RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge

(by I.T.Kostka)

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (cit. Vincent van Gogh)

Immersa nel verde come un’antica Musa, la personificazione dell’arte e della poesia, la poetessa Maria Caputo descrive se stessa confessando senza fronzoli: “Non sono io che faccio la poesia, è la poesia che fa me: mi rapisce, mi trascina, mi trasforma, mi sorride; e io sorrido alla vita. Sembra che diventi un’altra, ma questa sono io…” (cit.)

Maria Caputo trae la sua ispirazione dalla natura, dal mutamento delle stagioni e della Madre Terra, trasmettendo attraverso le immagini inizialmente ben conosciute e familiari (fiori, prati, pioggia, tsunami, sole) ogni tormento e ogni tappa del nostro pellegrinaggio esistenziale. L’autrice scrive con grazia sia della gioiosa primavera che della povertà che affligge il Mondo, del traguardo finale di ogni essere vivente, delle apparenze e dell’inganno così futile e fasullo (“La foto sulla lapide sorride”). Usa un linguaggio trasparente e apparentemente semplice, senza le ricercate e spesso “pompose” forme stilistiche, riesce a esternare ogni stato d’animo e mette in evidenza anche i più delicati e difficili aspetti della vita, addirittura la morte stessa. Nonostante lo spessore del pensiero lirico, la scrittura di Maria Caputo non è mai pesante né artificiale, ma mantiene la sua leggerezza e naturalezza senza diventare incomprensibile. È uno tsunami progressivo che lambisce e trascina un lettore con delicatezza e raffinatezza, lasciando nella sua mente una profonda commozione ma, allo stesso tempo, una sensazione di benessere psicologico mai sconvolto dalla serietà degli argomenti trattati.

Izabella Teresa Kostka, Milano

• BREVE NOTA BIOGRAFICA

MARIA CAPUTO, nata a Villamaina un paesino in provincia di Avellino, scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Alcune sue poesie sono state lette in programmi radiofonici e una di esse da Maurizio Costanzo, nel programma “L’uomo della notte”, su Radio Uno. Ha pubblicato due silloge: “Sprazzi” e “Tsunami”, prossimamente altre pubblicazioni in cantiere.

• ALCUNE POESIE SCELTE TRATTE DALLA RACCOLTA “TSUNAMI”

LE MIE TASCHE SONO PIENE DI FIORI

Le mie tasche
sono piene
di fiori dai
mille colori…
Di rose senza spine
e di sorrisi.
I miei sogni
sono accarezzati
da un cielo stellato.
Mi riposo cullata
da una nuvola
di emozioni.
Dalla mia finestra
vedo solo prati verdi,
gente allegra e sole,
non vedo altro,
di quello che
c’è e non
voglio vedere…
Un filo di vento
mi scompiglia
i capelli,
dolcemente,
mi accarezza.
Un altro sorriso,
inizia e finisce
un altro giorno…
E ritrovo
sempre
me stessa,
ogni qual volta
che guardo
l’ immagine
mia
riflessa. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge”

RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

(by I.T.Kostka)

Che, poi, io il mare lo ascolterei all’infinito. A tutto volume. Con gli occhi piantati sul soffitto del cielo. A immaginarmi la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Maria Rosa Oneto lo ascolta da sempre, quel mare ligure, custodito tra le rocce sporgenti e l’animo ipersensibile del suo ego interiore.

La sua vita è segnata da una fragilità eterna causata da una malattia invalidante ma, allo stesso tempo, forse grazie a questa disabilità fisica Maria Rosa è riuscita a sviluppare una sensibilità e saggezza surreali, esternando con grande talento i suoi desideri negati, i sogni mai realizzati, i pensieri e le riflessioni attraverso i versi sempre più toccanti e profondi come gli abissi del mare. Da ogni lirica, da ogni breve frase scritta in prosa si percepisce perfettamente il grande amore dell’Autrice per la Vita.

L’amore difficile e tormentato, spesso negato e difficoltoso come la sua esistenza “scolpita” dal dolore e dalla sofferenza, l’amore universale e vincente, perché proprio nell’arte trova il suo Nirvana.

