LEONARDO DA VINCI (racconto storico)

LEONARDO DA VINCI (racconto storico)

(1482)

Simone Delizioso

Il Moro lo precedette nel salone.

Nani facevano ridere facendo capriole in due o tentando di aumentare di statura saltandosi sulle spalle. Più in là il giullare fingeva di succhiare l’alluce della duchessa, i musicanti, ciascuno col proprio strumento giravano fra commensali suonando una carabandola e nel mezzo spiccava un ghepardo tenuto al guinzaglio da due africani.

Tutto era festa e fasto e le sete e gli ori risplendevano.

Il Duca Ludovico battè le mani e nel silenzio conseguente annunciò a voce alta:

“Questo giovanotto si chiama Leonardo e viene da Firenze.

È bello e raffinato ma voi donne non sciupatemelo troppo” Leonardo fece un gesto che avrebbe potuto significare ‘troppo buono’ o ‘grazie ma non c’è pericolo’ “perché mi serve.

Avevo bisogno di uno scultore, un mastro di festa, un pittore e di un ingegnere militare. Ecco qua tutti e quattro in quest’unico tuttofare, a sentir lui.

Fosse vero pagherei per uno solo, anche un po’ di più se lo merita, invece che per quattro.

Diteci di più, mastro Leonardo.”

“Messer Duca, madama la Duchessa e tutti voi bella gente di Milano che mi state accogliendo” e il daVinci si profuse in un grazioso inchino. “Credo davvero di essere bravo come mi sono descritto nella lettera mandata alla Signoria Vostra, messer lo Duca. Ma la bravura bisogna dimostrarla e quindi mi scuserete se i tanti compiti che mi accingo ad affrontare mi terranno spesso lontano dagli svaghi di questa magnifica corte; svaghi che mi impegnerò di incrementare. Per lo stesso motivo mi rincrescerà sottrarmi alle attenzioni di tante belle dame e damigelle delle quali mi sento assolutamente indegno.

Non vorrei che accolto dal vezzoso e gentil sesso fossi preso a pedate e scacciato da messer lo Duca, deluso e schifato.”

Ludovico il Moro esplose in una bella risata e tutta la corte gli fece eco.

Leonardo, con un nuovo inchino si diresse verso gli alloggi della servitù pensando che per un po’ avrebbe evitato le aborrite profferte femminili.

Poi chissà… Gli tremavano le ginocchia anche per un’altra faccenda. Le sue vanterie epistolari lo avevano fatto assumere. Ma si sarebbe dimostrato davvero il genio che diceva di essere?

Simone Delizioso