Racconti: L’ANTIQUARIO, by Giuseppe Pippo Guaragna & Silvia Cozzi

Racconti: L’ANTIQUARIO, by Giuseppe Pippo Guaragna & Silvia Cozzi

Era in una stradina della città vecchia, tra un negozio di souvenir e un vecchio forno a legna. Una targa di rame, leggermente ossidata, e la scritta in caratteri gotici. Antiquario. Non amo particolarmente i mobili d’antiquariato, quel tanto che basta ad apprezzarne i pezzi migliori. Sono invece preda di cotte memorabili, quando si tratta di oggettistica.

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E ciò che era esposto in vetrina, mi attraeva come limatura di ferro. Un volto riprodotto alla perfezione, tanto vero da sembrare un ologramma o una scultura iperrealista. Un uomo sui cinquant’anni, bruno di carnagione, naso e bocca regolari, grigi gli occhi e leggermente brizzolato.

Mentre ero lì, incollato alla vetrina, sulla porta comparve, come materializzandosi all’improvviso, colui che certamente era l’antiquario. Alto, allampanato, completamente calvo, occhi neri come pozzi di pece. Tra le labbra sottili e insolitamente rosse, una elegante pipa di radica che prese in mano per chiedermi, con voce e sorriso gentile, se fossi interessato all’oggetto.

-Certamente insolito e interessante- mi sentii rispondere -mi piacerebbe conoscerne storia e provenienza.-

-E non il prezzo, dottor Sangermano?-
Mi tese la mano presentandosi con un sussurro che mi negò il piacere di conoscerne il nome. Ero basito. Come faceva a conoscere il mio di nome? Non era certo un mio paziente né lo ricordavo in un letto d’ospedale. Lo attribuii al fatto che avesse sentito parlare di me. Durante la mia carriera di medico, che molti definiscono brillante, ho aiutato e guarito da patologie spesso severe, tantissime persone, aumentando così la mia fama di ottimo professionista.
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PENTAGRAMMI DI – VERSI, la nuova silloge di Silvia Cozzi

PENTAGRAMMI DI – VERSI, la nuova silloge di Silvia Cozzi

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori “PENTAGRAMMI DI – VERSI”, la nuova silloge della Poetessa Silvia Cozzi.

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BIOGRAFIA:

Silvia Cozzi è nata a Roma dove risiede e lavora, dal 2018 è segretaria del Circolo Culturale I.P.LA.C. Collabora al blog Alessandriatoday e fa parte di un coro. È autrice di aforismi, brevi racconti e poesie che hanno ottenuto importanti riconoscimenti come il Premio Voci 2017. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui ricordiamo Padrona di giochi di luce.

ESTRATTO

Non ha contorni il viso,

sbiadito ormai dal logorio del tempo.

Le mani … però, le ricordo bene;

dal tocco delicato, appassionato.

Le dita si muovevano sul piano

suonando tristi accordi. Ma che strano,

le note intrise di disperazione

scuotevano in singulti anche il mio cuore

in un’affinità che squarcia dentro e unisce

nell’incanto di un momento.

Il vento soffia forte questa notte,

sbatte le ante della mia finestra.

Solo le mani … questo è quel che resta.

DESCRIZIONE DELLA RACCOLTA

Giuseppe Cerbino afferma «La caratteristica principale che salta subito agli occhi della poesia “metrica” di Silvia Cozzi è l’assenza di “maniera”, ossia l’assenza di modi e stilemi obsoleti che spesso incancreniscono la versificazione. La scrittura di Silvia Cozzi mira, invece, alla naturalezza e alla spontaneità dell’espressione. I sentimenti cantati sono quelli di sempre; quelli di una quotidianità vitale e luminosa. Un inno alla vita senza enigmi».

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Silvia Cozzi

PENTAGRAMMI DI-VERSI

A chi ha capito che la mia poesia poteva trovare armonie diverse e mi ha tenuto per mano e accompagnata nel mio percorso nel mondo della metrica

Dove la parola manca, là comincia la musica; dove le parole si arrestano, l’uomo non può cantare.

VLADIMIR JANKÉLÉVITCH

Prefazione

Una chiave di lettura affatto pertinente per questa silloge di Silvia Cozzi ci è fornita, già ad apertura di libro, dal titolo medesimo, che è più che esplicito nell’alludere alla musica – non solo, è ovvio, come tema esteriore (una lirica, del resto, è dedicata puntualmente al jazz), ma come elemento intrinseco e caratterizzante di questa poesia. Continua a leggere “PENTAGRAMMI DI – VERSI, la nuova silloge di Silvia Cozzi”

Momenti di poesia. Abbiamo speso tutte le parole, di Silvia Cozzi

Abbiamo speso tutte le parole, di Silvia Cozzi

 

Abbiamo speso tutte le parole,

le abbiamo scritte e sussurrate al vento,

si sono sciolte come neve al sole,

disperse nell’incanto di un momento.

Ora cogliamo il meritato frutto,

di fragola e mirtillo il suo sapore,

avide labbra suggeranno il succo,

tra un languido tremore e un batticuore.

E capirai quanto t’ho sempre amato,

le notti insonni ad inseguire un sogno,

che adesso finalmente s’è avverato,

perché di te soltanto io ho bisogno.

Trascorre il tempo inesorabilmente

noi due sospesi in questa dimensione

uniti i corpi e confusa la mente,

fluttuante tra realtà e immaginazione.

Non servono parole questa notte

solo silenzio aleggia tutt’intorno;

questa passione ci travolge forte,

insieme attenderemo il nuovo giorno.

S.C.

Maria Rizzi: Circolo I.P.la.C. – Insieme per la Cultura

Circolo I.P.la.C. – Insieme per la Cultura

Maria Rizzi, Presidente del Circolo I.P.la.C. – Insieme per la Cultura -, un’Associazione nata nel 2005 e fondata da mio padre Nicola Rizzi.

Il nostro Circolo attualmente conta circa 700 Soci, tra cui personaggi illustri come il candidato al Premio Nobel Hafez Haidar, il professor Nazario Pardini e molti altri. E’ possibile visitare il nostro sito: www.circoloiplac.com

Nasce con l’intento di essere innanzitutto una realtà culturale distribuita su tutta la Penisola per creare ponti e abbattere barrire.

Logo IPLAC

Da circa 10 anni, soprattutto a Roma, i Soci , 12 dei quali ora sono stati eletti Consiglieri, portano avanti gratuitamente eventi di ogni genere. Presentazioni di libri – vagliati da un Comitato di lettura -, reading di poesia, conferenze, eventi di commistioni artistiche – musica e poesia, pittura e poesia o narrativa, teatralizzazioni, opere cinematografiche, fotografia e poesia -,.

Organizziamo più un Premio Letterario, tra cui “Le parole per l’insegnante – Imma Maurino”, destinato alle scolaresche di tutto il territorio, ma il fiore all’occhiello dell’Associazione è il Premio “Voci” arrivato alla  XIV Edizione, che inizialmente si svolgeva a Mestre, poi è passato ad Abano Terme e dall’anno scorso si svolge a Roma. Continua a leggere “Maria Rizzi: Circolo I.P.la.C. – Insieme per la Cultura”

Momenti di poesia. I sorrisi di un inverno Silvia Cozzi

Momenti di poesia. I sorrisi di un inverno Silvia Cozzi

I sorrisi di un inverno

Mi mancano i sorrisi di un inverno
che resta in un cantuccio in fondo al cuore.
La rime chiuse intorno alle parole,
le notti insonni a ridere e a scherzare.
La musica, le note di colore,
volteggiano leggere qui nell’aria
dentro la stanza, e la malinconia
di un tempo che ci sta portando via,
mi fa pensare ai giorni senza sole
in cui in silenzio, senza far rumore,
penserò a te e forse, all’improvviso,
ricorderò i tuoi occhi ed il tuo viso.
SC

Momenti di poesia. I sorrisi di un inverno, di Silvia Cozzi

Momenti di poesia. I sorrisi di un inverno, di Silvia Cozzi

I sorrisi di un inverno

Mi mancano i sorrisi di un inverno
che resta in un cantuccio in fondo al cuore.
La rime chiuse intorno alle parole,
le notti insonni a ridere e a scherzare.
La musica, le note di colore,
volteggiano leggere qui nell’aria
dentro la stanza, e la malinconia
di un tempo che ci sta portando via,
mi fa pensare ai giorni senza sole
in cui in silenzio, senza far rumore,
penserò a te e forse, all’improvviso,
ricorderò i tuoi occhi ed il tuo viso.

Silvia

In quest’autunno, di Giuseppe Pippo Guaragna e Silvia Cozzi

In quest’autunno, di Giuseppe Pippo Guaragna e Silvia Cozzi

A quattro mani con Silvia Cozzi.

in quest'autunno

In quest’autunno

Poi soffia il vento
le sue malinconie,
in quest’autunno
spoglio di carezze,
mentre s’annuncia inverno
ed il suo gelo.

E tende i rami il pioppo,
grigi e spettrali,
in una muta
e flebile preghiera,
al cielo terso
che lo sta a guardare.
Continua a leggere “In quest’autunno, di Giuseppe Pippo Guaragna e Silvia Cozzi”

SOGNAVO, una poesia di Silvia Cozzi

SOGNAVO
Sognavo d’inventare insieme a te
tante canzoni pazze e un po’ stonate
e di portarti a letto il tuo caffè
dopo notti d’amore appassionate.

Ci immaginavo mano nella mano
tra i vicoli e le strade del paese
ma il tempo scorre ed ho sognato invano
di viverti così, senza pretese.

E poi credevo che mi amassi un poco
quando scrivevo fiumi di poesie,
perché sentivo che non era un gioco
ma forse erano sciocche fantasie.

Così prendo la penna per fermare
quello che resta della nostra storia,
scrivo di getto e lacrime un po’ amare
calde rigano il viso e la memoria

dei tanti giorni  in cui io e te distanti
ci siamo amati  e i rari istanti

di tenerezza in cui mi hai dato un fiore,
resteranno per sempre in fondo al cuore.

immaginavo

 

Padrona di giochi di luce, di Silvia Cozzi    

Padrona di giochi di luce, di Silvia Cozzi  

Padrona di Giochi di Luce

http://www.enolibreria.it/prodotto/padrona-giochi-luce/#reviews

Leggendo la silloge di Silvia Cozzi, ci si accorge soprattutto di un fatto emblematico. Dunque: cos’è un emblema se non , parlando in senso figurato, la rappresentazione di qualcosa?.  La sua poesia simboleggia e filtra il suo presente, in essa Silvia  rappresenta il suo sentimento nei confronti dei vari aspetti della vita, verso ciò che le viene e ci viene offerto e verso ciò che ci andiamo a cercare, sia nel sole del mezzogiorno, sia  nei meandri più bui dell’esistenza , dove lei si inoltra con quella curiosità che è caratteristica di una mente che possiede inventiva, di una mente che ha bisogno di indagare sul mondo per carpirne i segreti e per sentirsi parte della meraviglia nella quale è immersa. Continua a leggere “Padrona di giochi di luce, di Silvia Cozzi    “

IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi

IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi
IN CERCA DI PAROLE
In cerca di parole
per questo sentimento,
ora mi viene in mente
cosa non t’ho mai detto.

Non te l’ho detto mai
che quando il cielo è scuro
in te ritrovo sempre
il mio porto sicuro.
Che sei l’unico e il solo
che conosce il mio cuore,
anche quando è smarrito
e avvolto dal dolore.
Che comprendi i capricci,
i miei sbalzi d’umore:
se mi invento un litigio
tu mi regali un fiore.
Che tocchi le mie corde
e crei la vibrazione
con alchimie inventate
e incanto di parole.
Confidente ed amico,
compagno d’avventura,
in questa incerta vita Continua a leggere “IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi”

IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi

In+cerca

IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi

IN CERCA DI PAROLE
In cerca di parole
per questo sentimento,
ora mi viene in mente
cosa non t’ho mai detto.
Non te l’ho detto mai
che quando il cielo è scuro
in te ritrovo sempre
il mio porto sicuro.
Che sei l’unico e il solo
che conosce il mio cuore,
anche quando è smarrito
e avvolto dal dolore. Continua a leggere “IN CERCA DI PAROLE, Silvia Cozzi”

L’armadio, di Silvia Cozzi

L’armadio, di Silvia Cozzi

L’armadio è di noce brunito,
le ante pesanti, socchiuse;
le mani sul grembo posate
si muovono a tratti nervose,
febbrili, sudate ed ansiose.
Lo sguardo di vetro si sposta lontano,
non vuole guardare,
non vuole vedere il dolore.
Riecheggiano forti parole vigliacche
cattive, che graffiano il cuore.
Non sono più quella di ieri,
ma solo un insieme di stracci
raccolti per caso che dita pietose
zelanti hanno poi rabberciato
con trame di filo spinato.
E cade la goccia, ne sento il rumore,
tintinna il lavello del bagno.
Il ritmo insistente, costante,
scandisce alienante il morire
di giorni di luce e speranza.
Il buio ormai avvolge la stanza.
SC

La tua poesia, di Silvia Cozzi

La tua poesia, di Silvia Cozzi

Puoi scriverla per me la tua poesia,
non c’è bisogno poi di troppo amore.
Basta pensare che sia una bugia,
lasciarsi andare e far cantare il cuore.

Con versi di struggente nostalgia
dammi un bel sogno mentre il giorno muore.
Regalami un momento di follia,
ruba alla luna tutto il suo splendore.