La scrittura ha per la nostra Poetessa un valore quasi catartico, diventa “grazia e misericordia”, aiuta ad alleviare le sue ferite spirituali, quelle più nascoste e taciute, cicatrizzate e incarnite da sempre. Leggendo le opere di Maria Rosa addentriamoci in un Mondo personale impregnato di bellezza raffinata e nostalgia esistenziale, di femminilità e malinconia, di rabbia e rassegnazione, di sessualità desiderata ma ingiustamente spezzata, di empatia e di immensa, matura saggezza.

Le maree della vita non sono mai state generose con Lei, ma nonostante questo la sua anima non è amareggiata, l’autrice non accusa nessuno ma porta la sua croce, accettando il destino con dignità e pazienza. Io ho pianto, sì, ho pianto sfogliando le pagine della sua ultima silloge dal titolo “Prima che la notte”. Mi sono commossa leggendo quel Suo grido “Cerco l’amore” intrappolato sulle pagine bianche del libro, imprigionato come Lei in una stanza sulle sponde del mare.

Ho versato lacrime di commozione assaporando la bellezza invocativa della lirica “Benedetto sia…”, della preghiera “Signore” e del monologo “Al ramo più alto” in cui Maria Rosa “seduta davanti al vetro della cucina / ricomponeva i pezzi di un esistere tenace/ sull’onda del martirio/ della disperazione nera”. Soffermiamoci un attimo dedicando la nostra attenzione alle sue poesie, al suo “Essere Donna” fragile ma forte, al suo spirito guerriero e allo sconforto di una martire mai consolata. Maria Rosa Oneto merita la nostra ammirazione, non è una poetessa qualunque ma un simbolo di una Vita vissuta a testa alta anche nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

Izabella Teresa Kostka

MARIA ROSA ONETO nasce a Rapallo (Genova) il 23 novembre di un anno lontano.
L’amore per la scrittura lo coltiva sin da bambina, diventando stimolo creativo per un vivere meno infelice. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.”

SEKCJA POLSKA “PORTRETY”: JOLANTA MIELCARZ – subtelna poezja bycia kobietą

(by I.T.Kostka)

“Piękno kobiety nie przejawia się w ubraniach, które nosi, w jej figurze lub sposobie, w jaki układa włosy. Piękno kobiety musi być widoczne w oczach, ponieważ są one drzwiami do jej serca – miejsca, gdzie mieszka miłość.” (cyt. Audrey Hepburn)

Piękno poetki Jolanty Mielcarz ukryte jest w cudownych błękitnych oczach, które są odzwierciedleniem jej wrażliwej i delikatnej duszy artystycznej. Duszy świetlistej i czystej, wyrażającej emocje i osobiste rozterki za pośrednictwem wersów przepełnionych różnymi odcieniami miłości i głębokim człowieczeństwem. Twórczość Jolanty jest uosobieniem wrażliwej kobiecości, słowiańskiej melancholii i refleksyjności, miłości uniwersalnej, która nie konsumuje się tylko w relacjach pomiędzy mężczyzną i kobietą, ale dotyczy także strefy duchowej człowieka i wiary w Boga. Prostota i szlachetność uczuć, niepewność i zaduma nad ludzkim przemijaniem, pragnienie miłości idealnej, może odrobinę niedzisiejszej…

To wszystko przeplata się jak w złotym warkoczu w wierszach naszej Artystki, które są napisane bardzo subtelnym, pastelowym i przystępnym dla każdego językiem. W twórczości poetyckiej Jolanty Mielcarz nie znajdziecie krzyku, drapieżności i rozdzierającej szaty desperacji, przeciwnie, zostaniecie otuleni ciepłem i łagodnością, przytulnym i romantycznym zamyśleniem, szeptem… Odniesienia do klasycznych metafor i obrazów przyrody, do natury, do onirycznego świata marzeń i ukrytych pragnień zezwalają czytelnikowi na poczucie się jak w przysłowiowym “domowym ognisku”, ułatwiają utożsamienie się z autorką, gdyż każdy z nas rozpoznaje w Jej słowach cząstkę siebie.

