“Note di viaggio” di Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira: un progetto fiabesco diventato spettacolo da togliere il fiato

” Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi, ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni, un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi, un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia”.
(cit. Fabrizio Caramagna)

Siamo fatti di viaggi e sogni fiabeschi, di fragranze speziate e magia dei Paesi lontani, dove le donne velate con le loro danze sensuali dipingono davanti ai nostri occhi immagini surreali di sorprendente bellezza e raffinatezza. Sicuramente da un grande incanto è nata una coraggiosa e preziosa idea artistica dal nome “Sharg Uldusù” che: ” … propone progetti che hanno in comune l’amore per le musiche del vicino e medio Oriente con le possibili collaborazioni che ne possono derivare”. Un progetto che “… abbraccia una vasta area geografica che parte dall’ agorà Mediterraneo, il Mare Nostrum, ricco di storia e culture che abbiamo condiviso per secoli e che oggi ci appaiono così lontane. Uno sguardo rigorosamente laico che abbraccia l’arte e la bellezza, condividendo valori estetici di un mondo che si vorrebbe migliore (…)” cit. Ermanno Librasi, fonte originale http://www.sharguldusu.it/

Proprio all’interno dell’appena menzionato “Sharg Uldusù” è nato un incantevole spettacolo dal titolo “Note di viaggio”: un incontro magico di tre personaggi di estrema sensibilità e attitudine artistica, di tre straordinari professionisti del settore uniti dalla stessa passione e voglia di far conoscere attraverso un linguaggio musicale, canoro e del corpo le antiche e moderne culture del Mediterraneo, un connubio sublime di tre grandi personalità artistiche come Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira. Nessuno può rimanere indifferente alla loro travolgente arte che racconta con estrema spiritualità e carisma il pellegrinaggio dell’umanità intera dall’Oriente all’Occidente, la storia e la ricchezza culturale di popoli lontani ma, allo stesso tempo, così vicini al Mare Nostrum.

Lo spettacolo “Note di viaggio”, con la sua prima ufficiale durante il programma “Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona” organizzato nell’ambito della rassegna “Percorsi Culturali”, ha lasciato tutto il pubblico senza fiato, con i cuori battenti all’impazzata e con gli occhi lucidi e stregati da cotanta bellezza.

La visione di “Note di viaggio” è un’emozione unica e imperdibile, consigliata a Tutti!

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ERMANNO LIBRASI – Metal & Bass Clarinet, S. Sax, Balaban (Duduk Azerbaijan), Furulya (Flauto balcanico), Zurna (Oboe turco), EWI, Elettronica

Clarinettista di formazione classica, insegnante di Educazione musicale e organizzatore di eventi culturali e lezioni/concerto presso diversi istituti.
Si dedica successivamente allo studio della musica jazz e del saxofono esibendosi con numerosi gruppi e dirigendo la Saint Gregory Jazz Band, formazione di 21 elementi dedita allo swing.
Nei primi anni ’90 segue la svolta etnica intrapresa da molti artisti che praticano l’improvvisazione come possibile linguaggio di incontro tra culture musicali diverse. Collabora con parecchi gruppi multietnici dedicandosi allo studio di strumenti musicali appartenenti alle tradizioni araba, turca e persiana come Duduk, Zurna, Kaval, e Baglama. Compone e arrangia il repertorio del gruppo Armonia Mundi sui cd “ Cigana “ ed. Aria – 1998 e “Baladi “ ed. Mingus – 1999.
Insieme al musicista di Teheran Darioush Madani fonda l’Ensemble Karevan che, tra l’altro, accompagnerà lo scrittore Younis Tawfik nelle presentazioni del suo libro “ La Straniera “ ed. Bompiani.
Si esibisce col gruppo tedesco Embryo col quale registra una suite che vede la partecipazione del virtuoso cinese di erh-hu Xizhi Nie.
Con Zakaria Aouna, percussionista di Rabat, crea Sahara Karevan che propone musica arabo-andalusa con danza del ventre.
Nel 2002 conosce Fakhraddin Gafarov, virtuoso di Tar azero e già direttore del Conservatorio Nazionale di Baku, capitale dell’Azerbaijan. Da questo incontro nasce l’Ensemble Sharg Uldusù (Stella d’Oriente) che propone una accurata selezione di melodie del vicino e medio oriente in numerosi concerti sia in Italia che all’estero e registra i CD “Sarevan “ ed. Nuvole in Viaggio – 2004, “ Sahara Karevan “ ed. SK – 2005 e “ Ghel Ghel “ ed. SK-2008.
Il 2012 è l’anno dell’incontro con l’armonicista jazz Max De Aloe che invita l’Ensemble Sharg Uldusù al decimo Gallarate Jazz Festival.
Nasce così una proficua collaborazione che porterà alla fondazione di Sharg Uldusù 4Tet con il virtuoso di Oud Elias Nardi e il poliedrico percussionista Francesco D’Auria.

Ermanno Librasi, foto: Umberto Barbera

DANIEL KOLLE – voce e percussioni.

