INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia

Gianfranco Isetta

(by I.T.Kostka)

In questa rubrica presento diversi mondi poetici e contemplo variegate stilistiche contemporanee, dedico molta attenzione alla sperimentazione e alle novità letterarie ma, lo ammetto con tanta ammirazione, leggendo le opere di Gianfranco Isetta provo sempre una profonda estasi paragonabile alla lettura delle liriche di Giacomo Leopardi. Come disse il Grande Maestro “La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima” ed è così nel caso di Isetta il quale, nei suoi intimistici e riflessivi versi, sfida l’arte poetica con grande agilità e fascino simile a quello leopardiano: mai nessun eccesso o espressione superflua, la struttura delle opere è sempre mirata ed evidenziata con trasparenza grazie all’uso raffinato ed essenziale di ogni parola scritta. La poesia di Isetta non grida ma, basandosi su una profonda riflessione e retrospettiva, scava nelle profondità della psiche umana sfiorando gli abissi e le corde più nascoste. Isetta non commette mai l’errore di cedere alla pomposa e inutile retorica né alle vuote descrizioni, è come un orologiaio della parola che sottopone un lettore ad una precisa analisi ed emozione con ogni strofa. È un caso raro perché non siamo mai sazi delle liriche di Isetta, al contrario, la loro essenza diventa sollievo e una specie di droga nella nostra rumorosa e aggressiva quotidianità.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ALCUNE POESIE SCELTE di GIANFRANCO ISETTA

(FINGERE DI CHIEDERLO ALLA LUNA)

Ho rimediato parole ogni giorno
tra i sassolini e le foglie ingiallite
come fossero voci in letargo
onde sismiche a propagarsi intorno
pronte alla luce che pure ci inganna.

E adesso che ne sarà del mio sangue? (1)
Che penseranno gli uccelli migranti
del mio stare con la ruggine ai piedi!
Non c’è un nulla a cui potersi aggrappare,
forse qualche promessa che si rinsaldi
lasciandola al sole ad asciugare.

E se arrivasse la notte, che dire…
proviamo a gustare qualcosa di vuoto.
Io fingerò di chiederlo alla luna
poi mi nasconderò tra i ciuffi d’erba
e nel mostrarmi e scomparire, il tempo
potrebbe dirci se possiamo scegliere.
O forse c’è un non-tempo che rapprende?

Continua a leggere “RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia”

ANGOLO DI POESIA: Tre poesie di PASQUALINA DI BLASIO

(by I.T.Kostka)

Sensibilità e maturità diventate poesia, saggezza e umanità diventate donna. In poche parole la poetessa Pasqualina Di Blasio che con grande piacere presento ai nostri lettori. La personificazione dello spessore artistico rinchiuso nei pensieri di una madre guerriera. Buona lettura!

IL SOGNO SVELATO

Una fiamma di sterpi e lentiggini chiare
la visione di te
un tratturo di fuoco nel mondo a venire
sotto i lunghi ginocchi , in alto la gonna scozzese
che con spilla su fianco chiudeva .

Il dorso di me denudato fu lo stesso per te.
Non si poteva sbagliare il Sogno svelato.
Eri la figlia di Eva prima del sibilo striscio
del morso di mela.
E fosti tremore nei frusti calzoni.

A confetti in agosto posammo il destino.
Nessun rimpianto a ferire.

PIANTO PER IL MONDO CONTADINO

Oh quanto poco ho camminato in questa valle
su cui la torre è assisa, sentinella scura d’altri tempi
quando Libertà era servigio e contavano i notabili
le case padronali ,il capriccio e campi a mezzadria.

E io saltavo su ciottoli bruniti e erbe abbarbicate
che ai muri a maggio facevano ricamo e a rondini
provvisorio nido mentre lontano migravano i fratelli
che di radici soffrivano, ma non volevano morire

All’opera sudavano i braccianti e il padre mio
nel campo suo latrava un motore a scoppio incaponito
ché di partire non voleva sapere e lui santiava
con la bava al petto e occhiaie al ciel levate e forti
quando il maligno i grani castigava e non tremava.

Oh , papà mio ,anche tu sei passato nella storia della valle!

E ti i ricordano i pochi che la sorte ancor non chiama
testimoni d’una terra trucidata, inalberata e uguale
quando spaginar passato non s’alloca e non governa saggio.
Sorti progressive, diceva il poeta. Sorti mal gestite le trafiggo io.
E piange in me l’esiliato mondo contadino.

UN RESPIRO DAL MONDO

Dove andare, dove parare
a prendere distanza
e uscire ancora innocente
dal morbo grugnito del mondo?

Non sonnellino d’estate
un’ostia calata nel sale
una sospensione in opale
ma un rito, un rito… ablativo

A pelo sull’acqua e più sotto
dove guizza il colore dei pesci
audaci a fronteggiare l’abisso
fin dove l’ossigeno fora.

