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Perdonare per vivere meglio? di Rosanna Gazzaniga

kintsugi-piatto-bluIl kintsugi (金継ぎ)  letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica artistica giapponese che utilizza  oro o argento  invece dei  comuni collanti, per la riparazione di oggetti in ceramica, saldandone assieme i frammenti. La tecnica  permette di ottenere originali oggetti preziosi, dal diverso intreccio di linee dorate, uniche  per via della casualità della rottura. Evoca la preziosa capacità di ripristinare rapporti logorati, rivalutandoli col perdono.

PERDONARE PER VIVERE MEGLIO?

Non è facile da attuare, ma è l’unica strada che ci permette di ritrovare l’armonia interiore. Abbiamo sperimentato tutti, nei rapporti conflittuali, quanta sofferenza sentiamo assieme alla rabbia corrosiva che davvero riesce a torcere i nostri poveri visceri. Ma prima dobbiamo riuscire ad accettare e vincere la lotta con il nostro orgoglio che vuole dettare la correttezza dei nostri comportamenti.

Il perdono così spontaneo quando si è bambini, così difficile da adulti. Percepito da chi non lo usa come una umiliazione, un dichiararsi inferiore a chi ci ha offeso. E’ l’ego che dirige i nostri atteggiamenti, infarciti sempre di vanagloria. Invece basterebbe riflettere per capire che tra l’angosciosa rabbia che ci pervade quando siamo offesi, e la pace interiore nel sentirsi più buoni con riflessi soprattutto sulla nostra salute, conviene sempre utilizzare quest’ultima soluzione. Pensiamo solo agli effetti negativi di chi cova rancore: pressione che si alza, aritmie cardiache e infarti, insonnia e spesso ossessioni. Il perdono annulla tutti questi disturbi donando di nuovo energie benefiche. Continua a leggere “Perdonare per vivere meglio? di Rosanna Gazzaniga”

Momenti di poesia. Danza d’immagini, di Stefania Pellegrini

Momenti di Poesia. Danza d’immagini, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Edgar Degas

Danzano le immagini sul cuore
danzano la vita, l’amore.
Danzano come stelle
certe sere lassù al ritmo del vento.
Scie sul fiume nel suo trascorrere
luminose a giorni
quando il sole le specchia
acceso, ardente.
Danzano la musica di mille accordi
di un vivere dentro il sogno
quando la voce si fonde
con la fioritura soave di violini
o quando gioiose vestono il giorno
miscelando colori
con l’alba e il tramonto.
Non ha incrinature la nota
se mi siedo e ascolto
ma pare abbia ali il cammino. 

Stefania Pellegrini ©

TUTTI I DIRITTI RISERVATI 

Momenti di poesia. Un tempo ancora, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Un tempo ancora, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Un tempo ancora

oggi, domani, quando?

Avrò ancora

dai silenzi senza nome,

nuvole rosa

nel crepuscolo di voci

da consumati desideri.

Passi di ripetuti slanci

e d’inquieti abbandoni.

Avrò oscillanti rimpianti

sulle ali di speranze svanite

nei deliri di sogni

dentro il giorno, la notte.

Avrò la folle illusione

di trovare un’ancora

dove appendermi e restare.

Un tempo ancora

oggi, domani, quando?

Lungo il sentiero

vicino, lontano

dalla stagione

delle foglie brunite.

Lungo l’ombra della notte

che silenziosa veglia

il loro sonno eterno .

Di gradino in gradino

cercando il senso a questa vita.

Stefania Pellegrini ©

Donne in ombra di Rosanna Gazzaniga

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Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli

deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive
tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.

Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe corse compresse
in vene che vogliono esplodere

e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.

Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni

perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile…
27/7/2016 rg.

Mitosi, di Rosanna Gazzaniga

Patricia Ariel 2014-2013

Senza battere ciglio
guardando oltre lenti enormi
sfregiate e sporche
oltre amplessi di fuoco
oltre le cantine
tra odori di muffe vinose
dove santi si travestono da poeti
e demoni si immobilizzano
in bisturi da chirurgo per espianti feroci,
capitoli di pace e guerra
si replicano
oscure mitosi.
Riconciliarsi con l’immagine asessuata
è utopia…

UN “NON SENSO”,di Silvia De Angelis

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Si assottiglia

in modo irreversibile

il senso della vita.

Ti coinvolge

in un “non senso”

dell’andare quasi indietro

che rispecchia un riverbero

d’ infante

ma senza la curiosità

morbosa dell’intorno.

