Gli Usa cominciano il ritiro dalla Siria. Al via il patto anti-Iran. La Stampa

Colonne di mezzi lasciano il Paese, «le truppe restano». Pompeo: «Conferenza in Polonia per la nuova coalizione»

Mezzi militari statunitensi si spostano verso il confine turco, nella zona di Manbij
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK
Gli Usa organizzano una conferenza in Polonia sull’Iran, «per costruire la coalizione» contro Teheran, e cominciano il ritiro dalla Siria. Sono gli effetti della dottrina del presidente Trump per il Medio Oriente, che il segretario di Stato Pompeo aveva delineato nel discorso di giovedì al Cairo.

La notizia più imminente è quella della Siria, dove fonti del Pentagono hanno confermato al Wall Street Journal di aver iniziato a smobilitare. I dettagli sono riservati, ma l’operazione è già in atto, al punto che la nave anfibia d’assalto Uss Kearsarge sta navigando verso la regione con centinaia di Marines, elicotteri e altri velivoli a bordo, proprio per proteggere il rientro dei soldati. «Abbiamo avviato – ha detto il colonnello Sean Ryan – il processo per il nostro ritiro deliberato dalla Siria». Nei giorni scorsi il consigliere per la sicurezza nazionale Bolton aveva subordinato la smobilitazione ad alcune condizioni, tra cui la garanzia che la Turchia non avrebbe attaccato i curdi del Ypg, alleati degli Usa nella lotta all’Isis… continua su: Gli Usa cominciano il ritiro dalla Siria. Al via il patto anti-Iran – La Stampa

Giura nuovo Congresso. Nancy Pelosi una mina per Trump. ANSA.it

L’italoamericana rieletta speaker Camera non esclude impeachment. Il voto sulla legge di spesa peruscire dalloo shutdown primo banco di prova(ANSA)

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Wall Street, nel giorno del record il timore per le mosse di Trump. La Stampa

La Borsa Usa (+5%) recupera dopo il tonfo innescato dall’attacco della Casa Bianca alla Fed.

Il presidente Donald Trump sullo schermo di un operatore di Wall Street

Pubblicato il 27/12/2018
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK
Wall Street ha reagito ieri con un forte rialzo vicino al 5% (Dow Jones +4,98% guadagnando 1.086,38 punti a 22.878,31 punti, Nasdaq +5,84% a 6.554,36 punti), cercando di scrollarsi di dosso i timori per la presunta recessione in arrivo, che tengono col fiato sospeso l’America e il mondo. Il presidente Trump mette le mani avanti, scaricando la responsabilità dell’incertezza sulla rigidità della Federal Reserve, ma intanto proprio il suo segretario al Tesoro Mnuchin ha contribuito ad alimentare la paura, rivelando di aver chiamato i principali banchieri degli Stati Uniti per assicurarsi che abbiano abbastanza liquidità per alimentare l’economia.

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Usa: bimbi migranti con numeri a braccio

Usa: bimbi migranti con numeri a braccio

Msnbc: ‘Al confine, ad opera di agenti messicani’

Central America Migrant Caravan

(ANSA) – ROMA, 17 DIC – Bimbi migranti in attesa al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri marchiati sul braccio. Le immagini, che rievocano le odiose pratiche naziste nell’epoca buia dei campi di sterminio, sono state girate dalla MSNBC e sono diventate virali in rete, rilanciate in queste ore da diversi media internazionali, a partire dall’israeliano Haaretz.
I numeri, secondo quanto riportano i media, sono scritti con dei pennarelli da agenti della polizia di frontiera messicana, non dagli americani.

da: http://www.ansa.it/

Caso Huawei: la Cina convoca l’ambasciatore Usa e minaccia “ulteriori azioni se necessario” – La Stampa

Il viceministro degli Esteri cinese Le Yucheng ha convocato l’ambasciatore Usa a Pechino, Terry Branstad, per protestare contro l’arresto della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou. Pechino

Sorgente: Caso Huawei: la Cina convoca l’ambasciatore Usa e minaccia “ulteriori azioni se necessario” – La Stampa

Addio a George Bush : aveva 94 anni , di Lia Tommi

George H. W. Bush, 41mo presidente degli Stati Uniti, e’ morto all’eta’ di 94 anni. Lo ha reso noto il figlio George W. Bush con una nota.