E risalire con pinne leggere
appena a toccare lo scoglio
sì che steccate servili utopie
sgravino ali da afasiche acromie. Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: Tre poesie di PASQUALINA DI BLASIO”

RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale

(by Izabella Teresa Kostka)

È difficile trovare una voce poetica ben definita, intensa e originale nel panorama letterario quotidiano dei nostri tempi digitalizzati. Su numerosi social networks e portali culturali la scrittura poetica sventola e abbaglia come variegate palline appese in abbondanza su un albero di Natale. Tante parole ma poche pietre preziose.

Sicuramente l’arte letteraria di Tania Di Malta appartiene a una nobile ed eccellente rarità. Ho conosciuto Tania attraverso il tanto popolare Facebook, coinvolgendola a partecipare al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e ai nostri eventi dedicati alla corrente del Realismo Terminale, fondata dal poeta di fama internazionale Guido Oldani. Questo incontro artistico è risultato estremamente fecondo e il talento di Tania, impregnato della rivoluzionaria visione stilistica e filosofica di Oldani, sta esplodendo in maniera sorprendente!

La Di Malta, dotata di una grande sensibilità sociale ed emotiva, ha trovato nella stilistica del RT un suolo accogliente e stimolante, diventando una delle più attive testimoni della corrente e ottenendo numerosi importanti riconoscimenti. Appartenendo al Realismo Terminale ne sono estremamente felice, perché trovo in Tania una personalità artistica notevole e una grande determinazione nella ricerca d’un linguaggio efficace e puro ma, allo stesso tempo, molto contemporaneo e personalizzato, sorprendente e tagliente come un bisturi.

• TRE POESIE SCELTE

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

LE COLPE DEI PADRI

Per noi non ci sono state battaglie
solo oasi su carta moschicida
delegavamo ai dispositivi la coscienza
il consuntivo delle nostre sconfitte.
Il glicine era da tempo una griglia vuota
dove passava a stento, un sole terminale
la libertà era un videogame
e per la gloria, bastava una fotografia.

UGUAGLIANZA

Se guardi in trasparenza una goccia di sangue, ti accorgerai che è una sfera tremula, come una particella di mercurio.
Se poi deciderai di mettere, sangue e mercurio su un piano inclinato, presto riveleranno la loro natura.
Il sangue sembrerà un grumo d’inchiostro rosso, il mercurio sembrerà se stesso: mercurio.
Sarai tentato di usare due pesi e due misure, eppure sono figli di un disastro che si assomiglia: una vena aperta e un termometro rotto.

Tania Di Malta

Tutti i diritti riservati all’autrice

• NOTA BIOGRAFICA

Le sue poesie sono comparse in varie antologie: “Il Federiciano” e “Verrà il giorno e avrà il tuo verso”, “Il Tiburtino”, “Habere Artem”. “Parole in Fuga” di Aletti Editore. Nel 2016 le è stato conferito il titolo di Custode a Rocca Imperiale Il Paese della Poesia durante la presentazione del festival Il Federiciano. Inoltre è inserita nella raccolta poetica “Oltre il Male”, patrocinata dalla Cerifos di Milano (Atelier Edizioni). Inserita diverse volte nella rivista “Il Caffè” – mensile di arte, costume e storia, nella rivista letteraria “Liburni” e in “Kenavò”. Nel 2014 finalista al Premio Mogol e nel 2015 menzione speciale al Premio Quasimodo per un racconto breve. Nel 2016 è stata finalista nel Premio Internazionale Antonia Pozzi. Pubblica nel 2016 la sua prima raccolta di poesie “Aquiloni sul mare nella notte” con CTL Editore. Menzione speciale al Premio Sant’Anastasia 2017 e vincitrice del premio della critica al Premio Internazionale Clemente Rebora. Nel 2018 pubblica la sua seconda silloge “Addio ai Girasoli” con CTL Editore. Inserita nell’antologia “Le maree della vita” CTL edizione. Ha pubblicato novelle satiriche nel sesto volume di “L’Antisociale” e nei “Quadernetti Poetici” Sifaperbenedizione. Fa parte della corrente poetica del Realismo Terminale di Guido Oldani. Vince ex equo, con un testo aderente al Realismo Terminale l’edizione 2018 del Federiciano.

RITRATTI POETICI: GIUSEPPE LECCARDI – al bivio col tempo

(by Izabella Teresa Kostka)
Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.
(cit. Fabrizio Caramagna)

Oggi vorrei presentare un poeta nato nel lodigiano nel lontano 1948, un artista di spiccata sensibilità e maturità, una penna classica ma per niente demodé o all’antica. Giuseppe Leccardi è arrivato all’età della saggezza e dell’equilibrio interiore, della profonda introspettiva riflessione sull’umana esistenza e sullo scorrere dei nostri giorni. Ha lasciato lontano i giorni delle primizie tornando al loro sapore attraverso i versi spesso malinconici, colmi di sentimenti e preziosi ricordi.

