Racconti. EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 27 – IL RAZZISTA Roberto Bontempi

Racconti. EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 27 – IL RAZZISTA Roberto Bontempi

EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 27 – IL RAZZISTA

Stavano facendo shopping Romina ed Ezio quando a quest’ultimo arrivò uno sputo sulla scarpa.

Si fermò indicando allibito la tomaia in questione al colpevole di tanto scempio. E no, quello spor … Gli venne subito da correggere il pensiero: un normalissimo uomo di colore durante il suo struscio nel centro cittadino aveva lasciato della saliva sulla sua scarpa. Però si restava lì fermi con la scarpa a far da trattino d’unione fra due mondi.

“Dico, spero non l’abbia fatto apposta” scandì ben deciso Ezio guardando dritto negli occhi giallognoli del forestiero. Questi gli rispose con un forte accento romanesco:

“Guarda che se’ stato tu a mette la scarpa dove stavo a sputà io. Mò non se po’ manco sputà.”

“Sulle scarpe altrui no e manco sulla strada libera, che appartiene a tutti e pure a me. Da dove vieni forse l’asfalto non esiste e penso che per terra, dove c’è terriccio, uno sputo non faccia tanto senso.” Continua a leggere “Racconti. EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 27 – IL RAZZISTA Roberto Bontempi”

Un attimo di poesia. DARSI, di Roberto Bontempi

Un attimo di poesia. DARSI, di Roberto Bontempi

DARSI

Domandarsi se si ama a sufficienza

chi vive la tua vita, e se fai tutto

per darle (o dargli) più di quel che occorre,

credo sia doveroso e intelligente

in un rapporto dove amarsi è tutto.

Se c’è corrispondenza negli affetti

la tua felicità rende felice

e quel che doni sempre ti ritorna.

Prodigarsi in amor, mai risparmiarsi,

mai coccole e riguardi siano scarsi!

Roberto Bontempi

Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi

Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi

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EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 26 – IL PUNTO

“Devi comprare il lubrificante?” chiese Romina con lo sguardo pensoso.

“Sì, tesoro, proprio” rispose Ezio con lo sguardo sognante.

“Ma lo hai ripetuto due volte, tesoro. Deve essere un lubrificante a cui affidare la propria vita. Cos’è? Per i freni? La scatola dello sterzo?”

“Non è per la macchina e non ci affido la vita ma conto molto sulla sua efficacia.”

“E lo avevo capito benissimo, che, non ce lo sai?

Te lo puoi scordare. Risparmia i soldi.”

“Ma tesoro, io sono un normodotato. Che paura c’è?”

“Nessuna, anche perché il tiro va corretto: tu sei un ipododato. Ma non è questo il punto.”

“E qual è il punto, tesoro mio?”

Romina era combattuta tra rispondere o mollargli un calcione tale da metterlo fuori uso per parecchio e proprio in quel senso.

“Il punto è che sei un laido, un lercio pervertito. E quel punto non è minimamente importante per me.” Continua a leggere “Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi”

Momenti di poesia. LA FINE, di Roberto Bontempi

Momenti di poesia. LA FINE, di Roberto Bontempi

LA FINE

Non c’è più tempo e il cielo sta cadendo

e pure il nostro spazio s’è annullato.

Mi sento prosciugato, rinsecchito,

col sole che mi brucia in piena notte

e tutti i fiumi che ci sono al mondo

convergono a me addosso ad annegarmi.

Mi sembra di morire cento volte

fra atroci sofferenze senza scampo.

Amici e familiari, ora vi lascio

se questo inaspettato accadimento

vuol togliermi il sentire con la morte.

Vengo riscosso e emergo a nuova vita,

sudato e tremebondo in pieno letto.

“Hai mangiato pesante” fa mia moglie.

“Eccessive son sempre le tue voglie…”

Roberto Bontempi

Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO, di Roberto Bontempi

Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO Roberto Bontempi

EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO

“Romina, per favore, non potresti metterti un accappatoio quando hai terminato di farti il bagno?”

“No, caro. Io mi vesto di gala o niente.”

Gli sculettamenti di Romina venivano evidenziati al massimo dal suo costume adamitico (o evitico?). Il suo Ezio si sentiva sempre più a disagio e cercava di non guardare proprio verso di lei.

Più si accorgeva di turbarlo e più Romina esagerava nel suo esibizionismo. Cercava di immaginare come facessero le odalische a sedurre il sultano.

“Dai, fai come me, togliti tutto. Voglio vedere in piena luce e bene come ti ha fatto mammetta tua.”

“Rominette” si buttò lui verso il francese pensando ai peccati parigini, ovviamente diversi da quelli nostrani, “lo sai come sono fatto. A letto non vengo mica in frac.”

