Microsoft abbandonerà windows.

Microsoft è praticamente dov’è grazie a Windows. Il sistema operativo per PC è tra i più diffusi al mondo. Quindi ha senso pensare ad una sua dismissione? Al momento sappiamo che la nuova gallina dalle uova d’oro per Microsoft è Office 365, ma questo non giustificherebbe un eventuale dismissione di Windows.

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In realtà, in vista di un ridimensionamento del mercato dei computer, la società di Redmond sta pensando all’evoluzione del settore. Da qui l’idea di sviluppare modern OS. Si tratta di un nuovo sistema operativo conosciuto internamente come Windows Core OS.

È in pratica una versione di Windows costruita per essere adattabile negli strumenti informatici del futuro, come HoloLens, Surface, xBox, smartphone pieghevoli e così via. Microsoft si prepara alla prossima evoluzione del mercato, evitando di rimanere incollata ad un sistema operativo, Windows, che potrebbe vedere ridurre le sue quote di mercato sempre di più.

Il nuovo “Windows” è costruito da zero per offrire qualcosa di più sicuro, veloce, semplice da aggiornare e scalabile. In pratica è un’alternativa ad iOS.

Alla base si prevede il supporto di tecnologie come quella cloud, intelligenza artificiale, sensori, adattabilità agli schermi e così via. Anche in questo caso come un’alternativa a iOS.

Al momento non si hanno indicazioni sul suo rilascio.

Greta, l’asperger e la strumentalizzazione dei grandi.

Alessandria: Riporto un articolo da Vanity Fair.it del 19.03.2019. Si può dissentire, dibattere, ma non instillare sempre il veleno dell’odio. La vergogna non è solo nei social ma in ogni parola che si sente al bar, negli uffici, nelle tv di cosiddetta opinione. Bisogna spezzare questo filo nero che sta avvolgendo troppe cose in questo mondo. E’ pericoloso voler sempre ghettizzare nel ruolo di Persona Malata: forse non è vero che l’ambiente è degradato? la globalizzazione sta uccidendo le particolarità delle culture, anche se è una persona con asperger a dirlo? Mi domando, ma dovevamo sentircelo dire da lei oppure potevamo accorgercene noi? e ancora, il fatto che molti non sappiano esattamente cosa è l’asperger o che i ragazzi che scioperano non abbiano la minima idea di cosa sia il buco dell’ozzono cambia lo scopo di questa rivendicazione?
Diverse persone hanno sentito la necessità di sminuire il lavoro e il carisma dell’attivista svedese, parlando della sindrome in termini scorretti. Ne abbiamo parlato con la terapista Marya Procchio dell’ASA.

«Senza l’Asperger, non avrei lottato così». Greta Thunberg, l’attivista sedicenne per il clima, ha sempre parlato della «sua» sindrome come un «dono»: «Se fossi stata come tutti, avrei potuto continuare come tutti gli altri. Avrei potuto rimanere bloccata nel social game, galleggiare nelle convenzioni e nel tran tran, e continuare come prima. Ma non posso, anche volendolo. La mia sindrome fa sì che io veda il mondo o bianco o nero, senza vie di mezzo», ha raccontato al Financial Times. «E che senta l’esigenza improrogabile di salvarlo». Eppure, i suoi detrattori l’hanno accusata di essere una ragazzina strumentalizzata (Nadia Toffa), «personaggio da film horror» (Rita Pavone), «malata di autismo» (Maria Giovanna Maglie). Continua a leggere “Greta, l’asperger e la strumentalizzazione dei grandi.”

Fate molti errori: dal mio canale YouTube.

Fate molti errori: dal mio canale youtube.

Chi mi conosce in virtuale da poco nel mondo del blog, deve sapere che per 2 anni ho giocato divertendomi sfidando l’impossibile sul mio canale youtube. Da non vedente, vi posso assicurare che non è facile lavorare proprio con i video, specialmente con persone esigenti che badano molto, proprio come nel reale, all’involucro: a ciò che appare, ciò che si vede, appunto.