Bush senior da anni soffriva del morbo di Parkinson ed era costretto su di una sedia a rotelle. Lo scorso novembre, Bush era diventato il presidente americano più longevo della storia americana, raggiungendo i 93 anni ed i 166 giorni e superando così Gerald Ford che aveva 93 anni e 165 giorni quando morì nel dicembre 2006 e Ronald Reagan che è morto a 93 anni e 120 giorni. Jimmy Carter, rimasto l’ex presidente più anziano in vita, ha compiuto 94 anni lo scorso ottobre.

«Ha ispirato generazioni di americani»: così Donald Trump, da Buenos Aires dove si trova per il G20, su Twitter ricorda George H.W.Bushinsieme alla first lady Melania.

«L’America ha perso un patriota e un umile servitore in George Herbert WalkerBush». Lo scrive su twiter l’ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. «I nostri cuori oggi sono pesanti, ma sono anche pieni di gratitudine. I nostri pensieri vanno a tutta la famiglia Bush e a tutti quelli che sono stati ispirati dall’esempio di George e Barbara», conclude Obama.

1 Dicembre 1955: il NO di Rosa Parks cambia la storia dei diritti civili, di Lia Tommi

Il primo dicembre del 1955, terminata la giornata lavorativa, la 55enne Rosa Parks, di pelle nera e sarta di professione, prende un autobus (il 2857) per tornare a casa a Montgomery, in Alabama.
Si siede in una fila centrale e poche fermate dopo, quando sale un passeggero bianco, il conducente del mezzo le chiede di alzarsi per farlo sedere: questo era quanto previsto dalle leggi di segregazione razziale della città.
E la donna lo sa: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti, ma se occupati la precedenza spetta sempre ai bianchi.
Questa volta però non ci sta e risponde “no” all’invito dell’autista.
Da quel momento diventa la palladina dei diritti dei neri impegnati nella dura lotta contro la segregazione che opprimeva gli Stati del Sud.
Dopo il rifiuto di alzarsi viene arrestata per “condotta impropria”, ma poi, già a poche ore dall’arresto, venne rilasciata grazie alla cauzione pagata da un avvocato bianco vicino alle posizioni dei neri.
“Dicono che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero – spiegò poi Rosa Parks – . Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro. L’unica cosa di cui ero stanca era subire”.
Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura bene 381 giorni. La protesta è guidata da Martin Luther King e porterà la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus.
(Unioneonline/s.a.)

L’età dell’oro: il Vidal storico

Gore Vidal Portrait Session

DA DAVIDE ASTEGIANO

Non è semplice parlare di un libro (il cui e-book è stato gentilmente fornito da Fazi, che qui ringrazio moltissimo) così intricato e complesso come L’età dell’oro, e non è un caso che lo sia, vista la ricca storia dell’autore. Gore Vidal infatti, è un uomo dai mille volti, è scrittore sì, ma è anche sceneggiatore, drammaturgo, attore e profondo conoscitore della storia e della politica americana, non a caso, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore e futuro oppositore politico di Franklin Delano Roosevelt. È stato testimone e volontario della Seconda Guerra Mondiale, ed è sempre stato legato all’Italia, in particolare a Ravello, sulla costiera amalfitana.

Ad aggiungersi alla ricchezza dell’autore è anche la ricchezza della Storia, rigorosamente con la esse maiuscola, che Vidal si prefigge di narrare. L’età dell’oro fa parte di una saga di libri che prende il nome di Narratives of Empire, di cui rappresenta il testo finale, e racconta l’apice del potere statunitense negli anni tra il 1939 e il 2000. È un libro complicato che affianca a fatti e personaggi reali, personaggi inventati che hanno lo scopo principale di fare speculazioni proprio su questi fatti, separando un po’ il Vidal storico da quello del romanziere. Continua a leggere “L’età dell’oro: il Vidal storico”

Dal Piemonte al Wisconsin con “Un’alessandrina in America”

Di Maria Luisa Pirrone

Alessandria Today ha intervistato Claudia Pessarelli, autrice del blog “Un’alessandrina in America” (https://unalessandrinainamerica.wordpress.com), con cui da qualche tempo abbiamo iniziato una di quelle belle amicizie tra bloggers, fatta di collaborazioni e arricchimenti reciproci.

Claudia vive negli Stati Uniti da oltre 20 anni. Farmacista nella sua vita italiana, si è trasferita per seguire il lavoro del marito, prima a Pittsburgh e poi a Milwaukee.

Hanno in seguito avuto una figlia, che Claudia definisce “bilingue e bi-cultura”, e lei ha iniziato ad insegnare italiano all’università, “divertendosi un mondo”.

Benvenuti nel mondo di Claudia.

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La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

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Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale”

Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale”

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Il senatore americano John McCain (ap)

Veterano pluridecorato della guerra del Vietnam, corse contro Barack Obama alle presidenziali del 2008. The Donald non gli era mai andato giù. Fece naufragare la sua riforma della sanità e fino all’ultimo ha criticato i rapporti con Vladimir Putin. Il presidente Usa twitta le condoglianze alla famiglia. Il ricordo di Obama

di ANNA LOMBARDI

ROMA – Il leone del Senato è morto. John McCain, il veterano del Vietnam che sopravvisse ad ogni genere di orrore in sei lunghi anni di prigionia, poi diventato il repubblicano gentiluomo che non ha mai ceduto alla politica aggressiva di Donald Trump se n’è andato. Arrendendosi, per la prima volta nella sua vita: al male che gli era stato diagnosticato un anno fa. Un glioblastoma, tumore al cervello incurabile. “Con la sua consueta forza di volontà ha deciso di smettere le cure” aveva fatto sapere la moglie Cindy già giovedì scorso, facendo comprendere che la fine era vice. McCain si è arreso al male a pochi giorni dal suo ottantaduesimo compleanno, il 29 agosto. Ma non a quel presidente che non aveva mai nascosto di disprezzare. Lo ha ribadito fino all’ultimo: “Non voglio Trump al mio funerale“. Alla notizia della morte, Trump ha comunque twittato le sue condoglianze alla famiglia, mentre Barak Obama ha definito il senatore un “coraggioso”, che “ci ispira”. “Con me condivideva la fedeltà a qualcosa di più alto, ovvero agli ideali per cui generazioni di americani e immigrati hanno combattuto, manifestato e fatto sacrifici”. Continua a leggere “Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale””

Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia

Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia

di Enrico Sozzetti ttps://160caratteri.wordpress.com

amianto

l tasso di mortalità dei lavoratori esposti all’amianto negli Stati Uniti d’America è il doppio rispetto alle stime degli ultimi anni. Emerge da una ricerca presentata a Washington, durante la quattordicesima Conferenza annuale sulla sensibilizzazione delle malattie da amianto, da Jukka Takala, presidente della Commissione internazionale per la salute sul lavoro (Icoh).

Lo riporta l’Asbestos disease awareness organization (Adao – Organizzazione per la consapevolezza delle malattie in amianto), organizzazione no-profit indipendente dedicata alla prevenzione dell’esposizione all’amianto.

In base ai dati della ricerca, le malattie legate all’amianto causano 39.275 decessi negli Stati Uniti ogni anno, più del doppio delle precedenti stime di 15.000 all’anno. In particolare, l’amianto causa 34.270 decessi per cancro al polmone, 3.161 morti per mesotelioma, 787 decessi per cancro ovarico, 443 morti per cancro alla laringe e 613 decessi per asbestosi cronica. Continua a leggere “Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia”

Donald, affidami la Libia. Conte a Washington da Trump

Donald, affidami la Libia. Conte a Washington da Trump

video: https://www.huffingtonpost.it/2018/07/30/donald-affidami-la-libia-conte-a-washington-da-trump_a_23492009/?ref=nl-huff

Il premier si presenta nel ruolo di “facilitatore” nel dialogo Usa-Ue, chiede sostegno Usa nel Mediterraneo e tutela dai dazi per l’agroalimentare italiano
By Huffington Post
Giuseppe Conte è arrivato a Washington per l’atteso incontro con Donald Trump. Fonti di Palazzo Chigi spiegano all’Ansa che il premier si presenta consapevole del ruolo di “facilitatore” che l’Italia può assumere nei rapporti – non semplici in questa fase – tra Usa ed Europa, e forte del ruolo di leadership che l’amministrazione Trump riconosce all’Italia nel processo di stabilizzazione della Libia.
Continua a leggere “Donald, affidami la Libia. Conte a Washington da Trump”

Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico

Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico

Oggi il colloquio con Conte alla Casa Bianca: sul tavolo energia e difesa. All’Eni una licenza per l’America. Gli Usa: la missione Sophia va rivista

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ANSA

Donald Trump e Giuseppe Conte si vedranno questo pomeriggio alla Casa Bianca

http://www.lastampa.it/

SCOPRI TOP NEWS

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A WASHINGTON

Sul piano politico, la logica dell’incontro di oggi tra il presidente Trump e il premier Conte è chiara. Trump ha bisogno di una sponda in Europa per arginare i progetti unitari franco-tedeschi; Conte ha bisogna della legittimazione che gli verrà dalla calda accoglienza alla Casa Bianca. Sul tavolo, però, ci sono molti dossier concreti in movimento.  

Il vertice in autunno

Fonti della Casa Bianca dicono che riceveremo l’appoggio sperato sulla Libia, in una forma che non comprometta il loro rapporto con la Francia. Gli Usa intendono partecipare alla conferenza che Roma vuole organizzare in autunno, probabilmente col segretario di Stato Pompeo, perché Trump è già impegnato dal vertice Asean a Singapore, il G20 in Argentina, e le elezioni midterm. Non dobbiamo aspettarci l’alleggerimento a breve delle sanzioni alla Russia. Gli Usa non vogliono riconoscere l’annessione della Crimea, e il disgelo avviato ad Helsinki con Putin è rinviato al prossimo anno. Fonti impegnate sul dossier ucraino notano che Pompeo ha dato rassicurazioni al Congresso sul fatto che l’Italia terrà la linea comune su questo punto. Molto forte, poi, sarà l’intesa sulle migrazioni.  Continua a leggere “Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico”

Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap”

Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap”

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Il Dipartimento di Stato spinge a realizzare l’opera che libera l’Europa dalla dipendenza da Mosca

ANSA

Un operaio addetto alla manutenzione di un gasdotto

PAOLO MASTROLILLI inviato a New York

http://www.lastampa.it/

«Sollecitiamo gli italiani a continuare la realizzazione del gasdotto Tap, in quanto rappresenta un passaggio chiave per portare il gas del Mar Caspio in Europa». Questa considerazione, che un portavoce del Dipartimento di Stato americano fa con La Stampa, arriva alla vigilia di una settimana che potrebbe risultare decisiva per le sorti della Trans Adriatic Pipeline. Il tutto sullo sfondo del recente viaggio del presidente Mattarella a Baku, e delle riserve espresse dal capo della Casa Bianca Trump su Nord Stream 2, in relazione alla sicurezza energetica del Vecchio Continente rispetto alle forniture russe.  Continua a leggere “Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap””