VOLTI ANIMALI – LA TORRE, ESTRATTO 2, di rebeccastories

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di rebeccastories

Visto i recenti dibattiti sulla sperimentazione animale – scaturiti dal cosiddetto “caso Caterina”- e ispirata da alcuni spunti di riflessione che propone il biologo Roberto Cazzolla Gatti attraverso questo articolo, ho voluto pubblicare un estratto mai letto del racconto “La Torre“, non tanto col fine di far emergere la mia posizione in proposito, quanto per invitare a riflettere nuovamente su alcuni concetti – che scoprirete fra le righe – ma soprattutto su quella strana equazione inconscia(istintiva?) a cui ragionevolmente crediamo da millenni: piccolo=inferiore?

Milo guadava attentamente un tagliaforbice, chinato sul suo piazzale, lo osservava scalare con fatica le dune delle piastrelle rigate. Provò a stuzzicargli le tenaglie col dito indice, per vedere se lo attaccava, ma pareva troppo impegnato per litigare. Gli piaceva quella bestiolina, e non durò nemmeno il breve tempo con cui avrebbe potuto veramente affezionarsi a lui. A pochi centimetri dal suo viso, con un movimento deciso – ben consolidato nel tempo – un infradito rosa d’improvviso lo strisciò via, lasciandone solamente una lunga sgommata davanti agli occhi increduli di Milo. Continua a leggere “VOLTI ANIMALI – LA TORRE, ESTRATTO 2, di rebeccastories”

CUORE DI SPUGNA di rebeccastories

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Il cielo bronzeo.
Un tumulto ovattato si sgretola sopra il banco infinito di nuvole, lontano. Ma forse non così lontano, forse quel rombo viene dal mio petto. Ruggisce ancora. Viene da dentro?
Sono un temporale.
Stacco a fatica la testa dal fango e il mondo scolorito, di un arancio ossidato, si mostra in tutto il suo bagliore.
È umido. Una pianura bagnata, gli alberi corrosi.
Il mio corpo è in pendenza sulla collina, posso vedere le dita dei piedi brulicare nella melma; mi volto. Alle mie spalle, proprio sulla cima, ci sono figure in piedi. Qualcuno è ancora steso e ricoperto per metà dalla terra sciolta. Chi sono io, e loro? È così importante saperlo?
Hanno tutti corpi diversi e osservano immobili lo spettacolo del cielo; paiono incantati dentro una comune meraviglia.
Allo stesso modo la valle meravigliosa osserva loro, con le sue forme tortuose, i colori bruciati, i cespugli d’oro e bordò.
Un essere ha i capelli ramati, lucidi come le foglie. Il viso scuro, sporco, e gli occhi cerulei che sfolgorano d’inverosimile. Un altro essere invece è completamente ricoperto di terra, sul suo volto risplende solo una dentiera accecante, e tale è il suo sorriso che il cielo ha cominciato a liquefarsi.
Gocce leggere in un attimo imbottiscono il silenzio.
Qualcosa guizza d’improvviso a pochi metri dal mio corpo: due braccia. Annaspano nell’aria, trovano appoggio sul suolo e tirano su un busto. Mi osserva adesso una testa di fango caldo. Ha gli occhi neri.
Non avevo fatto caso agli stracci disfatti, impregnati sul suolo. La collina ne è piena zeppa: pezze rossastre logorate dal pantano. Le mie mani ne sono ancora immerse, urtano anche oggetti solidi; grovigli di materiali, ossa scure. Stringo qualcosa fra le dita, è un oggetto indecifrabile. Pare emanare qualcosa, vibrazioni forse, perché rimbalzano sul palmo. Poso l’orecchio su quella massa e il suono si fa intenso. Rumori affannati, scricchiolii, urla, fischi, tonfi; pare che al suo interno sia imprigionato un minuscolo universo. Oppure un universo passato – di cui non ho alcun ricordo – rimasto in parte assorbito.
Ogni cosa qua sotto sembra esserne impregnata; sono sicura che se mi avvicinassi abbastanza al suolo, senza intingerne la testa, potrei ascoltare il rumore della storia, la storia di questo mondo, del cielo, la nostra. Il suono è incastrato fra i pori della terra, ma è vivo, non può disgregarsi o svanire, attende solo una membrana sensibile sulla quale potersi adagiare.
La pioggia si fa più intensa e i volti si fanno chiari, più sabbia, più rosa. Ci confondiamo nel chiarore che cristallizza questo posto. È un giorno melodioso, abbiamo rami bianchi e robusti che sorreggono il nostro spirito.
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IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di rebeccastories

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Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano).

