La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

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