OSVALDO, di Silvia De Angelis

donna sognante

E’ una sera qualunque e le sovrastrutture della giornata fanno il loro gioco nella mente, facendola soffermare sulle varie incombenze, che si sono portate a termine, e i particolari non ancora conclusi… insomma il solito canovaccio del quotidiano….

Il riflesso di luce, che arriva di sbieco dalla finestra, trasmette un imput gioioso, che dà adito alla crescita di nuove idee da mettere in pratica nell’ arco delle ore a venire..

Ma ecco, inaspettatamente, mentre controllo la corrispondenza del giorno, che una busta dalla forma insolita e dal cartaceo anticato, colpisce la mia attenzione. La scrittura non è rotondeggiante, ma a tratti piuttosto rigidi….finalmente riesco a leggere il contenuto dell’ affascinante missiva.

Si tratta dell’ invito, di un fantomatico corteggiatore, ad un coctail di beneficienza….

Inizio una faticosa ricerca nei meandri della memoria, ma non riesco a ricordare, fra le mie conoscenze qualcuno che si chiami Osvaldo.

Penso che si tratti di uno scherzo, o di un errore….ma e  non è possibile perché il nome e l’ indirizzo, riportati sulla lettera, sono inequivocabilmente precisi, si riferiscono proprio alla  mia persona…

Tra l’ altro Osvaldo si rivolge a me  con toni assai garbati, direi da vero gentiluomo, cosa assai rara, in tempi come questi, ove sono tutti sbrigativi e molto poco intriganti…

Non perdo l’ occasione per cominciare a sognare che Osvaldo sia un nobile, residente in un castello tramandato, e nel fascino d’ uno scenario autunnale, ospiti delle persone speciali, nella sua residenza  per mettere all’ asta delle antichità di famiglia e narrare agli ospiti l’ avvincente storia dei suoi antenati…

Comincio già a pensare a quale sarà il mio abbigliamento per quel giorno… certamente romantico, per essere intonata ad un’ atmosfera, forse medioevale, e provo un abito che sarà perfetto per l’ occasione.

Il tempo sembra togliere respiri alle giornate, trascorrendo velocissimo, fino alla data del fatidico incontro…

Aziono, nella mia piccola autovettura, il navigatore satellitare per giungere alla meta senza problemi, e sono visibilmente emozionata, e pronta, a vivere questa avventura, inedita, propostami dalla vita…

Ma a metà del percorso il mio veicolo inizia a fare i capricci, finchè, inesorabilmente, arresta la sua corsa… scendo dalla macchina, piuttosto adirata e mettendo un piede in fallo, cado in una buca  sottostante, colma di fango….non ci posso credere, il vestito si è tutto stropicciato e macchiato e ora sono davvero impresentabile e impanne!

Improvvisamente sento dei rumori, che si fanno sempre più densi… sono dei passi decisi … intravedo la sagoma precisa di una persona che si avvicina a me….sorridendo mi porge la mano e mi aiuta a tirarmi su, poi con voce suadente mi ricorda che ogni evento che accade, ha un suo preciso significato e soprattutto che non bisogna mai eccedere nell’ intensità d’ un desiderio, perché in quel caso la nostra ferrea volontà metterà in azioni delle energie opposte, che si interporranno,  fra l’ urgenza dell’ evento,  e la sua realtà, creando delle complicazioni….

Mi soffermo col pensiero su questo ragionamento e, nel frattempo, sento una forte strattonata sul braccio….è mio figlio….. mi ricorda che abbiamo un appuntamento e mi sono assopita sul divano…

Ci rechiamo all’ ufficio immobiliare per trattare la vendita d’ un appartamento e la persona che ce lo propone stranamente si chiama Osvaldo!

@Silvia De Angelis

NEI DINTORNI DEL LUNA PARK, di Silvia De Angelis

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Girava senza tregua la girandola del luna park, e pareva fendere il limbo del cielo, con le sue instancabili circonferenze. Le disegnava, sempre uguali, rallegrando i volti delle persone, che a quell’ altezza, sembravano perdere il senso della loro realtà.

