Momenti di poesia. Sull’argine antico, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Sull’argine antico, di Stefania Pellegrini


Claude Monet – Pioppi lungo il fiume Epte

Sull’argine antico

Sull’argine antico del fiume
intrecci di sonorità passate
in echi di parole
un rimando d’un tempo leggero
d’immagini lontane
ad incrinare
le silenziose acque.
Tornano felici i giorni
il cuore leggero senza ombre,
grida festose
tra castelli di sabbia lambiti
dalle bianche spume,
una paletta, un secchiello,
abbandonati al sole,
gusci di conchiglie vuote.
Sull’ala del vento, ecco
un rintocco secco di campanile
a ristabilire l’ordine delle ore.
Il qui e ora di un cuore
che fatica a ritrovare se stesso.

Stefania Pellegrini ©

CREDEVO DI ESSERE UN EROE, di Roberto Busembai

Credevo di essere nel secolo delle meraviglie, e forse in parte c’ero, ma quella notte in diretta alla televisione, bussolotto in bianco e nero che faceva la “neve” e le “righe”, mi dilettavo da innocente quattordicenne, con il cuore in apprensione, ad aspettare un allunaggio, un incredibile conquista che andava oltre il pensare, eppure ero in quel momento testimone di un evento storico senza eguali. Tito Stagno frenetico ma professionale, si dibatteva con il collega “concorrente” inviato in America, quello famoso, quello con la voce squillante e con un italiano smorzato da un inglese già di per se deteriorato in un americano “biascicato” (Qui New York vi parla Ruggero Orlando), asserendo e invadendo lo schermo in un rompente primo piano, che l’allunaggio era venuto…”Ha toccato”, mentre l’altro, il cronista della Grande Mela in trasferta a Houston Texas, ostinava ad urlare….No, No non ha ancora toccato!
E io mi sentivo partecipe, ero anche io l’eroe del momento, colui che aveva quasi partecipato, ero invaso da un fremito generale, era emozione, era semplice e naturale soddisfazione, stavo vedendo Armstrong, l’austronauta, scendere una scaletta e posare il primo piede umano su quel satellite dei sogni e delle paure, “Un piccolo passo per l’uomo, un passo da gigante per l’umanità”….mamma, papà siamo scesi sulla Luna! 
“Te ci sei tutti i giorni” mi disse l’indifferenza di mio padre.
Da quel giorno ho cominciato a capire come gira il mondo, e già la Luna era scaduta, si parlava di trucco d’invenzione, di un bidone, c’erano prove, c’erano testimoni, c’erano…..da quel giorno ho imparato a mantenere le giuste distanze dalle emozioni, distanze come quella che c’è tra la terra e la luna,…galattiche….ho imparato che la Luna è quel piccolo pensiero che ognuno coltiva come meglio crede, io credo a quel che vedo e quel che sento, e poi sono arrivati i computer e i telefonini e quanti allunaggi inventati, quanti sogni sperati, quanti passi da giganti, passi da neonati.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: studio-tv-rai-luna-1969

Momenti di poesia. Le dolci robinie di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Le dolci robinie, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Le dolci robinie

Le dolci robinie sono tornate
in un proliferare di chiarori
ad ammantarsi
di teneri grappoli bianchi.
Mi ricordano oggi
il nostro amore allora
una distesa profumata
di soavi odori fioriti.
E sogni di giovani cuori
in un riflusso di onde
cristalline docili e accoglienti.
Oggi guardo a loro
con l’attenzione
che pullula d’amati ricordi.
Disciolte le nebbie passeggere
sulle maree del cuore
affossate le dissonanze
sulla sabbia del tempo
cogliamo la semplicità
profumata delle ore insieme.
Non c’è tristezza, né amarezza
il tempo delle mele rosse
scandisce pacato
il ritmo dei nostri cuori.

Stefania Pellegrini ©
(dalla raccolta “Isole” END Edizioni)

Momenti di poesia. Se dell’emozione il canto, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Se dell’emozione il canto, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Se dell’emozione il canto

Se dell’emozione il canto
su questo scoglio lasciai
voce ritrovo oggi
di quei mattini chiari…
Le verdi vellutate trasparenze
virate in bagliori cerulei
ora sciaquio di nenie da lamenti
lontani , ora rimando di memorie
delle mitiche Diomedee
da rigurgito di spuma bianca.