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RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia

(by I.T.Kostka)

Il 28 dicembre 2018 è iniziata l’edizione polacca del programma “Verseggiando sotto gli astri / Poetując pod gwiazdami”. Alla serata “Dal Baltico al Mar Mediterraneo”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, abbiamo avuto piacere di ospitare un personaggio molto apprezzato dai lettori, critici e dalla Polonia statunitense: ZBIGNIEW ROTH, poeta e compositore. All’artista sono stati assegnati ben due PREMI ALLA CARRIERA: LA MEDAGLIA D’ARGENTO “LABOR OMNIA VINCIT” per l’attività artistica educativa, conferita dal Direttore Edmund Dudziński dell’Associazione Hipolit Cegielski di Poznań, “LA CHIAVE DI VIOLINO D’ARGENTO” in occasione del 50° Anniversario del lavoro artistico svolto come compositore, assegnata da Kazimierz Miler, il Presidente della Federazione dei Gruppi Folcloristici Polacchi e, a sorpresa, anche il terzo e inaspettato premio “LA NOTA D’ORO”.

● Breve nota biografica dell’autore

ZBIGNIEW ROTH (Poznań, Polonia) autore, compositore, poeta con uno stage di copyright di 61 anni a lungo termine, scrive dal 1957 e compone dal 1968, come compositore celebra il suo 50° Anniversario nel 2018.
Dal 2007 – Membro dell’Accademia Poetica Americana Polacca con sede a New York (USA), dal 2009 – Membro Onorario del Gruppo Letterario e Drammatico. K. Przerwy – Tetmajer a Chicago (USA), dal 2012 – Membro onorario del Circolo 83 Infrared a Chicago (USA), dal 2013 – Membro dell’Associazione polacca di autori, giornalisti e traduttori in Europa A.P.A.J.T.E. con sede a Parigi (Francia), da settembre 2014 membro della Società polacca di artisti, autori, animatori della cultura PTAAAK di Poznań e dal 2016 membro del ramo SAP di Kołobrzeg. Autore di numerose raccolte di poesie, le sue opere letterarie sono state pubblicate su molte prestigiose antologie e riviste del settore.

● ALCUNE POESIE DI ZBIGNIEW ROTH:

NASZ OJCZE JESTEŚ Z NAMI

Tyle minęło dni bez Ciebie
tygodni, miesięcy Ojcze Święty
byłeś nadzieją dla każdego
biednemu dałeś rękę w potrzebie
szukałeś dróg ku wolności
młodym będąc drogowskazem
nadzieją na przyszłość robotnika
dla nas Polaków wszystkich razem

Dziś pod granitem Bazyliki
hen na obczyźnie Twoje ciało
obywatelem byłeś świata
innym narodom orędowałeś
Bożej owczarni będąc pasterzem
ludziom oddałeś serce swoje
a ja dziś mogę rzec szczęśliwy
że było Polskie, wielkie i moje

PADRE NOSTRO SEI CON NOI

Sono passati tanti giorni senza di te
settimane, mesi, Santo Padre
eri speranza per tutti
hai dato una mano al povero
cercavi i viali della libertà
ai giovani indicavi la strada
donavi speranza ai lavoratori
e a noi polacchi tutti insieme

Oggi sotto il granito della Basilica
distante in esilio giace il tuo corpo
Sei stato un Cittadino del Mondo
Hai guidato le nazioni lontane
facendo da pastore nell’ovile di Dio
Hai donato il cuore alle persone
E oggi posso dire tanto felice
che era polacco, grande e mio Continua a leggere “RITRATTI: ZBIGNIEW ROTH – in viaggio con la poesia”

ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia

(by I.T.Kostka)

Oggi alcune poesie della poetessa Alicja Kuberska nata a Świebodzin in Polonia, una delle artiste partecipanti alla prima serata dell’edizione polacca del programma culturale ciclico “Verseggiando sotto gli astri – Poetując pod gwiazdami”, tenutasi presso la Galleria Kamea a Poznań, il 28 dicembre 2018. Alicja Kuberska è una delle poetesse già ben riconosciute sul panorama letterario nazionale e internazionale, ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche nel nostro Bel Paese. Da ricordare sicuramente quelli ottenuti al Premio “Nosside” (2014, 2015), al Concorso Internazionale Letterario “Tra le parole e l’infinito” (2018) e il riconoscimento assegnato dalla prestigiosa European Academy of Science Arts and Letters (Francia, 2018). Scelta come Poetessa dell’anno 2017 dalla fondazione Soflay Literature Foundation.

