Sappiate che è possibile trovarmi… di Valerio Villari

Sappiate che è possibile trovarmi… di Valerio Villari

Questi versi rappresentano quella parte di me che pochi sanno vedere, quella parte di me che ho sempre scritto tra le righe, ma che non è facile interpretare.

So che qualcuno di voi ci è riuscito e ne sono orgoglioso oltre che estremamente felice, non immaginate quanto e si, mi piacerebbe urlarlo che non può esistere un cielo senza stelle, che tutti, in qualche modo, siamo cielo e stella, siamo la nostra stella o di qualcun altro… il resto è solo saperlo, comprenderlo, accettarlo e siamo anche i colori del mondo.

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Sappiate che è possibile trovarmi…

… nei colori delle pietre
di Valerio Villari

Qui, con questo inchiostro;

io sono me stesso
e tra quelli che vivono,
nel bianco delle pagine
che pare schiuma d’onda
sulla riva dell’oceano del sole.

Ho scritto, quando ho scritto,
ed ho visto ciò che ho voluto,
buio o luce, asciutto o bagnato,
sole e stelle, luna e cielo.
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Racconti. Le parole che non ti ho scritto, di Valerio Villari

Racconti. Le parole che non ti ho scritto, di Valerio Villari

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Le parole che non ti ho scritto, ma che dovresti aver letto, sono quelle che non conosco, perché mai ho conosciuto un amore come il tuo!

Le parole che non ti ho scritto, sono linee, semplici tratti senza forma che dovrebbero avere quella del tuo corpo, ma non ne hanno, perché mai ho conosciuto un amore come il tuo!

Le parole che non ti ho scritto, sono suoni a cui non ho permesso di vibrare; non potrei, non li conosco, perché mai ho conosciuto un amore come il tuo!

Le parole che non ho scritto sono il senso di mancanza di te dalla mia esistenza… ma anche il senso della tua presenza, perché da te giunge questo amore; la vita!

Le parole che non ti ho scritto… non serve che le scriva, perché l’amore non ha bisogno di parole se a leggere è il cuore!

Valerio Villari
Febbraio 2019 (2)

Racconti: Di questo amore… Valerio Villari

Racconti: Di questo amore… Valerio Villari

Di questo amore…(e della paura…!)
di Valerio Villari

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Amore mio,
so quanto sia ingiusto chiamarti così, così come non so, non saprò mai, quando e se sarà possibile che accada senza dover avere questa certezza, come quella che mi indica quanto questo amore possa essere diverso; sappi, comunque, che è il bene più grande che potessi immaginare!

Sei per me come la Divinità mai compresa!

Sei stata capace di dare significato alla mia anima colmandola di senso e di una passione tanto viva, quanto tenera e profonda, da rendere incomprensibile il passato ed imprevedibile il futuro; a me che ho sempre vissuto con ieri, per oggi, pensando al domani.

E’ vero, e ne sono fiero, vivo in te!

Ti amo dunque esisto e continuamente ho paura del momento in cui scoprirò di non avere più la possibilità d’immaginarti; sono però consapevole della felicità vissuta tutte le volte che è accaduto e del desiderio che l’attenderti, ha donato a questa mia vita Continua a leggere “Racconti: Di questo amore… Valerio Villari”

Racconti: Esisto… forse in modo strano, ma esisto! di Valerio Villari

Racconti: Esisto… forse in modo strano, ma esisto! di Valerio Villari

Esisto… forse in modo strano, ma esisto!
di Valerio Villari

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Ed eccomi qui! Come tanti, come tutti!

Pieno di incertezze, di dubbi, di paure, di desideri e d’amore.
Un amore che non riesco a descrivere come desidero, un amore che ha un’immagine ben precisa, ma che non posso mostrare; non sono un pittore e, comunque, non sarebbe comprensibile.
Un amore che non sono capace di far viaggiare con la stessa forza del vento; forse perché non ne ho, non posso possederne la potenza o, forse, non sono abbastanza risoluto o, più semplicemente, forse non utilizzo i termini migliori!

