LA POESIA DEL ‘200 SCUOLA SICILIANA, di Silvia De Angelis

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LA POESIA DEL ‘200 SCUOLA SICILIANA

Alla classica ispirazione dei testi arcaici e alla loro accentuata varietà degli idiomi, si contrappone la produzione del tutto lirica, e in un volgare unitario, la “Scuola Siciliana” , accolta anche da Dante.

I versi mancano di connotazioni etnico-geografiche e mettono i rilievo lo stretto rapporto, tra politico e culturale, di questi rimatori, con  la Corte di Federico di Svevia (re di Sicilia dal 1198e imperatore dal 1220).

La poesia siciliana si posa su temi amorosi, tipici dei modelli provenzali, e introduce il sonetto.

Gli autori siciliani sono rappresentati da funzionari dello stato, come Jacopo da Lentini, Pier della Vigna e Guido delle Colonne.

Per questi protagonisti delle prime rime in volgare italiano, la poesia è vissuta come un’evasione dalla realtà, e l’amore come un sottile gioco, aristocratico e raffinato. Si riprendono, pertanto, i temi dell’amor cortese, come esclusivo mezzo di comunicazione poetica, all’interno di una cerchia ristretta ed omogenea, che coltiva la lirica come evasione e svago, in margine agli impegni della propria professione. Quindi i rimatori siciliani concorrono ad una produzione compatta, per contenuti e forma.

PIER DELLA VIGNA

Nasce a Capua nel 1190, vi studia retorica e diritto, trasferendosi, poi a Bologna.

La sua vita si lega a quella dell’Imperatore Federico II di Sicilia, per il quale ricoprì incarichi di elevato Prestigio (giudice, cancelliere, alto funzionario).

Caduto in disgrazia fu imprigionato nel 1249 a Cremona, muore suicida ( cfr.Dante Inferno, XIII) inToscana La sua opera più importante è “L’Epistolario”, elaborato in lingua latina, esempio di preparazione Giuridica e abilità retorica. E’ autore di alcune canzoni e sonetti.

pier delle vigne

PERO’ CH’AMORE NON SI PO’ VEDERE  Pier della Vigna

Però ch’amore non si pò vedere
e no si tratta corporalemente,
manti ne son di sì folle sapere
che credono ch’amor sïa nïente.

Ma po’ ch’amore si face sentire
dentro dal cor signoreggiar la gente,
molto maggiore presio de[ve] avere
che se ‘l vedessen visibilemente.

Per la vertute de la calamita
como lo ferro at[i]ra no si vede,
ma sì lo tira signorevolmente;1

e questa cosa a credere mi ‘nvita
ch’amore sia; e dàmi grande fede
che tuttor sia creduto fra la gente

INTERPRETAZIONE DEI VERSI :

Visto che l’amore non si può vedere e non si può toccare con mano, in molti giungono alla folle conclusione che l’amore non esista (non sia importante; non sia niente). Ma dopo che l’amore si fa sentire (innamoramento), riesce a padroneggiare la gente dal cuore; e per riuscire a fare ciò deve avere un pregio (ricchezza; forza) maggiore che se fosse una cosa visibile(concreta). La forza con cui l’amore sovrasta la gente è come la forza della calamita, che pur non essendo vista riesce irresistibilmente ad attirare il ferro. E questa realtà conferma la mia idea che l’amore esista e questo mio parere èrafforzato dal fatto che la gente crede tuttora che esista. @Silvia De Angelis