Alicja Kuberska su YouTube:

https://youtu.be/E3iV4EVWMj8

Traduzione in italiano a cura della poetessa polacca Joanna Kalinowska.

• ZAMIANA

Szkoda, że nie można kupić nowej duszy.
W supermarketach nie ma napisów
– Dusza! Promocja!
Stara jest niefunkcjonalna.

O wiele łatwiej mieć prostą wizję świata.
Twardo stąpać po ziemi, nie mieć marzeń.

Tkanka chciwości zabezpiecza byt.
Życie ma wymiar materialny. Ideały uwierają.

Zająć czołowe miejsce w wyścigu szczurów.
Wyrzucić sentymenty, łzy.

Moja dusza potrafi wybaczyć.
Nie umie zapomnieć – zaufać na nowo.

Mówi, że nie wstępuje się do tej samej rzeki.
Nierozsądna – wyrywa się do ludzi.

Nie słucha rozumu. Zapomina, że czasem boli.
Wiecznie głupia, nie uczy się niczego. Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: ALICJA KUBERSKA – il vento poetico dalla lontana Polonia”

ANGOLO DI POESIA: BARBARA RABITA – versi con artigli

Foto: Umberto Barbera, Barbara Rabita durante l’evento “Yin e Yang” – Verseggiando sotto gli astri nell’ambito della rassegna letteraria internazionale Bookcity di Milano, 18 novembre 2018, Cascina Linterno.

(by I.T.Kostka)

Esiste la poesia al femminile? Può darsi, ma Barbara Rabita appartiene piuttosto alle autrici senza peli sulla lingua, scrive “versi con artigli” con forza ed espressività di una vera guerriera. I suoi testi non temono nessun argomento né stilistica: navigano con successo tra le onde del Realismo Terminale per, a volte, sbarcare sulle sponde più classiche, scavano nella tematica sociale per, allo stesso momento, sfiorare quella più introversa e riflessiva. Barbara è imprevedibile e sorprendente, mai melensa, i suoi versi sanno “affettare” l’attenzione di un lettore come se fossero “coltelli d’acciaio”. È sicuramente una delle voci femminili più interessanti e incisivi che io conosca grazie al programma “Verseggiando sotto gli astri”.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IL QUADERNO

Il quaderno liso
è aperto su pagine bianche
le mie mani lo accarezzano ruvide:
sono millimetro di singoli quadretti.

Ogni cancellatura un insuccesso
i bordi masticati
di una copertina rosa
come la pelle della mano.

Indugia il tirapugni
su un apostrofo di troppo
errori da ripetere
per poter essere altro
da goffe storpiature.

SALDI

In vetrine incolori
sfilano i vestiti
forniti di gambe
lisce e snelle.

Sono ciò che
non ero mai stata
in questi colori dorati
luccicanti di poco
e sorrisi di commesse
sempre convincenti.

Il vestito mi indossa
si rimira, si compiace
mi compra a poco prezzo
esce soddisfatto,
sfilano gli oggetti
gli fanno i complimenti.

ARTICOLO 2

Ho il diritto di associarmi
e il dovere d’isolarmi
quando reco danno al prossimo
ma so stare insieme agli altri
quindi bene che io scelga
di riunirmi e coalizzarmi
nelle scuole e nelle piazze.

Ho il diritto di parola
e il dovere di tacere
quando offendo e ribadisco
con atteggiamenti osceni,
ma ho il permesso a un’opinione
sia pur labile e importuna.

Il diritto a una vita
non può includere il dovere
di continuo sgomitare
per un posto in prima fila.

SCIENZA E COSCIENZA (leggendo Harari)

Come righe su lenti d’ occhiali
siamo increspature
nel flusso eterno di dati.

Sottopelle un microchip
ci potenzia nella mente
ne riassorbe la coscienza,
partorisce ultra-umani
efficienti come bit in sequenza
soli, come un dato condiviso.

