Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare in esclusiva per il blog un interessante intervista, al poeta e scrittore Gregorio Asero, che ringraziamo per la sua cortese disponibilità, ecco le sue risposte alle nostre domande:

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Intervista al poeta e scrittore Gregorio Asero Gregorio ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa del paese del Piemonte dove vivi?

Certo, con molto piacere. Sono nato a Paternò, un paese alle “falde” del Kilimangiaro, mi verrebbe da dire scherzosamente; invece in quelle, allo stesso modo affascinanti e misteriose, dell’Etna.

Cosa faccio nella vita? Vivo.

Abito a Castelletto Ticino, un piccolo paese di circa diecimila abitanti in provincia di Novara, svenduto alle lobbies dei centri commerciali. Pensate che i soli centri commerciali esistenti sul territorio comunale possono soddisfare le esigenze di oltre tre milioni di persone. Una cosa pazzesca direbbe Fracchia! A mio parere, visto che il paese è adagiato sulle sponde del Lago Maggiore, gli Amministratori avrebbero dovuto “puntare” sul ramo turistico-sportivo, così da poter avere maggiori benefici economici per i residenti, incrementando le attività commerciali di bar, ristoranti, B&B, alberghi, vitalizzando in tal modo il centro storico del paese invece di far incassare denaro alle catene commerciali, le quali hanno impiegato, per la maggior parte, maestranze non residenti; ma tant’è, certe scelte politiche sono fuori dalla logica di noi comuni mortali. Ma questa è un’altra storia.

Agata

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Quando ho iniziato? Quando iniziano tutti i sognatori, da ragazzo, quando si pensa di essere immortali e padroni del mondo, quando si crede che tutto sia possibile, anche il fatto di poter realizzare sempre tutti i propri sogni; insomma, quando credevo di essere immortale: da giovane… non immaginando che di immortale c’è solo quello che si lascia dopo di noi e non prima, come ad esempio i propri scritti, la propria arte … i propri figli.

Le esperienze maturate e vissute nel periodo parigino, cosa ti hanno insegnato?

Che la vita è qualcosa di meraviglioso e che bisogna gustarsela goccia dopo goccia, come si fa con un buon bicchiere di vino o di acqua fresca, e non ingurgitarla tutta d’un fiato come fa l’assetato; si corre il rischio di non coglierne il vero gusto.  Continua a leggere “Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava”

NOIR versus POLIZIESCO

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Cari lettori,

chi mi conosce sa che scrivo gialli/polizieschi e alcuni (2 finora) thriller storici. Amo il genere Giallo sia come lettrice sia come scrittrice perché spinge la mente a ragionare, a fare attenzione alle sequenze temporali degli eventi, a evitare contraddizioni e a dare “false piste” al lettore prima di arrivare al colpo di scena finale.

Riconosco che molti di noi hanno, però, le idee poco chiare sui vari generi. Oggi vorrei parlarvi della differenza tra NOIR e POLIZIESCO.

Ciao e trovate i miei romanzi su Amazon

Marcella

NOIR <> POLIZIESCO

Il noir (francese e significa nero, misterioso, cupo) o romanzo nero è una variante del genere letterario poliziesco, e più specificatamente del sottogenere hard boiled, nato negli Stati Uniti alla fine degli anni venti del XX secolo.

Del noir sono state date diverse definizioni che provano ad esplicitare le caratteristiche che differenziano il noir dal genere principale. Il noir o romanzo nero, non va confuso con il “romanzo nero” in senso classico, sinonimo di romanzo gotico, un genere letterario sviluppatosi tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.
Il protagonista del romanzo noir non è un investigatore, ma o una vittima o un sospettato o un esecutore. Una delle caratteristiche più importanti del genere è la qualità auto-distruttiva del protagonista.
Il protagonista noir, oltre al persecutore deve anche affrontare il sistema legale e politico che non sono meno corrotti del criminale di cui il protagonista è vittima, e/o deve perseguitare altri personaggi in una situazione senza nessuna possibilità di vincere.

