PARIGI BRUCIA NELLA NUOVA PRODUZIONE DEL TEATRO DELLA JUTA LA SIGNORINA PAPILLON DI STEFANO BENNI

PARIGI BRUCIA NELLA NUOVA PRODUZIONE DEL TEATRO DELLA JUTA LA SIGNORINA PAPILLON DI STEFANO BENNI

AL DEBUTTO SABATO 27 APRILE AD ARQUATA SCRIVIA

Una nuova produzione della Compagnia Teatro della Juta chiude l’Orange Festival 2018/2019. Sabato 27 aprile alle ore 21 sul palco del teatro di Arquata Scrivia andrà in scena LA SIGNORINA PAPILLON di Stefano Benni, con la regia di Luca Zilovich.

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Rose Papillon abita in un giardino alla periferia di una sognante Parigi di fine ‘800, che assomiglia molto all’Italia di oggi. Nonostante la prima rappresentazione del testo sia del 1992, sono tanti i  riferimenti diretti al nostro quotidiano.

Rose si destreggia tra due pretendenti, il poeta Millet e il militare Armand. I due, con l’amica Marie Luise e le loro mille assurdità, riescono a destabilizzare le certezze di Rose, barricata dentro il suo giardino. Le notizie del mondo esterno le arrivano filtrate dai tre personaggi: ci si domanda spesso cosa sia vero e cosa i tre intrusi si inventino per impressionare e raggirare la protagonista.

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Rose assomiglia a noi, che giornalmente veniamo in contatto con notizie riportate dai social network e da altre fonti più o meno attendibili. In questo “giardino” di informazioni, come accade a Rose, ci vengono presentati stili di vita, mode e ideologie pensate per attrarci come falene verso la luce.
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UN GRANDE CLASSICO SUL PALCO DELLA JUTA

UN GRANDE CLASSICO SUL PALCO DELLA JUTA. IN SCENA LA COMPAGNIA CRAB TEATRO – MULINO AD ARTE

Al Teatro della Juta di Arquata Scrivia è tempo di grandi classici.

Venerdì 12 aprile alle ore 21 andrà in scena un’opera di Edmond Rostand che divenne il simbolo dei sentimenti e delle passioni umane

CYRANO, nell’adattamento di Crab Teatro/Mulino ad Arte.

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Cyrano è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta dall’irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti. Spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, nutre un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina. L’animo di Cyrano inizia a parlare allora per mezzo del bel Cristiano: in fin dei conti i due si completano, uno bello ma senza talento l’altro con un grandissimo talento ma brutto. 

Due sentimenti fondamentali come l’amore e l’amicizia trovano la loro estrema sublimazione sotto molteplici aspetti ed alla fine è l’amicizia sincera, totale e virile nata tra Cyrano e Cristiano che sembra prendere il sopravvento, mostrandosi più forte anche dell’amore stesso. Continua a leggere “UN GRANDE CLASSICO SUL PALCO DELLA JUTA”

MARIA AMELIA MONTI ALL’ORANGE FESTIVAL 2018/2019 CON LO SPETTACOLO “S’È FATTO TARDI MOLTO PRESTO”

MARIA AMELIA MONTI ALL’ORANGE FESTIVAL 2018/2019 CON LO SPETTACOLO “S’È FATTO TARDI MOLTO PRESTO”

TEATRO DELLA JUTA DI ARQUATA SCRIVIA, VENERDI’ 29 MARZO
Sold Out al Teatro della Juta di Arquata Scrivia (AL) per questa grande artista accompagnata dallo scrittore Edoardo Erba e dal maestro Massimiliano Gagliardi al pianoforte, venerdì 29 marzo 2019, nell’ambito della stagione organizzata dall’Associazione culturale Commedia Community con il Patrocinio del Comune di Arquata Scrivia, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e della Fondazione CRT.

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Attraverso un diario semiserio, uno scrittore appassionato di fisica (Edoardo Erba) racconta la sua difficoltà nel comprendere i nuovi concetti che riguardano il tempo e a intuirne le implicazioni nella vita reale. La narrazione, fatta di brevi flash pieni di umorismo, ha il compito di introdurre un’emozionante selezione di poesie contemporanee lette da Maria Amelia Monti.