Beh, sono ovviamente limitato dalla mia natura, dalla mia scarsa conoscenza di quelle parole capaci di descrivere le sensazioni che provo ogni qual volta impugno la penna, pensando di farcela…

…e poi…

…poi, perdo il controllo e la penna inizia a danzare da sola, proprio come étoile all’Opéra, seguendo, inverosimilmente, le note del suo respiro come fosse angelica orchestra, di quello che immagino essere il suo respiro, ed intanto la stanza si riempie di profumo, di quello che immagino essere il suo profumo, che non è diverso dal profumo di mare al tramonto, che non è diverso dal profumo di tutti i fiori, anche di quelli che non conosco, che mai ho visto, anche di quelli che sbocciano di notte, come i fiori di loto alla luce di una luna innamorata, come i sogni. Continua a leggere “Racconti: Esisto… forse in modo strano, ma esisto! di Valerio Villari”

Momenti di poesia. Questa notte, sai… di Valerio Villari

Momenti di poesia. Questa notte, sai… di Valerio Villari

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Questa notte, sai…
di Valerio Villari

…m’inondaron di calore,
il cielo e le stelle;
stavo solo sognando
di carezzar del tuo volto
la pelle…
…cosa sarebbe stato
se il tuo corpo avessi baciato?

Ah Morfeo, Morfeo,
dimmi che lo stesso
facesti con lei?

E dove sei adesso che
dell’amor ho sì, il giusto senso
ma che della vita persi il nesso
dacché il suo sorriso
mi apparve d’improvviso
come alba a svegliar i sogni?

Valerio Villari
Febbraio 2019 (2)

[Immagine: Edward Burne-Jones. “La bella addormentata”,1872]

Momenti di poesia. Lunghi giorni, di Valerio Villari

Momenti di poesia. Lunghi giorni, di Valerio Villari

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Lunghi giorni di Valerio Villari

Come sono lunghi questi giorni,
Eppure lo so, lo so,
che il tempo non esiste,
che è soltanto un’illusione,
una semplice e mera
convenzione,

ma vedo e sento,
il ritmo,
il canto e la danza
della fiamma che arde,
che mai si spegne,
che non riscalda;
sei l’unico sole che potrebbe

ed il freddo
mi prende dentro,
vibrazioni nel tempo
che riconosco,
come quelle delle stelle
nel gelo cosmico della distanza

come sono lontane le stelle?
Quanto sei lontana, amore?

E non mi conforta il cielo,
lo stellare brillio senza sosta
dacché l’unica luce che anelo
è quella dello sguardo tuo
che d’amor mi compiace

e mi piace
questo vivere eterno
di desideri e
di pensieri
ché con te mai sarà ieri,
come quando fu inverno

eppure

sono lunghi questi giorni
in tua assenza
e la fiamma
ancora vibra e danza!

Valerio Villari
Febbraio 2019 (2)

Racconti: Voglio un teatro senza obbligo di rispetto per il pubblico!, di Valerio Villari

Racconti: Voglio un teatro senza obbligo di rispetto per il pubblico!, di Valerio Villari

Valerio Villari

Voglio un teatro senza obbligo di rispetto per il pubblico!
Voglio un teatro che mi dia la possibilità di dare le spalle all’osservatore… perché nella vita così faccio, se voglio farlo e no me ne frega niente delle regole del mercato!
Voglio un teatro dove recitare sia l’esatta “fotocopia” della vita, senza rielaborazioni di alcun tipo; nelle azioni e nelle parole!

Che teatro è quello che non rispecchia la realtà, quello che impone regole e metodi, quando è già, di per sè, “non libera” la vita reale?
Voglio un teatro “rivoluzionario; che se ne freghi dei costumi, dgli usi, delle abitudini: voglio essere libero nel palcoscenico, così come nella vita!

LA VITA E’ TEATRO, IL TEATRO E’ VITA, ENTRAMBI SONO E DEVONO ESSERE L’EMBLEMA DELLA LIBERTA’

Dimostratemi qualcosa di diverso!

Valerio Villari

Racconti: Io sto bene!, di Valerio Villari

Racconti: Io sto bene!, di Valerio Villari

Valerio Villari

Io sto bene!

Di per sé, questa frase potrebbe essere un monologo, se solamente l’avessi pensata, ma da momento in cui ognuno di voi ne ha coscienza,è stata resa pubblica (e stiamo parlando del “mio” stato d’animo, che in ogni caso non vi appartiene), è divenuta “semplicemente” un dialogo; soggetto, dunque, a tutte le confutazioni possibili ed immaginabili!