Si fa sfocato lo scenario

privo di colori base

e dei numeri necessari

alla conta delle idee.

Sfumano lente

come una vela alla deriva

in un mare privo d’onda

ove il gabbiano

rivolge l’ala

a un cielo di cemento

nel volo amaro

divenuto

a ritroso

@Silvia De Angelis 2018

Cara Luna

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https://alessandriatoday.files.wordpress.com/2019/08/luna1.jpg

 

Mia cara amica Luna

quante pene ho da confidarti questa sera!

Da quando è andato via

ha lasciato un vuoto incolmabile nel mio cuore

è uscito dalla mia vita per sempre

senza dire il perchè.

Soffro per lui!

I miei pensieri sono solo per lui.

Cara amica mia

in questa sera splendente

vieni in mio aiuto con un tuo consiglio.

Dimmi cosa devo fare

perchè da sola

senza lui

non so più stare.

Regalami un pò della tua fatale luce.

Illumina la mia vita

Illumina il mio cuore

Ti prego!

Scrivi adesso

lassù nel cielo

con le tue belle e luminose stelle

un piccolo

un misero grande consiglio.

Aiutami mia cara e dolce amica Luna

dimmi cosa devo fare

perchè senza di lui

non so più stare.

 

 

Racconto. Il vecchio e il bambino di Stefania Pellegrini

Il mio tempo migliore

Un giorno, un vecchio e un bambino si incontrano lunga la sponda di un fiume. L’uno è seduto sull’argine, l’altro, un poco distante, tira sassi nelle acque placide e silenziose.

Ad un certo punto, il bambino, sentendosi osservato, si avvicina al vecchio e gli chiede:

“Da dove vieni? Non ti ho mai visto da queste parti.”

“Come no, tu non mi hai visto, ma io c’ero”.

“Ma come è possibile? Vengo spesso a giocare qua.”

Il vecchio, carico d’anni, la pelle cadente solcata da grosse rughe, fuma la pipa e scruta la faccia del bambino accennando un mezzo sorriso.

“C’ero, c’ero, piccolo sbadato, non mi hai visto perché ero nel fiume.”

“Cosa facevi, nuotavi?”

“In un certo senso.” – Segue un breve silenzio, poi riprende il bambino:

“Cioè? Che vuoi dire?”

“Ero quel piccolo pesce che hai colpito con un sasso.”

Il bambino, un po’ stupito, guarda il vecchio dalla punta del naso ai piedi, e pensa – questo qui non è normale. –

Il vecchio prosegue:

– “Due giorni fa ero il filo d’erba che hai strappato, e il giorno prima ancora, il cespuglio che tu e i tuoi amici avete sradicato per riprendere la palla, prima che finisse nel fiume.”

“Ma mi prendi in giro?” – dice il bambino –

Entrambi smettono di parlare, persi nei propri pensieri.

Il vecchio continua ad aspirare la sua pipa, il bambino un po’ confuso riprende a gettare sassi al fiume. Continua a leggere “Racconto. Il vecchio e il bambino di Stefania Pellegrini”

Momenti di poesia. Noi qui ora di Stefania Pellegrini

Momenti di Poesia. Noi qui ora di Stefania Pellegrini

Noi qui ora

Passa il tempo
sulle nostre voci
passa e rotola
lontano.
Disturba l’incedere
incurante, l’ombra
furtiva che pesa
sulla mano.
Giorni gli uni sugli altri
a perdere spessore
e la nostalgia
dei battiti persi
pende sospesa
sui lillà lacrimanti
sospiri odorosi.
Scivola
la rosa appassita
tra le dita,
petali inariditi,
incolori,
d’un vivere che non torna.
Confusa
aleggia l’attesa.
Noi qui ora…
a inventare l’oggi
non guardando al domani.

Stefania Pellegrini©

Momenti di poesia. Bellezze della vita di Stefania Pellegrini

Momenti di Poesia. Bellezze della vita di Stefania Pellegrini

Bellezze della vita

Vivere i sentieri dei tuoi occhi
carezza di pelle sulla mia,
danza di cuori nelle ore
dimentiche del tempo.
Travolgente musica dell’anima
afferrare
fluttuando appesa a un aquilone
nell’aria rarefatta d’un sogno.
Mai sogno fu così vivido:
vita fioriva
su voce d’alba
d’armoniose intime scoperte.
Crescere gracili arbusti
e vegliare i loro respiri.
Dissetarsi alla colma e lucente
conca d’acqua
assaporando la vita a grandi sorsi.
Tutto era vero e reale,
Torino complice
fascinosa e attraente
con la sua aria regale e l’eleganza
trasognata d’altri tempi.