Quando si parla di poesia contemporanea, si pensa di solito ad una poesia che contemporanea non è più, ovvero quella novecentesca di Montale, di Quasimodo, di Neruda, di Pessoa, di Eliot… Attraverso il tema del Tempo, lo spettacolo apre invece uno sguardo su autori più attuali, molti dei quali viventi, dando rilievo a voci importantissime e tuttavia ancora poco conosciute o poco lette. Continua a leggere “MARIA AMELIA MONTI ALL’ORANGE FESTIVAL 2018/2019 CON LO SPETTACOLO “S’È FATTO TARDI MOLTO PRESTO””

UN CLASSICO DI SHAKESPEARE AL CIVICO DI GAVI: LA BISBETICA DOMATA DELLA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA

UN CLASSICO DI SHAKESPEARE AL CIVICO DI GAVI: LA BISBETICA DOMATA DELLA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA


SABATO 9 MARZO ORE 21

La stagione 2018-2019 del Teatro Civico di Gavi continua sabato 9 marzo, alle ore 21, con una delle commedie più belle di Shakespeare: LA BISBETICA DOMATA.

Protagonista della brillante rilettura, rivisitata con contaminazioni di Commedia Dell’Arte, sarà la Compagnia Teatro della Juta di Arquata Scrivia.

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L’adattamento del regista alessandrino Luca Zilovich narra di un gruppo di attori stralunati e confusionari, decisi a mettere in scena proprio il classico di Shakespeare. Gli attori sono poco più che saltimbanchi, con pochi oggetti di scena, abbigliati con costumi improvvisati e con le maschere che li trasformano nei personaggi della commedia.

Il passaggio dalla scena alla vita di compagnia è costante, ritorna ciclicamente, evidenziando i rapporti interni tra gli attori, e le dinamiche della loro compagnia. La Bisbetica Domata è riadattata a questa dimensione, ma mantiene i connotati del testo originario.

C’è Battista, gentiluomo padovano, assediato dagli spasimanti della bella figlia Bianca, ma deciso a non darla in sposa finché la maggiore Caterina, la bisbetica, non troverà marito.

Petruccio, uomo d’avventura e bisognoso di denaro, si lancia in un corteggiamento alternativo, sfrenato, combattivo, fatto di duelli con la spada e provocazioni senza possibilità di replica, suscitando in Caterina un misto di rabbia e interesse. Continua a leggere “UN CLASSICO DI SHAKESPEARE AL CIVICO DI GAVI: LA BISBETICA DOMATA DELLA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA”

LA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA AL GIACOMETTI DI NOVI LIGURE – di Marina Vicario

TORNA IN SCENA LA BISBETICA DOMATA

Dopo il tutto esaurito al Teatro Selve di Vigone (TO), torna in scena LA BISBETICA DOMATA, la produzione del Teatro della Juta di Arquata Scrivia diretta dal regista alessandrino Luca Zilovich,

L’appuntamento è per venerdì 1 marzo alle ore 21 al Teatro Giacometti di Novi Ligure, nell’ambito della stagione TeaLtro 2019.

L’adattamento messo in scena narra di una compagnia di attori stralunati e confusionari, decisi a mettere in scena proprio il classico di Shakespeare. Gli attori sono poco più che saltimbanchi, con pochi oggetti di scena, abbigliati con costumi improvvisati e con le maschere che li trasformano nei personaggi della commedia. Il passaggio dalla scena alla vita di compagnia è costante, ritorna ciclicamente, evidenziando i rapporti interni tra gli attori, e le dinamiche della loro compagnia. La Bisbetica Domata è riadattata a questa dimensione, ma mantiene i connotati del testo originario. C’è Battista, gentiluomo padovano, assediato dagli spasimanti della bella figlia Bianca, ma deciso a non darla in sposa finchè la maggiore Caterina, la bisbetica, non troverà marito. Petruccio, uomo d’avventura e bisognoso di denaro, si lancia in un corteggiamento alternativo, sfrenato, combattivo, fatto di duelli con la spada e provocazioni senza possibilità di replica, suscitando in Caterina un misto di rabbia e interesse.

In qualche modo, Petruccio e Caterina sono due spiriti affini, legati da un rifiuto per le norme sociali e una stravaganza nel vivere che li fa apparire come due emarginati. L’educazione della bisbetica, diventa quindi reciproca, Petruccio doma Caterina, quanto Caterina doma Petruccio. Non solo i due protagonisti, ma anche tutti gli attori, comprendono come una vita passata a cercare di prevaricare sull’altro sia per lo più sprecata e inconcludente.

Gli attori in scena sono Giancarlo Adorno, Marta Brunelli, Erica Gigli, Simone Guarino, Francesca Pasino, Christian Primavera e Luca Zilovich. L’adattamento del testo e la regia sono di Luca Zilovich.

INIZIO SPETTACOLO ORE 21. Posto Unico non numerato € 10 – Tariffa ridotta per studenti e con carta “Io Studio” € 5.

Per info e prenotazioni 3450604219 o teatrodellajuta@gmail.com

Prevendita presso la Biblioteca Civica, in orario di apertura, due giorni prima dello spettacolo ed il giorno stesso.

Vendita biglietti la sera dello spettacolo a teatro, a partire dalle 19.30.

 

LA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA AL GIACOMETTI DI NOVI LIGURE TORNA IN SCENA LA BISBETICA DOMATA

LA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA AL GIACOMETTI DI NOVI LIGURE TORNA IN SCENA LA BISBETICA DOMATA

Dopo il tutto esaurito al Teatro Selve di Vigone (TO), torna in scena LA BISBETICA DOMATA, la produzione del Teatro della Juta di Arquata Scrivia diretta dal regista alessandrino Luca Zilovich,

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L’appuntamento è per venerdì 1 marzo alle ore 21 al Teatro Giacometti di Novi Ligure, nell’ambito della stagione TeaLtro 2019.

L’adattamento messo in scena narra di una compagnia di attori stralunati e confusionari, decisi a mettere in scena proprio il classico di Shakespeare. Gli attori sono poco più che saltimbanchi, con pochi oggetti di scena, abbigliati con costumi improvvisati e con le maschere che li trasformano nei personaggi della commedia. Il passaggio dalla scena alla vita di compagnia è costante, ritorna ciclicamente, evidenziando i rapporti interni tra gli attori, e le dinamiche della loro compagnia. Continua a leggere “LA COMPAGNIA TEATRO DELLA JUTA AL GIACOMETTI DI NOVI LIGURE TORNA IN SCENA LA BISBETICA DOMATA”

Intervista a Enzo Ventriglia – autore e regista – di Marina Vicario

Enzo Ventriglia autore e regista. Tante esperienze raccontate nell’intervista che vi faranno conoscere meglio questo arquatese con la passione di mettere in scena un vero spettacolo di qualità. Lo troverete stasera al Teatro della Juta alla regia di Ballate per inguaribili ottimisti con I PROVINCIALI.

BUONA LETTURA!


Chi è Enzo Ventriglia?
È un 46enne arquatese anche se qualche anno vivo ad Alessandria.

Il mio legame con Arquata Scrivia è forse ancora più forte di prima perché come mi capita spesso di dire, Arquata è un posto dal quale vuoi scappare quando ci vivi e in cui non vedi l’ora di tornare quando ne sei lontano.

Questa considerazione è necessaria per spiegare quello che faccio oggi, insieme a chi con me collabora alla crescita del Teatro della Juta.
Sì perché soltanto da un forte senso di appartenenza poteva nascere l’idea di immaginare un teatro nei locali che sono sorti anni fa al posto di quella che era una vera istituzione della nostra città: l’Industria Juta. Senso di appartenenza che ho per fortuna riscontrato nelle persone che collaborano con me, a partire da mia moglie Cristina, nell’attuale amministrazione comunale e nelle persone che frequentano i nostri corsi di teatro, tutti indispensabili per creare lo “zoccolo duro” che sta finalmente restituendo il senso di comunità che la vecchia fabbrica rappresentava nei decenni passati.

Cosa smuove la sua ispirazione?
Quello che mi muove, sempre, è la curiosità. Anche se forse è un tipo di curiosità molto selettiva. Insomma, mi appassiono soltanto di quello che sento possa smuovermi davvero qualcosa e che possa farmi crescere. La mia passione per il cinema ha fatto sì che passassi dalla gestione di una videoteca (la classica conduzione familiare con mia sorella) alla professione di videomaker, con tanto di corso di Regia prima di poter approcciare il mondo del video come un mestiere.
Ok, forse non ho avuto la carriera di Quentin Tarantino, anche lui partito da una videoteca, ma qualche soddisfazione me la sono tolta lo stesso.Con il Teatro della Juta l’approccio all’inizio è stato organizzativo. La prima stagione “sperimentale”, nel 2013, ha aperto la strada a collaborazioni con realtà teatrali professionali. Da qui il pezzo di strada fatto con la Compagnia Stregatti di Alessandria e l’inserimento nel progetto “Corto Circuito” della Fondazione Piemonte dal Vivo, che ha portato poi alla gestione della stagione anche del Teatro Civico di Gavi. Tutto questo lungo preambolo per dire che da queste esperienze è stato poi naturale confrontarci anche con la strada della produzione di nostri spettacoli.

