Che bello, di Rosetta Amoroso

Che bello, di Rosetta Amoroso

che bello

Che bello
Il mare stamattina,mi appare come un velo
di sposa, arriva dolcemente sulla riva agita appena Una schiuma che frizza come un brindisi felice dentro un calice spumoso,
L odore di salsedine rende la pelle salmastra
e gradevole il respiro, l acqua limpida ci
Permette di osservare la rena bionda accarezzata dalle. Tiepide onde baciate dal sole,,,,
Amoroso Rosetta 6. 6. 2017. @d,,r,,.

Vorrei avere colori, di Rosetta Amoroso

Vorrei avere colori, di Rosetta Amoroso

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Vorrei avere colori
Magici x ridipingere
Il pensare
E il fare della gente
Li farei tornare alla ragione
Amare il prossimo .
Veramente ,non falsamente
Sincerità ,e generosità
Rispetto,x tutti x tutto
X la natura ed ogni essere vivente
Che tutti abbiamo un lavoro
Una casa ,il cibo quotidiano
Tutti però uguali ,senza chi più chi meno
Cancellero il colore nero. Perché
In fondo non c’è nell arcobaleno ,
Le guerre gli attentati ,gli omicidi
Le malattie ,si vivrà fino a vecchi con
Serenità ,senza affanni ,tanto vivere male
Non serve ,se poi si va via lo stesso ,
Meglio vivere sereni ,non ricchi ,ma felici
Ma lo so vi sembro matta ,
ma non importa questo è il mondo che vorrei ,spero lo sia x figli e nipoti e tutte le genti a venire .
Amoroso Rosetta
@d,,r,,1luglio. 2017

Nonna, di Rosetta Amoroso

Nonna, di Rosetta Amoroso

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Nonna
E una vita che osservi.
Aspetti ,dietro alla grande
Finestra, eri bimba e aspettavi
Il ritorno di tuo padre.
Eri fanciulla e poi donzella
e aspettavi il tuo amato
Col batticuore
Poi madre ossevavi
i tuoi pargoli nel cortile
Giocare gioiosi, a far baldoria ,tu felice come una chioccia ,come fa coi suo,i pulcini
Proteggendoli sotto le ali ,
Tu ora nonna, dalla chioma bianca argentea
Fissi ancora dietro i vetri appannati,
Ormai i tuoi occhi stanchi , velati aspetti
Forse che i tuoi figli trovino il tempo
Per colmare almeno un minuto dei giorni tuoi ormai troppo lunghi e solitari ,ma i ricordi.
Per te nonna sono come film ripassi e rivedi
Ogni attimo ogni gesto ogni battito dei loro cuori. I tuoi cari e passi così le tue interminabili giornate ,
Colme li riempi come ceste di frutti prelibati
Chiudi nello scrigno i ricordi più belli
Madre
Nonna Donna .
Amoroso Rosetta d..R..
15. 5. 2017.

Serata magica, di Rosetta Amoroso

Serata magica, di Rosetta Amoroso

serata

Serata magica ,
Sul lago Puccini
La luna accende lo
Sguardo di rosso come
a ringrazierà tale bellezza
Maestosa , tace intorno e pace , ma se chiudo gli occhi sento melodie del passato che son rimaste qui sempre aleggiano nell’aria, come angeli dorati , in coro .
Amoroso Rosetta @”

Scrivere, di Rosetta Amoroso

Scrivere, di Rosetta Amoroso

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Scrivere
In balia delle onde, lasciarsi cullare
mentre la mente detta al cuore parole sussurrare ,dal vento ,portate da paesi lontani
Al di là dell’orizzonte,mondi sconosciuti ,
Gente mista nel mondo, ma tutti uguali agli occhi di Dio, in ogni Angolo remoto c’è cultura usi costumi, tradizioni da scambiare e mescolare bene e farne tesoro, perché in fondo stiamo tutti sotto lo stesso cielo,
Peccato non capire che non c’è nulla di più bello di unione e pace universale, non c’è terre o monti valli pianure di proprietà di nessuno, ma di tutti e l uomo che se fatto padrone prepotentemente, e così se fatto ricco, togliendo all’ umile che non sa approfittare .
Amoroso ROSETTA