Stefania Pellegrini ©

(dalla raccolta Isole-END Edizioni)

Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo (versione in eBook)

Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo (versione in eBook)

di Luciano De Crescenzo

https://www.lafeltrinelli.it

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Descrizione

“Una famiglia non si sceglie: nasci e te la trovi intorno che ti sorride. Buoni o cattivi che siano, i parenti non si possono permutare come se fossero auto. Io sono stato fortunato: erano tutte persone di animo gentile. Sono nato e cresciuto in una casa piena di gente. Quando ci riunivamo per il pranzo sembrava sempre che ci fosse una festa. A capotavola, a impartirci due volte al giorno la benedizione con l’acqua santa, si piazzava la nonna materna. Ci guardava per un attimo con l’occhialetto, per vedere se eravamo tutti attenti, e poi biascicava qualcosa in latino che non sono mai riuscito a capire. […] Alla sua destra si accomodavano mio padre, mia madre e mia sorella Clara, e sulla sinistra i miei tre zii single: zio Luigi, zia Olimpia e zia Maria. All’altro capo della tavola stavamo seduti io e Rosa, la mia balia ciociara. […] Chi invece non mangiava mai con noi, ma in cucina, era la cameriera numero due, continuamente sostituita perché sempre sospettata di aver rubacchiato.” (Luciano De Crescenzo)

Acquista Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo in Epub: dopo aver letto l’ebookVita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo di Luciano De Crescenzo ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui. L’opinione su di un libro è molto soggettiva e per questo leggere eventuali recensioni negative non ci dovrà frenare dall’acquisto, anzi dovrà spingerci ad acquistare il libro in fretta per poter dire la nostra ed eventualmente smentire quanto commentato da altri, contribuendo ad arricchire più possibile i commenti e dare sempre più spunti di confronto al pubblico online.

Momenti di poesia. Ti cercherò, di Stefania Pellegrini

Momenti di poesia. Ti cercherò, di Stefania Pellegrini

Parole nomadi

Ti cercherò

Io ti cercherò, io ti troverò

dove sorride la luce

dei miei sogni più belli.

Ti cercherò dove l’onda

si fa schiuma e

sfuma in candidi chiarori.

Vestirò di lucenti petali che

s’apriranno al primo sole.

Troverò parole

per la voce del cuore

un nome

al prodigio delle cose.

E la finestra lascerò aperta

al volo dei tuoi passi leggeri

alla libertà, agli spazi

per la fantasia

dei nostri incontri.

Io troverò e sconfiggerò

l’implacabile scure

che s’abbatte sul tempo

e che di ogni giorno

non ha ricordo.

Perché di te ho bisogno

come il respiro che dà vita

alle mie ore.

Stefania Pellegrini ©

(dalla raccolta “Tra le ali dei sogni”)

Vita spezzata, di Ines Favorita

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Ogni bambino è un angelo caduto dal cielo

Con gli occhi di una bimba

che si affaccia alla vita

sognando i desideri da realizzare

sognando l’amore

il primo batticuore.

Sognando la vita che avevi davanti

interrotta in quel tetro ospedale.

Con gli occhi di una bimba

che si affaccia alla vita!

Ma oramai i sogni

si sono infranti.

Al posto dei sogni

son comparse due ali

due ali per volare lontano

due ali per continuare a sognare

due ali per non farti dimenticare.

 

 

CORMORANO, di Silvia DeAngelis

cormorano4

Fastose e semiaperte ali sulla cresta oceanica

ventolano dolcemente nell’etere

abbozzando con tenacia linea d’agile cormorano

Insinua delicata pausa

immerso nell’equilibrio accalorato d’un sole cocente

fra lievi flutti marini e trasognante salsella

Deciso inclina il becco nella profondità azzurrina

nel risoluto afferrare succulente prede

sguizzanti fra corallosi aromi

e screziate sintonie d’alghe sfumate

Un andirivieni ricorrente nei tessuti del crepuscolo

accorcia le distanze ombrose da nicchie nel suolo

ove piccoli nati pigolano nel tempo di luce

consapevole di vita

@Silvia De Angelis

A UN CARO AMICO SCOMPARSO, di Silvia De Angelis

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Sembra in  alcuni periodi della vita, sfoltirsi d’improvviso, il contorno delle persone che da sempre  hanno orbitato nei nostri giorni. Il verificarsi di questi eventi, talvolta imprevedibili, altre conclusivi di situazioni dolorose trascinate da tempo, acuisce nella nostra coscienza l’entità di quegli irrisolvibili  perché, radicati in noi, ai quali non riusciamo a dare risposta, né spiegazioni, che abbiano un senso compiuto, secondo il nostro sensibile sentire.