Barbara Rabita

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio. Continua a leggere “RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi”

RITRATTI: OMAR GELLERA – un Apostolo Nuovo della poesia

Foto: Umberto Barbera, Omar Gellera al 22° Verseggiando sotto gli astri “Il coraggio di ribellarsi” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone, 26.01.2019

(by I.T.Kostka)

La poesia non è morta, anzi, sta bene e trova sempre un Apostolo Nuovo. La giovane generazione è ricca di vari interessanti volti, di anime artistiche stimolanti e talentuose, che con garbo e forza espressiva esplorano i sentieri della Musa, portando “freschezza” della scoperta e delle novità. Omar Gellera sicuramente farà strada sia come un giovane scrittore e poeta esordiente, sia come un bravo e coinvolgente performer. Ecco il suo breve ritratto letterario e due poesie scelte. Buona lettura!

OMAR GELLERA nasce il 17 Agosto 1988 a Milano. Studia lingue al liceo mentre nel 2016 si laurea alla magistrale
in psicologia sociale, con una tesi sull’identità di genere.
Attualmente si occupa di interventi sociali sul territorio di Milano: coordina un progetto di prevenzione
all’abuso di alcol e droghe e lavora in un progetto inclusione sociale rivolto a madri con bambini. Fuori dal
lavoro fugge appena può in montagna o al cinema, ha una singolare passone per le tartarughe marine e
naturalmente per la scrittura.
Il 22 settembre 2018 vince un Poetry Salm presso lo Spazio delle arti – Museo Alda Merini di Milano,
classificandosi quarto alla finale del torneo. Con la vittoria del 22 Settembre parteciperà alla finale del
campionato nazionale di Slam Italia 2018-2019.
Il 13 e 14 ottobre 2018 partecipa a “La Piuma sul Baratro” una maratona poetica di 25 ore promossa dal
Piccolo Museo della Poesia di Piacenza.
A metà gennaio 2019 è uscita la sua prima silloge poetica dal titolo “Saltando nel vuoto ho raccolto l’oro”, edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.
Da febbraio 2018 collabora anche con il Festival internazionale di poesia di Milano, ormai giunto alla sua terza edizione.

Continua a leggere “RITRATTI: OMAR GELLERA – un Apostolo Nuovo della poesia”

RITRATTI: SERENA VESTENE – a spasso col tautogramma

Foto: Umberto Barbera, Serena Vestene durante la serata “Yin e Yang” nell’ambito del programma”Verseggiando sotto gli astri” alla rassegna letteraria internazionale BOOKCITY di Milano, Cascina Linterno, 18 novembre 2018.

(by I.T.Kostka)

Un’artista poliedrica e sorprendente, la sua creatività spazia tra la poesia e la musica, tra la pittura e le performance quasi teatrali con l’accompagnamento d’arpa o violino. Serena Vestene, una donna di spiccata sensibilità e raffinatezza poetica, molto femminile nella stilistica eppure mai scontata né banale. Ama osare e sperimentare creando, con successo, molto interessanti e stimolanti tautogrammi, raccolti nella sua ultima silloge dal titolo ” Inginocchiata a picco sul cielo” (Robin Edizioni, 2018). Oggi conosceremo meglio il suo ricco di sorprese mondo artistico:

SERENA VESTENE

Poetessa veronese.

Nell’aprile 2013 ha pubblicato la sua prima silloge di poesie “Ad occhi spenti” edita “Edizioni Photocity”.

Nel luglio del 2017 è uscito il cd audio di poesia “I volti della luce” – Freecom srl – nel quale la poetessa recita 16 delle sue poesie intrecciate alla musica d’arpa. Nel febbraio 2018 esce la sua seconda silloge poetica dal titolo “Inginocchiata a picco sul cielo” con la Robin Edizioni. Qui la peculiarità è l’utilizzo della forma stilistica del TAUTOGRAMMA. I suoi lavori vengono presentati in librerie e spazi culturali sparsi per l’Italia, oltre a Verona, anche a Firenze, Roma, Bologna, e in Radio (sulle frequenze di Verona, Milano fino ad Adelaide, in Australia), si presenta anche in locali e mostre di pittura con la formula di reading con accompagnamento d’arpa o violino, oppure in reading conciliati per tematica alla musica d’autore. Alcune sue poesie hanno ricevuto menzioni di merito in concorsi nazionali e internazionali. Da qualche anno organizza rassegne di poesia nel veronese con la partecipazione anche di poeti contemporanei di rilievo da tutta Italia. Serena Vestene è anche pittrice, e peculiare è la sua pittura su velluto, partecipando a mostre collettive, nelle quali unisce, in occasione dei vernissage, la parola poetica e l’arte pittorica con il suono d’arpa.