Giuseppe Leccardi come il leggendario Merlino condivide con noi la conoscenza dei valori della vita e di ogni sua sorprendente sfumatura. La poetica di Leccardi non grida e non graffia l’animo del lettore ma conduce i suoi passi verso la consapevolezza e la rassegnazione, la purificazione spirituale e, in un certo senso, costringe ad un piccolo, intimo esame di coscienza.

Le liriche del Nostro sono come un abbraccio paterno e accogliente, come un prezioso coprispalle posato sul corpo infreddolito da troppe paure. Facciamoci incantare e guidare dall’armoniosa bellezza delle sue parole:

• ALCUNE POESIE SCELTE di Giuseppe Leccardi

RIFLESSIONI

Lo sguardo fissa attento l’orizzonte
seguendo il girotondo dei pensieri
nei ciechi labirinti della notte,
su fino all’altopiano delle stelle
dove regna il silenzio dei millenni.

Lì è l’attesa, il punto di passaggio
di comete che rincorrono l’istante,
il casuale infrangersi del tempo,
sul muro dell’umano calendario.

L’universo è lo specchio, la misura
del nostro breve, flebile respiro
dei nostri passi incerti, titubanti:
nani, in un mondo fatto da giganti. Continua a leggere “RITRATTI POETICI: GIUSEPPE LECCARDI – al bivio col tempo”

“Note di viaggio” di Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira: un progetto fiabesco diventato spettacolo da togliere il fiato

” Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi, ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni, un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi, un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia”.
(cit. Fabrizio Caramagna)

Siamo fatti di viaggi e sogni fiabeschi, di fragranze speziate e magia dei Paesi lontani, dove le donne velate con le loro danze sensuali dipingono davanti ai nostri occhi immagini surreali di sorprendente bellezza e raffinatezza. Sicuramente da un grande incanto è nata una coraggiosa e preziosa idea artistica dal nome “Sharg Uldusù” che: ” … propone progetti che hanno in comune l’amore per le musiche del vicino e medio Oriente con le possibili collaborazioni che ne possono derivare”. Un progetto che “… abbraccia una vasta area geografica che parte dall’ agorà Mediterraneo, il Mare Nostrum, ricco di storia e culture che abbiamo condiviso per secoli e che oggi ci appaiono così lontane. Uno sguardo rigorosamente laico che abbraccia l’arte e la bellezza, condividendo valori estetici di un mondo che si vorrebbe migliore (…)” cit. Ermanno Librasi, fonte originale http://www.sharguldusu.it/

Proprio all’interno dell’appena menzionato “Sharg Uldusù” è nato un incantevole spettacolo dal titolo “Note di viaggio”: un incontro magico di tre personaggi di estrema sensibilità e attitudine artistica, di tre straordinari professionisti del settore uniti dalla stessa passione e voglia di far conoscere attraverso un linguaggio musicale, canoro e del corpo le antiche e moderne culture del Mediterraneo, un connubio sublime di tre grandi personalità artistiche come Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira. Nessuno può rimanere indifferente alla loro travolgente arte che racconta con estrema spiritualità e carisma il pellegrinaggio dell’umanità intera dall’Oriente all’Occidente, la storia e la ricchezza culturale di popoli lontani ma, allo stesso tempo, così vicini al Mare Nostrum.

Lo spettacolo “Note di viaggio”, con la sua prima ufficiale durante il programma “Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona” organizzato nell’ambito della rassegna “Percorsi Culturali”, ha lasciato tutto il pubblico senza fiato, con i cuori battenti all’impazzata e con gli occhi lucidi e stregati da cotanta bellezza.

La visione di “Note di viaggio” è un’emozione unica e imperdibile, consigliata a Tutti!

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ERMANNO LIBRASI – Metal & Bass Clarinet, S. Sax, Balaban (Duduk Azerbaijan), Furulya (Flauto balcanico), Zurna (Oboe turco), EWI, Elettronica

Clarinettista di formazione classica, insegnante di Educazione musicale e organizzatore di eventi culturali e lezioni/concerto presso diversi istituti.
Si dedica successivamente allo studio della musica jazz e del saxofono esibendosi con numerosi gruppi e dirigendo la Saint Gregory Jazz Band, formazione di 21 elementi dedita allo swing.
Nei primi anni ’90 segue la svolta etnica intrapresa da molti artisti che praticano l’improvvisazione come possibile linguaggio di incontro tra culture musicali diverse. Collabora con parecchi gruppi multietnici dedicandosi allo studio di strumenti musicali appartenenti alle tradizioni araba, turca e persiana come Duduk, Zurna, Kaval, e Baglama. Compone e arrangia il repertorio del gruppo Armonia Mundi sui cd “ Cigana “ ed. Aria – 1998 e “Baladi “ ed. Mingus – 1999.
Insieme al musicista di Teheran Darioush Madani fonda l’Ensemble Karevan che, tra l’altro, accompagnerà lo scrittore Younis Tawfik nelle presentazioni del suo libro “ La Straniera “ ed. Bompiani.
Si esibisce col gruppo tedesco Embryo col quale registra una suite che vede la partecipazione del virtuoso cinese di erh-hu Xizhi Nie.
Con Zakaria Aouna, percussionista di Rabat, crea Sahara Karevan che propone musica arabo-andalusa con danza del ventre.
Nel 2002 conosce Fakhraddin Gafarov, virtuoso di Tar azero e già direttore del Conservatorio Nazionale di Baku, capitale dell’Azerbaijan. Da questo incontro nasce l’Ensemble Sharg Uldusù (Stella d’Oriente) che propone una accurata selezione di melodie del vicino e medio oriente in numerosi concerti sia in Italia che all’estero e registra i CD “Sarevan “ ed. Nuvole in Viaggio – 2004, “ Sahara Karevan “ ed. SK – 2005 e “ Ghel Ghel “ ed. SK-2008.
Il 2012 è l’anno dell’incontro con l’armonicista jazz Max De Aloe che invita l’Ensemble Sharg Uldusù al decimo Gallarate Jazz Festival.
Nasce così una proficua collaborazione che porterà alla fondazione di Sharg Uldusù 4Tet con il virtuoso di Oud Elias Nardi e il poliedrico percussionista Francesco D’Auria.

Ermanno Librasi, foto: Umberto Barbera

DANIEL KOLLE – voce e percussioni.

Nato a Douala in Camerun nel ‘69, Daniel Kollè è figlio di un pastore protestante e titolare di un diploma in filosofia e lettere. Fa le sue prime apparizioni musicali in Italia nel ‘96, collaborando con vari gruppi e associazioni di tendenze afro, etnico e tribali.
Dall’esperienza maturata nei cori delle zone centrali dell’Africa, si esibisce inizialmente come corista vocalista. Ben presto però arricchisce il suo messaggio musicale esibendosi contemporaneamente come vocalista-percussionista accompagnatore.
Nello stesso periodo approfondisce le sue conoscenze partecipando a vari corsi e seminari in prestigiosi istituti milanesi, come il C.P.M. (Centro Professione Musica) e la Civica Scuola Jazz affiancando personaggi come Giorgio PALOMBINO e Toni ARCO.
Quello di Daniel è un percorso acustico che vanta molte tappe, dalle collaborazioni con diversi ensemble musicali, alla costituzione della Bantu Band, gruppo con il quale ha partecipato a innumerevoli manifestazioni canore e Festival in tutta Italia, in Europa e in Sud America. Tra queste,una tappa di rilievo è stata il Festival in memoria di Lucio Battisti a Poggio Bustone (città natale del cantautore italiano) nel 2001, dove ha emozionato la platea con una versione afro del brano “Canto Libero“; ma anche il Tour europeo e quello brasiliano con il coro Cantosospeso, la cantante americana Liz Mc Comb, Mouna Mari della Tunisia, Angelique Kidjo del Benin, Sandro Cerino, Mauro Pagani e Luca Dell’Anna (Italia); Rubens de la Corte e Davi Vieira (Brasile), Kolon Kandya (Burkina Faso); Lazare Ohandja (Camerun); Mercan Dede (Turchia); Ermanno Librasi (Medio Oriente). Tutte situazioni nell’ambito delle contaminazioni world music. Tra i riconoscimenti ricevuti vi è il primo posto conquistato all’Extra Festival di Radio Popolare nel 2004 con i likembe, per la rivisitazione all’africana del celebre pezzo “Lo shampoo” di Giorgio Gaber.
Dal ’96 ad oggi, musicista docente, impegnato in educazione alla mondialità ed inter-culturalità in varie scuole, palestre e biblioteche sul territorio nazionale. Continua a leggere ““Note di viaggio” di Ermanno Librasi, Daniel Kolle e Laura Zahira: un progetto fiabesco diventato spettacolo da togliere il fiato”

EVENTI: Protagonisti dello spettacolo “Sogni accelerati” nell’ambito di “Verseggiando sotto gli astri” a Sovico

(by I.T.Kostka)

Il prossimo incontro nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri” ospiterà con gioia uno spettacolo ispirato ai testi tratti dal libro di Barbara Rabita e Antonio Laneve “Convergenze”, edito dalla casa editrice livornese CTL Editore. La musica dello straordinario e sorprendente compositore di altissimo rilievo artistico il M° Umberto Bombardelli, con la partecipazione dei talentuosi artisti di grande carisma tra cui Diego Ghisetti (attore) e Roberto Arnoldi (violino). Un’occasione imperdibile per conoscere un altro volto dell’arte, quello più contemporaneo e rivoluzionario, lontano dalla banalità del comune mercato pubblico.