Nato a Douala in Camerun nel ‘69, Daniel Kollè è figlio di un pastore protestante e titolare di un diploma in filosofia e lettere. Fa le sue prime apparizioni musicali in Italia nel ‘96, collaborando con vari gruppi e associazioni di tendenze afro, etnico e tribali.
Dall’esperienza maturata nei cori delle zone centrali dell’Africa, si esibisce inizialmente come corista vocalista. Ben presto però arricchisce il suo messaggio musicale esibendosi contemporaneamente come vocalista-percussionista accompagnatore.
Nello stesso periodo approfondisce le sue conoscenze partecipando a vari corsi e seminari in prestigiosi istituti milanesi, come il C.P.M. (Centro Professione Musica) e la Civica Scuola Jazz affiancando personaggi come Giorgio PALOMBINO e Toni ARCO.
Quello di Daniel è un percorso acustico che vanta molte tappe, dalle collaborazioni con diversi ensemble musicali, alla costituzione della Bantu Band, gruppo con il quale ha partecipato a innumerevoli manifestazioni canore e Festival in tutta Italia, in Europa e in Sud America. Tra queste,una tappa di rilievo è stata il Festival in memoria di Lucio Battisti a Poggio Bustone (città natale del cantautore italiano) nel 2001, dove ha emozionato la platea con una versione afro del brano “Canto Libero“; ma anche il Tour europeo e quello brasiliano con il coro Cantosospeso, la cantante americana Liz Mc Comb, Mouna Mari della Tunisia, Angelique Kidjo del Benin, Sandro Cerino, Mauro Pagani e Luca Dell’Anna (Italia); Rubens de la Corte e Davi Vieira (Brasile), Kolon Kandya (Burkina Faso); Lazare Ohandja (Camerun); Mercan Dede (Turchia); Ermanno Librasi (Medio Oriente). Tutte situazioni nell’ambito delle contaminazioni world music. Tra i riconoscimenti ricevuti vi è il primo posto conquistato all’Extra Festival di Radio Popolare nel 2004 con i likembe, per la rivisitazione all’africana del celebre pezzo “Lo shampoo” di Giorgio Gaber.
Dal ’96 ad oggi, musicista docente, impegnato in educazione alla mondialità ed inter-culturalità in varie scuole, palestre e biblioteche sul territorio nazionale. Continua a leggere ““Note di viaggio” di Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira: un progetto fiabesco diventato spettacolo da togliere il fiato”

EVENTI: Protagonisti dello spettacolo “Sogni accelerati” nell’ambito di “Verseggiando sotto gli astri” a Sovico

(by I.T.Kostka)

Il prossimo incontro nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri” ospiterà con gioia uno spettacolo ispirato ai testi tratti dal libro di Barbara Rabita e Antonio Laneve “Convergenze”, edito dalla casa editrice livornese CTL Editore. La musica dello straordinario e sorprendente compositore di altissimo rilievo artistico il M° Umberto Bombardelli, con la partecipazione dei talentuosi artisti di grande carisma tra cui Diego Ghisetti (attore) e Roberto Arnoldi (violino). Un’occasione imperdibile per conoscere un altro volto dell’arte, quello più contemporaneo e rivoluzionario, lontano dalla banalità del comune mercato pubblico.

Conosciamo meglio i nostri protagonisti:

• Il M° UMBERTO BOMBARDELLI (compositore)

Nato a Milano, ha studiato Organo, Direzione di Coro e Canto Gregoriano presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. Si è diplomato in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Luigi Benedetti. Ha studiato Composizione con Pippo Molino e Niccolò Castiglioni. Ha seguito corsi di Composizione Informatica con i docenti del Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova e si è laureato in Economia delle Aziende Industriali presso l’Università “Luigi Bocconi” di Milano.

Premiato e segnalato in diversi concorsi, nazionali ed internazionali di composizione, tra i quali “Castello di Belveglio”, “V. Bucchi” e “Nuove Musiche per Strumenti Antichi”, è tra gli autori contemporanei maggiormente eseguiti in Italia e all’estero, non di rado in sale e contesti di prestigio (Auditorium di Milano, Teatro Donizetti di Bergamo, Carnegie Hall di New York, Heliconian Hall di Toronto, Symphony Hall di Osaka, State Capella Concert Hall di San Pietroburgo – solo per citarne alcuni) e da parte di interpreti e ensemble di grande rilievo come Dèdalo Ensemble, Ensemble della Società Italiana Musica Contemporanea, New MADE Ensemble, Orchestra dei Pomeriggi Musicali, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Marco Rizzi, Paolo Carlini, Giulio Tampalini, Federico Mondelci, Mario Marzi, Gabriella Bosio, Orchestra I Solisti del’Accademia Nazionale di Musica – Astana (Kazakhstan), Orquesta de Camara de la Institucion – Messico, Ensemble Webern, ecc. Continua a leggere “EVENTI: Protagonisti dello spettacolo “Sogni accelerati” nell’ambito di “Verseggiando sotto gli astri” a Sovico”

RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge

(by I.T.Kostka)

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (cit. Vincent van Gogh)

Immersa nel verde come un’antica Musa, la personificazione dell’arte e della poesia, la poetessa Maria Caputo descrive se stessa confessando senza fronzoli: “Non sono io che faccio la poesia, è la poesia che fa me: mi rapisce, mi trascina, mi trasforma, mi sorride; e io sorrido alla vita. Sembra che diventi un’altra, ma questa sono io…” (cit.)