• DUE TAUTOGRAMMI

AMARSI

Amarsi.
Avremmo altrimenti anteposto
attrazioni arcane
all’assaporarsi appariscente?
Avvolgente abbandonarsi
accettandosi
azzurrità abissali,
acque amare.
Abbeverarsi, assetarsi, abbeverarsi ancora.
Assaggiarsi ancora.
Affinché avvengano
antiche appartenenze,
angelico annidarsi
all’alba agrumata.
Assediarsi,
assestandosi angoli atomici.
Accogliersi,
ad anime allargate.
Ascoltarsi all’apice
ansimanti alveoli
alleggerite, agitate
ali alle arterie.
Abbandonarsi.
Accaldandosi attorno all’altro
andare avanti
ad accadersi ancora.

DIAMANTI

Decidi dove depormi.
Dopo dedicherò dita
dorso, denti,
delicati dimenamenti
dal direzionarti
dentro dune
dorate di desiderio.
Disarcionante destriero.
Delizia delirante.
Dimorerai.
Divorerai.
Danzerai.
Dappertutto.
Diverremo diamanti.
Dal denudarci
di dimenticati deserti.
Dal disorientarci
dentro duplici debolezze,
da dentro dolcezze dissipate,
disperse, denutrite,
dilateremo desiderio
dal dolore,
distingueremo durezza
da dita dominanti.

Dappertutto.

Dimorandoci. Dappertutto.
Divorandoci. Dappertutto.
Destandoci. Degustandoci.
Dappertutto. Dappertutto.

Serena Vestene

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: GABRIELLA CINTI – una donna fatta poesia

(by I.T.Kostka)

Una donna fine dall’aspetto angelico grazie alla sua chioma dorata, una donna fatta poesia ma di grande forza espressiva. Ribelle? Difficile indovinare e giudicare, Gabriella Cinti è entrata a far parte della grande famiglia artistica del programma “Verseggiando sotto gli astri” lo scorso sabato, presso il suggestivo e impregnato d’arte contemporanea Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone.

È stata accolta calorosamente e applaudita con entusiasmo. Oggi vorrei presentarLa ai lettori della testata giornalistica “Alessandria Today”.

• NOTA BIOGRAFICA

Gabriella Cinti, nata a Jesi, italianista, poeta, scrittrice, saggista, performer in greco antico.
Libri: Poesia: Suite per la parola (Péquod, 2008), Euridice è Orfeo, (Achille e la Tartaruga, 2016), Madre del respiro, (Moretti e Vitali, 2017). Saggi: Il canto di Saffo-Musicalità e pensiero mitico nei lirici greci, Moretti e Vitali, 2010. Di prossima pubblicazione: La lingua del sorriso: poema da viaggio.
Sulla sua poesia, il saggio: Franco Manzoni, Femminea estasi. Sulla poetica di Gabriella Cinti, Algra editore, Catania, 2018
Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, sue poesie sono presenti in diverse antologie. Tradotta in inglese e greco moderno.

• DUE POESIE SCELTE

INTERSECARE L’ESSERE (Da “Madre del respiro”)

Albergo nell’invisibile,
dove un chiarore inconsueto discerne
il groviglio del mio corpo pensiero.

Accolgo il mondo perché mi si fa suono,
quando pur sfioca
il giallo del divino sorriso

e le mani mie più non sono
che anello congiunto all’essere
dentro un tunnel frusciante di vocali.

Mi porto il passato addosso,
chiocciola d’immenso
alonante intorno al mio dire,

mentre la carne delle cose
si ricompone nel corpo sottile del segno.