C’è stato quindi quella che chiamo la nostra palestra: un musical – L’Accademia delle Stelle – con più di venti persone che lavoravano sul palco e dietro le quinte. Da quella esperienza sono nate tante collaborazioni, e diversi spettacoli, con molte delle persone che ancora gravitano attorno alla Compagnia della Juta.

Io credo però che sia fondamentale, soprattutto in realtà piccole come la nostra provincia, instaurare collaborazioni, mai isolarsi. Da soli non potremmo mai affrontare il percorso di crescita che stiamo cercando di portare avanti in questo momento. L’incontro con le Officine Gorilla, un collettivo teatrale di Alessandria che ha sposato la causa arquatese, è stato quindi fondamentale per rendere le nostre produzioni ancora più professionali e soprattutto per poter portare avanti la creazione di un polo teatrale e culturale che speriamo di veder crescere sempre di più.
In realtà, come dicevo prima, con il teatro ho avuto un approccio più organizzativo ma la curiosità a cui accennavo prima mi ha portato anche a confrontarmi con la scrittura. Credo di essere un buon osservatore e quindi l’ispirazione arriva da ciò che vedo, dalle persone soprattutto.
Mi piace immaginare persone “normali”, mi si passi il termine, alle prese con situazioni più grandi di loro. Adoro i contrasti. Per fare un esempio, raccontare la vita spericolata di una rockstar è scontato, cosa succede quando sotto i riflettori – quali essi siano –  ci finisce, che so, un impiegato del catasto? 

Mi ha sempre appassionato la capacità degli artisti di creare dei mondi, che fossero quadri, romanzi, film o spettacoli teatrali. E la sfida di provare a farlo anche io era troppo intrigante per poter rinunciare. E poi adoro lavorare con le persone. E vedere quello che si è scritto “su carta” prendere vita grazie agli attori è un’emozione impagabile. Credo basti questo per spiegare perché in questo momento la mia vita ha preso questa direzione.

Chi era da bambino Enzo Ventriglia?
Bella domanda. E’ passato così tanto tempo che faccio fatica a ricordarlo. Scherzi a parte se guardo a me da piccolo sembra di guardare ad un’altra persona, ma credo che questa sia una sensazione che hanno un po’ tutti. Se mi limito a parlare del lato professionale e artistico, forse quel bambino neanche immaginava che si potesse intraprendere una strada simile. Diciamo che negli anni ’80 ad Arquata Scrivia essere un 13enne – l’età in cui c’è la prima “sliding door” della nostra vita – non aiutava a potere immaginare un futuro simile. All’epoca per la mia generazione il lavoro era quello dei nostri genitori – la fabbrica, il negozietto – e il mondo dell’arte era quello che veniva proposto in televisione. E, per quanto affascinante, sembrava irraggiungibile. Per fortuna se c’è qualcosa che ho mantenuto di quell’epoca, è la curiosità. Solo che adesso ho imparato ad ascoltarla.

Pensando alle risposte date alle sue domande, credo che lo spettacolo I PROVINCIALI. BALLATE PER INGUARIBILI OTTIMISTI nasca proprio da tutto questo. Dalle considerazioni fatte sulla vita in un piccolo paese come Arquata, in realtà non così differente da una piccola città come Alessandria, a sua volta non così distante dalla provincia italiana, così piena di personaggi da poter raccontare, senza inventare nulla, storie da qui ai prossimi cento anni. I personaggi che fanno da sfondo allo spettacolo sono quindi i tipici abitanti della provincia italiana, grotteschi, divertenti e indispensabili. E i due protagonisti sono il simbolo del contrasto interiore che chi abita in provincia necessariamente porta dentro di sé: la voglia di fuggire per scoprire com’è il mondo là fuori, o la necessità di restare perché in fondo sono le persone a rendere speciale un posto… o forse perché per andarsene ci vuole una bella dose di coraggio.La musica di Paolo Toso – altro arquatese doc –  è stato lo spunto per iniziare il viaggio di questo spettacolo, nato come un concerto ma che abbiamo voluto allestire come un vero e proprio racconto di frontiera, come di frontiera sono le sue canzoni, perfette per fare accompagnare la storia raccontata fino ad un finale, che non svelo, tanto sorprendente quanto forse inevitabile.

Profili: giovane, bella e talentuosa – Marta Borille in scena – a cura di Marina Vicario

Che sia bella e giovane è inequivocabile ma Marta Borille è molto di più! Nell’intervista scoprirete che è anche molto preparata! È la protagonista femminile, a partire da stasera. in Ballate per inguaribili ottimisti di Enzo Ventriglia in scena con I PROVINCIALI alle ore 21 al teatro della Juta – link dell’articolo sull’evento teatrale https://alessandria.today/2019/02/12/16-febbraio-2019-i-provinciali-in-scena-a-cura-di-vicario-marina/?fbclid=IwAR3KD6SlopVZ4o_X15aXIlaAF6xnp0Vl3P8T731_BkZI5xp9l8OJYn2reuo

Buona Lettura!

Chi é Marta Borille?
Sono una ragazza di 23 anni, nata e cresciuta ad Alessandria, città a cui sono profondamente legata e in cui torno sempre il prima possibile. Mi divido tra la mia città natale e Milano, dove in questo momento sto studiando per un master universitario in comunicazione d’impresa all’Università Cattolica. All’attività di studentessa universitaria affianco quella di “esploratice del mondo teatrale”, un universo complesso e affascinante che mi ha sempre attirato.

Quando nasce come attrice?
Il mio percorso come attrice é curioso, nasce per caso: in realtà vengo dal mondo della danza, ho studiato danza per quasi 20 anni presso la scuola Peter Larsen Dance Studio di Alessandria, prendendo parte a numerosi stage e seminari di danza.
Dal 2011 al 2018 sono stata assistente e insegnante ai corsi propedeutici per bambini nella mia scuola di danza, a cui sono ancora molto legata.
Nel 2015 ho fatto parte come danzatrice del cast “L’accademia delle stelle”, musical prodotto dall’associazione culturale Commedia Community. La stessa produzione poco tempo dopo aveva bisogno di alcune attrici per una piccola parte nello spettacolo “Quando la moglie é in vacanza”.
Il regista dello spettacolo mi chiese di “provare”… e la prova andó bene! Ottenni questa piccola parte nello spettacolo, stupendomi delle mie apparenti capacità nascoste (non avevo mai studiato recitazione e non avrei mai pensato di farlo).
Da quel momento in poi ho cominciato ad affiancare la passione per la danza a quella del teatro.
Ho frequentato per un anno la scuola d’arte drammatica “I Pochi” di Alessandria, ho seguito alcuni seminari di recitazione e preso parte come attrice ad alcuni spettacoli. (In questo momento sono ferma dallo studio del teatro perché mi sto dedicando all’università, ma spero di poter ricominciare al più presto).

Chi era Marta bambina?
Silenziosa ma super curiosa, e già da piccola entusiasta del mondo teatrale: mio papà conosceva alcuni addetti ai lavori del Teatro Comunale di Alessandria, e ogni occasione era buona per portarmi a vedere le prove di spettacoli.
Amavo osservare gli artisti in prova e il dietro alle quinte, é già da quei momenti che secondo me si può scorgere la magia e la vera essenza del teatro.

Che cos’è per lei la recitazione?
Divertimento e evasione. Mi piace pensare che con la recitazione sei legittimata a diventare quello che vuoi. Nella vita sono una persona tranquilla e pacata e mi diverte molto quando per copione devo fare sfuriate che nella vita normale non farei mai. Un po’ come succede ad un certo punto de “I provinciali”, dove il mio personaggio, Caterina, fa una sfuriata ad Alex.

Chi é il tuo personaggio in Ballate per inguaribili romantici?
Caterina é una ragazza di 27 anni. Fa la barista nel bar di un paesino minuscolo, 3425 passi dal cartelli “Benvenuti” al cartello “Arrivederci”. Sta bene nella sua piccola realtà ma nasconde una voglia di evasione che progressivamente verrà scoperta nel corso dello spettacolo. Mi rivedo un po’ in Caterina, divisa tra l’amore per la terra in cui é nata e la voglia di scoprire cosa c’è là fuori.

Profili: Paolo Toso un musicista in scena – a cura di Marina Vicario

Paolo Toso sarà in scena come autore ed esecutore musicale con BALLATE PER INGUARIBILI OTTIMISTI con I PROVINCIALI a partire da oggi 16 febbraio 2019 presso il Teatro della Juta di Arquata Scrivia. ( link dell’articolo sull’evento teatrale https://alessandria.today/2019/02/12/16-febbraio-2019-i-provinciali-in-scena-a-cura-di-vicario-marina/?fbclid=IwAR3KD6SlopVZ4o_X15aXIlaAF6xnp0Vl3P8T731_BkZI5xp9l8OJYn2reuo )

Un’intervista schietta e concreta di un uomo che con i piedi per terra pensa alla musica e ne concretizza il fascino sul palcoscenico.
Buona Lettura!

Grazie Paolo per aver concesso la possibilità di farti conoscere meglio ai lettori di Alessandria Today.
Iniziamo subito con chiederti – Chi è Paolo Toso?

Sono nato ad Alessandria 51 anni fa, ma ho praticamente vissuto ad Arquata da sempre dove ho la mia famiglia e i miei amici più cari. Sono una persona molto semplice, senza troppi grilli per la testa, mi piace ovviamente la musica e la letteratura specialmente quella di memoria, legata ai grandi autori italiani del secondo dopoguerra (Fenoglio. Pavese in primis).
Sono un educatore professionale e ho lavorato per quasi 20 anni in case famiglia e comunità per persone diversamente abili fino a quando, grazie alla mia compagna, non mi sono appassionato all’ apicoltura che è la mia attuale occupazione.

Cos’è per lei la musica? Quando ha capito che poteva diventare un musicista?
Musicista è una parola troppo grande per definirmi. Ho iniziato a strimpellare la chitarra intorno ai 16 anni e da allora, seppur con alti e bassi non ho mai smesso.
La musica per me è sempre stata una grande passione, ma mai più di un hobby anche se confesso che molti anni fa ho provato a farne anche un lavoro, ma non ci sono riuscito. La musica ha sempre fatto parte della mia vita in qualche modo fin da bambino. Mio padre ha cantato per anni in squadre di trallallero genovese ed io con tutta la famiglia lo seguivano spesso quando andava ad esibirsi. Io stesso in tenera età cantavo nelle voci bianche del coro della parrocchia. Quindi posso dire senz’altro di aver avuto un ottimo rapporto con la musica fin da piccolo.


Da quanto tempo compone musiche e da dove trae ispirazione?
Fin da quando ho imparato a mettere in fila due o tre accordi, ho sempre avuto l’ambizione di provare a scrivere cose mie, perché mi ha sempre dato più soddisfazione che riprodurre cose di altri.
Musicalmente sono sempre stato un amante delle sonorità anglosassoni e d’oltre oceano.
Nella mia attuale veste di cantautore a tempo perso mi riferisco in particolare ai grandi cantautori americani da Cash a Dylan e Neil Young cercando di rivisitati in modo contemporaneo. Per quanto riguarda i testi le mie canzoni parlano per lo più di fatti intimi e personali. Mi piace molto usare metafore che si riferiscono agli eventi naturali.( Le stagioni, il vento, la neve ecc.)

Come è nata la collaborazione per lo spettacolo del 16 al teatro della Juta?
La collaborazione con il Teatro della Juta è nata circa un anno fa quando fui chiamato a scrivere alcuni temi per accompagnare una lettura di poesie in teatro. Da cosa nasce cosa e ad Enzo venne in mente di scrivere un testo teatrale in parte ispirato ai testi delle mie canzoni. Da qui uno spettacolo misto di monologhi, dialoghi e canzoni che ci apprestiamo a mettere in scena sabato prossimo.

16 febbraio 2019 – I PROVINCIALI in scena! a cura di Vicario Marina

a cura di Vicario Marina

MUSICA E PAROLE “DI FRONTIERA” AL TEATRO DELLA JUTA:
I PROVINCIALI, PER RACCONTARE SOGNI E VITA IN UNA CITTA’ COME TANTE

SABATO 16 FEBBRAIO ORE 21

 

Sabato 16 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia va in scena fuori cartellone una delle nuove produzioni dell’Associazione Commedia Community/Teatro della Juta, dal titolo I PROVINCIALI – ballate per inguaribili ottimisti, un viaggio fatto di musica e parole che racconta una storia “di ordinaria follia”, che accade in un giorno qualunque, in una città qualunque, dalla quale sembra impossibile poter fuggire.

Protagonisti di questo racconto “di frontiera” la musica di un artista arquatese, PAOLO TOSO (chitarra e voce), accompagnato da MAURIZIO FOCANTE (contrabbasso elettrico) e ALBERTO BIANCHI (batteria), moderni menestrelli di questa storia, narrata con voce giovane e fresca da SIMONE GUARINO e MARTA BORILLE.

Testo e regia sono di Enzo Ventriglia, a completare il taglio “made in Arquata” del progetto.

