IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO, di Silvia De Angelis

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Probabilmente è vero che viviamo in un’epoca moderna e tecnologica, dotata di

innumerevoli “diavolerie” per rendere più agiata e verosimile la nostra vita e

quando, purtroppo capita un cataclisma naturale, il nostro inconscio ha come un

senso di forte disagio, ad accettare quell’evento, che considererebbe,mentalmente

preistorico…

Eppure la natura si muove, nei secoli, secondo un progetto inarrestabile e continuo,

che non dà tregua ad alcun lasso di tempo, modificando la struttura più insita

del territorio, destinato a cambiare nel percorso della vita che va avanti.

Putroppo non siamo ancora attrezzati a sufficienza, a prevedere smottamenti

del terreno ed eruzioni di vulcani e, sebbene esistano lunghi periodi di tregua,

poi la terra, improvvisamente, e con inaudita violenza, torna a scuotere i vari

territori, procurando ingenti danni a persone e cose d’immenso valore artistico.

Credo che ogni  governo dovrebbe affrontare seriamente il problema del sisma,

cercando di mettere al sicuro, soprattutto fabbricati abitati e dettare severe

leggi antisismiche per costruzioni di nuova data….

Ma si sa, sfruttare sempre la situazione, a discapito del prossimo è stata sempre

una peculiarità degli esseri umani e come si dice “il lupo perde il pelo, ma non

il vizio”

@Silvia De Angelis

 

Momenti di poesia, Alimento di Grazia Denaro

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 Adoro ammirare

quelle sere turchine d’estate

camminando tra il verde dei prati

con il vento che carezza la vita

e poi scivolare nel grano

tra il biondo oro delle sue spighe

che donano con generosità

l’alimento che ci nutre.

 

Paradigma ne è l’amore

quando adorna

di gioiosi momenti l’esistenza

adagiata su atolli di rose

di un andare in simbiosi

mentre in altri ci tiene confinati

fra ombre e raffiche di vento

nella difficoltà di rimanere in piedi

fra i sentieri dell’esistenza.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia. La nuova stagione di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. La nuova stagione di Stefania Pellegrini

Parole nomadi fb

Settembre avanza rapido,
assorta la mente imbriglia
tra i filari del tempo
dove tutto corre
sull’istante che fugge
in un nuovo ripetersi
d’umore di stagione.
Dolce ricordo
del frinire di cicale,
i grilli tra le stoppie,
la campagna rovente.
M’attraversa l’ombra dei giorni,
rosseggia un conto che s’accorcia.
Il passo esita, l’autunno
non vuole attraversare,
ma le giornate offrono ancora
struggenti colori
e il sole specchia d’oro
le foglie del maestoso faggio.

Stefania Pellegrini ©

(Isole – END Edizioni)

I miei blog: Il mio tempo migliore, Parole nomadi (poesia), SETA FINA (fotografia)

SOLIDARIETA’ TRA SCRITTORI, di Maria Clausi

SOLIDARIETA’ TRA SCRITTORI, di Maria Clausi

Anni fa un mio parente mi disse: se una persona è gelosa del proprio bagaglio culturale, significa che il suo bagaglio è misero. Allora non compresi queste parole. Oggi, con l’esperienza, le comprendo. Mi è capitato tante volte, in ambito lavorativo, di incontrare persone che cercavano di mettere in mostra le proprie capacità, di mettere in ombra gli altri e di non condividere con i colleghi le proprie conoscenze. Forse in quell’ambito questo desiderio di primeggiare è cosa comprensibile, anche se scorretta, ma questo modo di fare nell’ambito della cultura è davvero inaccettabile.

Maria Clausi

In più di una occasione ho acquistato opere di altri autori e ho scritto anche delle recensioni. So bene che il mio gesto non ha nulla di straordinario. Io volevo solo dimostrare vicinanza a colui che aveva la mia stessa passione; volevo dimostrare il mio desiderio di leggere e di comprendere il suo pensiero ed i suoi sentimenti; volevo dimostrare il mio entusiasmo per ciò che lui realizzava. Purtroppo, però, non sempre dall’altra parte ho trovato lo stesso mio desiderio e lo stesso mio entusiasmo.

