Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti”

Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti”

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Il presidente americano oggi a Helsinki per il summit con il russo. La May rivela: Donald mi ha detto di fare causa a Bruxelles

Donald Trump con la moglie Melania Trump in arrivo a Helsinki con l’Air Force One

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A HELSINKI

http://www.lastampa.it/

«L’Unione europea è nemica degli Stati Uniti». Alla vigilia del vertice tra il presidente americano Trump e quello russo Putin, il mondo come lo abbiamo conosciuto dalla Seconda Guerra Mondiale in poi si è rovesciato. Naturalmente può darsi che il capo della Casa Bianca abbia lanciato questa accusa solo come una mossa tattica, nell’ambito della disputa commerciale in corso con Bruxelles.

Se però uno ci aggiunge la linea adottata durante il vertice Nato dei giorni scorsi, e il consiglio dato alla premier britannica May di fare causa alla Ue invece di negoziare la Brexit, il messaggio che arriva sembra quello di una strategia premeditata, come forse neppure il Cremlino si sarebbe sognato di vedere prima dell’appuntamento di oggi a Helsinki.   Continua a leggere “Trump vede Putin ma sfida la Ue: “É il nemico degli Stati Uniti””

Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil”

Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil”

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Il presidente Usa contro la Merkel: la difendiamo dalla Russia e lei manda miliardi per comprare energia

AP

La cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

PAOLO MASTROLILLI

INVIATO A BRUXELLES  http://www.lastampa.it/

Il presidente Trump si è abbattuto sul vertice Nato con l’ormai abituale forza perturbatrice. Prima ha attaccato la Germania, accusandola di essere «prigioniera» della Russia per gli accordi sulle forniture di gas, e poi ha rilanciato la sfida sui finanziamenti, chiedendo agli alleati di raddoppiare i contributi investendo il 4% del prodotto interno lordo nella difesa, confermando questa mattina via tweet il concetto. Però ha firmato il comunicato conclusivo della giornata, evitando almeno per ora di ripetere lo strappo provocato al G7 in Canada. 

Il capo della Casa Bianca ha lanciato la sua accusa subito, durante la colazione di lavoro con il segretario generale della Nato Stoltenberg, con cui ha aperto il vertice dell’Alleanza in programma ieri e oggi a Bruxelles.  Continua a leggere “Trump rilancia sulle spese della Nato: “Dovete investire il 4 per cento del Pil””

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa

Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”

Pompeo

Gli Stati Uniti chiedono il ritiro da Siria e Iraq e la fine dei finanziamenti ad Hamas e Hezbollah

REUTERS

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo

PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

http://www.lastampa.it/

L’Iran verrà colpito dalle «sanzioni più dure della storia», se non cambierà radicalmente la sua politica. Se invece si adeguerà alle richieste americane, gli Usa ristabiliranno le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica e la aiuteranno a ricostruire la propria economia. Questo “aut aut” è venuto dal segretario di Stato Pompeo, attraverso il discorso con cui ieri ha delineato il “piano B” di Washington, dopo la decisione del presidente Trump di uscire dall’accordo nucleare Jcpoa. Teheran però ha subito bocciato la sua linea, dicendo che in realtà è solo una manovra per favorire il cambio di regime. 

Pompeo ha parlato alla Heritage Foundation, partendo dai motivi per cui gli Usa hanno abbandonato l’accordo nucleare, che in sostanza non impedisce lo sviluppo delle armi atomiche, ma ha consentito all’Iran di lanciare la sua campagna aggressiva in tutta la regione. Il segretario di Stato ha attaccato direttamente il presidente Rohani e il ministro degli Esteri Zarif, dicendo che «l’Occidente li considera estranei ai comportamenti maligni» di Teheran, ma in realtà ne sono responsabili. «Il regime continua a cercare di creare un corridoio dall’Iran al Mediterraneo», e questo progetto strategico va bloccato. Per riuscirci Washington agirà fuori dal Jcpoa, senza rinegoziarlo, su tre direttive: primo, «applicare una pressione finanziaria senza precedenti sul regime»; secondo, lavorare con gli alleati regionali per fermare le aggressioni di Teheran; terzo, difendere i cittadini iraniani.  Continua a leggere “Pompeo attacca l’Iran: “Riceverà le sanzioni più dure della storia se non cambia politica”, di Paolo Mastrolilli. La Stampa”