Conosciamo meglio i nostri protagonisti:

• Il M° UMBERTO BOMBARDELLI (compositore)

Nato a Milano, ha studiato Organo, Direzione di Coro e Canto Gregoriano presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. Si è diplomato in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Luigi Benedetti. Ha studiato Composizione con Pippo Molino e Niccolò Castiglioni. Ha seguito corsi di Composizione Informatica con i docenti del Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova e si è laureato in Economia delle Aziende Industriali presso l’Università “Luigi Bocconi” di Milano.

Premiato e segnalato in diversi concorsi, nazionali ed internazionali di composizione, tra i quali “Castello di Belveglio”, “V. Bucchi” e “Nuove Musiche per Strumenti Antichi”, è tra gli autori contemporanei maggiormente eseguiti in Italia e all’estero, non di rado in sale e contesti di prestigio (Auditorium di Milano, Teatro Donizetti di Bergamo, Carnegie Hall di New York, Heliconian Hall di Toronto, Symphony Hall di Osaka, State Capella Concert Hall di San Pietroburgo – solo per citarne alcuni) e da parte di interpreti e ensemble di grande rilievo come Dèdalo Ensemble, Ensemble della Società Italiana Musica Contemporanea, New MADE Ensemble, Orchestra dei Pomeriggi Musicali, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Marco Rizzi, Paolo Carlini, Giulio Tampalini, Federico Mondelci, Mario Marzi, Gabriella Bosio, Orchestra I Solisti del’Accademia Nazionale di Musica – Astana (Kazakhstan), Orquesta de Camara de la Institucion – Messico, Ensemble Webern, ecc. Continua a leggere “EVENTI: Protagonisti dello spettacolo “Sogni accelerati” nell’ambito di “Verseggiando sotto gli astri” a Sovico”

RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge

(by I.T.Kostka)

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (cit. Vincent van Gogh)

Immersa nel verde come un’antica Musa, la personificazione dell’arte e della poesia, la poetessa Maria Caputo descrive se stessa confessando senza fronzoli: “Non sono io che faccio la poesia, è la poesia che fa me: mi rapisce, mi trascina, mi trasforma, mi sorride; e io sorrido alla vita. Sembra che diventi un’altra, ma questa sono io…” (cit.)

Maria Caputo trae la sua ispirazione dalla natura, dal mutamento delle stagioni e della Madre Terra, trasmettendo attraverso le immagini inizialmente ben conosciute e familiari (fiori, prati, pioggia, tsunami, sole) ogni tormento e ogni tappa del nostro pellegrinaggio esistenziale. L’autrice scrive con grazia sia della gioiosa primavera che della povertà che affligge il Mondo, del traguardo finale di ogni essere vivente, delle apparenze e dell’inganno così futile e fasullo (“La foto sulla lapide sorride”). Usa un linguaggio trasparente e apparentemente semplice, senza le ricercate e spesso “pompose” forme stilistiche, riesce a esternare ogni stato d’animo e mette in evidenza anche i più delicati e difficili aspetti della vita, addirittura la morte stessa. Nonostante lo spessore del pensiero lirico, la scrittura di Maria Caputo non è mai pesante né artificiale, ma mantiene la sua leggerezza e naturalezza senza diventare incomprensibile. È uno tsunami progressivo che lambisce e trascina un lettore con delicatezza e raffinatezza, lasciando nella sua mente una profonda commozione ma, allo stesso tempo, una sensazione di benessere psicologico mai sconvolto dalla serietà degli argomenti trattati.

Izabella Teresa Kostka, Milano

• BREVE NOTA BIOGRAFICA

MARIA CAPUTO, nata a Villamaina un paesino in provincia di Avellino, scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Alcune sue poesie sono state lette in programmi radiofonici e una di esse da Maurizio Costanzo, nel programma “L’uomo della notte”, su Radio Uno. Ha pubblicato due silloge: “Sprazzi” e “Tsunami”, prossimamente altre pubblicazioni in cantiere.

• ALCUNE POESIE SCELTE TRATTE DALLA RACCOLTA “TSUNAMI”

LE MIE TASCHE SONO PIENE DI FIORI

Le mie tasche
sono piene
di fiori dai
mille colori…
Di rose senza spine
e di sorrisi.
I miei sogni
sono accarezzati
da un cielo stellato.
Mi riposo cullata
da una nuvola
di emozioni.
Dalla mia finestra
vedo solo prati verdi,
gente allegra e sole,
non vedo altro,
di quello che
c’è e non
voglio vedere…
Un filo di vento
mi scompiglia
i capelli,
dolcemente,
mi accarezza.
Un altro sorriso,
inizia e finisce
un altro giorno…
E ritrovo
sempre
me stessa,
ogni qual volta
che guardo
l’ immagine
mia
riflessa. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge”

RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

(by I.T.Kostka)

Che, poi, io il mare lo ascolterei all’infinito. A tutto volume. Con gli occhi piantati sul soffitto del cielo. A immaginarmi la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Maria Rosa Oneto lo ascolta da sempre, quel mare ligure, custodito tra le rocce sporgenti e l’animo ipersensibile del suo ego interiore.