E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Il cielo si era compresso come un tappeto rovesciato, fra i suoi filamenti cadevano ritmicamente piccoli oggetti di suono, come i residui delle scarpe di chi aveva camminato là sopra. Continua a leggere “IL RUMORE DELL’INVERNO, ESTRATTO, di rebeccastories”

DORMIVEGLIA, di rebeccastories

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Posa uno specchio infinito sotto il cielo. E, passo dopo passo, scoprirai di camminare sul filo dell’orizzonte.

In quale dei due riflessi abiti? – Le parole del cielo si adagiarono caute sul suo lobo, come una culla di ragno sfaldata. – Quello di sopra, che cammina stabile, o quello di sotto, che pende?

Non rispondeva; lo sguardo era svanito sull’orizzonte. – Osserva il ghigno del tuo capo-volto, quando hai troppa fiducia nel tuo equilibrio. Osserva bene il suo profilo: è convinto anche lui di camminare sopra.

   Coi piedi scalzi continuava a percorrere la superficie gelata del vetro mentre il disco dorato del sole veniva inghiottito dall’orizzonte. La sua volta celeste iniziò a raffreddarsi dentro una brina cerulea sospesa. Continua a leggere “DORMIVEGLIA, di rebeccastories”

Il rumore dell’inverno, estratto, di rebeccastories

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Nel pomeriggio il buio giunse con alcuni fiocchi. Altea osservava i fiati granulosi soffiati dalla porta che si apriva e si chiudeva. Alcuni chicchi di neve si lanciavano dentro casa e subito morivano liquefatti sul coccio.

Loro morivano al contrario, pensava, col calore. Prese il cappotto e uscì all’improvviso. Non andò lontano, trovò un angolo scuro del giardino e lì rimase ritta qualche minuto.

Chiuse gli occhi, sollevò il naso fino al cielo. La neve ingoiava tutti i suoni del mondo. Nessun rumore dal cielo o dalla terra, se non lievi fruscii (forse erano le grida dei fiocchi che precipitavano). E poi c’era un boato, sordo, forse era l’eco del cosmo. Continua a leggere “Il rumore dell’inverno, estratto, di rebeccastories”

FRA I RAMI, di rebeccastories

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Non c’entra la gravità. Se non avessero radici, gli alberi, volerebbero. Ca-drebbero lentamente nel cielo, in silenzio. Ondulando la chioma come meduse.
Le foglie brillanti si perderebbero nei flutti del vento con un moto rotatorio infinito.

Un rametto cadde fra i suoi capelli, imbattendosi in un prato morbido che ne attutì il tonfo.
Spostò lo sguardo, da molto impietrito nel vuoto, per fissare quella mela con cui aveva appena conversato; l’addentò con piacere.
Era succosa e croccante, il gusto talmente acceso da ridestargli la gola.
Avvertì in quella freschezza un bagliore, il sapore ideale: quello della Primavera; da pochi giorni infatti si era magicamente decisa a posare il suo sguardo anche sul suo lembo di cuore.
Adesso la sua schiena poteva pur massaggiarsi con la corteccia di un albero, le sue cosce potevano inumidirsi d’erba, ancora un po’ sgualcita, e finalmente riusciva a riposare gli occhi nel vuoto. Quel vuoto vivo, colmo di colori delicati come petali fra le dita; fiori di ciliegio come occhi curiosi, carichi di lentiggini; ritagli del sole, come squame dorate, sui visi degli u-mani.

