“Se questo è un uomo” Queste sono poesie necessarie, se mai altre ce ne sono state” (Primo Levi)

“Se questo è un uomo” Queste sono poesie necessarie, se mai altre ce ne sono state” (Primo Levi)

di Elvio Bombonato

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SHEMA’
Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Questa poesia figura come epigrafe nella prima pagina di “Se questo è un uomo”. Shemà significa ‘Ascolta’, chiarì Primo Levi: “è l’inizio della preghiera fondamentale dell’ebraismo, in cui si afferma l’unità di Dio. Alcuni versi di questa poesia ne sono la parafrasi”. Si trova nel Deuteronomio, però Levi ne capovolge il significato: non è Dio che deve essere ricordato, bensì la Shoah, il Male assoluto.

La poesia afferma la necessità che la testimonianza diventi memoria storica collettiva. Colpisce qui il tono perentorio e perfino minaccioso, certo inatteso nel sabaudo Levi, di solito “così sobrio nel giudicare e restio a predicare“ (Cesare Segre), così pacato, equilibrato, prudente, persino pudico, nella compostezza della sua scrittura “precisa, chiara e distinta, trasparente verso il senso e la comunicazione” (Pier Vincenzo Mengaldo). Continua a leggere ““Se questo è un uomo” Queste sono poesie necessarie, se mai altre ce ne sono state” (Primo Levi)”