E mi accarezzeranno le parole,
quelle che solo a me avrai dedicato.
Saranno forse le uniche, le sole

che resteranno scritte ed è un peccato.
Ma un sentimento muore quando vuole,
il nostro tu l’hai già dimenticato.

SC

Paola Bajo, poetessa: La poesia è un emozione esplosiva, che ti riempie la vita

paola

di Silvia Cozzi

Alessandria today è lieta di pubblicare la biografia della poetessa Paola Bajo, alla quale prossimamente chiederemo la sua disponibilità ad effettuare anche un intervista in esclusiva per il blog.

Paola Bajo nata in provincia di Venezia, nelle mie attività artistiche passate ritrovo lo studio della danza classica e moderna, la chitarra, l’amore per la musica che non mi abbandona mai, ora la mia passione è la scrittura: la poesia è un’emozione esplosiva, è sentimento di cui non bisogna aver paura, ti riempie la vita, e ho ancora molto da imparare perché fondamentalmente non c’è mai fine.

Pubblicazioni personali

“Sospensioni” D’Acqua di Terra di Vita – raccolta di 64 poesie – Antologica Atelier Edizioni 2016; in fase di pubblicazione “Le notti e un diario” – raccolta di 64 poesie.  Continua a leggere “Paola Bajo, poetessa: La poesia è un emozione esplosiva, che ti riempie la vita”

Silvia Cozzi poetessa, sin da giovanissima teneva un diario segreto dei suoi pensieri

Silvia Cozzi poetessa, sin da giovanissima teneva un diario segreto dei suoi pensieri

Silvia Cozzi una poetessa in erba, da giovanissima teneva un diario segreto dove scriveva i suoi pensieri
by Pier Carlo Lava
Alessandria Post è lieta di pubblicare in esclusiva per il blog, un intervista alla poetessa e scrittrice Silvia Cozzi.
Silvia Cozzi nasce a Roma dove tuttora risiede, da sempre è affascinata dalla letteratura e sin da giovanissima ha sviluppato una grande passione per la poesia. Alfine di conoscerla meglio l’abbiamo intervistata, queste le sue risposte alle nostre domande:
 
Ci racconti chi sei, qualcosa della città dove vivi e cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Grazie per l’ospitalità nel tuo blog Pier Carlo.
Mi presento.
Sono nata a Roma ma le mie origini sono per meta’ siciliane  e  per metà napoletane.
Da anni abito in provincia anche se la mia vita si svolge quasi prevalentemente nella capitale, dove lavoro.
Mi occupo di Formazione professionale nel settore trasporti : ne seguo la parte organizzativa e amministrativa. 
Sono madre di due splendidi ragazzi: Francesca ed Andrea.
Amo la musica ed ogni espressione artistica. Canto in un coro amatoriale: Eretum Jazz Singers.
 
Cosa ti ha spinto a scrivere e come definiresti una poetessa e scrittrice?
Ho cominciato a scrivere molto presto: avevo un diario segreto dove annotavo tutti i miei pensieri. A dodici anni ho scritto le mie prime poesie.
Con gli anni ho accantonato questa passione, presa dalla famiglia e dai molteplici impegni di mamma lavoratrice.
Tre anni fa mi sono guardata intorno ed ho avvertito un grande vuoto emotivo: i miei figli ormai stavano crescendo e presto avrebbero preso la loro strada. 
Così ho ripreso la penna in mano dopo tanto tempo. Ho ricominciato con le poesie, per lo più filastrocche, mi piace giocare con rime e assonanze. Poi ho scritto i miei primi racconti, stimolata da un Gruppo di scrittura che organizza gare a tema e per due volte mi sono classificata terza. 
Sempre nel Gruppo ho affinato le mie capacità imparando anche l’arte orientale degli haiku, composizioni in metrica di tre versi a contenuto contemplativo.
Definisco scrittore o poeta chi possiede quella caratteristica in più che lo distingue dalla mediocrità espressiva; può essere fantasia, originalità, abilità con le parole, saper toccare le giuste corde del lettore. Non sono di certo qualità comuni a tutti quelli che si spacciano per tali.
Io non mi reputo una scrittrice e nemmeno una poetessa, amo esprimere quello che sento e lo metto a disposizione, con umiltà, di chi vorrà leggerlo e farlo suo.
Non ci si improvvisa scrittori o poeti. Fondamentale, a mio avviso, e’ avere padronanza della propria lingua e possedere quella sensibilità e quella ricchezza interiore che  possano donare emozioni. Sensibilità e capacità di espressione devono camminare sempre a braccetto. Una

poesia ben scritta ma arida non trasmette nulla così come una dal contenuto profondo ma grammaticalmente scorretta.

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