Maria Caputo trae la sua ispirazione dalla natura, dal mutamento delle stagioni e della Madre Terra, trasmettendo attraverso le immagini inizialmente ben conosciute e familiari (fiori, prati, pioggia, tsunami, sole) ogni tormento e ogni tappa del nostro pellegrinaggio esistenziale. L’autrice scrive con grazia sia della gioiosa primavera che della povertà che affligge il Mondo, del traguardo finale di ogni essere vivente, delle apparenze e dell’inganno così futile e fasullo (“La foto sulla lapide sorride”). Usa un linguaggio trasparente e apparentemente semplice, senza le ricercate e spesso “pompose” forme stilistiche, riesce a esternare ogni stato d’animo e mette in evidenza anche i più delicati e difficili aspetti della vita, addirittura la morte stessa. Nonostante lo spessore del pensiero lirico, la scrittura di Maria Caputo non è mai pesante né artificiale, ma mantiene la sua leggerezza e naturalezza senza diventare incomprensibile. È uno tsunami progressivo che lambisce e trascina un lettore con delicatezza e raffinatezza, lasciando nella sua mente una profonda commozione ma, allo stesso tempo, una sensazione di benessere psicologico mai sconvolto dalla serietà degli argomenti trattati.

Izabella Teresa Kostka, Milano

• BREVE NOTA BIOGRAFICA

MARIA CAPUTO, nata a Villamaina un paesino in provincia di Avellino, scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Alcune sue poesie sono state lette in programmi radiofonici e una di esse da Maurizio Costanzo, nel programma “L’uomo della notte”, su Radio Uno. Ha pubblicato due silloge: “Sprazzi” e “Tsunami”, prossimamente altre pubblicazioni in cantiere.

• ALCUNE POESIE SCELTE TRATTE DALLA RACCOLTA “TSUNAMI”

LE MIE TASCHE SONO PIENE DI FIORI

Le mie tasche
sono piene
di fiori dai
mille colori…
Di rose senza spine
e di sorrisi.
I miei sogni
sono accarezzati
da un cielo stellato.
Mi riposo cullata
da una nuvola
di emozioni.
Dalla mia finestra
vedo solo prati verdi,
gente allegra e sole,
non vedo altro,
di quello che
c’è e non
voglio vedere…
Un filo di vento
mi scompiglia
i capelli,
dolcemente,
mi accarezza.
Un altro sorriso,
inizia e finisce
un altro giorno…
E ritrovo
sempre
me stessa,
ogni qual volta
che guardo
l’ immagine
mia
riflessa. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge”

RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

(by I.T.Kostka)

Che, poi, io il mare lo ascolterei all’infinito. A tutto volume. Con gli occhi piantati sul soffitto del cielo. A immaginarmi la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Maria Rosa Oneto lo ascolta da sempre, quel mare ligure, custodito tra le rocce sporgenti e l’animo ipersensibile del suo ego interiore.

La sua vita è segnata da una fragilità eterna causata da una malattia invalidante ma, allo stesso tempo, forse grazie a questa disabilità fisica Maria Rosa è riuscita a sviluppare una sensibilità e saggezza surreali, esternando con grande talento i suoi desideri negati, i sogni mai realizzati, i pensieri e le riflessioni attraverso i versi sempre più toccanti e profondi come gli abissi del mare. Da ogni lirica, da ogni breve frase scritta in prosa si percepisce perfettamente il grande amore dell’Autrice per la Vita.

L’amore difficile e tormentato, spesso negato e difficoltoso come la sua esistenza “scolpita” dal dolore e dalla sofferenza, l’amore universale e vincente, perché proprio nell’arte trova il suo Nirvana.

La scrittura ha per la nostra Poetessa un valore quasi catartico, diventa “grazia e misericordia”, aiuta ad alleviare le sue ferite spirituali, quelle più nascoste e taciute, cicatrizzate e incarnite da sempre. Leggendo le opere di Maria Rosa addentriamoci in un Mondo personale impregnato di bellezza raffinata e nostalgia esistenziale, di femminilità e malinconia, di rabbia e rassegnazione, di sessualità desiderata ma ingiustamente spezzata, di empatia e di immensa, matura saggezza.

Le maree della vita non sono mai state generose con Lei, ma nonostante questo la sua anima non è amareggiata, l’autrice non accusa nessuno ma porta la sua croce, accettando il destino con dignità e pazienza. Io ho pianto, sì, ho pianto sfogliando le pagine della sua ultima silloge dal titolo “Prima che la notte”. Mi sono commossa leggendo quel Suo grido “Cerco l’amore” intrappolato sulle pagine bianche del libro, imprigionato come Lei in una stanza sulle sponde del mare.