Dunque, vi chiedo, letterati, cosa può definirsi “monologo” se non solamente il “pensiero” non espresso?
Ma se proprio volessimo renderlo pubblico, a parte il fatto che cesserebbe di essere un “monologo”, non sarebbe più saggio lasciare che siano i “mimi” a farlo?
Quanto meno avrebbero lasciato libero spazio all’interpretazione personale di ognuno degli astanti, senza con questo aver tolto valore, al pensiero originale; al contrario, costruendone di nuovi e pertinenti, nonchè, per caratteristica, altri “nuovi monologhi”!

@Valerio Villari

Constatazioni, di Valerio Villari

Constatazioni, di Valerio Villari

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Constatazioni
da
Anime Desideri
di
Valerio Villari

Il tarlo della vittoria,
la soddisfazione della “ragione”,
il desiderio di rivalsa…
…sentirsi dire: “grazie!”,
l’orgoglio di sé,
quello dei propri figli…
…l’amore che si prova,
quello che c’è,
quello che è stato,
non riconosciuto…
…la pioggia dopo il sole,
o l’esatto contrario;
comunque la vita
è un sipario…
…il verme della paura,
la forte viltà,
il coraggio di non essere…
…l’uomo che vuole sapere
può solo sopravvivere;
vivere è non esistere
senza riconoscere il cuore!

Valerio Villari
Gennaio 2019 (3)

Frenesia, di Valerio Villari

Frenesia, di Valerio Villari

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Frenesia
da Società e così sia
di Valerio Villari

Fermarci dovremmo ad ascoltare
ed imparare, come fa l’onda
quando torna al mare,
che la frenetica vita
non è oggi, non è ieri,
che è solo figlia dei nostri pensieri.
Che si è reale, che è nel momento,
che assale, e mai farsi meraviglia
se poco al desiderio somiglia!

Febbrile è questo mondo
che affrontare possiamo
semplicemente meditando,
carezzando ciò che abbiamo,
ed il nostro umile cuore ascoltando
ché solo Amore, lui, va cercando!

Valerio Villari
Gennaio 2019 (7)

Un mondo perfetto, di Valerio Villari

Un mondo perfetto, di Valerio Villari

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Un mondo perfetto
da Società e così sia
di Valerio Villari

Ma chi lo ha detto
che non può esistere
un mondo perfetto?

Sapete chi lo dice?
La vostra totale ignoranza
che delle vostre vite
è ammaliatrice!

Se cominciaste a comprendere
che tutto sapete, ma niente conoscete
perché tutto vi hanno insegnato
e che dal vero vi hanno allontanato…

..se a capire cominciaste
che la verità non ha una sola veste,
facile vi diverrebbe
comprendere l’inganno
ed allora accetteranno
le vostre coscienze
che non esistono scienze
ma solo assiomi, teoremi e
convenzioni
che di voi fanno
imbecilli automi…

…Che tutto è solo istruzione,
controllo e tacita accettazione
di regole impartite
influenzando, drogando
e truccando le vostre vite!

La verità, dovete sapere,
se una vi pare, è solo vanità;
il vero non permette di vedere,
è artificiosa faziosità,
non è la realtà!

Chi lo ha detto
che non può esistere
un mondo perfetto?

Accendete la ragione,
uscite dalla prigione
di questa società
che tutto vi chiede
ma niente in cambio dà
ed il vostro intelletto
vi farà vedere
questo mondo perfetto!

Valerio Villari
Gennaio 2019 (7)

[Immagine: Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1797-1798]

Eco gelosa. (Saprò scrivere?) di Valerio Villari

Eco gelosa. (Saprò scrivere?) di Valerio Villari

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Eco gelosa. (Saprò scrivere?)
da Un meraviglioso istante
di Valerio Villari

Dalle colline del tempo
ho urlato il tuo nome
e dalla valle dei giorni
mai è tornata l’Eco.

Scioltasi nella sua gelosia,
conoscendo la tua bellezza,
decise che il tuo nome
non andava pronunciato.

perché cielo e terra,
fulmini e saette,
i bagliori delle stelle,
pioggia e neve,
luna e sole,
intimiditi
non sarebbero
più esistiti.