Ogni volta era una fatica mentale: non tanto per pensare ai contenuti dei video, per quello ne avrei potuto fare uno al giorno, quanto alle banali difficoltà tecniche. Sono proprio davanti alla telecamera? Se sbaglio come e dove taglio? metto musica o no? Sottotitoli, e il montaggio? Quale fotocamera comperare per avere una inquadratura ad ampio spettro, quale microfono, con quali software operare che potessero essere gestiti con una sintesi vocale, come ottenere la cattura dello schermo? Insomma, alla fine ho capito un po’ di cose. Anzitutto che, pur pensando alla qualità, dovevo risolvere togliendo sovrastrutture e prestando attenzione solo al messaggio che volevo far passare, per non farmi abbattere dalle banali, si fa per dire, complicazioni tecniche. Continua a leggere “Fate molti errori: dal mio canale YouTube.”

Beltmap, il Google Maps per non vedenti che permette di essere indipendenti: con riserva!

Riporto una notizia di questa cintura che aiuterebbe i non vedenti a districarsi nel traffico della città. Naturalmente sarebbe tutta da sperimentare e il tono della notizia è, credo, troppo enfatico. Una cintura che emana vibrazioni in sostituzione della guida audio: Beltmappermette di raggiungere qualsiasi meta in autonomia.
È l’equivalente di Google Maps per aiutare ipovedenti e non vedenti a camminare in città. Beltmap riesce, infatti, a risolvere i problemi che chi non vede, o vede molto poco, riscontra con l’audio-guida delle mappe di Google. Grazie a una cintura che emana vibrazioni, connessa all’app per smartphone, l’invenzione di questa startup consente di orientarsi ovunque ci si trovi, mantenendo le mani libere e permettendo di concentrare l’udito soltanto sui rumori dell’ambiente circostante.
Superati i limiti di Google Maps
Se le mappe di Google danno indicazioni poco precise sulla direzione, ma riferiscono soltanto se svoltare a sinistra o a desta, Beltmap fornisce informazioni esatte proprio nel momento in cui si deve cambiare direzione.
“Altro problema sostanziale per un ipovedente o non vedente è rappresentato dal fatto che, seguendo l’audio-guida di Google, l’utente si debba concentrare sulle informazioni fornite dal motore di ricerca, prestando meno attenzione, invece, ai rumori provenienti dall’esterno, per lui essenziali.
Beltmap, avvalendosi di vibrazioni, non implica la necessità di udire messaggi, permettendo di potersi concentrare sui rumori esterni”, rivela a StartupItalia il founder di Beltmap, Francesco Volpi.
Se il cane guida, infine, rappresenta un compagno affidabile e fedele per chi soffre di queste patologie, non è, comunque, in grado di condurre la persona verso mete a lui sconosciute. Beltmap consente, invece, a queste persone di spostarsi in maniera indipendente, in sicurezza.
Come funziona Beltmap
“L’utente, dopo aver impostato la propria destinazione sull’app tramite comando vocale, può riporre in tasca il proprio smartphone. Sarà esclusivamente la cintura, infatti, tramite vibrazione, a guidarlo verso la meta impostata”, spiega il fondatore Volpi. Nello specifico, questa vibrerà, ad esempio, sul fianco sinistro nel momento in cui debba girare in quella direzione (e viceversa), mentre emetterà vibrazioni centrali per proseguire
a diritto. Continua a leggere “Beltmap, il Google Maps per non vedenti che permette di essere indipendenti: con riserva!”

Elogio della diversità, di Valter Scarfia


Ricchezze nella diversità.