L’ironico racconto ha i sapori e i colori di una città sonnolenta e addormentata, una di quelle città di provincia dove non accade mai niente. Un ragazzo torna a vivere coi suoi dopo una carriera fallita nella grande città. Qui rincontra Caterina, il primo amore, che invece non ha mai avuto il coraggio di andarsene ed è finita a lavorare come cameriera nell’unico bar del paese. I due tornano a parlarsi dopo lungo tempo, scoprendosi diversi e disillusi. Tra ricordi d’infanzia, personaggi grotteschi e ambizioni frustrate, i due si ritrovano complici involontari di un gesto folle ma eroico, che li condurrà al termine di questo viaggio di ritorno. Continua a leggere “16 febbraio 2019 – I PROVINCIALI in scena! a cura di Vicario Marina”

Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante

Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante

Sabato 16 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia va in scena fuori cartellone una delle nuove produzioni dell’Associazione Commedia Community/Teatro della Juta, dal titolo I PROVINCIALI – ballate per inguaribili ottimisti, un viaggio fatto di musica e parole che racconta una storia “di ordinaria follia”, che accade in un giorno qualunque, in una città qualunque, dalla quale sembra impossibile poter fuggire.

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Protagonisti di questo racconto “di frontiera” la musica di un artista arquatese, PAOLO TOSO (chitarra e voce), accompagnato da MAURIZIO FOCANTE (contrabbasso elettrico) e ALBERTO BIANCHI (batteria), moderni menestrelli di questa storia, narrata con voce giovane e fresca da SIMONE GUARINO e MARTA BORILLE.

Testo e regia sono di Enzo Ventriglia, a completare il taglio “made in Arquata” del progetto.

L’ironico racconto ha i sapori e i colori di una città sonnolenta e addormentata, una di quelle città di provincia dove non accade mai niente. Un ragazzo torna a vivere coi suoi dopo una carriera fallita nella grande città. Qui rincontra Caterina, il primo amore, che invece non ha mai avuto il coraggio di andarsene ed è finita a lavorare come cameriera nell’unico bar del paese. I due tornano a parlarsi dopo lungo tempo, scoprendosi diversi e disillusi. Tra ricordi d’infanzia, personaggi grotteschi e ambizioni frustrate, i due si ritrovano complici involontari di un gesto folle ma eroico, che li condurrà al termine di questo viaggio di ritorno. Continua a leggere “Musica e Parole di Frontiera al teatro della Juta: I provinciali, per raccontare sogni e vita in una città come tante”

“QUESTIONI DI CUORE”: LELLA COSTA AL TEATRO CIVICO DI GAVI

“QUESTIONI DI CUORE”: LELLA COSTA AL TEATRO CIVICO DI GAVI

Sabato 9 febbraio alle ore 21.00
Un appuntamento d’eccezione al Teatro Civico di Gavi (AL) con una delle attrici più amate del teatro italiano: LELLA COSTA, che dà voce e corpo alla rubrica di Natalia Aspesi sul Venerdì di Repubblica, le famose “Lettere del Cuore”.

Un viaggio attraverso la vita sentimentale e sessuale degli italiani nel corso degli ultimi trent’anni!.

 

I tradimenti, le trasgressioni, le paure, i pregiudizi. Migliaia di storie intorno all’amore e alla passione che, incredibilmente, non cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del costume. Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei, alla donna che ama essere picchiata, dalla signora che s’innamora di un sacerdote, alla moglie tradita e abbandonata, dal giovane che si scopre gay, al maschio orgoglioso della sua mascolinità. Tutti hanno imbracciato la penna (più recentemente la tastiera del pc) per scrivere a Natalia Aspesi chiedendo un consiglio, un parere.

E le risposte, argute, comprensive, feroci, spesso sono più gustose delle domande. Lella Costa ce le restituisce in un gioco di contrappunti, tra botta e risposta che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi d’intensità e di intimità. L’idea dello spettacolo è di Aldo Balzanelli, una delle firme più significative nel panorama giornalistico italiano.

Lella Costa, celebre per i suoi monologhi teatrali, è attrice, scrittrice e doppiatrice. Si è sempre divisa con successo tra cinema, televisione, scritura e teatro. La sua cariera teatrale era iniziata a Milano con la scuola “Quelli di Grock”, fondata  da Maurizio Nichetti. Poi i successi in tv con Ieri, Goggi e domani, Omnibus, La TV delle ragazze, Fate il vostro gioco, Ottantanonpiùottanta, Il gioco dei nove e Maurizio Costanzo Show. La tv, la radio e le campagne sociali (Emergency) sono solo alcune delle attività di questa versatile attrice, che proprio sul palcoscenico forse raccoglie i maggiori consensi di pubblico.
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Teatro della Juta: RINVIO SPETTACOLO THE LAST STAND

Teatro della Juta: RINVIO SPETTACOLO THE LAST STAND

Comunichiamo che lo spettacolo THE LAST STAND previsto per il 2 febbraio al Teatro della Juta di Arquata è stato rimandato a causa del maltempo.
Per permettere agli spettatori di raggiungere senza disagi Arquata e il Teatro della Juta, programmeremo lo spettacolo in una data che comunicheremo al più presto!