Meravigliosa dea lucente
vedo guardando il tuo riflesso
in ogni raggio di sole
ed urlo, urlo
questo amore
e lo scrivo, lo scrivo
anche nel cielo,
anche nella luna,
in ogni goccia di pioggia,
in ogni fiocco di neve,
ogni stella è lettera
che lo compone,
il tuo prezioso nome.

Che fare se non vivere
ché a meno di questo amore
non posso fare,
se non scrivere
la tua bellezza
copiando, plagiando,
quella dell’universo
nella sua interezza?

Ma ne sarò capace?
Saprò scrivere del
profumo del tempo
vissuto tra le tue braccia
se questo tempo
non è mai giunto?

Saprò scrivere del
sapore della vita
se queste labbra
mai sfiorarono
i tuoi occhi?

Saprò scrivere del
volo degli angeli
se le mie braccia
mai si trasformarono
in ali stringendo
i tuoi fianchi,
sollevandoti al cielo,
regalandomi la vita?

Saprò scrivere dei
colori del mare
se il mio corpo
mai poté nuotare
tra le morbide
onde del tuo?

Saprò scrivere del
calore dei giorni
se le mie mani
mai strinsero le tue?

Dalle colline del tempo
Eco, gelosa Eco,
non mi restituisce il
tuo nome,
ma io sono Mercurio
non sono Narciso
e Nemesi non potrà fermarmi;
con le mie ali ai piedi
che di cera non sono,
non fallirò come Icaro,
volerò fino ai tuoi occhi
e potrò scriverlo,
ché tutti possano leggerlo,
sulla superficie della luna
e su quella del sole!

Valerio Villari
Gennaio 2019 (3)

[Immagine: “Eco” (olio su tela, 1874) di Alexandre Cabanel.]

…e si tagliano le vene, di Valerio Villari

…e si tagliano le vene, di Valerio Villari

Arte & Poesia

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…e si tagliano le vene di Valerio Villari

Che poi qualcuno
si taglia pure le vene

non c’è bene,
non c’è bene!

Nooo!!!
Ce n’è abbastanza,
ma è troppa l’ignoranza,
infinita l’incoscienza;

c’è male,
c’è male,
c’è tanto male,
la contraddizione
di una vita
senza emozione,
che, dovete saperlo,
è solo del bene assenza,
quello che voi credete tale,
perché non esiste
il bene universale;
solo nella vostra
mente ignorante insiste,
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Ai passati, di Valerio Villari

Ai passati, di Valerio Villari

Arte & Poesia

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Non m’interessate
siete uomini persi,
non avete versi
da condividere,
non sapete vivere.

Vi drogate,
vi ubriacate

Ho rispetto
di me stesso,
ho abbracciato
il mondo
ed adesso,
non m’interessate.

Le vostre vite
disprezzate,
le gettate,
come rifiuti sociali
vi comportate
e nuotate
nel fango
della vostra stupidità
e lì annegate
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E passeggio… di Valerio Villari

E passeggio… di Valerio Villari

Arte & Poesia

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Per questo, quando passeggio,
non guardo le vetrine stanche
che odorano di fiori appassiti,
del sudore dei giochi proibiti.

Non voglio essere eclissi sociale,
non voglio, no, subire l’immorale
consumismo despota dei sogni,
traditore delle certezze e vampiro
d’innocenti e passate speranze.

Voglio avere, quando passeggio,
i piedi bagnati dalla pioggia,
di acqua di fiume, di lago,
di mare, non voglio l’umida
melma dei cimiteri dei
sepolti vivi che guardano
i monitor della loro convalescenza,
dell’incoscienza multimediale.

Voglio un mondo sociale,
per questo, quando passeggio,
e guardo piedi scoperti
sotto vecchie gambe irsute,
senza cura, non lo trovo,
non lo vedo, ed allora mi
nascondo nei vicoli popolari,
dove le canottiere sono sudate,
dove i sandali sono di plastica,
ma non mi piace l’uomo che
mostra i piedi,
non amo vedere arti denudati;
le vie non sono ospedali,
non sono camere d’albergo
matrimoniali, a ore!
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