Converto la rinuncia in progetto
e scelgo il nulla come sfida,
ricompongo macerie come tasselli di vita.

Intreccio da straniata tessitrice
i fili del senso e semino
talismani di colore nel vuoto
di vita allestito nell’ombra.

Mi abbandono per intero all’improbabile
e mentre sorvolo la vita
alla ricerca del giorno,

scopro l’orizzonte del pieno
che mi chiama ad un diverso con-senso.

Avvolta a spirale tra il nulla ed il tutto,
mi basta un seme di parole
per intersecare l’essere.

LA STELLA DEL SÌ (Da “Madre del respiro”)

Seppure anche oggi
il vento mi sospinge
sui bordi di un oriente di senso
che naufraga nel fuoco strabico
delle mie antenne sfrangiate,

mi ritrovo per segni e sogni
indecifrabili e sconnessi
a cercare l’anima di ottobre
e la mia,
ricomposte in stagione.

Appoggio la fronte sul silenzio,
ruggente nelle tempie,
mentre curvo in spada
il cuneo ferrato del volere.

Il varco chiuso ostenta
la sua arcana blindatura.

Tutte le vite passate ad infrangere
anelli stretti di non senso,
per ritrovarsi ancora
a trepidare per l’invisibile

E nell’ultimo scatto
che allenti infine la presa del qui,
mi immenso la pupilla di respiro,

mentre nell’opaca solidità del diniego,
si irradia la stella del sì
dal punto d’oro nel cuore del mandala.

Gabriella Cinti

Tutti i diritti riservati all’autrice

Gabriella Cinti su YouTube:

https://youtu.be/CKnoK0wHnwE

Foto: Umberto Barbera, 22° “Verseggiando sotto gli astri” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni, Lissone 26.01.2019

RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo.

(by I.T.Kostka)

Ho conosciuto Maria Teresa Tedde durante uno degli incontri nell’ambito del programma “Verseggiando sotto gli astri…” e sono stata piacevolmente travolta dalla sua grande energia, dalla voglia di vivere e, soprattutto, dal suo solare sorriso circondato da una ribelle chioma azzurra. “Fata Turchina” – ho pensato subito e così la chiamo ancora oggi.

È una poetessa e una donna di bellezza interiore oltre il tempo, sfida le difficoltà della vita quotidiana con la forza di una vera guerriera, lasciando in ogni situazione la testimonianza della sua grande e sincera umanità. Porta con sé il calore della Sardegna, delle emozioni vere che, nella loro nobile semplicità, diventano come diamanti elaborati nei versi delle sue poesie. Maria Teresa Tedde non passa mai inosservata e non grazie alla sua celeste “testa di mare”, ma grazie all’aura di luce e di preziosa empatia che la circonda.

In seguito vorrei presentare il suo libro di poesie fresco di stampa dal titolo “Senza scudo”, edito con grande professionalità dalla casa editrice Pluriversum Edizioni.

NOTA BIOGRAFICA

MARIA TERESA TEDDE, docente in pensione, si dedica con passione alla scrittura di racconti, di qualche romanzo ed ora prevalentemente è dedita alla poesia. Ha partecipato a vari reading poetici, su selezione, in varie città sia sarde che lombarde e altro.
Ha presentato le sue raccolte poetiche (con oggi cinque) a Sassari nei locali Museali della FRUMENTARIA, insieme alla mostra personale del pittore Pier Domenico Magri, a P.Torres ( libreria Koinè- Artemisia Art Cafè), Sassari (Biblioteca Universitaria- Auser- Ex Tappezzeria Dettori- Spazio Arte-Kaos), Cagliari ( MEM) Nuoro ( Caffè Culturale Tettamanzi –Locali ex Convento), Bolotana-Biblioteca Comunale- Alghero (Res-Publica), Roma( Casa Internazionale delle Donne). Milano, varie volte (– Spazio Casa Di Alda Merini- Le Trottoir Caffè Culturale sui Navigli – Università Terza Età-), Biassono ( Monza) e Lissone( MB) -Atelier Spazio Galleria di Ronzoni. Nel marzo 2017 le è stato conferito il Titolo di “ACCADEMICO D’ONORE NELLA CLASSE DELLE LETTERE “ dal Prof. Alfonso Mura- Rettore DELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEGLI EMPEDOCLEI ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI FILOSOFICI DI AGRIGENTO.