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”, di Giordano Stabile. La Stampa

Rohani: “Decisione illegittima. Pronti ad arricchire l’uranio”

La rabbia del leader iraniano: faremo di tutto contro Usa e Israele. Venti di guerra in Siria, raid dello Stato ebraico su una base a Damasco
AP

Hassan Rohani, 69 anni, dal 3 agosto 2013 è presidente dell’Iran: dopo l’annuncio di Trump ha comunicato che resterà nell’intesa

GIORDANO STABILE INVIATO A BEIRUT http://www.lastampa.it/

Hassan Rohani risponde nel giro di pochi minuti, in diretta tv, all’annuncio di Donald Trump e accusa l’America di aver preso una decisione «illegale, illegittima, che mina gli accordi internazionali», di essere un Paese che «mette firme vuote su pezzi di carta» e non rispetta mai la parola data. Il presidente iraniano annuncia che «resterà nell’intesa» ma avverte che «c’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenerla in piedi», e di aver ordinato all’Agenzia atomica «di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane», se non ci dovesse riuscire.

La replica è un misto di orgoglio nazionale e ricerca di dialogo, per lo meno con l’Europa. L’Iran, assicura «sarà più forte e unito che mai», non è isolato e ha dimostrato di saper mantenere gli impegni mentre gli Stati Uniti non sono affidabili e «l’unico alleato che li segue è Israele».

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Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

Nessuno crede a Bibi. Ue e Aiea smontano le accuse di Netanyahu all’Iran

La narrazione sulla “Shoah nucleare” per dare una sponda a Trump

Aveva messo a punto il copione con l’amico Donald. Dei contenuti aveva informato il segretario di Stato Usa. Ma nella performance televisiva di Benjamin Netanyahu, i contenuti sono un dettaglio, neanche troppo originale. Nell’epoca della post verità, ciò che conta davvero non è la realtà ma la narrazione. E “Bibi”, come The Donald, in questo sono dei maestri, imbattibili.

Il primo ministro d’Israele sa toccare le corde dei sentimenti, accarezzare le paure dell’opinione pubblica interna, orientare la rabbia verso il Nemico mortale, e così facendo cementare l’unità di popolo, offrendo ai cittadini-telespettatori ciò che si attendevano: la narrazione di un Paese, Israele, in trincea, chiamato a difendersi da un regime aggressivo, quello iraniano, che in testa ha solo una cosa: provocare una Shoah nucleare. Ecco allora Netanyahu presentarsi davanti ai riflettori per denunciare che l’Iran ha un programma segreto, chiamato Amad, per la creazione di cinque bombe atomiche “equivalenti a quella di Hiroshima”.

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Trump compatta gli alleati sullo stop alle armi chimiche e stacca Erdogan dai russi

I raid non cambiano la strategia Usa: i soldati andranno via
Paolo Mastrolilli inviato a new york http://www.lastampa.it

Ha vinto la linea Mattis, perché Trump ha scelto la risposta misurata suggerita dal capo del Pentagono, per evitare un’escalation. Così, quasi in continuità con l’amministrazione Obama, ha prevalso chi si oppone ad un intervento più profondo degli Usa nella guerra civile siriana. La strategia dunque resta quella di aspettare che Assad vinca militarmente sul terreno, con l’aiuto di Russia e Iran, per poi definire attraverso il processo di Ginevra guidato dall’Onu un accordo sul futuro del Paese.

Il giorno dopo l’attacco, Trump ha chiamato il collega francesce Macron e la premier britannica May. La loro posizione sul piano strategico e diplomatico è compatta: «L’obiettivo era colpire le armi chimiche siriane ed impedire che vengano ancora usate», non rovesciare il regime, o aggredire Russia e Iran. Fonti della Casa Bianca hanno spiegato che queste armi vengono utilizzate da Damasco per compensare i suoi limiti militari, e quindi vietarle significa indebolire Assad.

