Momenti di poesia. ” QUELLE BUGIE “, di Rosa Cozzi

Momenti di poesia. ” QUELLE BUGIE “, di Rosa Cozzi

Buongiorno!

beviamoci un ☕️sarà una bella giornata col
Vi mando un
Oggi San Valentino !
Auguri a chi si ama!

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” QUELLE BUGIE ”
Un refolo sfiora la mia nudità,
mi accappona la pelle
irrigidisce la schiena.

Tu impudico mi stringi a te,
replichi la carezza
ma ignoro il brivido.

Nego il tremito del mio corpo,
tramuto in cecità
il risveglio dei sensi.

Invoco il pianto,
mento a me stessa
e nascondo le tue mille bugie…

di Rosa Cozzi
da ” Pensieri irriverenti ”
DL. 1941/633

” I miei primi 20 anni ” di Rosa Cozzi

 

cc

Capitolo 2)

“Gli anni innocenti ”
Tutte le comari del vicinato erano concordi nel dire che ero una bella e brava bambina, e facevano a gara a chi poteva tenermi in braccio, e stavo ore a dormire senza chiedere la poppata. Non so se sarà per questo che amo le coccole, e se vedo un bimbo in carrozzina mi prende il desiderio di prenderlo tra le mie braccia, e stringerlo amorevolmente . Mi viene spontaneo chiedere a chi l’accudisce se posso guardarlo, e mi beo nel vedere quel esserino indifeso dormire ignaro, o se é sveglio cercare di farlo ridere con vezzi strani. Divento di burro davanti a questi piccoli gioielli viventi.
Dunque riprendo il discorso.
Mia sorella Marianna la più grande di età, si era sposata cinque anni prima, rendendomi zia ancora prima che gli spermatozoi di mio padre decidessero di incontrare gli ovuli di mia madre, e amalgamarsi per formarmi. Dunque eccomi zia di Maria, una nipote più grande di tre anni. Con l’andare del tempo ci fu una gara a chi sfornava più figli tra mia madre e la sua prima figlia, difatti appena nata , nel giro di sette mesi divenni di nuovo zia di Ninetta. Due anni dopo mia madre amalgamò di nuovo gli ingredienti necessari, e così nacque il mio fratellino Gigino il più piccolo, ultimo rampollo di casa.
Nel frattempo mia sorella Marianna, per non farsi fregare il primato delle femmine,diede alla luce a tre giorni di distanza dalla venuta al mondo del nascituro della casa paterna, un’altra bella bambina di nome Adriana.  Poi, visto l’andazzo mia madre si diede una calmata. La progenie era arrivata a dieci figli, quattro maschi e sei femmine.
Mia madre allora quarantacinquenne smise di essere solo mamma, e diventò nonna a tutti gli effetti !… Chi mi accudiva quando mia madre doveva assentarsi, era mia sorella Carmela. Non so se fu perché ebbe da accudire la numerosa prole di mia madre, o se sfinita e in rivolta con il mondo intero che gli aveva affibbiato tutti quei fratelli e sorelle già in tenera età, che l’avevano sfinita, ma in seguito a ciò non ebbe mai figli.
Io crescevo ignara di un destino che mi avrebbe dato gioie e dolori.
Dal primo giorno per mio padre divenni il suo giocattolo.
Mi portava con se ovunque andasse.
E mi esibiva fiero di essere mio padre. Era evidente che tutti i miei fratelli e sorelle nutrivano gelosia nei miei confronti, ma io innocente creatura non potevo accorgermene.
Dei primi anni non ho ricordi personali, ero troppo piccola per ricordare , posso solo raccontare episodi riportati da parenti e amici di famiglia.
Tutti raccontavano di quell’amore paterno quasi esagerato nei miei confronti, per mio padre ero la sua bambola da esibire come il bene più prezioso. E guai a chi osava farmi piangere. I miei fratelli e sorelle avevano tutti “ assaggiato “ la sua cintura sulle gambe, ma io ero esente da qualsiasi punizione, e l’astio scorreva a fiumi tra di loro verso di me.
Del primo eclatante episodio di cui posso testimoniare personalmente , avevo cinque anni, e non conoscevo ancora cosa fossero i soldi e del loro valore, fu quando un’ennesima volta mio padre mi prese per mano e quasi piegato in due, era alto quasi 1m80, mi portò con se da Vincenzino Versace, il salumiere che aveva la “putia “ nel centro del paese, un negozio che aveva prosciutti, salumi, delle enormi mortadelle , appesi al soffitto, e in tutto il negozio , spaghetti lunghissimi, sacchi di caffè in grani da tostare, di fagioli, piselli e fave secchi, scope di “saggina “, olio di oliva di propria produzione, zucchero ,cioccolato, insomma era l’emporio dove potevi trovare tutto quello che serviva . E adiacente c’era l’unico bar del paese, frequentato da avventori senza lavoro che potevano passare qualche ora, giocando a carte, e bevendo vino.         Per me era la caverna di Alì Babà.
Era un ricchissimo proprietario terriero, con fattorie di maiali per la produzione di salumi e prosciutti, di cui mio padre , Maestro norcino si sarebbe occupato al momento opportuno, solitamente a fine dicembre ,o ai primi giorni di gennaio, facendoli diventare delle saporite salsicce e pancette e deliziosi capocolli e prosciutti . E possedeva ancora grandi fattorie di “ vacche “ per la produzione del latte e formaggi.
Era sposato da tanti anni con Donna Caterina, ma non avevano avuto figli. Era il più grande dispiacere per Vincenzino.
Mio padre sempre tenendomi per mano discuteva con questo grande signore che si ergeva da dietro al bancone , mi sembrava enorme, e sovrastava tutto e tutti con la sua stazza.
Io in silenzio, rapita da ciò che vedevo per la prima volta, stavo ad ascoltare la loro conversazione di cui non capivo nulla di ciò che dicevano.
Ad un tratto questo enorme omone esclamò : << Biagio, se mi dai a Rosetta figlia tua, ti dò un milione , quando muoio le lascio tutti i miei beni ! >>.
Alzai gli occhi verso mio padre, che mi guardava con i suoi occhi blu, sorridendo.
Quasi si sentivano i tonfi del mio cuoricino in tutto il vicinato , la paura di ciò che mio padre poteva rispondere mi faceva battere forte il cuore.
E come se questo signore avesse detto una scemenza, mettendo le mani sui fianchi come facevano le “chanteuse” parigine mentre cantavano, con piglio deciso e battagliero risposi : << Essì, che tu credi che valgo solo un milione ! >>. Alla mia risposta tutti e due prima si guardarono in faccia seri, poi scoppiarono in una fragorosa risata, che fece accorrere tutti quelli che giocavano a carte nel bar adiacente, e commentarono dicendo a mio padre:<< Biasì, hai una figlia che vale molto più di un milione >>. Difatti il ricco salumiere ne avrebbe dati 5 di milioni. Ma mio padre rispose : che per lui valevo il mondo intero >> ; . Col senno di poi da adulta ringraziai mio padre per la risposta che dette a quel compratore di bambini, che finì per adottare una orfanella del vicino orfanotrofio, e le lascio un’ingente eredità alla sua morte.
Però passai vicino alla ricchezza, che mi sfiorò, ma non mi prese per mano…

continua…

LE LEGGI DEVONO ESSERE UGUALI PER TUTTI !… , di ROSA COZZI

 

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“Un uomo nero può difendere il colore della sua pelle, ma se lo faccio io bianco sono razzista.
Un gay vestito da donna con lo smalto alle mani, può dirmi troglodita, ottuso, evolviti, ma se io in jeans e polo, lo chiamo pagliaccio sono omofobo.
L’arabo può pregare cinque volte al giorno, portare il burqa e chiedere di togliere il crocifisso dalla scuola, ma se io penso sia incivile trattare le donne in quel modo non rispetto le minoranze.
I politici pretendono l’appellativo di onorevole, ma se io gli ricordo che mi hanno rubato il futuro allora sono sovversivo.
Un rom può rubare il rame e non mandare i figli a scuola, se io pago le tasse e dico che quei bambini dovrebbero andare in un centro sociale sono fascista.
Un immigrato può urinare per strada o fare il bagno in una fontana storica, se io lo chiamo zotico invasore, sono contro il multiculturalismo.
Si è fatto presto a divenire da maggioranza a minoranza, e allora io vi dico, che ognuno si tenesse il suo, perché io rispetto ogni vostra scelta e il vostro diritto di esercitarla, ma per Dio voi dovete rispettare il mio diritto di poter dire che:

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Chi sono ?, di Rosa Cozzi

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Alessandria today da il benvenuto ad una nuova componente della redazione, Rosa Cozzi, scrittrice e poetessa, per farla conoscere meglio ai lettori gli abbiamo chiesto di pubblicare la sua biografia.

Sono nata 72 anni fa a Praia a Mare (Cs) , da genitori lucani, sfollati durante l’ultima guerra . Venni al mondo  quando tutto era terminato, ma sin da piccola cercai di sapere sempre di più su questo argomento.  Mi trasferii in Liguria a 12 anni, e a 17 anni e mezzo sposai mio marito, francese, discendente del ramo povero dei conti L.di Roquemaure. Dopo il matrimonio ci trasferimmo a Montecarlo dove vivemmo per 20 anni. Diventai mamma di quattro figli. Ritornai a Ventimiglia e da allora continuo a viverci. Nel frattempo sono diventata nonna di nove nipoti ( quattro maschi, e cinque femminucce ) e bisnonna di due pronipotine.                                                                                                               Ho da sempre amato scrivere poesie, nel 2016 ho pubblicato una silloge “Colsi una rosa e ti dissi “di quaranta poesie.  A dicembre 2017 ho ancora pubblicato una raccolta di favole illustrate, adatta a bambini dai 4/10 anni, presto ci sarà una ristampa. Inoltre mi diverto a scrivere piccoli racconti. Ho iniziato a scrivere le mie memorie, ma ” io speriamo che me la cavi”. Parlo, scrivo, e leggo perfettamente in lingua francese. Amo particolarmente preparare manicaretti di mia invenzione, e ancora di più invitare gli amici per ” avvelenarli” !…  Però tornano sempre !… Continua a leggere “Chi sono ?, di Rosa Cozzi”

“L’ALBUM DEI RICORDI”, di Rosa Cozzi

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L’ALBUM DEI RICORDI
Sono qui da sola nella notte senza rumori, niente interrompe questo scorrere del tempo, solo il ticchettio dell’orologio mi fa capire che le ore passano, ed io non riesco a smettere
di sfogliare e guardare le foto di tutta una vita. Quanti ricordi, felici e dolorosi allo stesso tempo, quanti sorrisi e quanti pianti,quante sorprese e quante difficoltà racchiudono questi album.

Il primo contiene le foto del mio matrimonio.
Quella mattina, l’ultimo sabato del mese di dicembre di tanti e tanti anni fa , faceva freddo, era nevicato, il tempo era ancora grigio, incerto, non si sapeva se prendere l’ombrello o incappucciarsi per resistere al freddo pungente.

Ecco il grande momento era arrivato ! Mi sposavo !
Io al braccio di mio padre ,entravo dalla grande porta della chiesa, con dieci minuti di ritardo , infreddolita, con le scarpe con mezzo numero in meno mi stringevano in una morsa dolorosa ,avevo il davanti delle gambe tutte sbucciate con relative croste a causa di una caduta di una settimana prima avvenuta da una scaletta in cemento a qualche metro da casa, avevo rischiato di rompermi una gamba segno premonitore di un destino non ancora scritto.

Continua a leggere ““L’ALBUM DEI RICORDI”, di Rosa Cozzi”

” PASSIONE “, di Rosa Cozzi

” PASSIONE “, di Rosa Cozzi

Buongiorno !

Un ,due, tre, stella !
Lei era la più bella !

” PASSIONE “
Per te, 

sarò un pittore

dipingerò immensi cieli stellati

dai mille soli splendenti

e sarai la regina dell’universo.

Per te,

sarò scrittore

e scriverò fiumi e mari 
di parole d’amore
e umile 
li affiderò nelle tue mani.

Per te,

sarò un sarto

e cucirò per il tuo corpo

setosi abiti multicolori

rubandoli all’arcobaleno.

Per te,

sarò medico

ti curerò con solerzia

lenirò ogni tuo dolore

fino a farlo sparire.

Per te,

sarò il tuo fedele amico 

segreto confidente

e ti proteggerò ogni volta 

che non saprai difenderti.

Per te

mi trasformerò 
in un compagno
zelante 
tenero e premuroso 

e ti coccolerò come un bambino.

Per te
,
se lo vorrai 
sarò il tuo segreto amante 

che da sempre ti ama 

e nella mia passione ti perderai.

Ormai vinta …


di Rosa Cozzi

da “DIVAGAZIONI “
DL.1941/633

“IL MEMBRUTO ” di Rosa Cozzi

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” Il membruto ”

È davvero curioso come ci si presenta
restando sulla prima impressione
come chi abbia membra – arti, e corpo
sviluppate in modo eccezionale,
di grande vigore,robustamente muscolose.

Tu mi credevi un signore nasuto e barbuto
ma guardavi a un’altra dote di membra,
io ti credevo l’amica membruta
splendidamente superdotata.

Abbiamo iniziato così, quasi per scherzo
tanto per sapere se entravi nell’orifizio
trovare un accordo per il nostro connubio.

Io avevo bisogno di te ,
per accentuare euristicamente
e affinare la punta per comodità.

Ora mi chiedi frequenti e assidui contatti
ogni giorno mi manipoli e mi distruggi,
mi fai girare e mi sfogli riducendomi in trucioli.

Sei tu che comandi.
Trovo la nostra relazione sbilanciatissima !!! .

di Rosa Cozzi
da ” Pensieri irriverenti ”
DL.1941/633

” Il membruto “, di Rosa Cozzi

” Il membruto “, di Rosa Cozzi

Il membruto

Buongiorno !

” Il membruto “

È davvero curioso come ci si presenta
restando sulla prima impressione
come chi abbia membra – arti, e corpo
sviluppate in modo eccezionale,
di grande vigore,robustamente muscolose.

Tu mi credevi un signore nasuto e barbuto
ma guardavi a un’altra dote di membra,
io ti credevo l’amica membruta
splendidamente superdotata.

Abbiamo iniziato così, quasi per scherzo
tanto per sapere se entravi nell’orifizio
trovare un accordo per il nostro connubio.

Io avevo bisogno di te ,
per accentuare euristicamente
e affinare la punta per comodità.

Ora mi chiedi frequenti e assidui contatti
ogni giorno mi manipoli e mi distruggi,
mi fai girare e mi sfogli riducendomi in trucioli.

Sei tu che comandi.
Trovo la nostra relazione sbilanciatissima !!! .

di Rosa Cozzi
da ” Pensieri irriverenti ”
DL.1941/633

” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE”, di Rosa Cozzi

” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE”, di Rosa Cozzi

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” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE “

Non era la donna per te.
Lei era di un’altro, più adulta. Raffinata, dolce, sensuale.
Un sentimento mai provato che la rendeva bella .
Tu giovane , bello, virile, maschio saturo del tuo fascino.
Ti crogiolavi vanesio nel piacere di essere desiderato.
Incontri clandestini nei pomeriggi afosi dell’estate.
Due corpi amanti avvolti nel sudore.
L’intesa di due corpi che si cercano e si trovano.
Ormai da mesi insieme e poi, a me il tuo migliore amico racconti che la vuoi lasciare,        
che vuoi troncare, che non é la donna giusta per te !
Si…!! Magari non era la donna della tua vita, ma ti amava…
e ogni volta che pensava a te le batteva il cuore.
Se poi ti faceva sentire la sua passione, dicevi che era una donna femmina al fulmicotone.
Tu le dicevi che era un uragano, che c’era solo lei che sapeva dirti quelle parole che fanno tremare le gambe e ti dava una sferzata di piacere.
E poi magari non era la donna per te… ma con i suoi sussurri e i suoi sospiri ti pregava di amarla e ti faceva sentire un re. Ma per te era solo un gioco e le dicevi: dai giochiamo, non prendiamo la vita troppo sul serio.
E non ti accorgevi che ogni volta che pronunciavi quelle parole le toglievi un battito dal cuore e a poco a poco non ha avuto più battiti e il suo cuore si è spento…
Lei ha rinunciato a sorridere e non aveva più le stelle che brillavano nei suoi occhi, quando ti guardava come in preghiera muta e diceva : resta con me.
Lei se né andò, ti liberò dalle catene invisibili.
Però continui a parlarmi di Lei con insistenza é sempre nei nostri discorsi.                           Ogni giorno é tra noi,non riesci a dimenticarla.
Magari era la donna giusta per te ! …

di Rosa Cozzi
da “Storie d’amore,delitti e di risate ”
DL. 1941/633

 

“LEGGIMI TRA LE NUVOLE ” di Rosa Cozzi

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“ LEGGIMI TRA LE NUVOLE “

Queste parole che scrivo a te
le affido sulle folate di vento,
ti raggiungeranno ovunque tu sia.

Ascoltale lentamente amore mio,
e sentirai la mia voce che
ti sussurra dolcemente ti amo.

Guarda sulle nuvole nel cielo,
e leggerai le parole che vi ho scritto
con le gocce del mare evaporate.

Osserva la Luna nel cielo stellato,
e vi vedrai riflessi i miei occhi,
che ti guardano colmi di desiderio.

Pensami con dolcezza in ogni instante,
raggiungimi col pensiero e stringimi a te
con un abbraccio fino all’estasi.

Fino all’ultimo respiro che avrò
sarai nei miei pensieri reconditi,
e amandomi solo tu potrai scoprirli…

di Rosa Cozzi
da ” Cinquanta sfumature di Versi.”
DL. 1941/633

” POSSESSIONE “, di Rosa Cozzi

” POSSESSIONE “, di Rosa Cozzi

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” POSSESSIONE “

Cercavo la chiara verità in te
nei tuoi gesti, nelle tue parole,
volevo verificare ogni tuo sguardo
riconoscerne la lealtà nella realtà.

Scrutavo la tua squisita bellezza
nella ricerca clandestina del peccato
tenevo scritto nel registro della mente
i segnali che il tuo corpo emanava.

Subivo , ma non accettavo
le avide occhiate dei passanti
che soffermandosi su di te
approfittavano godendo di piacere.

Controllavo che nessun sguardo
approfittasse del tuo splendido corpo
depurato e scevro dal dubbio e dal falso
ma lo tenevo chiuso nella gelosia.

Agognavo all’atto puro e penetrante
dipinto in veste chimica o alchimistica,
nella solenne cerimonia dell’appurare
un’occhiata en passant nell’azione presente.

di Rosa Cozzi
da ” Divagazioni ”
DL. 1941/633

Sfogliando i petali del mio cuore, Poesia di Rosa Cozzi, letta da Diego De Nadai

Sfogliando i petali del mio cuore, Poesia di Rosa Cozzi, letta da Diego De Nadai

“Sfogliando i petali del mio cuore” Poesia di Rosa Cozzi, tratta dalla raccolta ( Colsi una rosa e ti dissi… ) Lettura di Diego De Nadai

https://www.youtube.com/watch?v=YSUtxG9mnhQ

” Sfogliando i petali del mio cuore “, di Rosa Cozzi

” Sfogliando i petali del mio cuore “, di Rosa Cozzi

Buongiorno !

” Sfogliando i petali del mio cuore “

Sfogliando i petali del mio cuore,
ho ritrovato quel dolore cheto
che avevo sepolto negli anni
come un drappo lacerato dal tempo,
tormentato dal vento.

Servo delle lacrime amare
tu ritorni con il mio passato,
un’ immagine , un volto, un’ombra,
fantasma dei miei anni felici,
spettri di un amore impossibile.

Toccarti,
sentire il calore del tuo corpo,
perché… perché tornare indietro ?,
non mi torturare.
Continua a leggere “” Sfogliando i petali del mio cuore “, di Rosa Cozzi”

HO IL BUIO PER AMICO, di ROSA COZZI

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Ho il buio per amico,
di tenebre e ombre
insicura vago assente
per l’irta strada ermetica.

In mano il moccolo si strugge
brilla la fiamma fiacca
piccola liquida stilla
marmorea lava bianca

Colata di sogni bruciati
pensieri parcheggiati
irrequieti segreti taciuti
mai mostrati o emersi.

Guardami e illumina
i miei sensi in subbuglio
con il tuo sguardo svelami
e vestimi di felicità.

Riempimi e ubriacami di sogni
di dolci fragranze profumate
appagami il cuore di parole
mai pensate o pronunciate.

Ombra o luce porta a colui che sai
i miei saluti di passione
prima che il fiume imperversi
d’invincibili vagheggiamenti …

di Rosa Cozzi
da ” Divagazioni ”
DL. 1941/633

“Prendiamoci una pausa “, di Rosa Cozzi

“Prendiamoci una pausa “, di Rosa Cozzi

Prendiamoci una pausa!…
Ecco l’hai detta quella dannata frase !…
Era questa frase che temevo da mesi, ora l’hai pronunciata,e non posso far finta di non aver capito,non posso ricacciarti in gola quel tuo tono quasi di sfida,che mi ha tramortita,ma non voglio farti vedere quanto soffro,mi hai dilaniato il cuore,sto tremando, ma non voglio dartela vinta.
Continuare a lanciarci picche e dardi,come se fossimo in guerra, e non ha più senso nasconderci che la nostra unione sta andando a rotoli.
Ma devo ammettere che non mi aspettavo questa tua decisione,così repentina,e con tutta la buona volontà,non riesco ad assimilare questa tua decisione.
Si ti dico : << parliamone con calma,prendiamola insieme questa decisione,parliamone questa sera >>.

Continua a leggere ““Prendiamoci una pausa “, di Rosa Cozzi”