La sua vita è segnata da una fragilità eterna causata da una malattia invalidante ma, allo stesso tempo, forse grazie a questa disabilità fisica Maria Rosa è riuscita a sviluppare una sensibilità e saggezza surreali, esternando con grande talento i suoi desideri negati, i sogni mai realizzati, i pensieri e le riflessioni attraverso i versi sempre più toccanti e profondi come gli abissi del mare. Da ogni lirica, da ogni breve frase scritta in prosa si percepisce perfettamente il grande amore dell’Autrice per la Vita.

L’amore difficile e tormentato, spesso negato e difficoltoso come la sua esistenza “scolpita” dal dolore e dalla sofferenza, l’amore universale e vincente, perché proprio nell’arte trova il suo Nirvana.

La scrittura ha per la nostra Poetessa un valore quasi catartico, diventa “grazia e misericordia”, aiuta ad alleviare le sue ferite spirituali, quelle più nascoste e taciute, cicatrizzate e incarnite da sempre. Leggendo le opere di Maria Rosa addentriamoci in un Mondo personale impregnato di bellezza raffinata e nostalgia esistenziale, di femminilità e malinconia, di rabbia e rassegnazione, di sessualità desiderata ma ingiustamente spezzata, di empatia e di immensa, matura saggezza.

Le maree della vita non sono mai state generose con Lei, ma nonostante questo la sua anima non è amareggiata, l’autrice non accusa nessuno ma porta la sua croce, accettando il destino con dignità e pazienza. Io ho pianto, sì, ho pianto sfogliando le pagine della sua ultima silloge dal titolo “Prima che la notte”. Mi sono commossa leggendo quel Suo grido “Cerco l’amore” intrappolato sulle pagine bianche del libro, imprigionato come Lei in una stanza sulle sponde del mare.

Ho versato lacrime di commozione assaporando la bellezza invocativa della lirica “Benedetto sia…”, della preghiera “Signore” e del monologo “Al ramo più alto” in cui Maria Rosa “seduta davanti al vetro della cucina / ricomponeva i pezzi di un esistere tenace/ sull’onda del martirio/ della disperazione nera”. Soffermiamoci un attimo dedicando la nostra attenzione alle sue poesie, al suo “Essere Donna” fragile ma forte, al suo spirito guerriero e allo sconforto di una martire mai consolata. Maria Rosa Oneto merita la nostra ammirazione, non è una poetessa qualunque ma un simbolo di una Vita vissuta a testa alta anche nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

Izabella Teresa Kostka

MARIA ROSA ONETO nasce a Rapallo (Genova) il 23 novembre di un anno lontano.
L’amore per la scrittura lo coltiva sin da bambina, diventando stimolo creativo per un vivere meno infelice. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.”

LIBRI: GUIDO OLDANI “LA GUANCIA SULL’ASFALTO” (Mursia)

(by I.T.Kostka)

La mia grande conquista: l’ultimo libro del M° Guido Oldani “La guancia sull’asfalto” – raccolta calda, crudele e preziosamente ruvida. Il Realismo Terminale D.O.C. che seguo col cuore dopo averlo abbracciato nel 2015 / 2016. Nota introduttiva a cura del Prof. Giuseppe Langella, editore Mursia. Testi crudi, perfettamente sincronizzati con le onde della nostra complicata tecnologica vita moderna, gettata come un rifiuto nella discarica dei sentimenti privi di misericordia. Ci siamo persi tra vari oggetti soppressi dai codici a barre, dimenticando di essere “semplici e fragili mortali”. La poetica travolgente, geniale nella sua trasparenza e metrica, scritta con una leggerezza stupefacente e un linguaggio sobrio ed efficace, mai artificiale nonostante la difficile impronta civile dell’intero volume. Libro imperdibile che consiglio sinceramente a Tutti!

Foto: Izabella Teresa Kostka. Guido Oldani – fondatore del Realismo Terminale, febbraio 2019

RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia

(by I.T.Kostka)

Il 28 dicembre 2018 è iniziata l’edizione polacca del programma “Verseggiando sotto gli astri / Poetując pod gwiazdami”. Alla serata “Dal Baltico al Mar Mediterraneo”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, abbiamo avuto piacere di ospitare un personaggio molto apprezzato dai lettori, critici e dalla Polonia statunitense: ZBIGNIEW ROTH, poeta e compositore. All’artista sono stati assegnati ben due PREMI ALLA CARRIERA: LA MEDAGLIA D’ARGENTO “LABOR OMNIA VINCIT” per l’attività artistica educativa, conferita dal Direttore Edmund Dudziński dell’Associazione Hipolit Cegielski di Poznań, “LA CHIAVE DI VIOLINO D’ARGENTO” in occasione del 50° Anniversario del lavoro artistico svolto come compositore, assegnata da Kazimierz Miler, il Presidente della Federazione dei Gruppi Folcloristici Polacchi e, a sorpresa, anche il terzo e inaspettato premio “LA NOTA D’ORO”.