Quando ho letto la biografia di grandi scrittori del passato mi è capitato spesso di apprendere che molti di loro erano stati aiutati da altri scrittori ad entrare nel mondo letterario, che le loro opere erano state lette e recensite da loro colleghi; non di rado scrittori affermati si erano fatti scopritori di nuovi talenti, senza mai provare invidia, rivalità o desiderio di primeggiare. La solidarietà e l’aiuto reciproco era un fatto assolutamente normale, salvo rare eccezioni. Continua a leggere “SOLIDARIETA’ TRA SCRITTORI, di Maria Clausi”

NELLE NUBI, di Silvia De Angelis

NELLE NUBI

Talvolta la nostra mente si condensa al grigio delle nubi, quasi ne diventasse parte integrante  e in quella fusione, pensiero/natura, ci si spersonalizza quasi per caricarsi d’essenze del passato,  che abbiamo accuratamente messo da parte, per crogiolarci in esse, quando ne capitasse  l’occasione.

Si rimugina su quelle scelte non fatte, che avrebbero potuto, in qualche modo donarci dei  vantaggi o facilitarci parte del percorso, sempre così accidentato….ma il timore di insuccessi  e quella parte predominante di insicurezza, che preme, nel momento sbagliato, ci ha fatto  soprassedere dal mutare quella stantia abitudine di sempre.

Anche quelle parole non dette, a una persona che consideravamo speciale, le riascoltiamo  amplificate dentro noi….e non possiamo più pronunciarle, perché il tempo implacabile ci  ha privato di quella focale presenza….

Quanti tasselli della vita compaiono, in un labirinto mentale senza uscita e senza ritorno, che  inducono ad attente riflessioni e a un’indispensabile crescita, che ci permetterà, in futuro  di mediare passi più attenti e precisi, evitando di scivolare in qualche trabocchetto del terreno,  sempre presente nel lungo cammino…..

@Silvia De Angelis

PERCHÉ I BUONI SOFFRONO E I CATTIVI TRIONFANO?, di Maria Clausi

PERCHÉ I BUONI SOFFRONO E I CATTIVI TRIONFANO?, di Maria Clausi

Sono credente. Come tutti i credenti ho avuto e ho i miei momenti di crisi, ma poi torno alla fede, perché la fede è la mia unica vera forza. L’unica cosa che la mia fede non mi aiuta a capire è la sofferenza dei buoni e il godimento dei malvagi. Questo quesito, in verità, è contenuto anche nell’Antico Testamento (v. il libro di Giobbe ad esempio). Ma una risposta non lo ho mai trovata.

Maria Clausi

Nel corso della mia vita ho conosciuto molte persone cattive, persone che facevano il male per il solo gusto di farlo. I malvagi non sono solo quelli che commettono crimini atroci. Ci sono tanti malvagi molto più “silenziosi”, che non fanno notizia, ma che fanno ugualmente tanto male.

Penso a coloro che, mossi dall’invidia, nel posto di lavoro cercano di screditare le persone che lavorano onestamente. Penso a coloro che quotidianamente compiono atti di prepotenza nei confronti dei loro vicini.

Ma gli esempi sarebbero tanti. Ho visto morire persone buone con atroci sofferenze, mentre coloro che gli facevano del male gioivano del loro dolore e vivevano in buona salute. A questo non mi sono data mai una spiegazione. Per quanto io mi sforzi non riesco a comprendere la ragione di tutto questo.

A volte mi vengono alla mente le parole di mia madre, che era una donna di grande saggezza, la quale, rifacendosi a un proverbio popolare, mi diceva: chi gioisce del mio dolore, quando il mio sarà passato, il suo sarà appena iniziato!

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di MARIA ROSA ONETO

Foto Pixabay

(by I.T.Kostka)

Quando le parole diventano sfogo dei nostri turbamenti e mali interiori trasformandosi in arte di rara bellezza…

Quando ogni pensiero scava negli abissi dell’anima sfiorando le corde più intime…

Accade sempre così quando addentriamoci nel mondo dei versi di Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

TRE POESIE SCELTE

LASCERÒ

Lascerò
il mio cuore d’amante
alla Terra
perché se ne sazi
con ingordigia.
Spargerò il sangue
di una vita intera
a dar rigoglio alle foglie,
nutrimento di radici
che scavano nel profondo
alla ricerca dell’oro.
Sarò tronco
d’alberi maestosi
che a primavera
accolgono nidi.
Humus fertile
portato dall’acqua dei fiumi
per incidere germogli
e sonni invernali
fra brividi di freddo.
Stenderò la pelle
dove i folletti
cercano casa,
nell’intrico dei boschi
dove la luna non bada!