Vorrei continuare con gli elogi: già pubblicato quello della noia.
Ora vorrei argomentare sulla diversità in un mondo che è votato alla omologazione, alla globalizzazione. “Il mondo è bello perché è vario“. Questo modo di dire contiene un diritto inalienabile che è proprio quello di essere orgogliosi ciascuno della propria Diversità, parole che recitiamo meccanicamente disconoscendone e sconfessandone la reale portata.
Costruire una società dove il diverso non esiste è il sogno di tutti coloro che hanno cercato di imporre la propria idea sugli altri, a volte con la forza, a volte con mezzi più subdoli. Occorre domandarsi allora come mai la diversità faccia così paura al potere, mentre il conformismo sia lodato. La risposta è tanto semplice quanto banale: più il potere ci rende uguali, più i nostri pensieri e comportamenti saranno simili a quelli di migliaia di altre persone, e più facile sarà prevedere e gestire. La società nasce per impedire gli abomini che deriverebbero dall’anarchia, ma quando arriva a controllare troppo, diventa essa stessa un abominio. Noti agli occhi di tutti (o quasi) sono i danni arrecati da potenti dittature, rigide e ben strutturate.

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Valter Scarfia è un nuovo componente della redazione di Alessandria today

Valter Scarfia è un nuovo componente della redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di informare che Valter Scarfia appassionato di informatica e vicepresidente regionale dell’Unione Ciechi è un nuovo componente della redazione. Allo stesso diamo il benvenuto e possiamo leggere i suoi primi post relativi a tecnologia e cultura, ma non solo già pubblicati nel blog.

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Valter Scarfia biografia

Mi chiamo semplicemente Valter (v semplice per facilitare la firma”. Nasco a Tripoli da famiglia italiana ma, appena i miei si accorgono del mio essere non vedente, tornano in Italia vendendo la loro piantagione.

Comincia la mia formazione in collegio nel quale resto dall’età di 4 anni ai 14. A quel punto, temprato dalla forzata lontananza, decido di accettare divertendomi tutte le sfide.

Decido di proseguire gli studi in una scuola pubblica, in un tempo in cui tutti i non vedenti studiano nelle scuole speciali. Mi laureo, primo non vedente in Piemonte in giurisprudenza con indirizzo internazionale.

Poi, folgorato dalla passione per l’informatica, vinco una borsa di studio europea con la quale frequento un corso all’Ibm di Bologna per diventare programmatore. Continua a leggere “Valter Scarfia è un nuovo componente della redazione di Alessandria today”

“VANGOG SULLA SOGLIA DELL’ETERNITA'”: COSA MI PORTO A CASA, di Valter Scarfia

Mi è sempre piaciuto andare al cinema, piuttosto che vedere un film a casa: ti muovi per andarci, non sei solo e ti costringi su una poltrona concentrato per non perdere niente del film; mentre a casa: ti cerchi qualcosa da mangiare, ti distrai con l’iphone, dormi, ricevi chiamate o messaggi, e potrei continuare ancora.

Questo pomeriggio sono andato quindi a vedere “Vangog sulla soglia dell’eternità” e da molte cose sono stato colpito.
Intanto l’estrema serietà con la quale Vangog ha vissuto l’arte: quasi una religione, una necessità, la ricerca di dare conforto agli esseri umani, la particolare ed unica visione che ciascuno ha di ogni cosa. Vedere le cose con occhi diversi: quanto siamo miseri noi mentre controlliamo le visualizzazioni, i like delle cosucce che scriviamo e soffriamo se non siamo apprezzati! Vangog è morto povero, non ha sorriso molto ma molto ha amato: suo fratello dal quale era riamato, Gogain col quale dissentiva su molte cose ma per il quale è stato capace di compiere un gesto folle, come il taglio dell’orecchio. E poi ancora la precisa sensazione di spendersi per il futuro, di seminare sapendo che non avrebbe visto il raccolto: anche qui, che campioni di impazienza siamo noi!
Noi ci aggiriamo nei musei, cerchiamo i quadri che non comperiamo perchè non abbiamo soldi, leggiamo critiche letterarie e ignioriamo la vera domanda. Non se e quanto ci piace un quadro, una sinfonia; ma quanto questo quadro, questa sinfonia ci cambiano la vita, quanto ci scavano dentro, quanto è centrale o marginale l’arte nella nostra esistenza!
Dunque mi propongo di non lasciarmi sviare da commenti sarcastici o malevoli, di seguire l’istinto creativo anche nel caso non sia compreso. Credo che Vangog fosse stato felice solo mentre dipingeva velocemente e furiosamente e quindi, se una azione ci può dare felicità, serenità, perchè lasciarsi manipolare dalle opinioni degli altri anche se in buona fede. L’ultima cosa che mi ha colpito è il fatto che nei suoi ultimi 80 giorni di quiete, ha prodotto ben 75 quadri. Davvero stupefacente!