Continua a leggere “RITRATTI: MARIA TERESA TEDDE – una poetessa di bellezza interiore oltre il tempo.”

RITRATTI: MARA CONSOLI (Alessandra Solina)

(by I.T.Kostka)

Accogliamo tra di noi i nuovi, valenti autori emergenti: ALESSANDRA SOLINA, conosciuta anche come MARA CONSOLI. Nella sua scrittura ondeggia tra il classico, descrittivo poetare e il moderno sperimentare. Usa un linguaggio spesso fantasioso, onirico che sottolinea la vivace creatività dell’autrice. Versi liberi, sciolti, scorrono spontaneamente come un racconto, a tratti sfiorano quasi “prosa poetica”. Sicuramente il mondo visionario e interessante, segnato dalla sensibilità e dall’infinita immaginazione di Alessandra.

• NOTA BIOGRAFICA

Alessandra Solina ha iniziato a scrivere poesie on line sotto lo pseudonimo di Mara Consoli nel luglio del 2017.
Alessandra è nata e vive a Cecina (Livorno), ed è appassionata da sempre di letteratura, arte e lingue straniere. Si è laureata in Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere di Pisa.
Per alcuni anni è stata impiegata nel settore turistico, svolgendo contemporaneamente attività presso l’associazione culturale con la quale tuttora collabora. Presso la stessa si occupa della promozione di eventi riguardanti la violenza di genere ed il confronto interc\nulturale ed interreligioso, nonché iniziative di vario genere, con particolare attenzione ai giovani e agli adolescenti.
A febbraio 2018 è uscita la sua prima silloge, “Atomi sparsi”, nella collana “Gli Emersi” della Aletti Editore. Sue poesie sono state scelte per l’antologia “Le Maree della vita” ed edita da CTL. Una sua opera è arrivata finalista al Contest Letterario “E in arrivo Santander” a cura dello scrittore e attore Giuseppe Carta (edita da Il Caso Editore Paradigma NOUU). Una sua poesia è stata selezionata al Concorso Nazionale di Poesia Coelum 2017.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IDENTIKIT

Amo sparire dalle immagini,
foto ritoccate di risa.
Rannicchiata nell’alveolo
di una conchiglia
ormai lontana dal mare,
lontana da sozze spume,
non può cancellarmi l’ombra del vento.
Le orme di passi secolari
sono state inghiottite da comete.
Implodono gli astri,
gara di fossili inceppati.
Con sforzo erculeo
oltrepasso il cadavere di una poseidonia
e giungo al mirto dal solitario fiore.
Ora so chi sono.

ME E ALICE

E bello leggerle negli occhi
l’amore.
Un tempo ne ero affetta anch’io
e travisavo il mondo,
lo traboccavo ovunque.
Ora neanche uno scalpello
per il mio cuore d’ebano
a lenire anni di privazioni.
Ammiro il suo sguardo,
increspo le mie labbra
che subito tornano monolitiche e assenti,
a ricordarmi che la radice è defunta
a causa di stagioni di siccità non corrisposte.
Adesso è arrivata la pioggia.
Troppo tardi.
Non germoglieranno
né le secche sterpaglie,
né le aride pietre.
Guardo i suoi occhi ricolmi di fiori,
e nel loro riflesso i miei di tenerezza.

DRIADE

Questa sono.
Battezzata Driade da mia madre.
Non conosco altro sentimento
che non sia ritorto malleolo,
verde contorsione,
ventagli ventosi di intarsi
e ipotesi annodate alla terra.
Credesti fosse un sogno di caldo
all’ombra delle Esperidi
e non ti accorgesti
che eri impigliato a me.
Allora decisi di versare
antica saggezza nei rovi d’amore
dove si addentrano
i cuori disperati come il tuo.
Non volevo che spine mi imbrattassero
del tuo sangue amaro.
Sebbene non comprenda il tuo male,
conosco l’arboreo conforto.
E te ne feci dono.

Alessandra Solina

Tutti i diritti riservati all’autrice