Ho versato lacrime di commozione assaporando la bellezza invocativa della lirica “Benedetto sia…”, della preghiera “Signore” e del monologo “Al ramo più alto” in cui Maria Rosa “seduta davanti al vetro della cucina / ricomponeva i pezzi di un esistere tenace/ sull’onda del martirio/ della disperazione nera”. Soffermiamoci un attimo dedicando la nostra attenzione alle sue poesie, al suo “Essere Donna” fragile ma forte, al suo spirito guerriero e allo sconforto di una martire mai consolata. Maria Rosa Oneto merita la nostra ammirazione, non è una poetessa qualunque ma un simbolo di una Vita vissuta a testa alta anche nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

Izabella Teresa Kostka

MARIA ROSA ONETO nasce a Rapallo (Genova) il 23 novembre di un anno lontano.
L’amore per la scrittura lo coltiva sin da bambina, diventando stimolo creativo per un vivere meno infelice. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.”

LIBRI: GUIDO OLDANI “LA GUANCIA SULL’ASFALTO” (Mursia)

(by I.T.Kostka)

La mia grande conquista: l’ultimo libro del M° Guido Oldani “La guancia sull’asfalto” – raccolta calda, crudele e preziosamente ruvida. Il Realismo Terminale D.O.C. che seguo col cuore dopo averlo abbracciato nel 2015 / 2016. Nota introduttiva a cura del Prof. Giuseppe Langella, editore Mursia. Testi crudi, perfettamente sincronizzati con le onde della nostra complicata tecnologica vita moderna, gettata come un rifiuto nella discarica dei sentimenti privi di misericordia. Ci siamo persi tra vari oggetti soppressi dai codici a barre, dimenticando di essere “semplici e fragili mortali”. La poetica travolgente, geniale nella sua trasparenza e metrica, scritta con una leggerezza stupefacente e un linguaggio sobrio ed efficace, mai artificiale nonostante la difficile impronta civile dell’intero volume. Libro imperdibile che consiglio sinceramente a Tutti!

Foto: Izabella Teresa Kostka. Guido Oldani – fondatore del Realismo Terminale, febbraio 2019

RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia

(by I.T.Kostka)

Il 28 dicembre 2018 è iniziata l’edizione polacca del programma “Verseggiando sotto gli astri / Poetując pod gwiazdami”. Alla serata “Dal Baltico al Mar Mediterraneo”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, abbiamo avuto piacere di ospitare un personaggio molto apprezzato dai lettori, critici e dalla Polonia statunitense: ZBIGNIEW ROTH, poeta e compositore. All’artista sono stati assegnati ben due PREMI ALLA CARRIERA: LA MEDAGLIA D’ARGENTO “LABOR OMNIA VINCIT” per l’attività artistica educativa, conferita dal Direttore Edmund Dudziński dell’Associazione Hipolit Cegielski di Poznań, “LA CHIAVE DI VIOLINO D’ARGENTO” in occasione del 50° Anniversario del lavoro artistico svolto come compositore, assegnata da Kazimierz Miler, il Presidente della Federazione dei Gruppi Folcloristici Polacchi e, a sorpresa, anche il terzo e inaspettato premio “LA NOTA D’ORO”.

● Breve nota biografica dell’autore

ZBIGNIEW ROTH (Poznań, Polonia) autore, compositore, poeta con uno stage di copyright di 61 anni a lungo termine, scrive dal 1957 e compone dal 1968, come compositore celebra il suo 50° Anniversario nel 2018.
Dal 2007 – Membro dell’Accademia Poetica Americana Polacca con sede a New York (USA), dal 2009 – Membro Onorario del Gruppo Letterario e Drammatico. K. Przerwy – Tetmajer a Chicago (USA), dal 2012 – Membro onorario del Circolo 83 Infrared a Chicago (USA), dal 2013 – Membro dell’Associazione polacca di autori, giornalisti e traduttori in Europa A.P.A.J.T.E. con sede a Parigi (Francia), da settembre 2014 membro della Società polacca di artisti, autori, animatori della cultura PTAAAK di Poznań e dal 2016 membro del ramo SAP di Kołobrzeg. Autore di numerose raccolte di poesie, le sue opere letterarie sono state pubblicate su molte prestigiose antologie e riviste del settore.