Continua a leggere “FRA I RAMI, di rebeccastories”

UNA SCULTURA, di rebeccastories

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Conosco quel torpore
di carni digerite
dal mare. Naufraghe
si accasciano crepitando
ed evapora liquefatto
lo spirito – dai letti asciutti
delle vene – sotto il bacio
del sole; poi uno schiaffo,
poi un intarsio
su dura corteccia.

Una brezza curiosa
a placare la cottura
scorge riarsa la crosta,
quasi una scultura
di sabbia, dolce la sfiora.
Ma franano immediate
quelle membra di
sale, cenere fine;
e sospirano via
sopra le dune

https://rebeccalenastories.wordpress.com

L’INCARTOCCIARSI DELLA FOGLIA RIARSA, di rebeccastories

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Le foglie hanno un viso, mi piace camminare guardando per terra e incrociare i loro sguardi. Per questo mi permetto ogni tanto di salvare qualche loro espressione – di rara bellezza – e conservarla fra i libri. Poi ho pensato che magari avrebbero preferito essere esibite, almeno una volta, non come illustrazioni qualunque fra libri già scritti, ma come copertine uniche di libri potenziali.

Scoprite cosa si nasconde nella nuova pagina del blog cose belle!

https://rebeccalenastories.wordpress.com/

SEMPLICE E CRUDA RIFLESSIONE SULLA FANTASIA – RECENSIONE RACCONTI DELLA CONTRORA

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Vittorio Nevio Lena e Sebastian Santoli hanno fatto una bellissimo intervento durante la presentazione del mio libro “Racconti della Controra“. Ecco le loro parole:

“Fin da bambino ho vissuto quelle immagini e parte di quegli odori, arrivando a percepire la causa che ha dato vita a queste storie. Molti di questi racconti hanno luogo durante la Controra, un periodo delle prime ore del pomeriggio in estate, che ha inizio a mezzogiorno. Questo periodo lo abbiamo vissuto per almeno 15 anni, da soli con i nonni, 2 mesi l’anno tra fine giugno ed inizio settembre, in un luogo veramente unico, a tratti inquietante ma allo stesso tempo affascinante, mistico.…. continua su: https://rebeccalenastories.wordpress.com/2017/12/07/semplice-e-cruda-riflessione-sulla-fantasia-recensione-racconti-della-controra/

I GUANTI, di rebeccastories

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Tessi sulle mie mani
tra tendini di cotone
trame di geni arcani
e fibra accidentale;
hanno ossa di cartone
– in questa maglia esistenziale –
le vite degli umani.
E poi poni
due lune di bottone
madreperla, da imbastire
su quelle bocche vane
in cui i polsi
vanno a gridare.
Tessi e ricama e poi
incrocia, così
figlia mia.
Continua a leggere “I GUANTI, di rebeccastories”

L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories

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Il vento che stramazza sull’asfalto, tossisce un po’ di ruggine dai lampioni. A tratti lo sento sfiatare odio dentro le grondaie.

Ho pensato di spalancare la finestra per farmi investire un po’ anch’io.

Immediatamente il ghiaccio ha urtato le guance già spuntate del mio viso e non ho respirato, per soffrire meno. Tutti i pori mi sono stati incisi, qualche lama si è conficcata tra le pieghe molli delle palpebre e il malessere è scoppiato subito nel mio baricentro, irresistibile, come lo stritolarsi di una bolla d’acido. Le spalle e le estremità delle dita sono i luoghi in cui fa più male, è dove il liquido sbatte. Tremano; il busto trema, e i denti mi pare di sentirli combattere fra loro. Qualche falange sussulta, mi grida di chiuderla quella finestra. Ma l’inondazione è compiuta. Disturbante, manesca, una nauseata pena, e Odio. Odio abissale violento, verso niente e quindi forse verso tutto. Chiudo la finestra. Continua a leggere “L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories”

DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  

Dichiarazione

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Stendetevi: profumi d’ineffabile
calore. Posatela quassù, l’arsura
languida, il soffio, la molle velatura
di fremiti, di amarezza e di amabile
terrore.