● Breve nota biografica dell’autore

ZBIGNIEW ROTH (Poznań, Polonia) autore, compositore, poeta con uno stage di copyright di 61 anni a lungo termine, scrive dal 1957 e compone dal 1968, come compositore celebra il suo 50° Anniversario nel 2018.
Dal 2007 – Membro dell’Accademia Poetica Americana Polacca con sede a New York (USA), dal 2009 – Membro Onorario del Gruppo Letterario e Drammatico. K. Przerwy – Tetmajer a Chicago (USA), dal 2012 – Membro onorario del Circolo 83 Infrared a Chicago (USA), dal 2013 – Membro dell’Associazione polacca di autori, giornalisti e traduttori in Europa A.P.A.J.T.E. con sede a Parigi (Francia), da settembre 2014 membro della Società polacca di artisti, autori, animatori della cultura PTAAAK di Poznań e dal 2016 membro del ramo SAP di Kołobrzeg. Autore di numerose raccolte di poesie, le sue opere letterarie sono state pubblicate su molte prestigiose antologie e riviste del settore.

● ALCUNE POESIE DI ZBIGNIEW ROTH:

NASZ OJCZE JESTEŚ Z NAMI

Tyle minęło dni bez Ciebie
tygodni, miesięcy Ojcze Święty
byłeś nadzieją dla każdego
biednemu dałeś rękę w potrzebie
szukałeś dróg ku wolności
młodym będąc drogowskazem
nadzieją na przyszłość robotnika
dla nas Polaków wszystkich razem

Dziś pod granitem Bazyliki
hen na obczyźnie Twoje ciało
obywatelem byłeś świata
innym narodom orędowałeś
Bożej owczarni będąc pasterzem
ludziom oddałeś serce swoje
a ja dziś mogę rzec szczęśliwy
że było Polskie, wielkie i moje

PADRE NOSTRO SEI CON NOI

Sono passati tanti giorni senza di te
settimane, mesi, Santo Padre
eri speranza per tutti
hai dato una mano al povero
cercavi i viali della libertà
ai giovani indicavi la strada
donavi speranza ai lavoratori
e a noi polacchi tutti insieme

Oggi sotto il granito della Basilica
distante in esilio giace il tuo corpo
Sei stato un Cittadino del Mondo
Hai guidato le nazioni lontane
facendo da pastore nell’ovile di Dio
Hai donato il cuore alle persone
E oggi posso dire tanto felice
che era polacco, grande e mio Continua a leggere “RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia”

ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia

(by I.T.Kostka)

Oggi alcune poesie della poetessa Alicja Kuberska nata a Świebodzin in Polonia, una delle artiste partecipanti alla prima serata dell’edizione polacca del programma culturale ciclico “Verseggiando sotto gli astri – Poetując pod gwiazdami”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, il 28 dicembre 2018. Alicja Kuberska è una delle poetesse già ben riconosciute sul panorama letterario nazionale e internazionale, ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche nel nostro Bel Paese. Da ricordare sicuramente quelli ottenuti al Premio “Nosside” (2014, 2015), al Concorso Internazionale Letterario “Tra le parole e l’infinito” (2018) e il riconoscimento assegnato dalla prestigiosa European Academy of Science Arts and Letters (Francia, 2018). Scelta come Poetessa dell’anno 2017 dalla fondazione Soflay Literature Foundation.

Alicja Kuberska su YouTube:

https://youtu.be/E3iV4EVWMj8

Traduzione in italiano a cura della poetessa polacca Joanna Kalinowska.

• ZAMIANA

Szkoda, że nie można kupić nowej duszy.
W supermarketach nie ma napisów
– Dusza! Promocja!
Stara jest niefunkcjonalna.

O wiele łatwiej mieć prostą wizję świata.
Twardo stąpać po ziemi, nie mieć marzeń.

Tkanka chciwości zabezpiecza byt.
Życie ma wymiar materialny. Ideały uwierają.

Zająć czołowe miejsce w wyścigu szczurów.
Wyrzucić sentymenty, łzy.

Moja dusza potrafi wybaczyć.
Nie umie zapomnieć – zaufać na nowo.

Mówi, że nie wstępuje się do tej samej rzeki.
Nierozsądna – wyrywa się do ludzi.

Nie słucha rozumu. Zapomina, że czasem boli.
Wiecznie głupia, nie uczy się niczego. Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia”

ANGOLO DI POESIA: TANIA DI MALTA – intrecci amorosi oppure terminali?