ME NE ANDRÒ

Me ne andrò,
truccata da bambola,
la veste corta,
la bocca accigliata.
Me ne andrò
in un giorno qualunque
quando il sole
danza,
precipitando in mare.
Me ne andrò
ridendo e scherzando,
con un paio di baffi
appiccicati con la colla.
Me ne andrò
senza gridare
alcun nome.
Tra le dita,
l’ultima sigaretta.
Non piangerò
lacrime di dolore,
né sussulti di rabbia
sul cuscino a fiori.
Me ne andrò
in punta di piedi…
senza disturbare nessuno!

ACCOGLIMI

Accoglimi, Signore,
come migrante
alla deriva.
Ho trangugiato
acqua salata
e pane rancido
ad ogni lacrima
versata.
Accoglimi, Signore,
come figlia di nessuno.
Peccatrice di sogni,
di amori sbagliati.
Gemella prediletta
del Tuo Golgota.
Accoglimi
senza fare domande,
senza puntare il dito,
con braccia stese
a dar luce all’Anima.
Sarò nuda
come quando sono nata.
Gravata di mali,
di pesi non voluti.
Sarò donna di poca fede,
al cospetto del Tuo
Volto.
Sincera e vera
come ho vissuto.
Accoglimi lo stesso…
Saprò farmi
perdonare,
aggrappata
ad un lembo di Cielo!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Da adulti scambiamo le bugie per verità, di Gregorio Asero

Da adulti scambiamo le bugie per verità, di Gregorio Asero

Generalmente si crede che per diventare adulti sia necessario attraversare una soglia fisica emozionale o mentale. Invece io credo che diventare adulti significhi acquisire la capacità di ingannare se stessi e gli altri. Nient’altro.

Da adulti

I bambini sanno quello che sono. Provate a dire a una bambina grassa che è magra o a un bambino che è negato per il calcio che ha solo bisogno di correre di più. Non vi crederà. Da adulti, al contrario, scambiamo le bugie per verità.

Ci raccontiamo che frodare il fisco non è reato, che assumere la segretaria solo per le sue gambe o il seno prosperoso è la scelta migliore per l’immagine dell’azienda, fingiamo di non essere affamati di soldi, di potere, di avere gli stessi principi morali di quando si era giovani, ci diciamo che siamo soltanto robusti e non grassi, maturi e non vecchi, e che i capelli grigi ci fanno più saggi.

Inventiamo valanghe di razionalizzazioni e poi ci convinciamo che sono vere. In parole povere ci auto inganniamo fingendo di essere quello che non siamo.
Gregorio Asero

Momenti di riflessione di Valentina Emilia Cairo

Momenti di riflessione di Valentina Emilia Cairo

Mattinata di riflessioni, il cellulare brioso di messaggi. Fervono i preparativi della festa fine anno scolastico di mio figlio Andrea. La nave sta per attraccare. Quando si conclude un viaggio si ripensa sempre, a quel che ci ha dato, cosa abbiamo imparato, ai rapporti che abbiamo instaurato. Scendiamo dalla nave con una valigia in più. Ricchi di nuove amicizie ci apprestiamo a salpare di nuovo. 
Non so dove questo ci porterà.
Rifletto sempre troppo, a volte fa male.
È inevitabile che, il mio pensiero vada al dott. Pietro Versari che mi ha ridato la vita. Mi ha donato il tempo.
È un dono prezioso, raramente ci viene concessa una seconda possibilità. 
Ogni giorno capisco il perché.
L’altro giorno mentre abbracciavo Andrea, guardandolo incredula di che tanta gioia io avessi tra le braccia, che il cuor mi si fermò anch’esso ad ammirarlo. Un flash appena nato, un piccolo ranocchietto. Tra pannolini, biberon, tutine, e kit di sopravvivenza. Ora è grande, pieno di capelli, quadrato, stiloso. Ripensando ai miei momenti più bui, ne’ é valsa la pena. 
Diventare grandi è un’impresa. Farlo con un figlio è meraviglioso.
Siamo ripronti a salpare sulla navi della vita; come dice sempre Suor Amelia

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

IO LA PENSO COSÍ

Si sa che il culto del denaro non sia un fatto nuovo. Una certa “venerazione” per il denaro sicuramente risale al tempo in cui si finì di barattare la propria merce, in cambio di altra, e il denaro, appunto, è diventato merce di scambio universale.

