L’età dell’oro: il Vidal storico

Gore Vidal Portrait Session

DA DAVIDE ASTEGIANO

Non è semplice parlare di un libro (il cui e-book è stato gentilmente fornito da Fazi, che qui ringrazio moltissimo) così intricato e complesso come L’età dell’oro, e non è un caso che lo sia, vista la ricca storia dell’autore. Gore Vidal infatti, è un uomo dai mille volti, è scrittore sì, ma è anche sceneggiatore, drammaturgo, attore e profondo conoscitore della storia e della politica americana, non a caso, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore e futuro oppositore politico di Franklin Delano Roosevelt. È stato testimone e volontario della Seconda Guerra Mondiale, ed è sempre stato legato all’Italia, in particolare a Ravello, sulla costiera amalfitana.

Ad aggiungersi alla ricchezza dell’autore è anche la ricchezza della Storia, rigorosamente con la esse maiuscola, che Vidal si prefigge di narrare. L’età dell’oro fa parte di una saga di libri che prende il nome di Narratives of Empire, di cui rappresenta il testo finale, e racconta l’apice del potere statunitense negli anni tra il 1939 e il 2000. È un libro complicato che affianca a fatti e personaggi reali, personaggi inventati che hanno lo scopo principale di fare speculazioni proprio su questi fatti, separando un po’ il Vidal storico da quello del romanziere. Continua a leggere “L’età dell’oro: il Vidal storico”

Dal Piemonte al Wisconsin con “Un’alessandrina in America”

Di Maria Luisa Pirrone

Alessandria Today ha intervistato Claudia Pessarelli, autrice del blog “Un’alessandrina in America” (https://unalessandrinainamerica.wordpress.com), con cui da qualche tempo abbiamo iniziato una di quelle belle amicizie tra bloggers, fatta di collaborazioni e arricchimenti reciproci.

Claudia vive negli Stati Uniti da oltre 20 anni. Farmacista nella sua vita italiana, si è trasferita per seguire il lavoro del marito, prima a Pittsburgh e poi a Milwaukee.

Hanno in seguito avuto una figlia, che Claudia definisce “bilingue e bi-cultura”, e lei ha iniziato ad insegnare italiano all’università, “divertendosi un mondo”.

Benvenuti nel mondo di Claudia.

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La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

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Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale”

Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale”

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Il senatore americano John McCain (ap)

Veterano pluridecorato della guerra del Vietnam, corse contro Barack Obama alle presidenziali del 2008. The Donald non gli era mai andato giù. Fece naufragare la sua riforma della sanità e fino all’ultimo ha criticato i rapporti con Vladimir Putin. Il presidente Usa twitta le condoglianze alla famiglia. Il ricordo di Obama

di ANNA LOMBARDI

ROMA – Il leone del Senato è morto. John McCain, il veterano del Vietnam che sopravvisse ad ogni genere di orrore in sei lunghi anni di prigionia, poi diventato il repubblicano gentiluomo che non ha mai ceduto alla politica aggressiva di Donald Trump se n’è andato. Arrendendosi, per la prima volta nella sua vita: al male che gli era stato diagnosticato un anno fa. Un glioblastoma, tumore al cervello incurabile. “Con la sua consueta forza di volontà ha deciso di smettere le cure” aveva fatto sapere la moglie Cindy già giovedì scorso, facendo comprendere che la fine era vice. McCain si è arreso al male a pochi giorni dal suo ottantaduesimo compleanno, il 29 agosto. Ma non a quel presidente che non aveva mai nascosto di disprezzare. Lo ha ribadito fino all’ultimo: “Non voglio Trump al mio funerale“. Alla notizia della morte, Trump ha comunque twittato le sue condoglianze alla famiglia, mentre Barak Obama ha definito il senatore un “coraggioso”, che “ci ispira”. “Con me condivideva la fedeltà a qualcosa di più alto, ovvero agli ideali per cui generazioni di americani e immigrati hanno combattuto, manifestato e fatto sacrifici”. Continua a leggere “Addio a John McCain: il “leone del Senato” portato via da un tumore. “Non voglio Donald Trump al mio funerale””

Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia

Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia

di Enrico Sozzetti ttps://160caratteri.wordpress.com

amianto

l tasso di mortalità dei lavoratori esposti all’amianto negli Stati Uniti d’America è il doppio rispetto alle stime degli ultimi anni. Emerge da una ricerca presentata a Washington, durante la quattordicesima Conferenza annuale sulla sensibilizzazione delle malattie da amianto, da Jukka Takala, presidente della Commissione internazionale per la salute sul lavoro (Icoh).

Lo riporta l’Asbestos disease awareness organization (Adao – Organizzazione per la consapevolezza delle malattie in amianto), organizzazione no-profit indipendente dedicata alla prevenzione dell’esposizione all’amianto.

In base ai dati della ricerca, le malattie legate all’amianto causano 39.275 decessi negli Stati Uniti ogni anno, più del doppio delle precedenti stime di 15.000 all’anno. In particolare, l’amianto causa 34.270 decessi per cancro al polmone, 3.161 morti per mesotelioma, 787 decessi per cancro ovarico, 443 morti per cancro alla laringe e 613 decessi per asbestosi cronica. Continua a leggere “Sozzetti: Amianto dalla Russia agli Usa. E l’asbesto ringrazia”

Donald, affidami la Libia. Conte a Washington da Trump

Donald, affidami la Libia. Conte a Washington da Trump

video: https://www.huffingtonpost.it/2018/07/30/donald-affidami-la-libia-conte-a-washington-da-trump_a_23492009/?ref=nl-huff

Il premier si presenta nel ruolo di “facilitatore” nel dialogo Usa-Ue, chiede sostegno Usa nel Mediterraneo e tutela dai dazi per l’agroalimentare italiano
By Huffington Post
Giuseppe Conte è arrivato a Washington per l’atteso incontro con Donald Trump. Fonti di Palazzo Chigi spiegano all’Ansa che il premier si presenta consapevole del ruolo di “facilitatore” che l’Italia può assumere nei rapporti – non semplici in questa fase – tra Usa ed Europa, e forte del ruolo di leadership che l’amministrazione Trump riconosce all’Italia nel processo di stabilizzazione della Libia.
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Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico

Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico

Oggi il colloquio con Conte alla Casa Bianca: sul tavolo energia e difesa. All’Eni una licenza per l’America. Gli Usa: la missione Sophia va rivista

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ANSA

Donald Trump e Giuseppe Conte si vedranno questo pomeriggio alla Casa Bianca

http://www.lastampa.it/

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PAOLO MASTROLILLI INVIATO A WASHINGTON

Sul piano politico, la logica dell’incontro di oggi tra il presidente Trump e il premier Conte è chiara. Trump ha bisogno di una sponda in Europa per arginare i progetti unitari franco-tedeschi; Conte ha bisogna della legittimazione che gli verrà dalla calda accoglienza alla Casa Bianca. Sul tavolo, però, ci sono molti dossier concreti in movimento.  

Il vertice in autunno

Fonti della Casa Bianca dicono che riceveremo l’appoggio sperato sulla Libia, in una forma che non comprometta il loro rapporto con la Francia. Gli Usa intendono partecipare alla conferenza che Roma vuole organizzare in autunno, probabilmente col segretario di Stato Pompeo, perché Trump è già impegnato dal vertice Asean a Singapore, il G20 in Argentina, e le elezioni midterm. Non dobbiamo aspettarci l’alleggerimento a breve delle sanzioni alla Russia. Gli Usa non vogliono riconoscere l’annessione della Crimea, e il disgelo avviato ad Helsinki con Putin è rinviato al prossimo anno. Fonti impegnate sul dossier ucraino notano che Pompeo ha dato rassicurazioni al Congresso sul fatto che l’Italia terrà la linea comune su questo punto. Molto forte, poi, sarà l’intesa sulle migrazioni.  Continua a leggere “Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico”

Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap”

Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap”

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Il Dipartimento di Stato spinge a realizzare l’opera che libera l’Europa dalla dipendenza da Mosca

ANSA

Un operaio addetto alla manutenzione di un gasdotto

PAOLO MASTROLILLI inviato a New York

http://www.lastampa.it/

«Sollecitiamo gli italiani a continuare la realizzazione del gasdotto Tap, in quanto rappresenta un passaggio chiave per portare il gas del Mar Caspio in Europa». Questa considerazione, che un portavoce del Dipartimento di Stato americano fa con La Stampa, arriva alla vigilia di una settimana che potrebbe risultare decisiva per le sorti della Trans Adriatic Pipeline. Il tutto sullo sfondo del recente viaggio del presidente Mattarella a Baku, e delle riserve espresse dal capo della Casa Bianca Trump su Nord Stream 2, in relazione alla sicurezza energetica del Vecchio Continente rispetto alle forniture russe.  Continua a leggere “Gli Usa all’Italia: “Portate avanti il progetto del gasdotto Tap””

Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti”

Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti”

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Il presidente americano oggi a Helsinki per il summit con il russo. La May rivela: Donald mi ha detto di fare causa a Bruxelles

Donald Trump con la moglie Melania Trump in arrivo a Helsinki con l’Air Force One

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A HELSINKI

http://www.lastampa.it/

«L’Unione europea è nemica degli Stati Uniti». Alla vigilia del vertice tra il presidente americano Trump e quello russo Putin, il mondo come lo abbiamo conosciuto dalla Seconda Guerra Mondiale in poi si è rovesciato. Naturalmente può darsi che il capo della Casa Bianca abbia lanciato questa accusa solo come una mossa tattica, nell’ambito della disputa commerciale in corso con Bruxelles.

Se però uno ci aggiunge la linea adottata durante il vertice Nato dei giorni scorsi, e il consiglio dato alla premier britannica May di fare causa alla Ue invece di negoziare la Brexit, il messaggio che arriva sembra quello di una strategia premeditata, come forse neppure il Cremlino si sarebbe sognato di vedere prima dell’appuntamento di oggi a Helsinki.   Continua a leggere “Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti””

Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil”

Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil”

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Il presidente Usa contro la Merkel: la difendiamo dalla Russia e lei manda miliardi per comprare energia

AP

La cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

PAOLO MASTROLILLI

INVIATO A BRUXELLES  http://www.lastampa.it/

Il presidente Trump si è abbattuto sul vertice Nato con l’ormai abituale forza perturbatrice. Prima ha attaccato la Germania, accusandola di essere «prigioniera» della Russia per gli accordi sulle forniture di gas, e poi ha rilanciato la sfida sui finanziamenti, chiedendo agli alleati di raddoppiare i contributi investendo il 4% del prodotto interno lordo nella difesa, confermando questa mattina via tweet il concetto. Però ha firmato il comunicato conclusivo della giornata, evitando almeno per ora di ripetere lo strappo provocato al G7 in Canada. 

Il capo della Casa Bianca ha lanciato la sua accusa subito, durante la colazione di lavoro con il segretario generale della Nato Stoltenberg, con cui ha aperto il vertice dell’Alleanza in programma ieri e oggi a Bruxelles.  Continua a leggere “Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil””

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”

Pompeo

Gli Stati Uniti chiedono il ritiro da Siria e Iraq e la fine dei finanziamenti ad Hamas e Hezbollah

REUTERS

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

http://www.lastampa.it/

L’Iran verrà colpito dalle «sanzioni più dure della storia», se non cambierà radicalmente la sua politica. Se invece si adeguerà alle richieste americane, gli Usa ristabiliranno le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica e la aiuteranno a ricostruire la propria economia. Questo “aut aut” è venuto dal segretario di Stato Pompeo, attraverso il discorso con cui ieri ha delineato il “piano B” di Washington, dopo la decisione del presidente Trump di uscire dall’accordo nucleare Jcpoa. Teheran però ha subito bocciato la sua linea, dicendo che in realtà è solo una manovra per favorire il cambio di regime. 

Pompeo ha parlato alla Heritage Foundation, partendo dai motivi per cui gli Usa hanno abbandonato l’accordo nucleare, che in sostanza non impedisce lo sviluppo delle armi atomiche, ma ha consentito all’Iran di lanciare la sua campagna aggressiva in tutta la regione. Il segretario di Stato ha attaccato direttamente il presidente Rohani e il ministro degli Esteri Zarif, dicendo che «l’Occidente li considera estranei ai comportamenti maligni» di Teheran, ma in realtà ne sono responsabili. «Il regime continua a cercare di creare un corridoio dall’Iran al Mediterraneo», e questo progetto strategico va bloccato. Per riuscirci Washington agirà fuori dal Jcpoa, senza rinegoziarlo, su tre direttive: primo, «applicare una pressione finanziaria senza precedenti sul regime»; secondo, lavorare con gli alleati regionali per fermare le aggressioni di Teheran; terzo, difendere i cittadini iraniani.  Continua a leggere “Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa”

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”, di Giordano Stabile. La Stampa

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”

La rabbia del leader iraniano: faremo di tutto contro Usa e Israele. Venti di guerra in Siria, raid dello Stato ebraico su una base a Damasco
AP

Hassan Rohani, 69 anni, dal 3 agosto 2013 è presidente dell’Iran: dopo l’annuncio di Trump ha comunicato che resterà nell’intesa

GIORDANO STABILE INVIATO A BEIRUT http://www.lastampa.it/

Hassan Rohani risponde nel giro di pochi minuti, in diretta tv, all’annuncio di Donald Trump e accusa l’America di aver preso una decisione «illegale, illegittima, che mina gli accordi internazionali», di essere un Paese che «mette firme vuote su pezzi di carta» e non rispetta mai la parola data. Il presidente iraniano annuncia che «resterà nell’intesa» ma avverte che «c’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenerla in piedi», e di aver ordinato all’Agenzia atomica «di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane», se non ci dovesse riuscire.

La replica è un misto di orgoglio nazionale e ricerca di dialogo, per lo meno con l’Europa. L’Iran, assicura «sarà più forte e unito che mai», non è isolato e ha dimostrato di saper mantenere gli impegni mentre gli Stati Uniti non sono affidabili e «l’unico alleato che li segue è Israele».

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Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

La narrazione sulla “Shoah nucleare” per dare una sponda a Trump

Aveva messo a punto il copione con l’amico Donald. Dei contenuti aveva informato il segretario di Stato Usa. Ma nella performance televisiva di Benjamin Netanyahu, i contenuti sono un dettaglio, neanche troppo originale. Nell’epoca della post verità, ciò che conta davvero non è la realtà ma la narrazione. E “Bibi”, come The Donald, in questo sono dei maestri, imbattibili.

Il primo ministro d’Israele sa toccare le corde dei sentimenti, accarezzare le paure dell’opinione pubblica interna, orientare la rabbia verso il Nemico mortale, e così facendo cementare l’unità di popolo, offrendo ai cittadini-telespettatori ciò che si attendevano: la narrazione di un Paese, Israele, in trincea, chiamato a difendersi da un regime aggressivo, quello iraniano, che in testa ha solo una cosa: provocare una Shoah nucleare. Ecco allora Netanyahu presentarsi davanti ai riflettori per denunciare che l’Iran ha un programma segreto, chiamato Amad, per la creazione di cinque bombe atomiche “equivalenti a quella di Hiroshima”.

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Trump compatta gli alleati sullo stop alle armi chimiche e stacca Erdogan dai russi

I raid non cambiano la strategia Usa: i soldati andranno via
Paolo Mastrolilli inviato a new york http://www.lastampa.it

Ha vinto la linea Mattis, perché Trump ha scelto la risposta misurata suggerita dal capo del Pentagono, per evitare un’escalation. Così, quasi in continuità con l’amministrazione Obama, ha prevalso chi si oppone ad un intervento più profondo degli Usa nella guerra civile siriana. La strategia dunque resta quella di aspettare che Assad vinca militarmente sul terreno, con l’aiuto di Russia e Iran, per poi definire attraverso il processo di Ginevra guidato dall’Onu un accordo sul futuro del Paese.

Il giorno dopo l’attacco, Trump ha chiamato il collega francesce Macron e la premier britannica May. La loro posizione sul piano strategico e diplomatico è compatta: «L’obiettivo era colpire le armi chimiche siriane ed impedire che vengano ancora usate», non rovesciare il regime, o aggredire Russia e Iran. Fonti della Casa Bianca hanno spiegato che queste armi vengono utilizzate da Damasco per compensare i suoi limiti militari, e quindi vietarle significa indebolire Assad.

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Ombre di “guerra fredda”

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Putin e il super-missile ‘invulnerabile’. Casa Bianca: manterremo il primato, Trump difenderà Usa

 Il presidente russo: “Avevamo detto che avremmo risposto ai loro sistemi antimissili”. La replica di Washington: Putin viola gli impegni presi nei trattati

Le rivelazioni del presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha annunciato un super-missile “invulnerabile”, non sono una sorpresa per la Casa Bianca. A dirlo è la portavoce Sarah Sanders, che sottolinea: Donald Trump è “determinato a proteggere il Paese” e le capacità difensive Usa non resteranno “seconde a nessuno”. Il presidente, ha aggiunto, garantirà che le capacità nucleari Usa rimangano ineguagliate. Continua a leggere “Ombre di “guerra fredda””