A UN CARO AMICO SCOMPARSO, di Silvia De Angelis

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Sembra in  alcuni periodi della vita, sfoltirsi d’improvviso, il contorno delle persone che da sempre  hanno orbitato nei nostri giorni. Il verificarsi di questi eventi, talvolta imprevedibili, altre conclusivi di situazioni dolorose trascinate da tempo, acuisce nella nostra coscienza l’entità di quegli irrisolvibili  perché, radicati in noi, ai quali non riusciamo a dare risposta, né spiegazioni, che abbiano un senso compiuto, secondo il nostro sensibile sentire.

Forse l’impostazione che, in linea di massima ci viene data, sin dai primi anni di vita, sul creato e sulla  morte sarebbe pressoché inesatta, perché in realtà non  terrebbe minimamente conto del fatto che prima del meraviglioso dono esistenziale, eravamo nulla, e tornare ad essere nulla dovrebbe essere una manifestazione accettata con naturalezza; un passaggio obbligato dopo una meravigliosa sintesi d’esistenza che permetta di conoscere le fattezze della natura, la tecnologia dell’uomo e tante incredibili emozioni che trasformino continuamente le sensazioni dell’anima. Accettando, quindi, la diversità e la lunghezza di questo percorso, per ognuno di noi,  significherebbe essere dotati di misurata logica mentale, eppure il discorso risulta davvero arduo.

Infatti l’idea di non poter più godere della presenza e del calore di un individuo a noi caro  crea uno sconforto indicibile, complesso da  accettare e superare, e il desiderio di avere vicino la persona scomparsa  pare  ancor più tenace.

Eppure dopo un’assidua ripetizione  di questi dolorosi eventi la signora in nero sembrerebbe, apparentemente, lasciarci più indifferenti, nel suo alitare senza tregua su anime che si estinguono…come se il suo tracciato  facesse parte di un progetto prestabilito,  da portare avanti senza un attimo di respiro…quello ultimo di cui si appropria con ferocia, senza un tocco di ritegno per il volto che gela

@Silvia De Angelis

ARMONIA DENTRO, di Silvia De Angelis

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Quella felicità ricercata dai più, in realtà si trova in fondo alle pieghe dell’anima, ma sono in pochi soggetti,  a saperla catturare, e a tenersela stretta nei momenti del giorno, così effimeri e sfuggenti, nella ande del tempo che tutto toglie, con il suo rincorrere velocemente albe nuove.
Siamo sottoposti, con il nostro andare, a un’essenza assai effimera…che può estinguersi, da un momento all’altro,  a nostra insaputa, per un motivo impensabile. Dunque, dovremmo essere tutti in grado di  apprezzare  ogni respiro di preziosa vita, che sa donarci emozioni ineguagliabili e irripetibili, in grado di forgiare il nesso  della nostra personalità, malleabile come un vaso d’argilla.
Le intense impressioni che ci dona la natura, hanno un carattere di variabilità…sta a noi captarne, di volta  in volta, l’aspetto migliore, quello che più si confà alle nostre peculiarità interiori, valutando la sostanza di ogni  creazione dell’universo e ponendoci a diretto contatto con essa, per riuscire a farne parte completamente.
In un’ottica di vita ampliata si riesce a dare un significato davvero grande a ogni manifestazione d’esistenza, nel  suo porsi ai nostri occhi, riuscendo ad imprimergli un maggior valore, vedendo anche negli eventi che ci risultano, ad un primo impatto, negativi, la parte positiva….più celata, ma sempre esistente!
Infatti in ogni intervento che ci viene posto, nel cammino, esiste una doppia manifestazione, che la nostra maturità dovrebbe saper captare sia per la parte buona, che per quella, fra le righe, più inquieta….
Armonia, ed equilibrio interiore, permettono a tutti noi di procedere, il più possibile, in un percorso assennato, in cui sgradevoli sorprese saranno rare  e in ogni caso, ci  troveranno temprati ,a un disagio, che sapremo  combattere con armi ben affilate!

@Silvia De Angelis

Respiro il tuo risveglio, di Grazia Torriglia

Respiro il tuo risveglio 

Grazia Torriglia

Respiro il tuo risveglio

Ti ho rubato i sogni
Li tengo segreti
Sono miei adesso.

Ora svegliati amore
Andiamo alla finestra
Fuori c è la neve
Lasceremo una coppia di impronte
Lungo il cammino nei boschi

L eco dei nostri ” ti amo ”
Risulterà ovattato nelle valli
I cerbiatti ascolteranno distratti
Cadrà ancora la neve
E mi abbraccerai forte

Una capanna di rami di Abete
Coprirà i nostri baci
Cadranno le vesti
Io non sentirò freddo.

Grazia Torriglia @