Noir metropolitano

Diventa un elemento caratterizzante l’ambientazione del noir. Nel noir metropolitano la città e la metropoli non fanno soltanto da sfondo ma diventano veri protagonisti della storia, così come la violenza, la criminalità e il degrado ambientale e morale. Il delitto si trasferisce sempre più sui marciapiedi metropolitani.

Tra gli esponenti del noir metropolitano vanno ricordati Ed McBain per New York, James Ellroy per Los Angeles, Jean-Claude Izzo per Marsiglia.

Noir mediterraneo

In questo genere, tipicamente ambientato nell’area del sud Europa, il messaggio sociale si accompagna al gusto dell’intrigo poliziesco che qui non è fine a se stesso, ma veicolo per trasmettere un messaggio più profondo.

Jean-Claude Izzo è riconosciuto come il fondatore del “noir mediterraneo” avendo saputo dare vita ad un genere nel quale la bellezza del paesaggio Mediterraneo contrasta profondamente col crimine che vi si incontra.

Massimo Carlotto ha definito il noir mediterraneo come una percezione nata dal “senso di appartenenza che molti autori hanno sentito verso la propria terra, portandoli quindi a raccontare gli aspetti meno piacevoli.

Il noir mediterraneo inteso come tale è figlio di quel giornalismo d’inchiesta che è stato (almeno in Italia) distrutto da un oggetto incredibilmente efficace: la querela.

Oltre agli autori già citati, tra i rappresentanti di questo genere troviamo Sandrone Dazieri, Bruno Morchio, Gianrico Carofiglio, Valerio Varesi, Gianni Biondillo, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Enrico Pandiani, Loriano Macchiavelli, Bruno Vallepiano, Eraldo Baldini, Armando d’Amaro, Alda Teodorani, Andrea Camilleri

 

“Un’estate particolare”. Presentazione del romanzo di Susan Berry

“Un’estate particolare”. Presentazione del romanzo di Susan Berry

Serravalle Scrivia. Venerdì 14 febbraio in Biblioteca.

Venerdì 14 febbraio, alle 17.00, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale “Roberto Allegri” di Serravalle Scrivia, verrà presentato il romanzo-novità della scrittrice Susan Berry, pubblicato nel 2018 da “Tigulliana”.

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“Questo volume vuole essere un’analisi introspettiva e quasi spietata sulla condizione della donna da parte dell’autrice, nella narrazione di alcune vicende attuali vissute nell’ambito delle loro condizioni anche familiari.

Ovviamente il comportamento maschile verso la donna non è simile per tutte le persone tuttavia è assodato che in una coppia, finché continua il sentimento d’amore che la unisce, la vita scorre serenamente ma nel momento i cui sorgono le incomprensioni, le divergenze d’opinione, i coflitti e talvolta le infedeltà, esula dal rapporto anche il rispetto, la comprensione reciproca e nella maggioranza dei casi è la donna a soffrirne.

Le storie descritte in questo libro sono frammenti di vita vissuta, di emozioni, di delusioni che apportano ad una donna sensazioni di nullità ed addirittura di angosce profonde. Comunque anche se per antonomasia la donna è considerata “sesso debole” alcune di loro sanno e riescono ad emergere con esaltante dignità dalle situazioni più disagiate e qualche volta drammatiche con estremo coraggio e a ritrovare ancora una ragione di vita.” Continua a leggere ““Un’estate particolare”. Presentazione del romanzo di Susan Berry”

Giorno della Memoria al Cinema Macallè

Per commemorare il Giorno della Memoria (27 gennaio), il Cinema Macallè propone il film LA DOULEUR di Emmanuel Finkiel, con una eccezionale Mélanie Thierry nel ruolo di Marguerite Duras, autrice dell’omonimo romanzo. Una storia di attesa, di guerra, di amore, di paura e di speranza.

Il film ha ottenuto 8 nomination agli Oscar francesi César 2019: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Fotografia, Miglior Adattamento, Miglior Suono, Migliori Costumi, Miglior Scenografia e Miglior Attrice alla Thierry per la sua intensa interpretazione. Continua a leggere “Giorno della Memoria al Cinema Macallè”

Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

di Pier Carlo Lava

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«L’Autrice, che conosco e apprezzo da tempo, con “Gora” ha dimostrato di essere non solo una splendida poetessa, autrice di diversi libri di poesie, ma anche una grande scrittrice. Uno spaccato di vita del secondo dopoguerra, nel quale si racconta la storia di “Gora” sugli Appennini, con un finale a sorpresa…

Leggere “Gora” è piacevole, scorrevole e per quelli della mia generazione fa rivivere i tempi difficili ma pieni di entusiasmo e speranze nel futuro, del primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La lettura di “Gora” è consigliata anche alle generazioni successive sino a quella attuale, perché dà modo di comprendere, quasi come lo si stesse vivendo, un periodo importante della storia del nostro Paese. “Occorre ricordare chi eravamo per capire dove dobbiamo andare”. La lettura di “Gora” è un’oasi di serenità e relax in un’epoca di grande stress come la nostra.»

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Ho letto Gora … Pier Carlo Lava

Come si viveva nel periodo successivo all’ultima guerra? quelli della mia generazione l’hanno vissuto in prima persona mentre alle generazioni successive è toccato ai nonni e ai genitori ricordare chi eravamo e come si viveva in un epoca di povertà ma con il grande sogno che un giorno il futuro sarebbe stato migliore per tutti. L’Autrice Miriam Maria Santucci, che conosco e apprezzo da tempo, con “Gora” ha dimostrato di essere non solo una splendida poetessa autrice di diversi libri di poesie ma anche una grande scrittrice.

Uno spaccato di vita del secondo dopoguerra, nel quale si racconta la storia di “Gora” e della sua famiglia sugli Appennini, con un finale a sorpresa…

Leggere “Gora” è piacevole, scorrevole e per quelli della mia generazione fa rivivere i tempi difficili ma pieni di entusiasmo e speranze nel futuro del primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La lettura di “Gora” è consigliata anche alle generazioni successive sino a quella attuale perchè da modo di comprendere a fondo, quasi come lo si stesse vivendo, un periodo importante della storia del nostro paese. “Occorre ricordare chi eravamo per capire dove dobbiamo andare”.

“Gora” non è solo un libro interessante e istruttivo che ci ricorda il nostro passato ma anche un oasi di serenità e relax in un’epoca di grande stress come la nostra.

Continua a leggere “Ho letto GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci”

VENDETTA – Un pezzo del Capitolo I

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Un caloroso saluto a tutti voi appassionati lettori,

da Seattle vi propongo un pezzetto tratto dal primo capitolo del mio ultimo poliziesco dal titolo “VENDETTA”

CAPITOLO I (estratto)

…..

Nessun alito di vita.

Assomigliava a una grande sacca bianca e nera, cosparsa di rosso e adagiata sull’arida sterpaglia, non lontano dal monastero. Quei tre colori sembravano prendersi gioco di quella che era stata una donna, anzi una monaca.

Bianco.

Come il soggolo e il velo che lo avevano un tempo incorniciato, il suo volto ora era bianco e raggelato nell’espressione di disumano terrore. Bianche apparivano le gambe e i fianchi lasciati indecorosamente scoperti. Nella morte, era priva di pudore, con le gambe aperte. Anche le braccia erano allargate, verso l’alto, sul terreno. Pareva come se l’assassino avesse voluto creare una sorta di macabro disegno.

Nero.

Il colore del suo abito di buona fattura. Realizzato con lana morbida e senza rattoppi, tipici di chi passa lunghe ore in ginocchio a pregare.

Rosso… per tutto quel sangue.

Le avevano reciso la gola. Il taglio iniziava sotto il lobo di un orecchio e terminava simmetricamente dalla parte opposta, dilatandosi sotto il mento, che era piccolo e sfuggente. Collo e gola, erano ricoperti di sangue. Quel rosso scuro aveva lordato il colletto della veste e altre chiazze erano sparse qua e là. Ce ne era anche sulle gambe. Da quella posa scomposta, si vedeva del sangue che dal pube scendeva all’interno delle cosce.

Accanto al corpo, a pochi centimetri, una collana d’oro che terminava con una croce. Un lavoro sopraffino che strideva con l’orrore disegnato sul volto della giovane religiosa.

Nel frattempo il sole si stava alzando sull’orizzonte, rendendo più marcato il contrasto di quei colori. I suoi raggi quasi facevano apparire le chiazze di sangue simili ai rubini incastonati su quel monile d’oro.

Il nuovo giorno fu annunciato dal suono di una campana.

La vita attorno al monastero iniziava il suo ritmo quotidiano.

Il primo di una lunga serie di giorni che quel corpo, senza vita, non avrebbe mai visto.

Miriam Maria Santucci – GORA – Appunti di un’infanzia nel dopoguerra. Video e voce di Bruno Pennasso

Miriam Maria Santucci – GORA – Appunti di un’infanzia nel dopoguerra. Video e voce di Bruno Pennasso

GORA – appunti di un’infanzia nel dopoguerra –

Voce e video di Bruno Pennasso

Romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

Edizioni Sogni in Scena

Primo capitolo: 1944 – Verso la liberazione

video: https://www.youtube.com/watch?v=VZ2c2vZVsy4

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

di Pier Carlo Lava

Come si viveva nel periodo successivo all’ultima guerra? quelli della mia generazione l’hanno vissuto in prima persona mentre alle generazioni successive è toccato ai nonni e ai genitori ricordare chi eravamo e come si viveva in un epoca di povertà ma con il grande sogno che un giorno il futuro sarebbe stato migliore per tutti. L’Autrice Miriam Maria Santucci, che conosco e apprezzo da tempo, con “Gora” ha dimostrato di essere non solo una splendida poetessa autrice di diversi libri di poesie ma anche una grande scrittrice.

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Uno spaccato di vita del secondo dopoguerra, nel quale si racconta la storia di “Gora” e della sua famiglia sugli Appennini, con un finale a sorpresa…

Leggere “Gora” è piacevole, scorrevole e per quelli della mia generazione fa rivivere i tempi difficili ma pieni di entusiasmo e speranze nel futuro del primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La lettura di “Gora” è consigliata anche alle generazioni successive sino a quella attuale perchè da modo di comprendere a fondo, quasi come lo si stesse vivendo, un periodo importante della storia del nostro paese. “Occorre ricordare chi eravamo per capire dove dobbiamo andare”.

“Gora” non è solo un libro interessante e istruttivo che ci ricorda il nostro passato ma anche un oasi di serenità e relax in un’epoca di grande stress come la nostra.

GORA di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione.

Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero.

Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

Intervista a Luca Cozzi, autore de “Il potere delle ombre”: «In Val Borbera ho trovato lo scenario perfetto per intrighi e misteri»

Di Maria Luisa Pirrone

Dopo “Senza nome e senza gloria” (2016) e “Shaytan” (2017), entrambi Edizioni della Goccia, la saga dell’intrepido Luke McDowell giunge quest’anno alla terza imperdibile missione.

L’ex agente dell’FBI ed ex Navy SEALs, sgattaiolato fuori dalla penna di Luca Cozzi per inseguire criminali e dipanare intrighi dall’Europa al Sudamerica fino al Medio Oriente, torna in “Il potere delle ombre”, con lo stesso editore, per scavare, questa volta, nei misteri della nostrana e insospettabile Val Borbera, dove, inaspettatamente, si troverà a sfidare poteri misteriosi e senza scrupoli, decisi a preservare la loro segretezza.

Tutto ha origine dal ritrovamento di una lettera e di un taccuino antichissimi che innescano quella che all’inizio sembra essere una caccia al tesoro e che, invece, si rivelerà una sfida contro poteri occulti. Una miscela esplosiva che solo un pugno di uomini disposti a ogni rischio – McDowell e i suoi compagni – sarà in grado di affrontare.

Il libro è stato presentato, attraverso il primo di una serie di firmacopie, l’8 dicembre in anteprima nazionale presso la Libreria Mondadori di Alessandria, in via Trotti 58, dove l’autore attenderà nuovamente il suo pubblico il 23 e il 24 dicembre dalle 16 alle 19.

Un altro incontro con i lettori è previsto il 20 dicembre alla Libreria Mondadori di Casale Monferrato dalle 16 alle 19.

Cozzi, genovese trapiantato nel basso Piemonte, anima di segreti senza tempo una valle antica e i suoi villaggi dimenticati, come Reneuzzi e Casoni, ma anche Serravalle Scrivia e Novi Ligure. Continua a leggere “Intervista a Luca Cozzi, autore de “Il potere delle ombre”: «In Val Borbera ho trovato lo scenario perfetto per intrighi e misteri»”

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista alla scrittrice Patrizia Umilio. Patrizia afferma che: “Essere” se stessi, uscire dalle prigioni invisibili in cui siamo sprofondati, è una sfida che richiede impegno e coraggio. Ma è l’unico dono che abbiamo per noi e per gli altri.

Queste le sue risposte alle nostre domande:

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Patrizia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un’intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ciao a tutti! Sono davvero onorata di essere qui con voi.

Sono nata a Cossato, in provincia di Biella, il primo giorno d’aprile del 1963, secondogenita in una famiglia di operai. Sono arrivata in questo mondo per una sorta di “miracolo” e, fin dalla primissima infanzia, la mia vita si è rivelata “dedicata” alla spiritualità.

All’età di sei anni, un sogno premonitore, il primo di molti, annunciava una sciagura che, improvvisamente, si sarebbe abbattuta sulla mia famiglia e su tutto il mio mondo. E questo accadde: mia madre, in seguito ad un  incidente stradale, sprofondò in un coma profondo riemergendo, mesi dopo, completamente cambiata nel corpo e nella psiche. Da questa esperienza e dalle immediate, disastrose conseguenze, dal radicale cambiamento nel carattere di mia madre, sono nate le domande sul coma e, soprattutto, sul senso dell’esistenza.  Era iniziato un viaggio che mi avrebbe portata, con gli anni, a crescere interiormente e a sviluppare quelle sensibilità innate.

Ma non posso sopravvivere di sola spiritualità, per cui ho un lavoro in una scuola come Direttore Amministrativo, occupazione che assorbe quasi tutta la mia giornata. Nel tempo che rimane scrivo, faccio un po’ la nonna e anche, ancora, un po’ la mamma.

Abito fuori Biella, ma trascorro le mie giornate in città. Ricordo ancora i tempi floridi di questa provincia, mentre oggi ne vivo la decadenza. Ricca di industrie, in passato questa zona è stata vivace e attiva. Oggi, invece, i luoghi si sono spopolati, la crisi economica ha minato, in profondità, le speranze della gente. Di contro la Natura, nel suo inesorabile avanzare non più oscurata dai fumi e dalle ombre delle fabbriche, ha riconquistato il giusto spazio e sta restituendo una terra più a dimensione umana, ricca di torrenti, prati, monti e luoghi antichi mistici e silenziosi nei quali ritrovare se stessi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre avuto una naturale predisposizione alla scrittura, forse perché amavo leggere qualsiasi libro mi capitasse. Nell’adolescenza ero capace di stare sveglia notti intere per arrivare alla fine dei libri che mi piacevano. A scrivere davvero, però, ho cominciato dopo la morte di mia madre, forse per la necessità di interpretare il grande dolore che sentivo dentro, per tradurlo ed esorcizzarlo. Una terapia.

Ci vuoi definire il termine scrittrice?

“Essere” un medico, uno scienziato, una scrittrice, credo significhi interpretare qualcosa che è tuo. E’ una vocazione che hai, a volte nemmeno ne sei consapevole. Ma quel che sei è già lì. Devi solo formalizzarlo. E’ in te, E’ te. E’ qualcosa di spontaneo, senza forzature, naturale.

Ne ho spesso discusso. Aver scritto un libro fa di me una scrittrice? E averne scritti due o tre? Non credo. Scrivo, ma fatico a etichettarmi come “scrittrice”.

Che libri leggi solitamente?

Mentre da ragazzina divoravo libri senza sosta, purtroppo, negli anni, ho dovuto fare i conti con il tempo. Prediligo i libri a carattere spirituale o filosofico. Di solito sono la prima lettrice di ciò che io stessa scrivo.

 

 

 

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto:  “Londra 1870”, “Il Quadro Rosa” e “Le fiabe del Reame di Ara e storie per ciuffolare un po”?

“Il Quadro Rosa” è un romanzo autobiografico pubblicato nel 2013 con la casa editrice “Fabbrica dei Segni” di Novate Milanese. Narra la mia storia personale, fra sogni, visioni e comunicazioni con Entità Superiori che, con molta pazienza, mi hanno sorretta e confortata nei momenti più drammatici dell’esistenza. Contiene una parte filosofica che mi è stata appositamente dettata affinché venisse divulgata. Voleva essere un messaggio di aiuto e incoraggiamento per chi, come me, doveva continuamente attraversare i mari in tempesta della Vita. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Patrizia Umilio, a cura di Pier Carlo Lava”

La Val Borbera protagonista del nuovo action-thriller di Luca Cozzi: sabato anteprima nazionale alla Mondadori

Di Maria Luisa Pirrone

Che legame c’è tra la Val Borbera, una lettera antichissima, i poteri occulti e un manipolo di uomini pronti a tutto?

Lo potrete scoprire sabato 8 dicembre alla Libreria Mondadori di Alessandria, in via Trotti 58, dove Luca Cozzi, autore dell’action-thriller “Il potere delle ombre” (Edizioni della Goccia) sarà a disposizione dei lettori, in anteprima nazionale, per un firmacopie dalle 16 alle 19.

Si tratta del terzo romanzo della saga che vede come protagonista l’intrepido Luke McDowell, dopo “Senza nome e senza gloria” (2016) e Shaytan (2017).

La storia è ambientata in buona parte tra Serravalle Scrivia, Novi Ligure e la Val Borbera (nei villaggi dimenticati di Reneuzzi e Casoni). I protagonisti sono gli stessi degli altri due romanzi, l’ex ufficiale dei Navy SEALs Luke McDowell e i suoi amici. Continua a leggere “La Val Borbera protagonista del nuovo action-thriller di Luca Cozzi: sabato anteprima nazionale alla Mondadori”

I romanzi di Ugo Sestieri

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I romanzi di Ugo Sestieri

“La congettura di Syracuse” (Ebook):
Un terrorista innamorato dei numeri, quattro sconosciuti ed un professore in pensione imprigionati in un bar del centro di Roma, una misteriosa Confraternita, una congettura matematica mai dimostrata, centodieci frammenti di un dipinto… Cinque interminabili giorni per sciogliere un enigma impossibile.

“Le donne dimenticate di via Catalana” (Ebook):
Sei donne rinchiuse in uno scantinato che, contro tutti, cercano di riappropriarsi della loro identità negata, di essere padrone delle propria vita e delle proprie scelte nell’Italia del 1944 martoriata dal fascismo e dalla guerra.
Sei donne diverse per cultura, stato sociale, scelte di vita, ideologia che si uniscono per combattere contro due nemici formidabili: il nazifascismo e la mentalità maschile che impregna di sé il mondo, anche quello dei loro compagni di lotta.
Continua a leggere “I romanzi di Ugo Sestieri”

Il nuovo romanzo di Massimo Brusasco: presentazione a Rivarone, di Lia Tommi

L’Associazione Arca avrà il piacere di presentare a Rivarone, venerdì 23 novembre presso il salone dei ciliegi sito in via Contrada Grande, il nuovo romanzo dello scrittore Massimo Brusasco: IL RADUNO DEI GRAMIGNA.

Casolari Diabete, un paese dal nome improbabile, viene proclamato sede del raduno di personaggi vari dal cognome improbabile: Gramigna. Il nome di una “malaerba” per persone diverse che mai si erano incontrati.

La speranza di ridare vita ad un paese, il desiderio di vendetta di una cosca mafiosa di proporzioni minime e uno strampalato cane sono gli ingredienti dell’ultimo romanzo di Massimo Brusasco.

“Quasi giallo”: un romanzo di archeologia alla Gambarina, di Maria Luisa Pirrone

Venerdì 9 novembre alle 18 presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, in piazza della Gambarina ad Alessandria, sarà presentato il libro “Quasi giallo. Romanzo di archeologia” di Enrico Giannichedda, archeologo indipendente. Introdurrà l’autore l’archeozoologa Silvia Del Nevo.

“Quasi giallo” è l’esordio narrativo di Giannichedda e tiene insieme vicende di fantasia – con morti misteriose e misfatti, ma anche amicizie e affetti – e lo svolgersi di lezioni universitarie dove, con metodo e libertà di pensiero, sono discussi numerosi casi archeologici di difficile interpretazione e già oggetto di roventi polemiche.

Il romanzo è ambientato in un dipartimento di Archeologia dove si intrecciano diverse storie.

Alla morte sospetta di un docente di Numismatica fanno seguito furti, incendi, minacce in un clima di tensione che coinvolge un giovane ricercatore impegnato la sera nella pasticceria paterna, una professoressa che non vuole invecchiare, una sensuale dottoranda e altri personaggi, molti dei quali hanno qualcosa da celare. Fra loro, un carabiniere interessato ai metodi archeologici e una bizzarra studentessa appassionata di gialli. Continua a leggere ““Quasi giallo”: un romanzo di archeologia alla Gambarina, di Maria Luisa Pirrone”

Presentazione del libro “Se ne hai Bisogno” a Rivarone, di Lia Tommi

Sabato 10 Novembre , alle ore 21:15 , presso il salone dei Ciliegi in via Contrada Grande a Rivarone, l’associazione ARCA presenterà l’opera prima della tortonese Laura Ragni: il romanzo dal titolo: “Se ne hai Bisogno”. L’evento, come sempre, è libero e gratuito. Al termine un piccolo rinfresco.

Laura sostiene che questo romanzo è il risultato di tutto quello che lei ha respirato, trattenuto, finché ha deciso da solo di venire alla luce: “Era già scritto e conservato dentro di me, ho solo fatto da recipiente per il travaso. Chi reclama una nascita va accolto”, sostiene lei.
Il romanzo di Laura Ragni è, in realtà, un non-romanzo.
È un saggio che ha scelto di prendere in prestito un altro genere per esprimersi.
E così Laura ha raccontato il Bisogno mettendo sotto la lente persone comuni, figure inventate, prese dalla quotidianità contemporanea e affidate al lettore senza guidarlo, lasciandolo libero di riconoscersi o non riconoscersi affatto nella vita dei personaggi.
Le riflessioni che ne scaturiscono sono sorprendenti.