Quel marchingegno, simile a un compasso mobile, trovava più proseliti tra la gioventù, sempre disposta a provare emozionanti attrattive e trascorrere piacevolmente il tempo.

Aron ed Elisabeth compagni di classe, si frequentavano anche al di fuori della scuola e già facevano tanti progetti per il futuro, visto che erano molto affiatati tra loro.

Quel giorno di cielo turchino, vollero fare più di un giro sulla ruota del luna park  e quando erano ad un’ altezza notevole approfittavano per stringersi, l’ uno all’ altra,  assaporando spicchi di passione.

Come tutte le cose belle, quegli attimi di svago sembravano brevissimi, ai due ragazzi e, al momento della discesa a terra dalla giostra girevole, si guardavano sbigottiti e desiderosi di altre emozioni da condividere insieme.

Elisabeth affrettava il suo passo perché non voleva attardarsi e osservava, divertita, anche le altre attrattive del luna park, pur rimanendo vicina all’ amato. Continua a leggere “NEI DINTORNI DEL LUNA PARK, di Silvia De Angelis”

CHIUSO PER FERIE


CHIUSO PER FERIE

E va bene lo ammetto, mi sono fatto convincere, quest’anno mi muovo da casa, lascio il gas spento e la luce staccata, i gatti alla vicina e il frigorifero vuoto, lascio pure la macchina perchè noi in toscana si dice, ‘un mi ci vole, ‘un mi serve. Sono ultradeciso ( e da qualche mese però non dormo al pensiero) a prendere l’aereoplano, per un viaggio interminabile di lunghe, interminabili….1 ora!

Per me un’eternità. Lascio i fiori alla dovizia di un’amica, che sappia volergli bene e li mangenga freschi, lascio il letto rifatto e la casa pulita, ogni cosa in ordine come se non fosse mai esistita, lascio i conoscenti ( eheheh che già sono al lavoro), lascio i parenti che non …me ne frega…tanto ti chiedono sempre…dove vai? E se gli rispondi,loro, sono certo stati in un luogo diverso e migliore, fantastico e geniale, un luogo dove avranno visto cose meravigliose e speso sempre meno, di quello che andrai sicuramente a spendere te.

Lascio le bollette pagate, per eventuali non ritorni da doverle poi lasciare in eredità con gli interessi di mora, dopo sarei anche portato sulla bocca di tutti….quello spilorcio, quel taccagno, quel morto di fame! Lascio i gioielli, gli ori, gli averi, nascosti bene bene, ma così tanto bene che manco io mi ricordo dove li ho nascosti, tanti non ce sono.

Ma soprattutto lascio sospeso questo blog, gruppo, sito, pagina e quello che volete, un poco di aria pura e di sole mi serve anche per pensare, per trovare cose nuove e per ritornare…..perchè il pensiero più grosso e il dispiacere pure, siete voi amici che mi siete sempre vicini…..vi porto con me nei miei lunghi viaggi, fatti di sogni e di chimere, vi porto con me sulle spiagge, massimo si arriva alla Versilia e non è poco! Vi porto con me sopra le vette più alte, arriverò giusto all’Abetone, bello! Si ma ora non c’è la neve!!!! Vi porto con me in una bellissima nazione, in una città di lusso e di nobili personaggi, una città di musica e di note, insomma vi porterò come me, e siete proprio tanti, ma non mi pesate.
Un abbraccio grosso grosso, e a presto rivedervi, risentirvi….insomma di ritrovarsi qui nella stagione nuova, che è quella di Settembre.

UN BACIO GROSSO GROSSO.

Roberto Busembai (errebi)

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UNO STRAMALEDETTO GIORNO, di Silvia De Angelis

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Anthony , appena ventenne, in questo periodo ha un pessimo rapporto con la sua famiglia ed anche gli studi non sembrano dargli quei meritati risultati che si aspettava.

E’ pensieroso e medita, di tanto in tanto, di dare una svolta decisiva, a quel periodo inquieto che sembra trascinarlo in uno stato d’inedia particolarmente nocivo alla sua anima.