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Purtroppo questa “venerazione”, a mio avviso, è aumentata in modo esponenziale nei nostri giorni. I fattori che generano tale situazione penso che siano molteplici, ma qui mi voglio soffermare sulla causa che, l’industrializzazione, ha reso ancora più marcata.

Il grande capitalismo ha reso il lavoro un’attività che, sebbene per certi versi sia meno faticoso sotto l’aspetto fisico almeno nelle zone fortemente industrializzate, diventato opprimente e incapace di generare piacere. In pratica, nelle zone industrializzate, si lavora solo per il salario e non perché si prova piacere nello svolgere una determinata attività.

La grande produzione industriale ha bisogno, per aumentare e proteggere le sue ricchezze, di sfruttare e sopprimere le cosiddette “razze inferiori”, le quali sono soggiogate dai regimi capitalisti. Continua a leggere “Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero”

Una riflessione di Valeria Montaldi

Una riflessione di Valeria Montaldi

Riflessioni da scrittrice durante una notte insonne. Detto che, almeno qui in Italia, la narrativa che va per la maggiore è quella “gialla” (o poliziesca, o thriller, chiamatela come volete, non c’è grande differenza), detto che il motivo per cui questo genere si vende senza difficoltà è legato alla volontà di esorcizzare il male da parte del lettore (“e’ tutto finto, quindi il male è solo sulla carta”), detto che invece, purtroppo, il male esiste davvero e che finché non lo troviamo pronto ad azzannarci non ce ne rendiamo conto, mi chiedo se noi scrittori non potremmo, almeno di tanto in tanto, volgere lo sguardo (o meglio, spostare le dita sulla tastiera) verso altre tematiche.

L’umanità è fatta di bene e di male, come sappiamo tutti, e quindi basta descriverla con cura, senza il bisogno, credo, di aggiungere sangue “finto” a quello che già ci cola intorno.
P.s.- questa riflessione, prima che ad altri stimatissimi colleghi, è rivolta a me stessa, ovviamente…

ANGOLO DI POESIA: VIA CRUCIS (Droga krzyżowa) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)

Con i miei migliori auguri di Buona Pasqua posto oggi un testo dedicato alla tematica pasquale e appartenente al Realismo Terminale.

VIA CRUCIS (versione originale)

Viene re – inchiodato Cristo all’insanguinata croce
censurata dal buon senso del libero mercato,
nascosta in un ripostiglio “all’ingresso vietato”
distante dalle menti politicamente corrette.

Sgorgano lacrime ai piedi del Golgota
nell’intima nenia della Lacrimosa *,
risulta inutile ogni sacrificio
che tocca questo vergine gregge di pecore.

Oh Madre,
inginocchiata nel tombale silenzio
avvolgente come un vecchio coprispalle,
nessuno ascolterà le Tue ragioni
laceranti come colpi della flagellazione.

S’inchinano le braccia dei secchi ulivi
per proteggere le orme sui moderni sentieri.

Tutto svanirà
adombrato dalla nube dell’ignoranza.

* Lacrimosa – frammento della messa funebre “Requiem” di Mozart

DROGA KRZYŻOWA (traduzione / tłumaczenie)

Przybito powtórnie Chrystusa do zakrwawionego krzyża
ocenzurowanego w myśl dobrego imienia rynku,
ukrytego w schowku ze “wstępem wzbronionym”
odległym od politycznie poprawnych umysłów.

Wytryskują łzy u stóp Golgoty
wraz z intymną skargą “Lacrimosy”*,
bezużyteczne okazuje się poświęcenie
każdego dziewiczego stada owiec.

Oh Matko,
przyklęknięta w grobowej ciszy
otulającej Cię jak stara chusta,
nikt nie wysłucha Twoich racji
rozdzierających duszę jak uderzenia bicza.

Pochylają się ramiona suchych drzew oliwnych
ochraniających ślady na współczesnych ścieżkach.

Wszystko zniknie
przysłonięte chmurą ignorancji.