“Col pigiamone anni cinquanta. Che differenza c’è? Continua a leggere “Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO, di Roberto Bontempi”

Momenti di Poesia. DA SINGLE, di Roberto Bontempi

Momenti di Poesia. DA SINGLE, di Roberto Bontempi

LA SCIA acrilico 1 premio concorso pittura a Rocchetta di Niki Taverna

foto dipinto della pittrice alessandrina Niki Taverna

 

DA SINGLE

Era palpiti e ardore la mia vita

con famiglia esemplare a circondarmi.

Quei sentimenti ormai di cui fo senza

mi sono scivolati fra le dita

e lungi sta da me chi possa amarmi.

C’era una donna che accendeva i fuochi:

sensuali abbracci, sguardi e baci baci

e poi divertimenti e tanti giochi

nella nostra invidiabile esistenza.

Cadde un triste grigior su quelle braci

come fosse pioviggine insistente.

Son solo, spensierato e … inconcludente.

Roberto Bontempi

Momenti di poesia. UNA SEPARAZIONE, di Roberto Bontempi

Momenti di poesia. UNA SEPARAZIONE, di  Roberto Bontempi

UNA SEPARAZIONE

Quando lessi un avviso d’avvocato

nell’animo m’è sceso un rivo freddo

e nella mia esistenza s’è cambiato

ogni mio sentimento, e tutto in peggio.

Avvilito mi sento e un bel bersaglio

d’ogni maligno appunto, ogni dileggio

da chi ancora ha da stringere una moglie,

una bella famiglia a contornarlo

con la quale divider dubbi e voglie.

Dovrei ricominciar ma non ne ho voglia

perché della consorte ho ancor ricordo:

chi una ne ha provata non si ammoglia.

Roberto Bontempi

Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi

Racconti: EZIO & ROMINA, di  Roberto Bontempi

EZIO & ROMINA (vicende tragicomiche). 18 – LA VISITA OCULISTICA

In attesa nell’agenzia per le pratiche automobilistiche, Ezio istruiva Romina su come imbrogliare con la tabella optometrica, quella con segni vari in grandezza descescente nell’andare verso il basso.

Lei, facendo finta di niente, avrebbe dovuto spiare all’interno dello studiolo medico e fotografare le lettere con lo smart. Lui se le sarebbe studiate e ripetute poi a pappagallo durante la visita di controllo.

“Ezio!” si ribellava lei. “Ma neanche Wonder Woman ci riuscirebbe, ma neanche, che dire, Eva Kent, la moglie di Diabolik!”

“Ma tu sei meglio di quelle due là, non è vero?” ammiccava Ezio, sguardo da ipnotizzatore.

“Basta, In-Ezio che non sei altro! Vacci tu là dentro se ci niesci, Nembo Kid! Ognuno si faccia gli occhi suoi.”

Ezio gli occhi dovette abbassarli contrito a scanso di reazioni peggiori e attendere rassegnato il proprio destino.

Quando il medico si accorse che fra quell’esaminando e una talpa c’era poca differenza volle perdere addirittura una decina di minuti in più per esaminarlo meglio e diagnosticare:

“Faccia come crede ma lei ha bisogno di un’operazione di cataratta a entrambi gli occhi.” Continua a leggere “Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi”

Momenti di poesia. AL TELEFONINO, di Roberto Bontempi

Momenti di poesia. AL TELEFONINO, di Roberto Bontempi

AL TELEFONINO

Chiamami ancora, e ancora dimmi ‘amore’

pure se il nostro amore s’è interrotto.

Sentirai dalla voce che son cotto

come m’hai reso ed ero a tutte l’ore.

Che ti costa quel solo digitare

un numero che certo hai bene impresso?

Non m’importa se a un altro dai il permesso

di averti, come amando è giusto fare,

chè il tuo dir mi darà forte emozione.

Approfitta che lungi sia il marito

e, se l’ardor che in me non s’è sopito

conservi pure tu con la passione

che ci esaltava allor, fa che la senta,

chè l’anima ho ferita e si lamenta.

Roberto Bontempi

Momenti di poesia. IL RITORNO, di Roberto Bontempi

Momenti di poesia. IL RITORNO, di Roberto Bontempi

IL RITORNO

Poterti dire che mi sei mancata
non lo speravo più, mio dolce amore.
Fuggisti via da me con quel signore

e te ne torni qui dopo tre mesi.
Vorrei trovar la forza d’accusarti,
gridare, scalmanarmi e scaricarti.

Sai che si accenna a me con compassione
parlando del mio onore e si sghignazza?
Si mettono a gruppetti nella piazza

ridendo nel cacciar solo due dita.
Sono ferito a sangue e non lo nego
ma al feroce dileggio non mi piego.

L’amore è forte più della vergogna.
Nel riaverti e abbracciarti son felice
e lo prenda pur là chi mal ne dice.

Roberto Bontempi

(Ringrazio chi legge e gradisce. Cliccando sul