Stiamo vivendo l’anno 1964 e gli Stati Uniti d’America incrementano progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud, impegnando un enorme complesso di forze terrestri, aeree e navali.

Anthony segue alla televisione lo sviluppo del conflitto ed è molto interessato all’evolvere di questi eventi.

Il suo stato d’animo diventa ancora più inquieto quando la sua ragazza lo lascia, senza dare alcuna spiegazione precisa.

Il ragazzo è sull’orlo d’un collasso nervoso, ma cerca, con tutte le sue forze di controllarsi e di riprendere in mano la situazione della sua vita. Continua a leggere “UNO STRAMALEDETTO GIORNO, di Silvia De Angelis”

SUL TRENO, di Silvia De Angelis

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Un evento davvero importante da non perdere… quello del “ XX Premio internazionale di pattinaggio artistico”, che si svolgerà a Vienna fra circa un mese. Carol è gasatissima, vuole partecipare a questa importante gara che la vedrà piroettare e saltare su una notevole pista ghiacciata.

Si è sempre allenata gioiosamente, perché quella disciplina rappresenta, per lei, un punto di incontro fra realtà e creatività personale, che la gratificano enormemente.

I suoi pattini volano sulle candide piste e lei, sicura di sé  si cimenta in “ axel”,” toe loop”,” flip” e” lutz”, tutti salti specialistici della categoria, cui appartiene.

Prima di partire per questa esaltante impresa, Carol vuole trascorrere una serata col suo ragazzo, Tony, e anche se stanchissima per i logoranti allenamenti, in quella romantica cena indossa un meraviglioso e scollatissimo abito che la farà sentire affascinante, e molto corteggiata dal suo uomo.

I nostri personaggi, infatti, trascorrono un’ indimenticabile sera. Diventa davvero importante perché Tony, regala alla ragazza un prezioso anello di fidanzamento. Carol è felicissima e diventa addirittura euforica, perché dentro di sé sente che sta per vivere un periodo molto brillante.

Arriva il giorno della partenza per Vienna, e la donna munita di maxi trolley con tutto l’ occorrente per la sua permanenza fuori casa, sale sull’ aereo. Continua a leggere “SUL TRENO, di Silvia De Angelis”

Posseduta da storie

Racconto breve di Marina Vicario

Posseduta da storie

Era un giorno di Agosto.
Le strade cittadine emanavano tremolii ottici dal troppo caldo.
All’ombra di un salice, seduta su una panchina Susy dava un morso al ghiacciolo gusto fragola.
Sembrava che la collettività fosse evaporata come giusta conseguenza di quell’afa, e lei ne era rimasta l’unica superstite.
Pensò che faceva troppo caldo per addentrarsi in una storia così articolata con l’immaginazione.
Ogni spunto era buono, per lei, per iniziare a scrivere. Persino il suo ghiacciolo gusto fragola le fece venire in mente un paio di personaggi.
Scrivi di me – disse Valentina.
Eccoli che stavano arrivando… sì i personaggi; si insinuavano nella sua testa come per magia istantanea.
No scrivi di me che sono la più bella- implorò Asia.
Metti me come protagonista della storia, Valentina è la tua preferita non è giusto – piagnucolò il piccolo Sebastiano.
Sinceramente, la protagonista dovrei essere io che sono la più anziana e sono arrivata alla finale di Miss Italia nel ’52 o ’54 o era il ’60- precisò nonna Ines, perdendosi negli anni d’oro della sua giovinezza.
Allora se proprio ci deve essere un protagonista… beh! Dovrei essere io che faccio girare la testa a tutte le ragazze della storia – intervenne con boria Michele.
Stai bravo che il protagonista sono io che ho visto la guerra, ne ho da raccontare! – si fece largo nonno Anselmo.
Avrai visto anche la guerra Anselmo, ma io lavoro al Bar Tropical da 40 anni, di storie da raccontare ne ho più di te – precisò d’impeto Walter il barista..

Eh no ragazzi fermiamoci! Sto mangiando un ghiacciolo in santa pace, ora voi mi lasciate stare – urlò Susy alzandosi in piedi.

