Donne in ombra di Rosanna Gazzaniga

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Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli

deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive
tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.

Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe corse compresse
in vene che vogliono esplodere

e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.

Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni

perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile…
27/7/2016 rg.

I segreti del cuore: dicembre

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Innamorati del cielo, della luna e delle stelle.

Innamorati del mare, del sole e della sabbia.

Solo così sarai sicura di non soffrire.

Convinci te stessa a chiudere la porta del cuore.

Butta via la chiave negli abissi più profondi,

dove nessuno, mai, la troverà.

“è tutta colpa della luna,

quando si avvicina troppo alla terra

fa impazzire tutti”

(William Shakespeare)

“una singola parola ci libera

da tutto il peso e il dolore

della vita: quella parola è

Amore”

(Sofocle)

Raccoglierò i miei sogni a uno a uno, in una notte senza luna e senza stelle, li consegnerò nelle mani di chi saprà capire. Regalerò la mia anima e il mio cuore a chi sarà in grado di non farmi del male. Parlerò dei miei segreti e delle mie paure solo a chi saprà ascoltare con cuore sincero. Continua a leggere “I segreti del cuore: dicembre”

Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung

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Maurizio Coscia autore de Il Viaggio di Simone 

Diciotto anni, Simone, li ha compiuti, d’estate, verso la fine dell’anno scolastico e, dopo qualche mese, ha preso la patente. Apparentemente, sembra che si sia lasciato alle spalle, quello che gli è successo durante l’anno ed il suo modo di essere timido, impacciato, chiuso. È cambiato, non legge più testi religiosi, non gliene frega più niente della morale, ha abbandonato in un angolo il suo librone di storia che si portava sempre dietro.

 “Il viaggio di Simone”, edito nel settembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Oltre il confine”, è la nuova pubblicazione dell’autore Evan Jung. Il protagonista del romanzo è Simone e la sua vita, infatti ogni capitolo del libro ripercorre momenti della sua vita.

“Il viaggio di Simone” è suddiviso in tre capitoli fondamenti: “Il punto di partenza: Perché si soffre?”, “Lo spostamento: Perché si sogna?” ed “Il punto di arrivo: Perché si riflette?”, suddivisi ognuno in sotto capitoli.

Evan Jung è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune curiosità sulla sua recente pubblicazione e sulla sua vita. Buona Lettura!

A.M.: “Il viaggio di Simone” è un titolo parlante, infatti, il tuo romanzo racconta del viaggio del protagonista. Come nasce Simone?

Evan Jung: Simone nasce nel 1987. È un personaggio che mi era venuto in mente ai tempi della scuola media superiore. Già, allora, infatti, avendo una sincera passione per lo scrivere, anche se in modo non continuativo, scrivevo a penna su alcuni quaderni, ma anche, a volte, su fogli sparsi con una vecchia macchina da scrivere, riflessioni, poesie ed altro ed avevo abbozzato un racconto che, come suo protagonista principale, aveva appunto Simone e, nel Saggio che ho scritto, è rimasto tale quale, così come è descritto nelle sue caratteristiche fisiche, in particolare. Inoltre, pure il Simone di allora, in base alle mie intenzioni, doveva compiere un viaggio anche se avrebbe dovuto essere uno spostamento fisico vero e proprio, da un luogo ad un altro, e non uno ‘spostamento logico-creativo’ così come ho spiegato nell’introduzione al mio Saggio. Infine, il Simone di allora aveva in più il cognome che, col tempo, ho deciso di eliminare, anche se davvero mi piaceva, per evitare delle palesi omonimie. Riguardo alla genesi del libro è, quindi, se vogliamo, un qualche cosa di radicato, nella mia aspirazione adolescenziale a diventare uno scrittore e, almeno dal punto di vista della sua redazione formale, per il fatto che in esso sono contenute riflessioni, racconti brevi o favole, ma anche poesie è rimasto in linea con quanto mi piaceva scrivere già una volta. Già durante la scuola media superiore ero, quindi, consapevole del fatto che, un giorno, in qualche modo, avrei scritto almeno un libro nella mia vita e così è avvenuto, dopo, se vogliamo, anni e anni di rimando della sua realizzazione ad un periodo futuro e, comunque, dell’averlo ora finalmente scritto, ne sono, adesso, veramente lieto.

A.M.: L’introduzione recita: “Il punto di partenza è la condizione di sofferenza in cui colui che si sposta per vivere bene non vuole più permanere. Il punto d’arrivo è la condizione di felicità che colui che si sposta per vivere bene vuole raggiungere.” Ritieni che questo assioma sia valido per ogni individuo?