IL DRAMMA DI ACHILLE E LA TARTARUGA, di Valter Scarfia

“DAL MIO BLOG: http://vscarfia.comm “.

Alessandria: Nei miei corsi agli insegnanti di sostegno, a proposito di tecnologia legata alle disabilità, espongo sempre questo binomio: Achille e la tartaruga. Achille è l’evoluzione tecnologica, veloce, impetuosa, straripante. La Tartaruga: lenta, impacciata, confusa.

Più volte ho evidenziato Luci ed Ombre della tecnologia; indubbi vantaggi che consentono di svolgere diverse mansioni che prima erano precluse ma, contestualmente, inducono dipendenze, ansia da prestazione. Quando un disabile ha acquisito una abilità tecnologica e sarebbe pronto per sfuttarla a pieno, ecco che Achille è già corso avanti imponendo nuove tecnologie, nuove opportunità e la Tartaruga mestamente deve faticosamente fare un balzo in avanti.

Quale insegnamento possiamo trarne da tutto ciò? è proprio possibile che la Tartaruga possa diventare Achille? oppure, non sarebbe meglio per tutti che Achille diventasse la Tartaruga?
Le “lepri tecnologiche”, che corrono sempre più velocemente con il solo scopo di arrivare prime, non sapranno costruire un mondo duraturo, pacifico e solidale. Continua a leggere “IL DRAMMA DI ACHILLE E LA TARTARUGA, di Valter Scarfia”

A RICORDO DI UN BEL MOMENTO CULTURALE SUL BUIO E LA LUCE, di Valter Scarfia

Alessandria: Lo scorso 27 dicembre, praticamente lo scorso anno, ho partecipato ad un momento di festa organizzato dall’associazione Colibrì. Si è trattato di un momento di scambio di frammenti di letture che ciascuno ha proposto sul tema del buio e della luce: seguito da un ottimo rinfresco.

Ho avuto modo di leggere, nella circostanza, un minuscolo frammento tratto da un libro di uno scrittore non vedente che conosco. L’autore Roberto Turolla in questo libro “I racconti del buio”, ambienta i suoi racconti al buio appunto, dove i colori, con hanno una valenza così determinante come il resto della letteratura. Mi piace lasciare in questa circostanza alcune parole della sua postfazione.
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“Gran parte delle persone vedenti forse non ha mai nemmeno immaginato che cosa voglia dire per un non vedente scrivere narrativa. Eppure credo sia davvero importante che se ne parli, affinché le disabilità escano dal recinto delle forme difettose e vengano invece percepite e trasformate in abilità precise, regolate da tecniche proprie. In questo modo i normodotati possono superare un’involontaria o pigra modalità pietistica di rapporto col disabile ed entrare in una piena e completa parità, seppure su territori diversi. Continua a leggere “A RICORDO DI UN BEL MOMENTO CULTURALE SUL BUIO E LA LUCE, di Valter Scarfia”

Autonomia e tecnologia: un binomio inficiato da pregiudizi, di Valter Scarfia

Autonomia e tecnologia: un binomio inficiato da pregiudizi, di Valter Scarfia

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