(by I.T.Kostka)

Oggi, in occasione della Festa degli Innamorati, sarebbe assai scontato parlare d’amore nel modo tradizionale. Cuoricini, palloncini ma… dov’è la vera essenza del sentimento? Frizzante o squarciante, piccante o melenso, infantile o maturo, vero o fasullo: l’amore è come gli scatti di un cortometraggio e riesce a sorprenderci sempre, come la talentuosa e scintillante poetessa Tania Di Malta, un’ autrice appartenente da poco alla corrente del Realismo Terminale, poliedrica e coinvolgente, intensa e scherzosa. Tania è capace di usare la sua penna come un pennello, dipingendo sui nostri volti sia sorrisi che stupore. Semplicemente perfetta! Buona lettura.

ARTURO

Arturo mio ti amo ancora,
il ricordo di te è una ferita,
una soluzione di continuo
che continua, continua…
Una vite spanata
su un bullone arrugginito.
Scaglie di mandorle e torrone
frantumate dal martello della vita.
Eri camino e canna fumaria
treno e locomotiva
pane e tostapane
bistecca e graticola,
pisello e baccello.
Eri il mio Colombo,
mentre tu… la Nina, la Pinta e la Santa Maria…
Arturo eri tutto per me:
Eppure mi hai lasciata!!!

IL CAPPELLO

Scusa caro pigolai
ti ho comprato un bel cappello
caruccio a dire il vero,
ma per te ogni cosa, amore.
Mi guardasti un po’ freddino
tu che non amavi le burlone,
a te la donna piaceva asciutta
con scudiscio nello sguardo.
E gli anni son passati
oggi di me saresti fiero:
vedessi che marescialla,
che piglio battagliero.
Ogni tanto metto il cappello,
che alla fine non ti ho dato
e in ricordo di come ero
scuoto le orecchie… e ti penso.

L’ADDIO

Se non avessi smagliato le calze
forse tu mi ameresti ancora,
e invece rimasi li con i miei alluci
a fare ciao ciao dalle pantofole.

Tania Di Malta

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA: BARBARA RABITA – versi con artigli

Foto: Umberto Barbera, Barbara Rabita durante l’evento “Yin e Yang” – Verseggiando sotto gli astri nell’ambito della rassegna letteraria internazionale Bookcity di Milano, 18 novembre 2018, Cascina Linterno.

(by I.T.Kostka)

Esiste la poesia al femminile? Può darsi, ma Barbara Rabita appartiene piuttosto alle autrici senza peli sulla lingua, scrive “versi con artigli” con forza ed espressività di una vera guerriera. I suoi testi non temono nessun argomento né stilistica: navigano con successo tra le onde del Realismo Terminale per, a volte, sbarcare sulle sponde più classiche, scavano nella tematica sociale per, allo stesso momento, sfiorare quella più introversa e riflessiva. Barbara è imprevedibile e sorprendente, mai melensa, i suoi versi sanno “affettare” l’attenzione di un lettore come se fossero “coltelli d’acciaio”. È sicuramente una delle voci femminili più interessanti e incisivi che io conosca grazie al programma “Verseggiando sotto gli astri”.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IL QUADERNO

Il quaderno liso
è aperto su pagine bianche
le mie mani lo accarezzano ruvide:
sono millimetro di singoli quadretti.

Ogni cancellatura un insuccesso
i bordi masticati
di una copertina rosa
come la pelle della mano.

Indugia il tirapugni
su un apostrofo di troppo
errori da ripetere
per poter essere altro
da goffe storpiature.

SALDI

In vetrine incolori
sfilano i vestiti
forniti di gambe
lisce e snelle.

Sono ciò che
non ero mai stata
in questi colori dorati
luccicanti di poco
e sorrisi di commesse
sempre convincenti.

Il vestito mi indossa
si rimira, si compiace
mi compra a poco prezzo
esce soddisfatto,
sfilano gli oggetti
gli fanno i complimenti.

ARTICOLO 2

Ho il diritto di associarmi
e il dovere d’isolarmi
quando reco danno al prossimo
ma so stare insieme agli altri
quindi bene che io scelga
di riunirmi e coalizzarmi
nelle scuole e nelle piazze.

Ho il diritto di parola
e il dovere di tacere
quando offendo e ribadisco
con atteggiamenti osceni,
ma ho il permesso a un’opinione
sia pur labile e importuna.

Il diritto a una vita
non può includere il dovere
di continuo sgomitare
per un posto in prima fila.

SCIENZA E COSCIENZA (leggendo Harari)

Come righe su lenti d’ occhiali
siamo increspature
nel flusso eterno di dati.

Sottopelle un microchip
ci potenzia nella mente
ne riassorbe la coscienza,
partorisce ultra-umani
efficienti come bit in sequenza
soli, come un dato condiviso.

Barbara Rabita

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio. Continua a leggere “RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi”