Theophilus North: l’arlecchino di Newport

dsc02031

Ah, i ruggenti anni venti, l’età del jazz, delle flapper girls e del proibizionismo. L’epoca in cui giovani avventurieri si mettevano in viaggio con l’arrivo della bella stagione, per conquistare cuori e ori. Lo scrittore Thornton Wilder trasporta il lettore nella Newport di quel tempo, invitandolo ad esplorarla in compagnia dell’esplosivo e arguto Theophilus North.
Theophilus è una sorta di prodigioso arlecchino, capace di cavarsela in ogni situazione e di risolvere intrecci apparentemente insolvibili. Avrebbe voluto intraprendere almeno nove professioni, tra cui quella di mago e di detective, ma ha finito con l’accontentarsi del ruolo di educatore. Almeno fino al momento in cui, un’estate, ha deciso di partire all’avventura e di scoprire tutte le meraviglie di Newport. Secondo North, questo vivace centro è diviso in più cittadelle, tutte da scoprire per incontrare diverse classi sociali e personaggi interessanti.

Il nostro eroe, sfruttando la sua erudizione, ma anche la sua faccia tosta, si offre come lettore e insegnante di diverse discipline: i suoi svariati incarichi, danno vita ad altrettante vicissitudini. Theophilus riesce sempre a far buon viso a cattivo gioco, vestendo, di la in volta, i panni dell’investigatore, dello psicologo o, più spesso, della simpatica canaglia. Come arlecchino, cambia più di un costume, per aiutare chi ha bisogno di lui o per farsi beffe degli antagonisti che incontra lungo il cammino. Continua a leggere “Theophilus North: l’arlecchino di Newport”

Rileggendo Assassinio sull’Orient-Express

 

assassinio-orient-express

di: https://unreliablehero.wordpress.com

dicembre 6, 2017

Com’è strano rincontrare qualcuno dopo dieci anni, anche se quel “qualcuno” è un libro. Quando ho preso in mano per la prima volta Assassinio sull’Orient-Express di Agatha Christie ero ancora una teenager, con in camera una mensola sul punto di cedere sotto il peso di troppe edizioni economiche dei suoi gialli. Rileggendo questo capolavoro mi sono resa conto di quanto, in questo decennio, i miei ricordi si siano falsati, sovrapponendo all’originale impressioni tratte dai suoi adattamenti televisivi.
Tanto per cominciare, il treno che fa da sfondo agli avvenimenti narrati non è il leggendario espresso, ma un suo “cugino” meno noto, il Simplon Orient-Express:

Aperto più agli avventurieri che ai re d’un tempo. (…) La lacunosità voluta nel titolo di una storia gialla in cui tutti i particolari dovrebbero essere esatti tende a conservare in qualche modo l’aggancio con il mito per conferire diversa enfasi ai gesti e agli atteggiamenti dei vari personaggi (…) Hercule Poirot si muove (…) con la consueta sicumera e la consueta infallibilità, senza il minimo impaccio internazionale. Dopotutto, il mitico Orient-Express nacque dall’idea di un ingegnere belga e dall’impegno di un re belga. Ed Hercule Poirot è un investigatore belga. (Oreste del Buono). Continua a leggere “Rileggendo Assassinio sull’Orient-Express”

La ragazza nella nebbia

laragazzanellanebbia

Lettore vs spettatore: La ragazza nella nebbia

https://unreliablehero.wordpress.com

Soffro di “ansia da bestseller”: diffido dei fenomeni editoriali, per paura di ritrovarmi a essere la voce fuori dal coro, una delle poche a non apprezzarli. Mi è già capitato con l’osannato Eccomi di Foer e temevo di ripetere l’esperienza anche con La ragazza nella nebbia. Ho evitato questo romanzo, sinché il trailer dell’omonimo film non ha stuzzicato la mia curiosità. Ormai dovevo sapere cosa era successo ad Anna Lou, all’adolescente dai capelli rossi, svanita nel nulla.
Non è andata male: Donato Carrisi si è giocato bene le sue carte. Non ha puntato sullo stile, che non è brillante, ma sulla capacità di barare, di prendere in contropiede gli appassionati di gialli e thriller. Lo scrittore inganna il suo pubblico e confonde le acque, ritardando la soluzione del mistero. Per riuscirci, sfrutta la distinzione tra lettore e spettatore. C’è una bella differenza tra i due. Cercherò di spiegarvi come funziona il trucchetto, senza rovinarvi la sopresa.
Continua a leggere “La ragazza nella nebbia”

Lettori in alto mare: Ai confini della terra

lettori ai-confini-della-terra

Una lettura in balia dei marosi: il lettore che mette piede nel piccolo mondo o teatro galleggiante di William Golding deve essere pronto ad affrontare più di una tempesta, anche emotiva. La trilogia Ai confini della Terra va sfogliata tutta d’un fiato, come se fosse un unico romanzo di formazione, il resoconto delle avventure e disavventure marinaresche del giovane Edmund Talbot.
Ai primi dell’Ottocento, questo gentiluomo, intelligente, ma un po’ troppo sicuro di sé e della sua posizione in società, si accinge a lasciare la cara vecchia Albione per l’Australia, dove lo aspetta una brillante carriera politica.

Quello che non sa è che il viaggio, a bordo di un vascello male in arnese, si rivelerà molto più arduo del previsto: la sua spocchia, che gli deriva anche dalla protezione di un altolocato padrino, sarà messa a dura prova sia dall’incontro con esponenti di diverse classi sociali sia dalle asprezze della vita di bordo.

Talbot è affascinato dal nuovo ambiente, dalle usanze e dal linguaggio dei marinai, però ignora tutte le rigide norme che regolano la vita sul mare.Confinato in un ristretto palcoscenico galleggiante, non potrà sfuggire né alle sue debolezze né a quelle dei suoi compagni di viaggio.

Riti di passaggio, il primo volume della saga, deve il suo nome alle particolari cerimonie con cui gli equipaggi festeggiano il passaggio dell’Equatore, linea di demarcazione tra due mondi. La prima delle linee d’ombra che il nostro protagonista dovrà superare. Continua a leggere “Lettori in alto mare: Ai confini della terra”

Chiedilo al faggio

Chiedilo lemaitre

I boschi racchiudono più di un segreto. Se i loro alberi secolari potessero parlare, ci racconterebbero di quegli istanti, inafferrabili, che bastano per cambiare un destino. Il faggio crollato, che Pierre Lemaitre ha scelto come punto focale del suo romanzo Tre giorni e una vita, è il testimone di una tragedia improvvisa e insensata. Sotto di lui si apre una voragine, una buca oscura destinata a inghiottire più di un’esistenza.
Nel 1999 il borgo di Beauval, un piccolo mondo chiuso, in cui tutti si conoscono e si soppesano, si sta preparando al Natale. Le giornate sembrano trascorrere come al solito, secondo un copione prestabilito, che prevede che i figli assumano il ruolo dei genitori, sostituendoli nella piccolo teatro della vita di provincia. Regna una pace stagnante, sotto cui covano pettegolezzi e rancori, appena rabbuiata dalla crisi attraversata dalla storica fabbrica di giocattoli in legno, centro nevralgico dell’economia del borgo. Tutto procede, se non nel migliore dei modi possibili, almeno nel più convenzionale, sino a quando Rémi Desmedt, il figlio di un paesano rude e brutale, scompare.

Il bambino si è forse perso nelle foreste che circondano Beauval? Il faggio conosce la risposta e con lui anche il dodicenne Antoine, l’ultimo ad aver visto Rémi. La sparizione del piccolo Desmedt porterà a galla la vera natura di Beauval: dietro facciate apparentemente rispettabili, si nascondono animi gretti, uomini e donne pronti a condannare sull’onda del sospetto e della maldicenza, senza prove concrete. Continua a leggere “Chiedilo al faggio”

Prima gli idioti

da: https://unreliablehero.wordpress.com

Prima gli idioti: un titolo del genere attira l’attenzione, ti obbliga a saperne di più. Specialmente se è accompagnato da una quarta di copertina che ti invita adimenticare i grandi eroi, per entrare in una dimensione più intima e scoprire il cuore di un’umanità dolente:

Nell’America dei cosmonauti, per Malamud i veri protagonisti restano gli umili, gli offesi, i piccoli uomini maldestri (…): personaggi tragicomici che sembrano usciti da un film di Chaplin.

Non a caso, il titolo del quadro scelto per la copertina è Interno: sfogliando questo libro, si entra in punta di piedi in appartamenti logori o in anime usurate da una vita che non è mai clemente. Lo scrittore riesce a catturare l’essenza dei suoi personaggi, dei suoi vinti, anche dei più surreali, in poche pagine. I racconti di questa raccolta ci mostrano uomini e donne oppressi dalle ironie dell’esistenza o schiacciati dalle regole di un mondo in bianco e nero, incapace di accettare la diversità, di trovare un posto per il diverso. Continua a leggere “Prima gli idioti”