*Lacrimosa – fragment z mszy żałobnej “Requiem” Mozart’a

Izabella Teresa Kostka, 2018

Edita / wydana, diritti riservati

Una mia riflessione sull’educazione – Fabio Avena

Penso che la scuola in quanto istituzione contribuisca a fornire alcune basi ai bambini, agli adolescenti e studenti. Ma a mio avviso sin da piccoli, forse anche dall’asilo (periodo nel quale si è più portati a scoprire il mondo con occhi innocenti) dovrebbe esserci più attenzione alle esigenze dell’alunno, in ogni famiglia di sani principi morali.

Questo lo dico, per far comprendere che le essenziali regole di buon comportamento (e non di bon ton o sola catechesi che comunque è molto importante), debbano essere inserite nelle scuole per dare un minimo di indirizzo morale anche a bambini che vivono situazioni di disagio familiare di ogni tipo, che spesso poi tendono a diventare bulli, o a volte diventano adulti con fortissime lacune e cercano sfogo altrove, in cattive compagnie o peggio ancora vivendo vite dissolute tra dipendenze di ogni sorta (droga, alcool, sesso, dipendenze da giochi d’azzardo, dipendenze dalla Tv e tanto altro). Parlando di me, della mia storia personale, la scuola stessa o il catechismo fatto da piccolo, mi hanno dato magari degli “indirizzi”, ma in fondo mai delle solide basi.

Anche il liceo classico che ho frequentato, secondo molti insegna a pensare in modo più aperto…può anche essere vero, ma solo in parte secondo me. Va benissimo imparare e apprendere concetti e nozioni di storia, filosofia, lingue e altre materie, ma ci vuole soprattutto una formazione diversa, non solo legata alla conoscenza di popoli, costumi, culture, religioni. Continua a leggere “Una mia riflessione sull’educazione – Fabio Avena”

Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi…

Il tempo passa inesorabilmente

di Pier Carlo Lava

Il tempo passa

Alessandria: C’è chi rimanda le cose da fare, piccole o grandi che siano, sostenendo che tanto c’è tempo, ma non è così, questo solitamente si rivela un errore che a volte può avere anche delle gravi conseguenze.

Occorre invece tenere ben presente che “all’inizio c’è molto tempo, ma alla fine molto poco, perciò non va inutilmente sprecato”.

Del resto come dice un antico proverbio, non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.

foto: partecipiamo.it

Riflessioni di Renzo Penna sulla manifestazione sindacale del 9 febbraio a Roma, di Lia Tommi

Alessandria. Renzo Penna ci illustra le novità positive della manifestazione di Roma del 9 febbraio.

“Ritengo che uno degli aspetti più importanti della straordinaria manifestazione sindacale di sabato 9 febbraio a Roma sia stato il ritorno, dopo molti anni, all’unità d’azione di Cgil, Cisl e Uil.

Un’unità del mondo del lavoro tanto più necessaria dopo che, nell’ultimo decennio, il sindacato ha duramente pagato lo scotto della crisi. Un evento di rilievo non solo per le tre Confederazioni, ma per il futuro della politica italiana e, in particolare, della sinistra che per ritrovarsi deve ripartire dalla centralità del lavoro, dalla sua dignità e dai diritti.

Con una severa, ma indispensabile autocritica nei confronti delle idee neoliberiste, monetariste che, ad iniziare dagli anni ’90, sono state condivise in Europa anche dai principali partiti socialisti e socialdemocratici. Un’ideologia incentrata sul mercato senza regole, sul principio della concorrenza e della stabilità dei prezzi, il lavoro precario e sottopagato, la privatizzazione delle imprese pubbliche, il ridimensionamento dello Stato sociale universalistico e la riduzione del potere sindacale.E’, inoltre, significativo che la nuova segreteria della Cgil abbia inaugurato il suo mandato con un’iniziativa unitaria e Maurizio Landini abbia posto al centro della sua elezione a Segretario Generale, come punto fondamentale dell’impegno Confederale, la rivendicazione e il sostegno in Italia, qui ed ora, ad una politica di investimenti pubblici e privati, unica in grado di far ripartire lo sviluppo, creare il lavoro e combattere la disoccupazione. Continua a leggere “Riflessioni di Renzo Penna sulla manifestazione sindacale del 9 febbraio a Roma, di Lia Tommi”