Eh va beh, datte una calmata Susa’ che non more nessuno se ce scrivi più tardi – intervenne Romeo il gatto del collosseo.

Sì vi scriverò più tardi – ora quietate!

Susy allontanò tutti ascoltando il frinire delle cicale e continuò a gustare il suo ghiacciolo gusto fragola guardando l’orizzonte.

La solitudine le fece ritornare in mente la comunità evaporata nell’afa, prima che arrivassero i rompiscatole con mania di protagonismo.

Eh no!! BASTA!

– Cara Susy noi viviamo dentro di te, non hai scampo, dovrai scrivere di noi – dissero all’unisono tutti i personaggi con tono lento e terrificante da film horror. Continuarono ripetendo: viviamo dentro di te, non hai scampo, viviamo dentro di te non hai scampo, viviamo dentro di te non hai scampo.
Sapeva che se non avesse scritto subito quelle voci l’avrebbero inghiottita in storie assurde senza senso, da cui sarebbe stato complicato uscire.

Era sempre stato così per Susy, posseduta da storie.

Prese il piccolo computer portatile e disse: forza ora parlate e dite la vostra, il mio pc ha solo due ore di autonomia.

Esausta iniziò a scrivere: Era un giorno di Agosto…

UNO SPIRITO DECISO, di Silvia De Angelis

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Nella piana di Amarna   il faraone Onuris ama stabilire la sua elegante residenza, indiscussa, naturalmente per solidità ed eleganza. Infatti è immersa in ampi e verdi cortili rettangolari, ravvivati dal turchino d’ una piscina in cui sguazzano pesci  variopinti, alla mercè di vistose piante acquatiche.

L’ atmosfera vivacissima nelle ore del giorno, si tinge di mistero, nelle ore del buio, velato di sussulti  e aliti arcani, che rendono ancora più intriganti i  respiri di quegli ambienti.

E’ Nefret   la ragazza enigmatica, che da qualche giorno s’ addentra fra le stanze della suntuosa dimora e Onuris, che  ne ha notato la presenza, per l’ indicibile bellezza, cerca di sondare il terreno, circa notizie che la riguardano, rimanendo il più possibile nell’ anonimato.

L’ entourage del sommo, rende noto allo stesso, che la donna è una delle ancelle addette al controllo delle stanze e al riordino dei papiri, riguardanti  trame ataviche e tracce di mappe astronomiche, in corso di aggiornamento. Continua a leggere “UNO SPIRITO DECISO, di Silvia De Angelis”

NEL DESERTO, di Silvia De Angelis

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Marta ha appena terminato il corso di dizione, per eliminare le sue inflessioni dialettali ed è davvero euforica perché ha ottenuto un ottimo punteggio all’ esame.

Ha una bella presenza, e ha già fatto piccole parti come comparsa in qualche film notevole, ma sta aspettando un’ occasione importante, per farsi conoscere e diventare un’ artista di rilievo.

I produttori e i registi ormai la conoscono e la donna spera, in cuor suo, di ricevere una proposta allettante che le permetta, finalmente, di “ svoltare” nel settore desiderato.

In un gelido giorno d’ inverno, squilla il suo telefonino, e Giorgio, un amico della ragazza, le comunica che agli studi di Cinecittà stanno facendo dei provini per un film storico, alla ricerca d’ una affascinante protagonista femminile.

Marta non se lo fa ripetere due volte, e dopo essersi truccata accuratamente, e vestita in modo appariscente si reca a Cinecittà per vedere se riesce a inserirsi fra le ragazze in lizza per la parte. Continua a leggere “NEL DESERTO, di Silvia De Angelis”

VIAGGIO A VENEZIA, di Silvia De Angelis

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Mary è una bella adolescente e vive in una rigogliosa fattoria nel Texas, ove condivide parte del suo tempo, con dei validi esemplari di cavalli, che ospita in attrezzate stalle e che di tanto in tanto cavalca, per respirare a “ polmoni spalancati” l’ aria del verde paesaggio.

Sua madre è soddisfatta di lei, perché è una ragazza volenterosa e sempre alla ricerca di nuovi stimoli, in cui impegnarsi seriamente.

Quest’ anno deve affrontare gli esami di diploma, quindi dedica interi pomeriggi allo studio, per completare un’ idonea preparazione e presentarsi preparata nel giorno del fatidico evento scolastico.

George è il suo ragazzo, persona molto protettiva con Mary e anch’ egli amante dei cavalli e della bellezza che offre la natura.

Nel recinto di casa Mary ospita cinque cavalli….ma la sua preferita è una femmina marrone scurissimo con una bella chioma, si chiama Terry. Anche Terry ha un debole per Mary, infatti si lascia avvicinare solo da lei, dimostrandole il suo affetto. Continua a leggere “VIAGGIO A VENEZIA, di Silvia De Angelis”

STRATEGIA D’UN ANGELO, di Silvia De Angelis

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C’e molta confusione nelle logge del paradiso, infatti gli angeli, che ambiscono al titolo di arcangeli, dovranno essere assegnati ad un partner umano, e non sempre riusciranno ad adeguarsi, con malleabilità, alla scelta che  il Signore ha perpetrato, designando loro, l’una  o l’altra, creatura terrena.

 Joy, che è il più giovane dei custodi di ultima generazione, teme che il gran Consiglio Superiore lo avvicini a una persona scontrosa e aggressiva, e, in tal caso, il suo lavoro di mediatore e consigliere d’anima, risulterebbe oltremodo complicato, se non addirittura catastrofico…Infatti essere l’ombra costante di un individuo, che si cacci continuamente nei guai, e di tanto in tanto si faccia trascinare dalle tentazioni di belzebù, sembri richiedere un notevole impegno  e una pazienza oltremodo collaudata.

Se l’angelo non riuscisse a convincere  il suo  protetto a intraprendere “un modus vivendi” lineare,alla fine del  mandato, il messaggero alato verrà retrocesso nelle stanze del limbo, con mansioni assai poco  gratificanti,  di salvaguardia delle anime ancora in sospeso.

Joy  è nervosissimo ,e per far si che la sua mente si posi su altri pensieri, decide di “gettarsi” in un volo di ricognizione, sulla terra, per sondare la rosa degli individui che sono stati designati nell’affiancamento ad uno spirito. In realtà non sono  molti, ma ad attirare l’attenzione della creatura celeste è  una ragazza assai vanitosa,  che, con fare ammiccante ostenta, a grandi linee, la sua personalità, ed anche se è  davvero graziosa, quel suo atteggiamento vistoso non la rende affatto simpatica. Continua a leggere “STRATEGIA D’UN ANGELO, di Silvia De Angelis”

Evoluzioni, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/12/evoluzioni-2/

Gas!

E l’ aereo iniziò a rollare sull’ erba appena tagliata.

Prese subito velocità, ma era facile con quel rapporto peso potenza.

Un leggero tocco alla leva del piano di coda e l’ aereo iniziò a salire, prima lentamente, poi, con un brusco movimento del pollice e alzando l’ acceleratore si impennò puntando dritto al cielo.

L’ altra leva, qualla degli alettoni, a destra, per iniziare a volteggiare, avvitandosi nel cielo azzurro.

Pareva danzasse, piroettando, guardarlo da terra era proprio uno spettacolo.

Il rivestimento delle ali, come braccia aperte, teso e lucido brillava al sole e l’ aereo lasciava una scia di fumo e olio di ricino, bianco e profumato.

“Prima che stalli puoi portarlo in posizione orizzontale sai, poi capovolgerlo manovrando gli alettoni e allora lo stesso movimento del piano  di coda che l’ aveva fatto salire lo manda in picchiata, tanto per riaquistare velocità e con mezzo loop tornare a risalire verso il cielo con più potenza.”

Arrivò quasi a sparire, era solo un puntino nel cielo, prima dello stallo.

Il piano di coda e il timone giocavano insieme per mantenere l’ aereo fermo, in stallo, in piedi, dritto in mezzo al cielo.

