PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia

PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai

Quattro passi in Italia

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PRIMA TAPPA

E variamo questa nave che ci porta in giro per la penisola più bella del Mondo, cioè l’Italia, ma come con quale città o paese varare che non faccia rimanere male gli altri, potrei iniziare con molta naturalezza dalla nostra capitale Roma, ma sarebbe a mio parere un inizio scontato, allora avrei pensato Firenze ma subito mi sarei sentito addosso i rimproveri delle altre regioni dicendomi che sono campanilista e ho giocato in casa, però se dicessi Venezia…..si ma sento già le voci in mezzo tono che sussurrano….e certo solo perchè è particolare, Lei e i suoi canali……e altre ancora per non nominare paesi e cittadine, borghi o villaggi….insomma sapete cosa ho deciso? Darò solo un piccolo personale cenno alla mia città natia, soltanto nozioni di buon cittadino e amante del suo borgo, raccomandandomi di riparlarne poi più approfonditamente.

Io sono un Lucchese, puro e genuino, da generazioni e anzi dovrei dire in gergo che sono Lucchino. Continua a leggere “PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia”

25 aprile, un racconto della vecchia signora

di Pier Carlo Lava

Correva l’anno 1943 e un’alessandrina, allora giovane sposina 18 enne, si trovava in Toscana in quanto il marito era di quelle parti anche se, all’epoca lo stesso era partito per la guerra in Francia con l’armata dei carabinieri.

Lei era rimasta con il suocero e il cognato a Pari, un piccolo paesino arroccato su una collina in mezzo ai boschi, in provincia di Grosseto.

I parenti lavoravano al bosco dove tagliavano la legna e preparavano la carbonaia per fare il carbon dolce (così lo chiamavano) per le città vicine, Siena, Grosseto, Firenze e Livorno.

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La giovane sposina faceva il pane in casa (come si usava a quei tempi) e dopo averlo portato a cuocere al forno del paese, lo metteva nelle ceste, con olio, uova, formaggi, salumi e altre vivande, che caricava sull’asina. 

Al mattino presto verso le sei, due volte alla settimana, partiva a piedi con l’asina che trasportava le ceste, per un viaggio di 13 kilometri in mezzo ai boschi della zona, per portare i rifornimenti a suocero e cognato, che dovendo gestire la carbonaia, potevano rientrare in paese a turno una volta alla settimana. Continua a leggere “25 aprile, un racconto della vecchia signora”

Mi piacerebbe sussurrargli nell’orecchio… di Sergio Valtolla

Mi piacerebbe sussurrargli nell’orecchio… di Sergio Valtolla

Superata la soglia dei sessanta mai avrei immaginato che montasse in me la voglia di camminare, e invece è successo.
Così da diversi anni mi sono unito al grande gruppo di camminatori lenti sparpagliati nel mondo e, tra Via Francigena, escursioni nel nostro meraviglioso Appennino, ho fatto un bel po’ di strada, di sicuro tanta quanto la mia forma fisica mi ha permesso.

 

La mia filosofia del cammino non sempre trova gradimento, anzi piace a pochi: cammino lento e mi fermo spesso a scattar fotografie. In pratica resto sempre indietro…
Dopo aver percorso, in quattro occasioni differenti, diversi tratti della Via francigena tra Valle d’Aosta, Emilia, Toscana, Tuscia e Lazio, compiuto un cammino con il giusto atteggiamento, scoperti nuovi luoghi, paesaggi incredibilmente belli, monta il desiderio di farne un altro e poi un altro ancora e così via.
Camminare è un po’ come tornare alle origini e aiuta a liberar pensieri positivi, ad apprezzare la vita, l’amore e la natura meravigliosa, s’impara a “godere” di quello che ci circonda, a cominciare da una fontanella dalla quale zampilla acqua fresca lungo la Via.

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Giacomo detto “Momo”, il cacciatore di nuvole e tramonti del Chianti e non solo!

Giac chianti

di chiantipoesia

“Ormai sono passati dei mesi da quando Leonardo mi ha chiesto di parlare della Toscana, in particolare del Chianti dove vivo, di scrivere tutto ciò che mi potesse venire in mente, una sorta di tema libero, in totale libertà, senza regole.

Per molti è un gioco da ragazzi, eppure più ci penso e più non so cosa dire, cosa dire di diverso, di non banale.

Io sono un Tavarnellino D.O.C., ci tengo a sottolineare la A di TavArnelle perchè troppo spesso ahimè si sente Tavernelle e non se ne può più, davvero.

A Tavarnelle ci sono cresciuto, ci Vivo e per me è semplicemente il centro del mondo, del mio mondo almeno.

Non potrei mai vivere lontano da qui, dalle mie colline, dai miei paesaggi. Continua a leggere “Giacomo detto “Momo”, il cacciatore di nuvole e tramonti del Chianti e non solo!”

“La mostra di Ambrogio Lorenzetti a Siena” di Marcella Romeri

“La mostra di Ambrogio Lorenzetti a Siena” di Marcella Romeri

chiantipoesia

Mi chiamo Marcella e sono una guida turistica abilitata in Toscana, e voglio parlavi di una delle grandi esposizioni dell’anno tenuta al Santa Maria della Scala a Siena.

Il primo allestimento dedicato ad un grande artista, un evento che vuol rendere giustizia ad un grande genio che ha segnato profondamente l’arte del Trecento. Eh si! Parliamo proprio di Ambrogio Lorenzetti, definito dal Ghiberti “perfectissimo maestro uomo di grande ingegno” (dai commentarii). 

Ambrogio ha raggiunto la grande fama con gli affreschi nel Palazzo Pubblico di Siena, le allegorie e gli effetti del Buono e del Cattivo governo sulla città e il suo contado, ma la concentrazione della critica su questo ciclo affrescato ha spesso oscurato il resto del suo lavoro, ancora poco conosciuto.   Continua a leggere ““La mostra di Ambrogio Lorenzetti a Siena” di Marcella Romeri”

Siciliana di nascita e senese d’adozione: Annamaria Virone

“Scelsi Siena a scatola chiusa, per intraprendere il mio percorso universitario, e la sceglierei altre mille volte. Non c’è il mare dove tuffarsi, ma c’è piazza del Campo dove sdraiarsi. Non ci sono i cannoli con la ricotta, ma la fiorentina non è da meno. Lo stile barocco delle cattedrali siciliane ha trovato come avversario lo stile gotico della meravigliosa Toscana. Grazie Siena per avermi accolta.”

Annamaria Virone 

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La fusione? Rinviata. E gli enti camerali restano a guardare…

La fusione

di Enrico Sozzetti

Se qualcuno aveva riposto delle speranze, sarà deluso. La fusione delle Camere di Commercio in Italia e quella fra Alessandria e Asti in Piemonte, dovranno attendere. Nonostante fosse il sesto punto all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre, è stato rinviato. E a questo punto con il prossimo scioglimento delle Camere e le elezioni politiche previste per il 4 marzo, il lungo processo avviato dopo anni di discussione dovrà ancora una volta attendere.

Tutto nasce dal fatto che la Corte Costituzionale ha accolto parte di un ricorso presentato dalle Regioni Toscana, Liguria, Lombardia e Puglia contro il decreto attuativo 219/2016 che regola il processo di aggregazione. La Consulta ha riconosciuto “l’illegittimità dell’articolo 3, comma 4, che stabiliva che il ministro dello Sviluppo economico avrebbe emanato il decreto ‘sentita’ la Conferenza Stato-Regioni, e non ‘previa intesa’ con essa, dunque violando il principio di leale collaborazione”. Bisognava quindi avere prima una ‘intesa’ con la Conferenza e non ‘sentire’ la Conferenza. Chi doveva farlo? Il Ministro dello sviluppo economico cui spetta la “rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, l’istituzione delle nuove Camere di commercio, la soppressione delle Camere interessate dal processo di accorpamento e la razionalizzazione”. Continua a leggere “La fusione? Rinviata. E gli enti camerali restano a guardare…”

‘Gelo’ fra Alessandria e Asti. Ma per colpa della Consulta

Gelo camera

di Enrico Sozzetti Alessandria

Alessandria e Asti, unione congelata. Almeno per un po’. Che l’Italia sia la nazione delle centomila leggi e dei milioni di cavilli, si sa. Certo non fa molto bene avere la conferma quasi ogni giorno di un immobilismo che sfocia nel suicidio. Stavolta è il turno delle aggregazioni fra le Camere di Commercio, una riforma già scandita da tempi biblici e che ora è al palo. Sì, perché la Corte Costituzionale ha accolto parte di un ricorso presentato dalle Regioni Toscana, Liguria, Lombardia e Puglia contro il decreto attuativo 219/2016. In queste regioni non mancano gli enti camerali che non si vogliono unire ad altri. E le logiche perverse dei campanili fanno impallidire le contestazioni, critiche e riserve che hanno scandito il processo di fusione avvenuto in Piemonte. Continua a leggere “‘Gelo’ fra Alessandria e Asti. Ma per colpa della Consulta”