● ALCUNE POESIE DI ZBIGNIEW ROTH:

NASZ OJCZE JESTEŚ Z NAMI

Tyle minęło dni bez Ciebie
tygodni, miesięcy Ojcze Święty
byłeś nadzieją dla każdego
biednemu dałeś rękę w potrzebie
szukałeś dróg ku wolności
młodym będąc drogowskazem
nadzieją na przyszłość robotnika
dla nas Polaków wszystkich razem

Dziś pod granitem Bazyliki
hen na obczyźnie Twoje ciało
obywatelem byłeś świata
innym narodom orędowałeś
Bożej owczarni będąc pasterzem
ludziom oddałeś serce swoje
a ja dziś mogę rzec szczęśliwy
że było Polskie, wielkie i moje

PADRE NOSTRO SEI CON NOI

Sono passati tanti giorni senza di te
settimane, mesi, Santo Padre
eri speranza per tutti
hai dato una mano al povero
cercavi i viali della libertà
ai giovani indicavi la strada
donavi speranza ai lavoratori
e a noi polacchi tutti insieme

Oggi sotto il granito della Basilica
distante in esilio giace il tuo corpo
Sei stato un Cittadino del Mondo
Hai guidato le nazioni lontane
facendo da pastore nell’ovile di Dio
Hai donato il cuore alle persone
E oggi posso dire tanto felice
che era polacco, grande e mio Continua a leggere “RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia”

ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia

(by I.T.Kostka)

Oggi alcune poesie della poetessa Alicja Kuberska nata a Świebodzin in Polonia, una delle artiste partecipanti alla prima serata dell’edizione polacca del programma culturale ciclico “Verseggiando sotto gli astri – Poetując pod gwiazdami”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, il 28 dicembre 2018. Alicja Kuberska è una delle poetesse già ben riconosciute sul panorama letterario nazionale e internazionale, ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche nel nostro Bel Paese. Da ricordare sicuramente quelli ottenuti al Premio “Nosside” (2014, 2015), al Concorso Internazionale Letterario “Tra le parole e l’infinito” (2018) e il riconoscimento assegnato dalla prestigiosa European Academy of Science Arts and Letters (Francia, 2018). Scelta come Poetessa dell’anno 2017 dalla fondazione Soflay Literature Foundation.

Alicja Kuberska su YouTube:

https://youtu.be/E3iV4EVWMj8

Traduzione in italiano a cura della poetessa polacca Joanna Kalinowska.

• ZAMIANA

Szkoda, że nie można kupić nowej duszy.
W supermarketach nie ma napisów
– Dusza! Promocja!
Stara jest niefunkcjonalna.

O wiele łatwiej mieć prostą wizję świata.
Twardo stąpać po ziemi, nie mieć marzeń.

Tkanka chciwości zabezpiecza byt.
Życie ma wymiar materialny. Ideały uwierają.

Zająć czołowe miejsce w wyścigu szczurów.
Wyrzucić sentymenty, łzy.

Moja dusza potrafi wybaczyć.
Nie umie zapomnieć – zaufać na nowo.

Mówi, że nie wstępuje się do tej samej rzeki.
Nierozsądna – wyrywa się do ludzi.

Nie słucha rozumu. Zapomina, że czasem boli.
Wiecznie głupia, nie uczy się niczego. Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia”

ANGOLO DI POESIA: TANIA DI MALTA – intrecci amorosi oppure terminali?

(by I.T.Kostka)

Oggi, in occasione della Festa degli Innamorati, sarebbe assai scontato parlare d’amore nel modo tradizionale. Cuoricini, palloncini ma… dov’è la vera essenza del sentimento? Frizzante o squarciante, piccante o melenso, infantile o maturo, vero o fasullo: l’amore è come gli scatti di un cortometraggio e riesce a sorprenderci sempre, come la talentuosa e scintillante poetessa Tania Di Malta, un’ autrice appartenente da poco alla corrente del Realismo Terminale, poliedrica e coinvolgente, intensa e scherzosa. Tania è capace di usare la sua penna come un pennello, dipingendo sui nostri volti sia sorrisi che stupore. Semplicemente perfetta! Buona lettura.

ARTURO

Arturo mio ti amo ancora,
il ricordo di te è una ferita,
una soluzione di continuo
che continua, continua…
Una vite spanata
su un bullone arrugginito.
Scaglie di mandorle e torrone
frantumate dal martello della vita.
Eri camino e canna fumaria
treno e locomotiva
pane e tostapane
bistecca e graticola,
pisello e baccello.
Eri il mio Colombo,
mentre tu… la Nina, la Pinta e la Santa Maria…
Arturo eri tutto per me:
Eppure mi hai lasciata!!!

IL CAPPELLO

Scusa caro pigolai
ti ho comprato un bel cappello
caruccio a dire il vero,
ma per te ogni cosa, amore.
Mi guardasti un po’ freddino
tu che non amavi le burlone,
a te la donna piaceva asciutta
con scudiscio nello sguardo.
E gli anni son passati
oggi di me saresti fiero:
vedessi che marescialla,
che piglio battagliero.
Ogni tanto metto il cappello,
che alla fine non ti ho dato
e in ricordo di come ero
scuoto le orecchie… e ti penso.

L’ADDIO

Se non avessi smagliato le calze
forse tu mi ameresti ancora,
e invece rimasi li con i miei alluci
a fare ciao ciao dalle pantofole.

Tania Di Malta

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA: BARBARA RABITA – versi con artigli

Foto: Umberto Barbera, Barbara Rabita durante l’evento “Yin e Yang” – Verseggiando sotto gli astri nell’ambito della rassegna letteraria internazionale Bookcity di Milano, 18 novembre 2018, Cascina Linterno.

(by I.T.Kostka)

Esiste la poesia al femminile? Può darsi, ma Barbara Rabita appartiene piuttosto alle autrici senza peli sulla lingua, scrive “versi con artigli” con forza ed espressività di una vera guerriera. I suoi testi non temono nessun argomento né stilistica: navigano con successo tra le onde del Realismo Terminale per, a volte, sbarcare sulle sponde più classiche, scavano nella tematica sociale per, allo stesso momento, sfiorare quella più introversa e riflessiva. Barbara è imprevedibile e sorprendente, mai melensa, i suoi versi sanno “affettare” l’attenzione di un lettore come se fossero “coltelli d’acciaio”. È sicuramente una delle voci femminili più interessanti e incisivi che io conosca grazie al programma “Verseggiando sotto gli astri”.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IL QUADERNO

Il quaderno liso
è aperto su pagine bianche
le mie mani lo accarezzano ruvide:
sono millimetro di singoli quadretti.

Ogni cancellatura un insuccesso
i bordi masticati
di una copertina rosa
come la pelle della mano.

Indugia il tirapugni
su un apostrofo di troppo
errori da ripetere
per poter essere altro
da goffe storpiature.

SALDI

In vetrine incolori
sfilano i vestiti
forniti di gambe
lisce e snelle.

Sono ciò che
non ero mai stata
in questi colori dorati
luccicanti di poco
e sorrisi di commesse
sempre convincenti.

Il vestito mi indossa
si rimira, si compiace
mi compra a poco prezzo
esce soddisfatto,
sfilano gli oggetti
gli fanno i complimenti.

ARTICOLO 2

Ho il diritto di associarmi
e il dovere d’isolarmi
quando reco danno al prossimo
ma so stare insieme agli altri
quindi bene che io scelga
di riunirmi e coalizzarmi
nelle scuole e nelle piazze.

Ho il diritto di parola
e il dovere di tacere
quando offendo e ribadisco
con atteggiamenti osceni,
ma ho il permesso a un’opinione
sia pur labile e importuna.

Il diritto a una vita
non può includere il dovere
di continuo sgomitare
per un posto in prima fila.

SCIENZA E COSCIENZA (leggendo Harari)

Come righe su lenti d’ occhiali
siamo increspature
nel flusso eterno di dati.

Sottopelle un microchip
ci potenzia nella mente
ne riassorbe la coscienza,
partorisce ultra-umani
efficienti come bit in sequenza
soli, come un dato condiviso.

Barbara Rabita

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio. Continua a leggere “RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi”

RITRATTI: OMAR GELLERA – un Apostolo Nuovo della poesia

Foto: Umberto Barbera, Omar Gellera al 22° Verseggiando sotto gli astri “Il coraggio di ribellarsi” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone, 26.01.2019

(by I.T.Kostka)

La poesia non è morta, anzi, sta bene e trova sempre un Apostolo Nuovo. La giovane generazione è ricca di vari interessanti volti, di anime artistiche stimolanti e talentuose, che con garbo e forza espressiva esplorano i sentieri della Musa, portando “freschezza” della scoperta e delle novità. Omar Gellera sicuramente farà strada sia come un giovane scrittore e poeta esordiente, sia come un bravo e coinvolgente performer. Ecco il suo breve ritratto letterario e due poesie scelte. Buona lettura!

OMAR GELLERA nasce il 17 Agosto 1988 a Milano. Studia lingue al liceo mentre nel 2016 si laurea alla magistrale
in psicologia sociale, con una tesi sull’identità di genere.
Attualmente si occupa di interventi sociali sul territorio di Milano: coordina un progetto di prevenzione
all’abuso di alcol e droghe e lavora in un progetto inclusione sociale rivolto a madri con bambini. Fuori dal
lavoro fugge appena può in montagna o al cinema, ha una singolare passone per le tartarughe marine e
naturalmente per la scrittura.
Il 22 settembre 2018 vince un Poetry Salm presso lo Spazio delle arti – Museo Alda Merini di Milano,
classificandosi quarto alla finale del torneo. Con la vittoria del 22 Settembre parteciperà alla finale del
campionato nazionale di Slam Italia 2018-2019.
Il 13 e 14 ottobre 2018 partecipa a “La Piuma sul Baratro” una maratona poetica di 25 ore promossa dal
Piccolo Museo della Poesia di Piacenza.
A metà gennaio 2019 è uscita la sua prima silloge poetica dal titolo “Saltando nel vuoto ho raccolto l’oro”, edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.
Da febbraio 2018 collabora anche con il Festival internazionale di poesia di Milano, ormai giunto alla sua terza edizione.

Continua a leggere “RITRATTI: OMAR GELLERA – un Apostolo Nuovo della poesia”

ARTISTI VERSEGGIATORI: IL CORO A.N.A. “LA CESËTA”

(by I.T.K.)

Manca poco al 23° incontro organizzato nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri”, stavolta dal titolo “L’Aurora della pace”, presso il Teatro Centro Polivalente a Sandigliano (Biella), il 23 febbraio 2019 dalle ore 17.00, in via Maroino 12.

L’evento ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Sandigliano, dell’ Assessorato alla Cultura, dell’Associazione degli Alpini A.N.A. di Sandigliano ed è curato in ogni dettaglio in stretta collaborazione tra Izabella Teresa Kostka (fondatrice e coordinatrice di “Verseggiando”, scrittrice), Umberto Barbera (poeta biellese) e l’Associazione Amici del Cinema di Sandigliano e, ovviamente, con la preziosa partecipazione del Coro A.N.A. “La Cesëta” di Sandigliano.

Il recital de “La Cesëta” insieme alla performance dell’attrice drammatica Domitilla Colombo e alla sublime musica del cantautore Corrado Coccia aumenteranno sicuramente le emozioni e lo spessore artistico dell’intera serata poetica.

Ecco un po’ di informazioni dettagliate riguardanti il tanto apprezzato gruppo corale:

– Il coro A.N.A “La Cesëta” del gruppo alpini di Sandigliano Sezione di Biella nasce nel 1992 da alcuni alpini amanti del canto corale appartenenti al gruppo di Sandigliano, decisi di unirsi per cantare insieme il “ Signore delle Cime“ durante la funzione in memoria di Don Pietro Bricarello amato sacerdote e cappellano militare alpino.

Sono proprio le penne nere, legate al ricordo di quel sacerdote che tanto seppe farsi amare che danno vita al coro “La Cesëta”, splendida chiesetta all’ingresso del paese che da tempo ospita la sede del gruppo alpini e del coro. Fin dalla sua fondazione il coro ha posto, tra le sue finalità, la costituzione di un fondo per la conservazione e la ristrutturazione di questa perla architettonica e l’aiuto alle realtà socio-assistenziali del paese.

Nel 1992 cominciava un’avventura, oggi si colgono i frutti: il coro infatti è diventato una solida realtà e continua a riscuotere apprezzamenti non solo per la musicalità, ma per la capacità organizzativa nelle diverse occasioni che hanno fatto del coro un punto di riferimento. Continua a leggere “ARTISTI VERSEGGIATORI: IL CORO A.N.A. “LA CESËTA””

RITRATTI: SERENA VESTENE – a spasso col tautogramma

Foto: Umberto Barbera, Serena Vestene durante la serata “Yin e Yang” nell’ambito del programma”Verseggiando sotto gli astri” alla rassegna letteraria internazionale BOOKCITY di Milano, Cascina Linterno, 18 novembre 2018.

(by I.T.Kostka)

Un’artista poliedrica e sorprendente, la sua creatività spazia tra la poesia e la musica, tra la pittura e le performance quasi teatrali con l’accompagnamento d’arpa o violino. Serena Vestene, una donna di spiccata sensibilità e raffinatezza poetica, molto femminile nella stilistica eppure mai scontata né banale. Ama osare e sperimentare creando, con successo, molto interessanti e stimolanti tautogrammi, raccolti nella sua ultima silloge dal titolo ” Inginocchiata a picco sul cielo” (Robin Edizioni, 2018). Oggi conosceremo meglio il suo ricco di sorprese mondo artistico:

SERENA VESTENE

Poetessa veronese.

Nell’aprile 2013 ha pubblicato la sua prima silloge di poesie “Ad occhi spenti” edita “Edizioni Photocity”.

Nel luglio del 2017 è uscito il cd audio di poesia “I volti della luce” – Freecom srl – nel quale la poetessa recita 16 delle sue poesie intrecciate alla musica d’arpa. Nel febbraio 2018 esce la sua seconda silloge poetica dal titolo “Inginocchiata a picco sul cielo” con la Robin Edizioni. Qui la peculiarità è l’utilizzo della forma stilistica del TAUTOGRAMMA. I suoi lavori vengono presentati in librerie e spazi culturali sparsi per l’Italia, oltre a Verona, anche a Firenze, Roma, Bologna, e in Radio (sulle frequenze di Verona, Milano fino ad Adelaide, in Australia), si presenta anche in locali e mostre di pittura con la formula di reading con accompagnamento d’arpa o violino, oppure in reading conciliati per tematica alla musica d’autore. Alcune sue poesie hanno ricevuto menzioni di merito in concorsi nazionali e internazionali. Da qualche anno organizza rassegne di poesia nel veronese con la partecipazione anche di poeti contemporanei di rilievo da tutta Italia. Serena Vestene è anche pittrice, e peculiare è la sua pittura su velluto, partecipando a mostre collettive, nelle quali unisce, in occasione dei vernissage, la parola poetica e l’arte pittorica con il suono d’arpa.

• DUE TAUTOGRAMMI

AMARSI

Amarsi.
Avremmo altrimenti anteposto
attrazioni arcane
all’assaporarsi appariscente?
Avvolgente abbandonarsi
accettandosi
azzurrità abissali,
acque amare.
Abbeverarsi, assetarsi, abbeverarsi ancora.
Assaggiarsi ancora.
Affinché avvengano
antiche appartenenze,
angelico annidarsi
all’alba agrumata.
Assediarsi,
assestandosi angoli atomici.
Accogliersi,
ad anime allargate.
Ascoltarsi all’apice
ansimanti alveoli
alleggerite, agitate
ali alle arterie.
Abbandonarsi.
Accaldandosi attorno all’altro
andare avanti
ad accadersi ancora.

DIAMANTI

Decidi dove depormi.
Dopo dedicherò dita
dorso, denti,
delicati dimenamenti
dal direzionarti
dentro dune
dorate di desiderio.
Disarcionante destriero.
Delizia delirante.
Dimorerai.
Divorerai.
Danzerai.
Dappertutto.
Diverremo diamanti.
Dal denudarci
di dimenticati deserti.
Dal disorientarci
dentro duplici debolezze,
da dentro dolcezze dissipate,
disperse, denutrite,
dilateremo desiderio
dal dolore,
distingueremo durezza
da dita dominanti.

Dappertutto.

Dimorandoci. Dappertutto.
Divorandoci. Dappertutto.
Destandoci. Degustandoci.
Dappertutto. Dappertutto.

Serena Vestene

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: GABRIELLA CINTI – una donna fatta poesia

(by I.T.Kostka)

Una donna fine dall’aspetto angelico grazie alla sua chioma dorata, una donna fatta poesia ma di grande forza espressiva. Ribelle? Difficile indovinare e giudicare, Gabriella Cinti è entrata a far parte della grande famiglia artistica del programma “Verseggiando sotto gli astri” lo scorso sabato, presso il suggestivo e impregnato d’arte contemporanea Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone.

È stata accolta calorosamente e applaudita con entusiasmo. Oggi vorrei presentarLa ai lettori della testata giornalistica “Alessandria Today”.

• NOTA BIOGRAFICA

Gabriella Cinti, nata a Jesi, italianista, poeta, scrittrice, saggista, performer in greco antico.
Libri: Poesia: Suite per la parola (Péquod, 2008), Euridice è Orfeo, (Achille e la Tartaruga, 2016), Madre del respiro, (Moretti e Vitali, 2017). Saggi: Il canto di Saffo-Musicalità e pensiero mitico nei lirici greci, Moretti e Vitali, 2010. Di prossima pubblicazione: La lingua del sorriso: poema da viaggio.
Sulla sua poesia, il saggio: Franco Manzoni, Femminea estasi. Sulla poetica di Gabriella Cinti, Algra editore, Catania, 2018
Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, sue poesie sono presenti in diverse antologie. Tradotta in inglese e greco moderno.

• DUE POESIE SCELTE

INTERSECARE L’ESSERE (Da “Madre del respiro”)

Albergo nell’invisibile,
dove un chiarore inconsueto discerne
il groviglio del mio corpo pensiero.

Accolgo il mondo perché mi si fa suono,
quando pur sfioca
il giallo del divino sorriso

e le mani mie più non sono
che anello congiunto all’essere
dentro un tunnel frusciante di vocali.

Mi porto il passato addosso,
chiocciola d’immenso
alonante intorno al mio dire,

mentre la carne delle cose
si ricompone nel corpo sottile del segno.

Converto la rinuncia in progetto
e scelgo il nulla come sfida,
ricompongo macerie come tasselli di vita.

Intreccio da straniata tessitrice
i fili del senso e semino
talismani di colore nel vuoto
di vita allestito nell’ombra.

Mi abbandono per intero all’improbabile
e mentre sorvolo la vita
alla ricerca del giorno,

scopro l’orizzonte del pieno
che mi chiama ad un diverso con-senso.

Avvolta a spirale tra il nulla ed il tutto,
mi basta un seme di parole
per intersecare l’essere.

LA STELLA DEL SÌ (Da “Madre del respiro”)

Seppure anche oggi
il vento mi sospinge
sui bordi di un oriente di senso
che naufraga nel fuoco strabico
delle mie antenne sfrangiate,

mi ritrovo per segni e sogni
indecifrabili e sconnessi
a cercare l’anima di ottobre
e la mia,
ricomposte in stagione.

Appoggio la fronte sul silenzio,
ruggente nelle tempie,
mentre curvo in spada
il cuneo ferrato del volere.

Il varco chiuso ostenta
la sua arcana blindatura.

Tutte le vite passate ad infrangere
anelli stretti di non senso,
per ritrovarsi ancora
a trepidare per l’invisibile

E nell’ultimo scatto
che allenti infine la presa del qui,
mi immenso la pupilla di respiro,

mentre nell’opaca solidità del diniego,
si irradia la stella del sì
dal punto d’oro nel cuore del mandala.

Gabriella Cinti

Tutti i diritti riservati all’autrice

Gabriella Cinti su YouTube:

https://youtu.be/CKnoK0wHnwE

Foto: Umberto Barbera, 22° “Verseggiando sotto gli astri” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni, Lissone 26.01.2019