Oh, mare questo palpitare
tra frastagli di rocce
questo suon che sguardo
mirando l’immenso cattura
di pace piena, ora pare cullare
in una docile risacca pura.
Volteggiano fantasie
si tuffano poi risalgono
come gabbiani a pelo d’acqua
danzando rosee visioni
di ricordi in attesa…

I tuffi, il riso, il soffio del garbino
la burla amorosa
tra onde animate di mare
… Spuma bianca vaporosa
lieve la brezza la randa
che sale scende…
lo scafo sopra l’oro
e l’argento a dondolare sogni
dipinti sul mare turchino.

Stefania Pellegrini ©

(poesia presente su Antologia “Adriatico”)††††

Momenti di poesia. Ti ricordi… di Rosetta Amoroso

Momenti di poesia. Ti ricordi… di Rosetta Amoroso

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Ricordo, ti ricordi anche tu, dissi a mio marito,
Guardando questa foto ,,,, quel giorno quando
Come una ladra rubai alcuni minuti ai miei genitori ,con la scusa di comprare ,qualcosa in merceria ,per vederci, scoppiò all’ improvviso
Un acquazzone ,violento ,senza precedenti, il cielo era sereno, ma ,, cambio in un battito di ciglia,, tu mi venisti incontro con l ☔ proteggendomi con le tue grandi braccia di
Diciottenne, belli e aitante ,eravamo due ragazzini, che bei tempi, ma dovetti .
Tornare a casa per non far arrabbiare, mio padre. Son passati molti anni. E lì ci passiamo spesso, insieme a figli e nipoti .
Chi lo avrebbe mai detto. Che saremmo diventati nonni … insieme

NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE, di Silvia De Angelis

nei dintorni della memoria femminile5

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile, dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso l’esperienza acquisita, permettano all’indole, d’affrontare il fatto con una dinamica più positiva e vantaggiosa per l’ego.

L’ego femminile, infatti, è in grado di iscrivere con particolare cura, i fatti salienti della vita, soprattutto quelli inerenti la sfera emotiva assai accentuata, probabilmente perché compito della donna è di essere, fra l’altro, una madre attenta alle esigenze più peculiari della sua prole. Continua a leggere “NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE, di Silvia De Angelis”

Armadi e cantine nascondono i nostri ricordi, di Pier Carlo Lava

Armadi e cantine nascondono i nostri ricordi, di Pier Carlo Lava

Alessandria: Quando si decide di archiviare oggetti che non si usano più in quanto fuori uso o superati dai tempi come vecchi cellulari, computer, videocamere, macchine fotografiche, ecc., se si vuole conservarli per ricordo,   non   possono essere messi in cantina poichè si deteriorerebbero velocemente.

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Perciò gli stessi finiscono imballati con cura in qualche armadio o al limite nello sgabuzzino di casa, un modo di conservali adeguatamente e tenerli a portata di mano e ogni tanto tirarli fuori per rivivere i ricordi di un tempo passato che non c’è più.

Alcuni giorni fa mentre rovistavo in un armadio alla ricerca di un oggetto che poi non ho trovato, ho visto una scatola avvolta in carta da pacco ma senza indicazioni sul contenuto. Continua a leggere “Armadi e cantine nascondono i nostri ricordi, di Pier Carlo Lava”

I RICORDI NEL POZZO, di Ester Mastroianni

I RICORDI NEL POZZO

di Ester Mastroianni

I RICORDI NEL POZZO

La nebbia sale dal fiume
sospinta dal gelido vento.
Ricordo ancora quel tempo
di noi, bambine spavalde.

Ci si affidava a una barca
per attraversare il fiume
e attraccare alle sponde;
l’ignoto era un brivido
l’incoscienza il coraggio.

Stamani è gelido nel cuore,
sui campi coperti di neve
le stoppie sono di ghiaccio.
Continua a leggere “I RICORDI NEL POZZO, di Ester Mastroianni”