“Decidi tu quando portare il motore al minimo, puntare l’ aereo a terra e cadere per gravità, decidi tu quando portare gli alettoni a destra e il timone di coda a sinistra per iniziare un avvitamento lento, apparentemente sgraziato e incontrollato dal quale l’ aereo non ne esce più, neanche riportando i comandi a zero.

Ma non c’ è da preoccuparsi, l’ ho fatto mille altre volte, al momento giusto basta un colpo d’ acceleratore e l’ aereo esce dalla vite, ripunta dritto a terra, e avanza anche tempo e spazio per portarlo in orizzontale, in direzione della pista, oltrepassare gli alberi e iniziare la discesa per l’atterraggio…”

Dalla sua postazione, immobile nel letto, lei guardava da dietro le palpebre chiuse, tutte queste evoluzioni che le raccontavo, immaginava l’ azzurro e il giallo, e il rosso delle ali brillare sopra i verdi alberi in fondo alla pista, e poi la discesa sul prato.

Ne ero sicuro, di quando in quando scorgevo un sorriso , (e avreste dovuto vederlo il sorriso di mamma) così ricominciavo…
Gas! E l’ aereo ripartì rollando sull’ erba verde…

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Storia di una stella gialla – racconto breve di Sofia Celadon – a cura di Vicario Marina

a cura di Vicario Marina

Storia di una stella gialla di SOFIA CELADON

Immobile, ferma, cucita su questo strano pigiama con le righe. Così sembra prospettarsi la mia vita d’ora in avanti. Destinata a restare muta per il resto dei miei giorni, capace solo di guardare, ascoltare. Ora sono ammucchiata insieme ad altre mie compagne, anche loro fisse su quegli strani indumenti. A quanto pare siamo destinate ad un compito molto speciale, o almeno così ho sentito da quella strana persona che passa il filo tra la mia trama di stoffa. E aspetto, in una strana stanza maleodorante.

Ad un tratto si avvicina un alto e imponente ufficiale, con un lungo fucile sotto il braccio. Mi prende con forza e scrive sopra alla mia stoffa gialla qualcosa, ma non so dire cosa sia. Devo dire che un po’ mi fa il solletico. Malamente mi piega, lasciandomi bene in vista. Cammina per qualche minuto, fino a che non mi porge ad un altro strano uomo. Costui però è fragile, con lo sguardo assente e i capelli radi.

Mi guarda con aria avvilita e, senza emettere un suono, indossa il pigiama a cui io sono legata. L’ufficiale gli dà una sonora bastonata sulla schiena, sento fremere il suo corpo, dopo di che lo spinge via. Come mai l’ha picchiato? Che ha fatto di male questo mio nuovo padrone? Trema, sento la paura scorrergli nelle vene. In lontananza vedo delle baracche malconce e una lunga rete, avvolta da filo spinato. Come se fossi finita in una gabbia per animali pericolosi. Continua a leggere “Storia di una stella gialla – racconto breve di Sofia Celadon – a cura di Vicario Marina”

DICEMBRE, SI CHIUDE IL SIPARIO, di Cristina Saracano

succedeva il 7 dicembre 2017…

di Cristina Saracano, Alessandria

Il colore

Dicembre, il fanalino di coda, con le auto in coda ai semafori.

Dicembre, il mese più buio, con le luci di Natale, le musichette, la neve che non c’è più, ma si può fare, o immaginare.

Il mese dove i poveri hanno più freddo, ma tutti pensano un poco a loro, come alle vecchie zie, quelle che non senti quasi mai, perché ripetono sempre le stesse cose da quando eri bambina, ma, a dicembre, che piacere ricordarsene!

Anche la città più scialba sembra bella con gli addobbi, le casette di Natale, un presepe per ogni chiesa, chissà se Dio vede quanti preparativi facciamo per accogliere il suo unico figlio, e chissà se li apprezza….

Dicembre è un mese falso, si dice ultimamente. “Basta, quest’anno, non si fa niente!” “E’ una festa solo per i consumi…”, e poi? Tutto come prima. Continua a leggere “DICEMBRE, SI CHIUDE IL SIPARIO, di Cristina Saracano”

Il cane, tema

Ho ritrovato nel mio ordine disordinato un compito in classe, di quarta magistrale, quando, non essendo ancora stati inventati il saggio breve, l’articolo di giornale, il collage di brani di autori da ricucire, si assegnava,  raramente, un tema libero.  Ogni allieva sceglieva un argomento a piacere, e lo svolgeva, con la mente e col cuore, in un linguaggio spontaneo e immediato, vivo, proprio dell’età.  Eravamo circa a metà degli anni Ottanta; l’autrice successivamente prese il suo meritato sessanta alla maturità, continuò gli studi a Torino; oggi è una professionista di alto livello, che lavora in un Ente pubblico socio- assistenziale, esercitando una funzione difficile e delicata.  Chissà se esistono ancora delle adolescenti così, le quali esprimono con il sentimento la propria gioia di vivere e la trasmettono a chi ha la fortuna di essere loro vicino.  

Elvio Bombonato. Alessandria

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foto: http://foto.libero.it/

Titolo del tema:vIL  CANE

Il cane è un essere tenero a quattro zampe, ricoperto di pelo morbido lungo o corto, con il naso bagnato (indice di buona salute), lingua penzolante, dolce, quando ansima è penzolante, con i baffetti bianchi vicino ai labbrotti, occhi vispi ed espressivi, cuscinetti morbidi, rosa o grigi, sul retro dei zampotti, orecchie ritte se è attento, o pendenti (che aria tenera), solitamente ricoperto da uno strato di grasso (è cicciottino), voce invocante:  bau può significare:” ho fame, ho sete, ho sonno; ma anche ti voglio bene”.

Se ti vede arrivare da lontano, ti corre subito incontro, ti salta addosso per esprimere la sua gioia nel vederti,  scodinzolando tutto contento.

E’ nota la sua affettuosità, il suo attaccamento agli amici che gli vogliono bene.  Bongo mi adorava.  Il cane esprime il suo affetto con teneri leccotti su tutto il corpo, specialmente la faccia; se lo si accarezza, si gongola tutto e sorride con gli occhi. Continua a leggere “Il cane, tema”

IL KEBAB – GIUSEPPE GUARAGNA

di Giuseppe Guaragna (poeta)

Seguivo da un po’ un pezzo di donna che avanzava sul marciapiede con la sicurezza di un rompighiaccio, travolgendo gli incolpevoli pedoni che non lasciavano spazio al suo incedere maestoso. I miei occhi fissi sul movimento dei glutei che, come piccole mongolfiere nel vento, parevano scontrarsi e respingersi, in un continuo e ipnotico moto sussultorio.

Trascinato inconsapevole, come un tonno all’amo, per le vie del quartiere, mi ritrovo all’improvviso fra odori di carne allo spiedo e spezie orientali. Disimpegnati a fatica gli occhi da tanta immensità, li alzo verso l’insegna non molto distante.

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“Ke barbarie” leggo, che guardando meglio diventa “Kebabberia.”

Nel frattempo, sua tantezza si sta intanando in un portoncino poco più avanti.

Continuando a camminare, mi avvicino. Indubbiamente è una bella botteguccia; i canonici spiedi verticali rotanti, pavimento ed espositori più che puliti, pareti decorate con belle riproduzioni, illuminazione adeguata, un’aria accattivante e un cartello scritto in un italiano corretto che, a leggerlo, mi intriga non poco spingendomi ad entrare. “Chiedete e vi sarà cucinato.”

Varco la soglia con una certa apprensione, siamo un po’ fuori orario e non c’è ancora alcun cliente. Saluto e sotto lo sguardo vigile del cassiere e di un paio di cuochi tuttofare, mi interesso al menù. Specialità orientali, ovviamente, con la presenza ecumenica di tutti quei Paesi della fascia mediterranea che da anni ci fanno dono dei loro migliori frutti, datteri, cucina etnica e migranti di ogni sesso ed età, etnia e religione. Continua a leggere “IL KEBAB – GIUSEPPE GUARAGNA”