Evan Jung: Dipende. Ritengo, infatti, che non tutti gli individui siano consapevoli del fatto che, durante la loro esistenza, sia possibile aspirare a vivere bene ed essere felici. Dal mio punto di vista, non tutti la pensano così e valuto che molti, invece, pensino che la vita sia, in primo luogo o addirittura solo, un’esperienza di sofferenza e sacrificio. Ebbene, queste persone, per un motivo o per l’altro, ed, in particolare, per le esperienze che hanno fatto e/o per l’educazione che hanno ricevuto nel corso della loro esistenza possono essere come ‘assopite’ nel pessimistico modo di pensare che la vita stessa, per come appare nella sua forma e per come è nella sua sostanza, non possa essere felice, ma, piuttosto, piena di difficoltà e di sofferenza. Di conseguenza, per queste stesse persone, quello che chiamo punto di partenza e che definisco come condizione di sofferenza è al tempo stesso anche il punto di arrivo. Ora, con il mio Saggio, ho voluto mettere in evidenza come, in realtà, almeno dal mio punto di vista, sia possibile raggiungere una condizione di felicità nella propria esistenza ed averla proprio come punto di arrivo, qualsiasi sia la condizione di sofferenza, come punto di partenza. Per cui, implicitamente, l’assioma citato che è del resto ciò che spiega il significato fondamentale del Saggio che ho scritto, contiene un messaggio di fiducia, speranza ed ottimismo, sulla possibilità di una vita bella, felice e serena, rivolto, in primo luogo, a coloro che non credono in tale possibilità.  Continua a leggere “Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung”

Momenti di poesia. Credi nei sogni, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Credi nei sogni, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Credi nei sogni

I sogni hanno luce di stelle
tienili accesi e vedrai…
tutto sembrerà possibile.
Appendi alla prima stella
ogni tuo desiderio
ed ebbro di luce ti sarà
reso vivido e vero.
Vedrai nascere giardini
da brughiere aride e incolte.
Crederai che un tuo sorriso
possa sbocciare un fiore
e una parola spezzare
le catene dell’intolleranza.
Penserai di vedere crescere
un albero da una roccia
un giglio dal letame.
Fai tesoro dei tuoi giorni,
sii navigante del tuo cielo
né venti né tempeste
a contrastare le tue vie.
E forte crederai di rompere
l’orologio del tempo.

Stefania Pellegrini ©

(dalla raccolta Isole- END Edizioni)

Arriva la befana, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/01/29/arriva-la-befana/

Il fiume scorre lento attraverso il paese.
E’ pieno di lanterne gialle e rosse,
come a illuminare la via.
Dicono che debba arrivare qualcuno.

Intanto grandi fuochi indorano l’ acqua.
L’ ansa del fiume è una grande piazza
dove danzano le streghe.
C’è un grande cervo che brucia,
col suo cavaliere,
e l’ albero dei frutti luminosi sparge le sue fiammelle nel fiume,
come semi,
e scorrono, e vanno, e spariscono lontano
con la corrente,
e sorgeranno altri alberi,
per miglia e miglia lungo le rive.

Tutti attendono qualcuno,
il mangiafuoco, i saltimbanchi,
i bimbi salvati dalla paura del pentolone,
perfino le cose e i fiori che si illuminano
come si illumina il cuore dei bimbi.
C’è anche un basilisco dagli occhi rossi che guarda in su
verso il ponte dove stiamo.
Ma nessuno muore.

Ed ecco che arriva,
sbuca da sotto il ponte
una piccola vecchina fuori moda
nera nera nella sua barchetta di carta luminosa.
Ha freddo e cammina a fatica
ma ha un dono per tutti.

Anche per me che ho un braccio un sorriso che abbaglia,
col suo cuoricino illuminato.
E le tasche piene di sogni.

befana
Il sogno.
E’ quello il dono.

Vortici Onirici – di Marina Vicario

Vortici onirici

La notte
ci sfida
sulle nuvole
della notra
mente.
Frullano i pensieri
nella creatività
di versi liberi,
di disegni ribelli,
e parole al vento.
Arde il desiderio
di contornare storie
rinchiuse in bolle
di vetro,
catturandole per sempre.
Vortici di sogni ,
danzeranno
fino all’alba,
soffiando sul
nostro risveglio
stropicciato
di rimpianto.
Era bello volteggiare
con i ricordi,
sospesi tra le
capriole
di cirri volanti.
La vita attende!
Ella si desta e
ci chiama
Non facciamoci
attendere!
Il tempo scappa lontano
per non ritornare mai più.

Marina Vicario