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Ombre di “guerra fredda”

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Putin e il super-missile ‘invulnerabile’. Casa Bianca: manterremo il primato, Trump difenderà Usa

 Il presidente russo: “Avevamo detto che avremmo risposto ai loro sistemi antimissili”. La replica di Washington: Putin viola gli impegni presi nei trattati

Le rivelazioni del presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha annunciato un super-missile “invulnerabile”, non sono una sorpresa per la Casa Bianca. A dirlo è la portavoce Sarah Sanders, che sottolinea: Donald Trump è “determinato a proteggere il Paese” e le capacità difensive Usa non resteranno “seconde a nessuno”. Il presidente, ha aggiunto, garantirà che le capacità nucleari Usa rimangano ineguagliate. Continua a leggere “Ombre di “guerra fredda””

Ferrero rileva i dolci Usa della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari

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L’azienda acquisirà più di 20 brand storici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch

La Ferrero ce l’ha fatta: l’azienda di Alba ha vinto la concorrenza e si è accaparrata il business dolciario statunitense della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari in cash. L’annuncio arriva dai vertici stessi del gruppo, che precisano: «Ferrero acquisirà più di 20 storici brand americani estremamente conosciuti, tra cui marchi di cioccolato iconici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti per il confectionery e per determinate altre categorie, così come i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds». Con questa operazione, Ferrero diventerà la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense dove è meglio conosciuta per i Tic Tac, le praline Ferrero Rocher, Nutella, nonché i marchi di cioccolato Fannie May e Harry London e per Ferrara Candy Company, acquisita recentemente da una società affiliata, con un portafoglio di marchi che comprende le caramelle Trolli, Brach’s e Black Forest. Continua a leggere….

http://www.lastampa.it/2018/01/16/economia/ferrero-rileva-i-dolci-usa-della-nestl-per-miliardi-di-dollari-rjYBxuEAAdnCBM1s5jokuN/pagina.html

 

Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino

di Maura Mantellino

Oggi vi proponiamo la figura di un artista, che personalmente amo molto: Norman Rockwell. Nato il 3 febbraio del 1894 a New York, Norman fin da piccolo era interessato all’arte ed in particolare al disegno ed alla pittura. A 14 anni si iscrisse alla Chase Art School per poi iscriversi dopo solo due anni alla National Academy of Design. Infine volle frequentare l’Art Students League, dove poté incontrare il noto illustratore Howard Pyle, uno dei fondatori della scuola. 

Possiamo dire che Rockwell è l’artista più amato d’America. Le sue opere sono riprodotte su calendari, biglietti d’auguri ed infatti il suo primo impegno lavorativo fu quello di creare temi natalizi per i biglietti d’auguri. Anche se per anni l’illustrazione venne considerata un aspetto minore dell’arte figurativa, Rockwell divenne ben presto il beniamino e illustratore di lavori quali copertine, pubblicità, calendari o illustrazioni per racconti pubblicati sulle riviste.  Continua a leggere “Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino”

Museo Etnografico Gambarina: “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.

Museo Grandi Parchi

Alessandria: Il giorno 14 gennaio 2018 alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico Gambarina di Piazza Gambarina n. 1 in Alessandria si terrà la presentazione del video “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.

Si tratta di un filmato girato dai Sigg. Anna e Vittorio Babolin  che sono due viaggiatori – turisti che hanno percorso tutti i continenti a fronte della loro passione e curiosità per il “mondo”. Continua a leggere “Museo Etnografico Gambarina: “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.”

Museo Etnografico Gambarina: “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.

Museo Grandi Parchi

Alessandria: Il giorno 14 gennaio 2018 alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico Gambarina di Piazza Gambarina n. 1 in Alessandria si terrà la presentazione del video “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.

Si tratta di un filmato girato dai Sigg. Anna e Vittorio Babolin  che sono due viaggiatori – turisti che hanno percorso tutti i continenti a fronte della loro passione e curiosità per il “mondo”. Continua a leggere “Museo Etnografico Gambarina: “ I grandi parchi americani – Esperienze di viaggio”.”

Borsalino, una storia alessandrina, di Cristina Saracano

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di Cristina Saracano. Alessandria

Un tempo la mia città si identificava con la Borsalino.

Molte persone avevano lasciato la campagna per lavorare tra i cappelli più famosi al mondo, indossati anche dai divi del cinema americano.

Ricordo la ciminiera, i due condomini costruiti per accogliere le famiglie di alcuni dipendenti.

Inoltre ricordo che i fondatori furono benefattori per la nostra città costruendo un educatorio e un sanatorio. Continua a leggere “Borsalino, una storia alessandrina, di Cristina Saracano”

Il pianto di Gesù su Gerusalemme, di Agostino Pietrasanta

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di Agostino Pietrasanta

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Gesù, a testimonianza dell’Evangelo, pianse due volte: una volta davanti al sepolcro di Lazzaro ed un’altra osservando Gerusalemme e preveggendo le sue traversie e distruzioni. Mi è successo, richiamando alla memoria questi due episodi, in modalità pressoché naturale, di accostarli al tono con cui Francesco ha proposto “accorato appello” alla Comunità internazionale di rispettare lo Status quo della città santa “luogo” delle grandi religioni monoteiste. Certo, nulla di nuovo; si tratta della posizione ormai tradizionale della S. Sede, ma il tono del Papa è stato di una tale ed emotiva pregnanza da richiamare la voce del pianto.

Ho notato che le interpretazioni sulla mossa di Trump di trasferire l’ambasciata U.S.A. da Tel Aviv a Gerusalemme, sono “plurali”, numerose e non sempre unicordi; al contrario sono talora in sostanziale disaccordo, anche se tutte molto preoccupate. Tuttavia mi pare di poter proporre, da profano osservatore, brevi ragionamenti: Per intanto gli U.S.A.stanno perdendo, con l’improvvida presenza di questo presidente, tutte le possibilità di interpretare il ruolo di mediazione del conflitto arabo/israeliano. Ora, se altri presidenti hanno troppo spesso commesso errori pacchiani nella politica estera sullo scacchiere medio/orientale, ora si vanificano tutte le residue speranze di una politica di pacificazione promossa dalla Comunità internazionale; e lasciamo perdere le iniziative (si fa per dire) dell’Europa. Continua a leggere “Il pianto di Gesù su Gerusalemme, di Agostino Pietrasanta”

Le leadership evangeliche, sioniste e neocons americane ed israeliane intendono provocare l’Armageddon

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Quanto riporta l’articolo sottostante che vi propongo, lascia basiti e seriamente preoccupati.

Se coloro che hanno la responsabilità della leadership della più grande potenza economico militare dell’umanità, hanno simili convinzioni apocalittiche ed escatologiche e gli obiettivi aberranti che ne conseguono (ben descritte nell’articolo), significa che per l’umanità ci sono poche speranze che non si pervenga ad una guerra estesa e distruttiva dalle gravissime ripercussioni, da loro volutamente scatenata.

Alla base di simili aberrazioni c’è sempre l’ignoranza, soprattutto storica e culturale, l’incapacità di ricercare, analizzare e confrontare le fonti storiche, l’assenza di capacità critiche e di obiettività, che sfocia inevitabilmente nel fanatismo e nella mitomania e megalomania, convinti di eseguire la volontà di un qualche dio confezionato su misura per loro. Continua a leggere “Le leadership evangeliche, sioniste e neocons americane ed israeliane intendono provocare l’Armageddon”

Yanis Varoufakis: Trump, il Drago, e il Minotauro

Greece's Finance Minister Yanis Varoufakis

by francogavio Alessandria

Pensiamo di non esagerare nell’affermare che Yanis Varoufakis sia tra tutti gli economisti di scuola keynesiana colui che abbia ritratto con maggior chiarezza l’evolversi della politica economica dal dopoguerra fino a oggi.

Con la sua brillante allegoria del Minotauro Globale, tratta dal suo omonimo best sellers, egli individua negli USA l’unico player mondiale che attraverso due distinte fasi (il Piano Globale e l’età del Minotauro) ha condizionato la dinamica dei flussi finanziari tra le varie aree del mondo.

Se nella prima il surplus americano, travestito da egemonia politica, apportò crescita e miglioramento delle condizioni di vita in Europa fino al 1971; nella seconda il suo epilogo fu del tutto diverso sfociando in una crisi mondiale devastante da debito privato nella quale a pagarne il prezzo furono come sempre i ceti più deboli di entrambi i continenti. Continua a leggere “Yanis Varoufakis: Trump, il Drago, e il Minotauro”