Piccolo fiore, di Rosetta Amoroso

Piccolo fiore, di Rosetta Amoroso

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Piccolo fiore il buca neve delicato
e forte nello stesso tempo si fa forza
Sotto la coltre pesante della neve
divenuta un po morbida dal primo sole primaverile annuncia con la sua presenza
Il risveglio a chi in letargo sta
Sibilla un dolce suono come il tintinnio
D una campanella pian piano altri buca nevi
Usciranno invadendo la morbida terra vestita di bianco , sotto neve pane sotto freddo fame , dice un detto antico .Ar
28 11 2016

La scuola, di Rosetta Amoroso

La scuola, di Rosetta Amoroso

la scuola

La scuola
a tutta Un altra cosa,
C ‘era molta disciplina,
Ci si alzava All’arrivo di
Insegnanti e direttrici i presidi
Su iniziava passando dal corridoio,
Bevendo un buon bicchiere caldo di latte e orzo, subito in Classe si recitava la preghiera, così poi iniziava la lezione, mi piacevano i temi in classe, la mi fantasia volava il mio sguardo rivolto al di là della finestra, su monte a forma di vulcano, oggi metà di triste pellegrinaggio, li tempo fa si schiantò un aereo con tanti passeggeri, che mai più fecero ritorno, li possente una ciclopica croce costruita dai rottami, che silenzio si gela anche se li il sole non manca quasi mai,
MiriAdi di cinguettii che sembrano preghiere, la voce dell’insegnate mi richiama alla realtà.
Ancora oggi passò sotto quella finestra e mi emoziona sempre, i ricordi sono vivi e piacevoli, mentre percorro il viale a piedi, mi arriva il forte il profumo di zagheree gelsomino che sta nel grande giardino .
Amoroso Rosetta.

Non dimenticherò mai, di Rosetta Amoroso

Non dimenticherò mai, di Rosetta Amoroso

Non dimenticherò mai,
il volto , gli occhi di quel bimbo che sua madre , lo ha abbandonato, lasciato lì un mattino, a casa quella casa che la rendeva regina , non le mancava nulla eppur è scappata via negando L’amore coniugale , rinunciando di stringere al petto quel riccioluto bimbo  meraviglioso , la su nonna lo ha colmato di baci e affetti , di storie dalle mille avventure uscite dal cuore per farlo sognare , per dargli sempre più e alleggerire quei pianti strazianti perché reclamava L’amore , la presenza L odore di chi lo aveva partorito , ma essere egoista , stupida e frivola ha dato più importanza ad un amore , che la poto alla sua autodistruzione , ma Dio fece di quel bambino un grande e gli regalo una famiglia fantastica , dive il padre ancora in vita era un tranquillo nonno , un uomo degno e speciale
Amoroso Rosetta “”
Racconto dai ricordi

Un bel giorno, di Rosetta Amoroso

Un bel giorno, di Rosetta Amoroso

Un bel giorno

Un bel giorno
La luna scese giù ,si adagio
sulle acque salmastre,azzurre ,calme
quiete , comincio a chiamare ,la gente
Che aveva scelto ,quelli nitidi ,sinceri ,
quelli con la coscienza pulita ,erano,
Tantissimi,la luna li voleva portare ,con se
E venne già preparata ,con tante cose e palazzine , tutto ciò che avrebbero avuto
Bisogno ,ma senza tecnologia ,tutto semplice
Con scritto ,un cartello ,con i Dieci comandamenti, con colori naturali ,presi dalla arcobaleno ,. L umanità se ne era dimenticata
E bastava ,eseguire ciò che era scritto per
Rendere la vita di tutti i giorni facile ,serena
E fraterna ,non era difficile ,eppure
Tutti non si si ricordano mai ,
Luna paziente ,luna , luminosa ,buona .

Amoroso Rosetta
@#D,,,R,,,. 11 ,8. 2017.

Cento, di Rosetta Amoroso

Cento, di Rosetta Amoroso

DRABBLE un racconto in 100 parole

Quel giorno terribile a San Giuliano di Puglia, di Rosetta Amoroso

Cento

Ricordo quel giorno terribile vidi è non avrei voluto vedere in un paesino tranquillo, scatenarsi il caos,la paura della gente che correva mentre la terra tremava, i balconi vibravano tutto si muoveva e la gente correva,mamme, papa, nonni tutti con il cuore in mano, il terrore invadeva la mente,il corpo è l’anima. tutti correvano verso la scuola di San Giuliano, tanti bimbi da riportare a casa,ma purtroppo in un stante tutto invano,tutto era già crollato, in quel punto è stato la fine del mondo.

Angeli,si angeli non si può che chiamarli definirli diversamente, 26 bimbi puri è innocenti bianchi, dall’areola d’oro, brillanti preziosi, dagli occhi di smeraldo o ebano, ma tutti belli.la pelle candida come la neve incalpestabile, dalla chioma bruna o bionda, belli bellissimi angeli. dal volto innocente è nati tutti sotto il segno delle stelle di un solo anno,destinato a finire così tragicamente, ma perché mio dio ,mi sono chiesta tante,tantissime volte,avevi proprio bisogno di una schiera di angeli lassù in paradiso?, forse per rallegrare le tante anime tristi, dai animo è forza ai loro genitori e a chi li ama.per l’immenso dolore.guida mio dio ormai questa scolaresca con a capo la loro maestra, nell’aula più bella del tuo giardino in fiore,tra ardesia edere e ciclamini.è dai loro il compito di essere angeli custodi di chi qua giu a di bisogno.

A San Giuliano mancheranno tanto e nn li vedranno crescere. è loro avranno sempre in eterno la loro maestra mamma che nn li lasciare mai! ricordo è ricorderò sempre io della mia Sicilia, questo triste accaduto, vorrei che tanti semplici come me, ricordassero quelle povere vittime è questa brutta vicenda

31 ottobre 2002 ore 11.03 San Giuliano di Puglia (CB)

Nonna, di Rosetta Amoroso

Nonna, di Rosetta Amoroso

nonna

E una vita che os  servi.
Aspetti ,dietro alla grande
Finestra, eri bimba e aspettavi
Il ritorno di tuo padre.
Eri fanciulla e poi donzella
e aspettavi il tuo amato
Col batticuore
Poi madre ossevavi
i tuoi pargoli nel cortile
Giocare gioiosi, a far baldoria ,tu felice come una chioccia ,come fa coi suo,i pulcini
Proteggendoli sotto le ali ,
Tu ora nonna, dalla chioma bianca argentea
Fissi ancora dietro i vetri appannati,
Ormai i tuoi occhi stanchi , velati aspetti
Forse che i tuoi figli trovino il tempo
Per colmare almeno un minuto dei giorni tuoi ormai troppo lunghi e solitari ,ma i ricordi.
Per te nonna sono come film ripassi e rivedi
Ogni attimo ogni gesto ogni battito dei loro cuori. I tuoi cari e passi così le tue interminabili giornate ,
Colme li riempi come ceste di frutti prelibati
Chiudi nello scrigno i ricordi più belli
Madre
Nonna Donna .
Amoroso Rosetta d..R..
15. 5. 2017.

Riusciva, di Rosetta Amoroso

Riusciva, di Rosetta Amoroso

riusciva

A scorgere appena ,quel grappolo ,

Dalla finestra ,della camera dove passa ormai

le sue tristi giornate,tra sedia e lettino ,

grappolo di glicine ,che le profumava le giornate ,le annunciava il tempo ,notava il vento che scuoteva i fiori ,o la pioggia ,che bagnava e. Poi il sole che gentilmente asciugava ,sapeva che lei ci teneva a quel grappolo ,era un dono per lei ,le donava ormai un qualcosa in simbiosi con il mondo esterno ,

Le comunicava ,e annunciava la natura fuori il trasformismo ,ma non poteva fare altro ,forse ha chiesto alla luna nelle tante sere luminose ,

Di alleviare le differenze ,la solitudine ,ma ormai ,in una. Sera di freddi e gelido inverno,

Si spezzò quel ramo fragile ormai ,come si spezzò la vita ormai appesa ad un filo di quella donna ,madre nonna e a sua volta figlia ,bella e giovane .

Ormai insieme al glicine volate via .

Amoroso.

Rosetta. Settembre@D,R,,,#

Miriadi di variopinti colori, di Rosetta Amoroso

Miriadi di variopinti colori, di Rosetta Amoroso

Miriadi

Miriadi

Di variopinti

Colori ,in un opera sola

Paesaggio ,stupendo ,

Pianura ,rigogliosa di natura

Felice ,rispettata ,arata ,coltivata ,pezzi di terra

Lasciati a maggese ,li le greggi faranno banchetti , erbe selvatiche e fiori di campo orneranno fazzoletti di terra a riposo ,colline

Alberate, monti , valli e vicoli , sentieri rustici

Portano a vie infinite .la natura è meravigliosa

Riusciva, di Rosetta Amoroso

Riusciva, di Rosetta Amoroso

riusciva

A scorgere appena, quel grappolo,

Dalla finestra ,della camera dove passa ormai

le sue tristi giornate,tra sedia e lettino,

grappolo di glicine, che le profumava le giornate, le annunciava il tempo ,notava il vento che scuoteva i fiori, o la pioggia, che bagnava e. Poi il sole che gentilmente asciugava ,sapeva che lei ci teneva a quel  grappolo, era un dono per lei, le donava ormai un qualcosa in simbiosi con il mondo esterno,

Le comunicava, e annunciava la natura fuori il trasformismo ,ma non poteva fare altro, forse ha chiesto alla luna nelle tante sere luminose ,

Di alleviare le differenze, la solitudine, ma ormai ,in una. Sera di freddi e gelido inverno,

Si spezzò quel ramo fragile ormai ,come si spezzò la vita ormai appesa ad un filo di quella donna, madre nonna e a sua volta figlia, bella e giovane .

Ormai insieme al glicine volate via .

Amoroso.

Rosetta. Settembre@D,R,,,#

La nonna paterna, di Rosetta Amoroso

La nonna paterna, di Rosetta Amoroso

Rosetta Amoroso

Sfornava il pane quotidiano

Ogni di all ‘ alba era lì davanti al suo

Formo che per lei era come un dono di Dio

e per noi fonte di bontà casereccia , L odore inondava la grande cucina rustica di campagna , si mescolavano mille aromi

Tutti buoni naturali , il caffè latte da inzuppate il pane raffermo , il mosto che già fermentava nel tino e il nonno lo citava , e i frutti maturi zuccherini che arrivavano alle finestre e davanti all ‘uscio , noi nipotini aspettavamo con ansia le ore libere , ascoltavamo i ( cunti ) dei nonni favolosi .

Mentre le caldarroste scoppiettavano sul fuoco nella grande padella di ferro , che tempi. Che ne sanno oggi !!!!

Meravigliosa infanzia , non saprei scegliere fra i nonni materni provinciali e super moderni o i nonni di paese , entrambi ci hanno lasciato ricchezze valori amore è uno scrigno d’ oro di valore inestimabile.

Grazie nonni ✨✨

Amoroso Rosetta@