Fioritemi: fulgidi, dai vasi angusti
dei globi, come nuovi occhiali floridi
di sapore. Tra folte fila d’iridi,
radica profondo, in mezzo ai mille fusti
il cuore?

Questa Polaroid, come poche altre, non è una semplice illustrazione, ma nasce prima della poesia. A volte amo tentare su me stessa una sorta di autoanalisi, assecondando le mie idee, quelle più istintive, non studiate, che compaiono improvvisamente nella mia mente senza essere cercate. Le congelo in queste “foto d’inconscio”, e le studio a fondo, cercando di trarne fuori quelle verità, illusioni, che la mia testa tenta di nascondermi. Continua a leggere “DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  “

L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO

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di rebeccastories

 Partecipa al primo book trailer che ha la voce dei lettori!  

COS’E’ UN BOOK TRAILER?

È un video di pochi minuti, esattamente come quello di un film, atto a presentare, pubblicizzare e soprattutto comunicare un libro.

E IL LIBRO?

È il mio, “Racconti della Controra” è inedito e puoi sfogliarlo liberamente a questo link
http://issuu.com/rebeccalena/docs/racconti_della_controra__rebecca_le
In particolare, puoi:
– leggerlo distrattamente, lasciandoti sfiorare dal flusso di parole, dalle atmosfere afose, odorose, malinconiche, violente, meravigliate, oniriche, ansiose, paradossali
– leggerlo con attenzione, spulciando le note in fondo e lasciandoti trasportare dalla narrazione
– scavare fra le righe, ricercando i significati più reconditi e impossibili che ho sepolto apposta per te
– non leggere e guardare solo le figure.
Continua a leggere “L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO”

CASTOREUM, di rebeccastories

Casoreum

di rebeccastories

Si chiedeva perché il fiume scorresse in quel verso.

L’orgia morbida di onde – come palmi di mani, cosce, seni, spalle – defluiva orizzontale davanti ai suoi occhi. Flutti di saliva brillante, a lubrificare il flusso. E mille dita veloci s’infrangevano sugli argini con molle timido desiderio.

– Tieni. È per te.

– Una noce?

– Sì, aprila.

La pose fra i suoi palmi, in corrispondenza del solco sul bordo e con poca pressione il guscio si aprì. Osservò le due parti perfettamente separate, una era vuota. L’altra custodiva qualcosa. I suoi occhi si allargarono a dismisura, ne rimase paralizzato.

– Perché a me?

– Perché io l’ho scoperta troppo tardi. – Durante quelle poche parole fece caso alle macchie sul suo collo. Escrescenze squamose di mille sfumature della porpora, ribollivano e crepitavano sopra il ritmo del suo respiro; ciuffi brillanti qua e là, fatti di tonalità imprevedibili, come i riflessi del sapone sull’acqua. E infine lievi ramificazioni venose, verde scuro, si ergevano da quella flora sul suo petto; parevano serpenti agitati dentro un collo di marmo fluido. Continua a leggere “CASTOREUM, di rebeccastories”

L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO, di rebeccastories

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Partecipa al primo book trailer che ha la voce dei lettori! 

COS’E’ UN BOOK TRAILER?

È un video di pochi minuti, esattamente come quello di un film, atto a presentare, pubblicizzare e soprattutto comunicare un libro.

E IL LIBRO?

È il mio, “Racconti della Controra” è inedito e puoi sfogliarlo liberamente a questo link
http://issuu.com/rebeccalena/docs/racconti_della_controra__rebecca_le
In particolare, puoi:
– leggerlo distrattamente, lasciandoti sfiorare dal flusso di parole, dalle atmosfere afose, odorose, malinconiche, violente, meravigliate, oniriche, ansiose, paradossali
– leggerlo con attenzione, spulciando le note in fondo e lasciandoti trasportare dalla narrazione
– scavare fra le righe, ricercando i significati più reconditi e impossibili che ho sepolto apposta per te
– non leggere e guardare solo le figure.
Continua a leggere “L’ECO DELLA CONTRORA – PRESTA LA TUA VOCE AL MIO LIBRO, di rebeccastories”