“Erotomaculae”, di Sonia Caporossi

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Ovvero il barocco isterico e l’enfasi morale di chi si ama (e sbrana) quotidianamente

di Antonio Bux

Sonia Caporossi, in questa sua raccolta d’esordio dall’emblematico titolo Erotomaculae(Algra Editore 2016), erige una specie di Torre babeliana sotto il segno divisorio e spiazzate di un barocco elettrico, nervoso, perciò isterico, che pullula di immagini ridondanti sangue e carne.

Queste immagini bisognano di un sostegno cartografico e incisorio per mostrare letteralmente questo affannarsi, questo annaspare nella voglia, nel piacere, ossia nell’Eros che qui non è mai porno, non è mai o-sceno.

Anzi, questo Eros è la scena stessa del dettato che è fame di sapere e di raggiungere il desiderio, o meglio, quella ricerca spasmodica di desiderare l’altro, dove l’altro è l’altrove del corpo. Continua a leggere ““Erotomaculae”, di Sonia Caporossi”

“Erotomaculae” di Sonia Caporossi

Il linguaggio grafico, poetico, del corpo…

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di Lucianna Argentino

Molteplici sono gli aspetti che colpiscono aprendo il libro di Sonia Caporossi “Erotomaculae” (Algra Editore, 2015), il primo è sicuramente l’impianto grafico che mi ha fatto immediatamente pensare alle opere di Emilio Isgrò.

Artista che pure trasforma il linguaggio verbale in linguaggio visivo con le famose cancellature che anche Sonia Caporossi opera sui suoi testi, ma a differenza di Isgrò, per il quale si può parlare di “sottrazione della parola”, la cancellatura della Caporossi a mio avviso è più un mettere in evidenza, un dare forza alle parole eppure lasciando a queste la libertà di esprimersi, di dire e/o non dire.Dunque non una banale negazione, piuttosto l’affermazione di nuovi significati con la conseguente trasformazione di un segno negativo in segno positivo.

Le lettere, i grafemi, oltre ad avere un suono legato alle convenzioni linguistiche sono anche segni tracciati sul foglio, segni di cui Sonia Caporossi sfrutta tutto il potenziale visivo facendone espressione delle sue emozioni, dei suoi desideri. Sono il respiro stesso della poetessa che ora si gonfia, ora si trattiene; sono il suo battito cardiaco che ora corre all’impazzata, ora si quieta; sono lo scorrere del sangue nelle vene. Continua a leggere ““Erotomaculae” di Sonia Caporossi”