Si terrà invece regolarmente la lezione di prova gratuita dei corsi di teatro per bambini e ragazzi prevista sempre per sabato 2 febbraio, a partire dalle ore 16 presso la scuola di danza Il Fiocco Rosso, in Via Roma 120 ad Arquata.

Questi i prossimi appuntamenti della stagione:

9 febbraio Teatro Civico di Gavi: Questioni di Cuore con Lella Costa

16 febbraio Teatro della Juta di Arquata: I Provinciali con Paolo Toso, Maurizio Focante, Alberto Bianchi, Marta Borille, Simone Guarino

Cristina Storaro    Vincenzo Ventriglia

Ass. Culturale Commedia Community – Teatro della Juta

“THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia

“THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia

Sabato 2 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia si ride con il cabaret di THE LAST STAND Luca Bondino e Marco Ferrari, accompagnati per l’occasione dal musicista Marco Todarello alla chitarra.

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Lo spettacolo THE LAST STAND è il frutto del vasto repertorio costruito in dieci anni di attività sulla scena: dalle serate nei locali della provincia, fino alle puntate televisive di Zelig OFF e Central Station. Un’amicizia, un sodalizio artistico e un mare di chilometri macinati per tutta Italia alla ricerca di battute sempre nuove, personaggi ai limiti del surreale e improvvisazioni che poi sono diventate veri e propri sketch.

In The Last Stand c’è tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato e che salirà sul palco, probabilmente per l’ultima volta: The Last Stand segna infatti la fine della collaborazione artistica tra i due attori, i quali, terminate le date di questo spettacolo, scioglieranno definitivamente il duo.

Il Teatro della Juta è lieto di dare un palcoscenico a questi due bravissimi artisti, che hanno conquistato nel tempo sempre più seguito e un pubblico di affezionati spettatori. Continua a leggere ““THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia”

PRIMO FUORI CARTELLONE AL TEATRO DELLA JUTA: SABATO 2 FEBBRAIO SI RIDE CON “THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI

PRIMO FUORI CARTELLONE AL TEATRO DELLA JUTA: SABATO 2 FEBBRAIO SI RIDE CON “THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI

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AL VIA LE PRENOTAZIONI!

L’“Orange Festival 2018/2019” del Teatro della Juta riserva le prime sorprese ai suoi affezionati spettatori: sabato 2 febbraio si ride con il cabaret di Luca Bondino e Marco Ferrari, accompagnati per l’occasione dal musicista Marco Todarello alla chitarra.
THE LAST STAND è il frutto del loro vasto repertorio costruito in dieci anni di attività sulla scena:  dalle serate nei locali della provincia, fino alle puntate televisive di Zelig OFF e Central Station. Un’amicizia, un sodalizio artistico e un mare di chilometri macinati per tutta Italia alla ricerca di battute sempre nuove, personaggi ai limiti del surreale e improvvisazioni che poi sono diventate veri e propri sketch.

In The Last Stand c’è tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato e che salirà sul palco, probabilmente per l’ultima volta. The Last Stand segna infatti la fine della collaborazione artistica tra i due attori, i quali, terminate le date di questo spettacolo, scioglieranno definitivamente il duo. E il Teatro della Juta è lieto di dare un palcoscenico a questi due bravissimi artisti, che hanno conquistato nel tempo sempre più seguito e un pubblico di affezionati spettatori. Luca Bondino, novese, approda a Zelig Off dopo una lunga gavetta; i suoi divertenti monologhi si basano sulla realtà, su quello che vede. Ammette di aver avuto dei bravi maestri: da Daniele Raco a Maurizio Lastrico a Antonio Ornano. Marco Ferrari condivide con lui questo viaggio, spesso interpretando il “Bastian Contrario” di Bondino e contribuendo al successo del duo comico Continua a leggere “PRIMO FUORI CARTELLONE AL TEATRO DELLA JUTA: SABATO 2 FEBBRAIO SI RIDE CON “THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI”