IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di rebeccastories

di rebeccastories

Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano).

E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Il cielo si era compresso come un tappeto rovesciato, fra i suoi filamenti cadevano ritmicamente piccoli oggetti di suono, come i residui delle scarpe di chi aveva camminato là sopra. Continua a leggere “IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di rebeccastories”

DORMIVEGLIA, di rebeccastories

racconti-controra-rebecca-lena-polaroid-emulsion-lift

di rebeccastories

Posa uno specchio infinito sotto il cielo. E, passo dopo passo, scoprirai di camminare sul filo dell’orizzonte.

In quale dei due riflessi abiti? – Le parole del cielo si adagiarono caute sul suo lobo, come una culla di ragno sfaldata. – Quello di sopra, che cammina stabile, o quello di sotto, che pende?

Non rispondeva; lo sguardo era svanito sull’orizzonte. – Osserva il ghigno del tuo capo-volto, quando hai troppa fiducia nel tuo equilibrio. Osserva bene il suo profilo: è convinto anche lui di camminare sopra.

   Coi piedi scalzi continuava a percorrere la superficie gelata del vetro mentre il disco dorato del sole veniva inghiottito dall’orizzonte. La sua volta celeste iniziò a raffreddarsi dentro una brina cerulea sospesa. Continua a leggere “DORMIVEGLIA, di rebeccastories”

Il rumore dell’inverno, estratto, di rebeccastories

di rebeccastories

Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano). E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Continua a leggere “Il rumore dell’inverno, estratto, di rebeccastories”

FRA I RAMI, di rebeccastories

fra 1 stupore-rebecca-lena-polaroid-sx70-lift-off

di rebeccastories

Non c’entra la gravità. Se non avessero radici, gli alberi, volerebbero. Ca-drebbero lentamente nel cielo, in silenzio. Ondulando la chioma come meduse.
Le foglie brillanti si perderebbero nei flutti del vento con un moto rotatorio infinito.

Un rametto cadde fra i suoi capelli, imbattendosi in un prato morbido che ne attutì il tonfo.
Spostò lo sguardo, da molto impietrito nel vuoto, per fissare quella mela con cui aveva appena conversato; l’addentò con piacere.
Era succosa e croccante, il gusto talmente acceso da ridestargli la gola.
Avvertì in quella freschezza un bagliore, il sapore ideale: quello della Primavera; da pochi giorni infatti si era magicamente decisa a posare il suo sguardo anche sul suo lembo di cuore.
Adesso la sua schiena poteva pur massaggiarsi con la corteccia di un albero, le sue cosce potevano inumidirsi d’erba, ancora un po’ sgualcita, e finalmente riusciva a riposare gli occhi nel vuoto. Quel vuoto vivo, colmo di colori delicati come petali fra le dita; fiori di ciliegio come occhi curiosi, carichi di lentiggini; ritagli del sole, come squame dorate, sui visi degli u-mani.

Continua a leggere “FRA I RAMI, di rebeccastories”

UNA SCULTURA, di rebeccastories

Una scultura-sabbia-rebecca-lena-polaroid-sx70

di rebeccastories

Conosco quel torpore
di carni digerite
dal mare. Naufraghe
si accasciano crepitando
ed evapora liquefatto
lo spirito – dai letti asciutti
delle vene – sotto il bacio
del sole; poi uno schiaffo,
poi un intarsio
su dura corteccia.

Una brezza curiosa
a placare la cottura
scorge riarsa la crosta,
quasi una scultura
di sabbia, dolce la sfiora.
Ma franano immediate
quelle membra di
sale, cenere fine;
e sospirano via
sopra le dune

https://rebeccalenastories.wordpress.com

L’INCARTOCCIARSI DELLA FOGLIA RIARSA, di rebeccastories

di rebeccastories

Le foglie hanno un viso, mi piace camminare guardando per terra e incrociare i loro sguardi. Per questo mi permetto ogni tanto di salvare qualche loro espressione – di rara bellezza – e conservarla fra i libri. Poi ho pensato che magari avrebbero preferito essere esibite, almeno una volta, non come illustrazioni qualunque fra libri già scritti, ma come copertine uniche di libri potenziali.

Scoprite cosa si nasconde nella nuova pagina del blog cose belle!

https://rebeccalenastories.wordpress.com/

SEMPLICE E CRUDA RIFLESSIONE SULLA FANTASIA – RECENSIONE RACCONTI DELLA CONTRORA

semplice racconti-della-controra-rebecca-lena-presentazione-13

di rebeccastories

Vittorio Nevio Lena e Sebastian Santoli hanno fatto una bellissimo intervento durante la presentazione del mio libro “Racconti della Controra“. Ecco le loro parole:

“Fin da bambino ho vissuto quelle immagini e parte di quegli odori, arrivando a percepire la causa che ha dato vita a queste storie. Molti di questi racconti hanno luogo durante la Controra, un periodo delle prime ore del pomeriggio in estate, che ha inizio a mezzogiorno. Questo periodo lo abbiamo vissuto per almeno 15 anni, da soli con i nonni, 2 mesi l’anno tra fine giugno ed inizio settembre, in un luogo veramente unico, a tratti inquietante ma allo stesso tempo affascinante, mistico.…. continua su: https://rebeccalenastories.wordpress.com/2017/12/07/semplice-e-cruda-riflessione-sulla-fantasia-recensione-racconti-della-controra/

I GUANTI, di rebeccastories

i guanti-rebecca-lena-polaroid-sx-70

di rebeccastories

Tessi sulle mie mani
tra tendini di cotone
trame di geni arcani
e fibra accidentale;
hanno ossa di cartone
– in questa maglia esistenziale –
le vite degli umani.
E poi poni
due lune di bottone
madreperla, da imbastire
su quelle bocche vane
in cui i polsi
vanno a gridare.
Tessi e ricama e poi
incrocia, così
figlia mia.
Continua a leggere “I GUANTI, di rebeccastories”

L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories

l'orlo rebecca-lena-polaroid-sx70-manipulation

di rebeccastories

Il vento che stramazza sull’asfalto, tossisce un po’ di ruggine dai lampioni. A tratti lo sento sfiatare odio dentro le grondaie.

Ho pensato di spalancare la finestra per farmi investire un po’ anch’io.

Immediatamente il ghiaccio ha urtato le guance già spuntate del mio viso e non ho respirato, per soffrire meno. Tutti i pori mi sono stati incisi, qualche lama si è conficcata tra le pieghe molli delle palpebre e il malessere è scoppiato subito nel mio baricentro, irresistibile, come lo stritolarsi di una bolla d’acido. Le spalle e le estremità delle dita sono i luoghi in cui fa più male, è dove il liquido sbatte. Tremano; il busto trema, e i denti mi pare di sentirli combattere fra loro. Qualche falange sussulta, mi grida di chiuderla quella finestra. Ma l’inondazione è compiuta. Disturbante, manesca, una nauseata pena, e Odio. Odio abissale violento, verso niente e quindi forse verso tutto. Chiudo la finestra. Continua a leggere “L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories”

DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  

Dichiarazione

di rebeccastories  

Stendetevi: profumi d’ineffabile
calore. Posatela quassù, l’arsura
languida, il soffio, la molle velatura
di fremiti, di amarezza e di amabile
terrore.

Fioritemi: fulgidi, dai vasi angusti
dei globi, come nuovi occhiali floridi
di sapore. Tra folte fila d’iridi,
radica profondo, in mezzo ai mille fusti
il cuore?

Questa Polaroid, come poche altre, non è una semplice illustrazione, ma nasce prima della poesia. A volte amo tentare su me stessa una sorta di autoanalisi, assecondando le mie idee, quelle più istintive, non studiate, che compaiono improvvisamente nella mia mente senza essere cercate. Le congelo in queste “foto d’inconscio”, e le studio a fondo, cercando di trarne fuori quelle verità, illusioni, che la mia testa tenta di nascondermi. Continua a leggere “DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  “

L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO

l'eco-controra-rebecca-lena-book-trailer

di rebeccastories

 Partecipa al primo book trailer che ha la voce dei lettori!  

COS’E’ UN BOOK TRAILER?

È un video di pochi minuti, esattamente come quello di un film, atto a presentare, pubblicizzare e soprattutto comunicare un libro.

E IL LIBRO?

È il mio, “Racconti della Controra” è inedito e puoi sfogliarlo liberamente a questo link
http://issuu.com/rebeccalena/docs/racconti_della_controra__rebecca_le
In particolare, puoi:
– leggerlo distrattamente, lasciandoti sfiorare dal flusso di parole, dalle atmosfere afose, odorose, malinconiche, violente, meravigliate, oniriche, ansiose, paradossali
– leggerlo con attenzione, spulciando le note in fondo e lasciandoti trasportare dalla narrazione
– scavare fra le righe, ricercando i significati più reconditi e impossibili che ho sepolto apposta per te
– non leggere e guardare solo le figure.
Continua a leggere “L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO”

CASTOREUM, di rebeccastories

Casoreum

di rebeccastories

Si chiedeva perché il fiume scorresse in quel verso.

L’orgia morbida di onde – come palmi di mani, cosce, seni, spalle – defluiva orizzontale davanti ai suoi occhi. Flutti di saliva brillante, a lubrificare il flusso. E mille dita veloci s’infrangevano sugli argini con molle timido desiderio.

– Tieni. È per te.

– Una noce?

– Sì, aprila.

La pose fra i suoi palmi, in corrispondenza del solco sul bordo e con poca pressione il guscio si aprì. Osservò le due parti perfettamente separate, una era vuota. L’altra custodiva qualcosa. I suoi occhi si allargarono a dismisura, ne rimase paralizzato.

– Perché a me?

– Perché io l’ho scoperta troppo tardi. – Durante quelle poche parole fece caso alle macchie sul suo collo. Escrescenze squamose di mille sfumature della porpora, ribollivano e crepitavano sopra il ritmo del suo respiro; ciuffi brillanti qua e là, fatti di tonalità imprevedibili, come i riflessi del sapone sull’acqua. E infine lievi ramificazioni venose, verde scuro, si ergevano da quella flora sul suo petto; parevano serpenti agitati dentro un collo di marmo fluido. Continua a leggere “CASTOREUM, di rebeccastories”

VOLTI ANIMALI – LA TORRE, ESTRATTO 2, di rebeccastories

Volti animali rebecca-lena-polaroid-sx-70-doppia-esposizione

di rebeccastories

Visto i recenti dibattiti sulla sperimentazione animale – scaturiti dal cosiddetto “caso Caterina”- e ispirata da alcuni spunti di riflessione che propone il biologo Roberto Cazzolla Gatti attraverso questo articolo, ho voluto pubblicare un estratto mai letto del racconto “La Torre“, non tanto col fine di far emergere la mia posizione in proposito, quanto per invitare a riflettere nuovamente su alcuni concetti – che scoprirete fra le righe – ma soprattutto su quella strana equazione inconscia(istintiva?) a cui ragionevolmente crediamo da millenni: piccolo=inferiore?

Milo guadava attentamente un tagliaforbice, chinato sul suo piazzale, lo osservava scalare con fatica le dune delle piastrelle rigate. Provò a stuzzicargli le tenaglie col dito indice, per vedere se lo attaccava, ma pareva troppo impegnato per litigare. Gli piaceva quella bestiolina, e non durò nemmeno il breve tempo con cui avrebbe potuto veramente affezionarsi a lui. A pochi centimetri dal suo viso, con un movimento deciso – ben consolidato nel tempo – un infradito rosa d’improvviso lo strisciò via, lasciandone solamente una lunga sgommata davanti agli occhi increduli di Milo. Continua a leggere “VOLTI ANIMALI – LA TORRE, ESTRATTO 2, di rebeccastories”

L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO, di rebeccastories

l'eco-controra-rebecca-lena-book-trailer

di rebeccastories

Partecipa al primo book trailer che ha la voce dei lettori! 

COS’E’ UN BOOK TRAILER?

È un video di pochi minuti, esattamente come quello di un film, atto a presentare, pubblicizzare e soprattutto comunicare un libro.

E IL LIBRO?

È il mio, “Racconti della Controra” è inedito e puoi sfogliarlo liberamente a questo link
http://issuu.com/rebeccalena/docs/racconti_della_controra__rebecca_le
In particolare, puoi:
– leggerlo distrattamente, lasciandoti sfiorare dal flusso di parole, dalle atmosfere afose, odorose, malinconiche, violente, meravigliate, oniriche, ansiose, paradossali
– leggerlo con attenzione, spulciando le note in fondo e lasciandoti trasportare dalla narrazione
– scavare fra le righe, ricercando i significati più reconditi e impossibili che ho sepolto apposta per te
– non leggere e guardare solo le figure.
Continua a leggere “L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO, di rebeccastories”

IL TÈ, di rebeccastories

Il tè

di rebeccastories

    Per un istante decisamente breve, tra l’inconfondibile gusto caldo e ferroso del sangue, riconobbe sulla punta della sua lingua un incredibile gusto di tè.
Leccò ancora, con molta curiosità, la piccola fessura che si era aperta sul dito, ma niente più.
Era stata una di quelle piccole e rare epifanie che Amelia adorava e che celebravano al meglio il suo innato – perverso – desiderio di stupore. Le parevano quasi come pizzicotti, singhiozzi dell’anima, capaci di aprire piccole fessure sopra la scorza rigonfia della sua pelle; era proprio attraverso queste serrature che Amelia poteva spiare la vera natura delle cose, le cose che stavano aldilà del suo involucro di carne.
Gli strati dell’aldilà reale, oltre quelle fessure, erano tanti, immensi e molto spessi. La natura dello spazio-tempo, anche a spiarla frettolosamente, si mostrava sempre così magnificamente caotica, illusoria, difficile, entropica, scompagnata, asimmetrica, ma allo stesso tempo così straordinariamente incastrata, avvinghiata, circolare.
A volte, in uno slancio di nobile otium, si cimentava nell’accurata ricerca a ritroso di tutte le scelte, personali e altrui, che l’avevano indirizzata verso l’istante esatto in cui si trovava. Proprio come se la sua esistenza rotolasse uniformemente lungo un piano obliquo, sopra il quale chiunque – vivo, morto o inconsistente – potesse infilare a proprio piacimento le proprie dita, mani, braccia (ma anche saporite pedate) per deviare il più possibile il percorso esistenziale. di Amelia. E non era affatto male come teoria, visto che più che una caduta la considerava una tormentata ascesa (con una gravità al contrario molto favorevole), nella quale tutte le sofferenze e le preoccupazioni, poco apprezzate dal resto dell’umanità, apparivano ai suoi occhi talmente attraenti e talmente necessarie ad una salita molto più…
Interessante.
Spesso, forse per sconsideratezza, forse per volontà inconscia, sbatteva contro le cose, stipiti delle porte, maniglie, ferendosi lievemente. Ciò le provocava uno strano, ma grande, godimento.
Nel frattempo, durante quello stesso giochino di ricerca a ritroso, si esaltava ancor più quando riusciva ad individuare i veri attori della sua storia, assurdamente travestiti da comparse insulse e fulminee, che non erano affatto – come poteva apparire ad una prima osservazione – le mani e le braccia in mezzo al suo cammino di biglia rotolante, piuttosto erano quei minuscoli e invisibili fattori che a loro volta avevano favorito (costretto) le dita altrui a compiere quelle esatte azioni nel proprio percorso di naturale depistaggio.
E quegli attori, anzi registi, dell’immenso film di esistenze non erano altro che i dettagli improvvisi, minuziosamente posizionati nello spazio (a cui nessuno faceva mai caso), oppure i pensieri vipera, che attaccavano a sorpresa, e – ancora prima nella gerarchia – i fattori climatici, i raggi cosmici, le reazioni chimiche, le energie oscure, le impronte genetiche.
Continua a leggere “IL TÈ, di rebeccastories”