 da genitori italiani in servizio presso l’ambasciata italiana. È romano di adozione e vive ad Ariccia (provincia di Roma ) lavorando come operaio in una ditta che si occupa di manutenzioni idriche per conto di Acea (gestore acque della capitale ).

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La sua passione per la poesia nasce in concomitanza di esperienze negative e non, che segnano e formano il suo essere uomo,facendo crescere dentro di lui un’importanza sempre più grande nei confronti dell’amore .

Nei suoi versi si possono leggere delusioni,emozioni,passioni;vissute e poi scritte per trasmettere con estrema semplicità l’importanza di ogni suo sentimento , la stessa semplicità che lo distingue e contraddistingue da altri poeti.

Luca è se stesso in qualsiasi sua parola e ognuna di queste ha un senso veritiero e profondo che enfatizza qualunque suo scritto. Per lui non ha alcuna importanza la metrica;scrive ascoltando il cuore ed il cuore non ha regole per alcuna forma poetica, bensì racconta tutto ciò che vive con emozione, ecco perché i versi di Luca arrivano diritti al cuore e in un modo o in un altro diventano parte di chi legge.

Potrei citare certi suoi passi che mi hanno colpito e fatto riflettere, ma lascio a voi che leggerete fare la stessa cosa che ho fatto io senza la mia influenza;quello che ha affascinato me in un modo, può affascinare voi lettori in un altro, solo per un semplice motivo: ognuno ha un vissuto a cui è legato in modo positivo o negativo e i versi di Luca sono adatti per qualsiasi trascorso e soprattutto vivono con la speranza di un presente proiettato in maniera positiva verso il futuro.

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Oltre la linea gialla, romanzo di Marisa Papa Ruggiero, di prossima uscita

Oltre la linea gialla, romanzo di Marisa Papa Ruggiero, di prossima uscita

Oltre la linea gialla di Marisa Papa Ruggiero, prefazione di Ivano Mugnaini, prossima uscita. Edizioni Divinafollia, 2018

Prefazione di Ivano Mugnaini

oltre 1a

Ci si meraviglia, a volte, del nostro allontanarci dalle cose che più ci appartengono e non si lasciano conoscere. Per non sentire le crude voci gridare il nostro nome da un pozzo senza fondo. Ci si meraviglia, ancora, di una cosa a cui non sappiamo dare nome, del nostro essere fuori da noi stessi, a cui non chiediamo più di tornare.

Brani come quello citato dimostrano il notevole livello di scavo e di indagine che sono connaturati a questo romanzo di Marisa Papa Ruggiero. Testimoniano il lavoro intenso sia a livello lessicale e strutturale sia nell’ambito dello studio psicologico. Il tutto si innesta nella trama con un amalgama frutto di elaborazione attenta che tuttavia non diventa macchinosa, ma, in virtù di un’immedesimazione empatica con i personaggi e le loro istanze, scorre fluida.

La narrazione non è mai asfittica o incolore. La sinuosità della frase è sempre finalizzata alle curve e alle ellissi della vicenda narrata, possiede l’agilità e lo scatto consoni ad un racconto che fa della tensione conoscitiva e della vividezza delle passioni il proprio fulcro e la propria sostanza.

La specificità del rapporto fondamentale di ogni storia raccontata, quello tra il narratore e la dimensione temporale in cui si colloca e ci trasporta, è, qui, anch’essa originale e specifica: la vicenda del pensiero sembra venire allo scoperto e prendere corpo e voce non per evocazione memoriale, ma, potremmo dire, per processi psichici che vengono fuori nell’immediato del momento emotivo e intuitivo dell’io. Continua a leggere “Oltre la linea gialla, romanzo di Marisa Papa Ruggiero, di prossima uscita”