Forse l’impostazione che, in linea di massima ci viene data, sin dai primi anni di vita, sul creato e sulla  morte sarebbe pressoché inesatta, perché in realtà non  terrebbe minimamente conto del fatto che prima del meraviglioso dono esistenziale, eravamo nulla, e tornare ad essere nulla dovrebbe essere una manifestazione accettata con naturalezza; un passaggio obbligato dopo una meravigliosa sintesi d’esistenza che permetta di conoscere le fattezze della natura, la tecnologia dell’uomo e tante incredibili emozioni che trasformino continuamente le sensazioni dell’anima. Accettando, quindi, la diversità e la lunghezza di questo percorso, per ognuno di noi,  significherebbe essere dotati di misurata logica mentale, eppure il discorso risulta davvero arduo.

Infatti l’idea di non poter più godere della presenza e del calore di un individuo a noi caro  crea uno sconforto indicibile, complesso da  accettare e superare, e il desiderio di avere vicino la persona scomparsa  pare  ancor più tenace.

Eppure dopo un’assidua ripetizione  di questi dolorosi eventi la signora in nero sembrerebbe, apparentemente, lasciarci più indifferenti, nel suo alitare senza tregua su anime che si estinguono…come se il suo tracciato  facesse parte di un progetto prestabilito,  da portare avanti senza un attimo di respiro…quello ultimo di cui si appropria con ferocia, senza un tocco di ritegno per il volto che gela

@Silvia De Angelis

IL TERREMOTO, di Silvia De Angelis

Improvvisamente un boato, diverso dal rumore d’un tuono e poi un sussulto inaudito  che sfocia nel forte tremolìo  della terra e tutto si muove d’intorno in modo inconsulto…

Ecco il terremoto, inaspettato cataclisma, che sa incutere  interminabili attimi di panico.

La mente, in pochi secondi, deve gestire immagini terrificanti  e l’istinto di sopravvivenza, avanza a grandi passi, con  velocissime mosse dirette alla salvaguardia della propria  persona, allarmata da una situazione di forte pericolo.

Non c’è tempo di pensare, si deve correre al di fuori delle  mura dell’abitazione, all’aperto, possibilmente lontano  da fabbricati, che potrebbero sbriciolarsi da un istante allo  altro.

Le scene che seguiranno, dopo il sisma, saranno devastanti  per la loro violenza… un ammasso di detriti ed edifici  distrutti o semidemoliti, fra gli sguardi della gente ancora  attonita e sbigottita per aver vissuto ed avere ancora il dono  della vita, dopo un evento di tale portata.

Organizzati nelle tendopoli, in uno stato di precarietà ed  emergenza, in parte sono felici di essere salvi, ma molti di loro hanno perso la casa e forse anche il lavoro.

Situazioni davvero drammatiche, indotte dall’esistenza, che bisogna  sempre considerare un’avventura. Infatti l’imprevedibilità degli eventi, di qualsiasi natura essi siano, portano a riflessioni  profonde e alla considerazione di quanto, soprattutto, siamo fragili, di fronte all’inaspettata forza della natura,   che non finisce mai di sbalordirci con le sue incredibili  performance .

@Silvia De Angelis

IL TERREMOTO

                                                                DRAMATIC SAFARI

In quel safari

d’ abnormi cianfrusaglie

mischiate a  brandelli umani

mostra l’arte muta e devastante

un roboante cataclisma.

Scenario d’ uno sfigurato sensale

dimentico da  Dio

stravolge barlumi del pensiero

coinvolgendo i codici emotivi

Solo l’eco d’un fogliame indenne

si destreggia  col vento

dubbioso

se  spirare

in quella terra martoriata

o ricongiungersi con dolcezza

al migrare d’un impollinare

@Silvia De Angelis 2019

“FELICITA” TRILUSSA, di Silvia De Angelis

1-trilussa

 “C’è un ape che si posa
su un bottone di rosa:
lo succhia e se ne và…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.”

trilussa felicità

Un piccolo cantico, che d’impatto potrebbe apparire solo inusuale per la sua brevità, ma che riletto attentamente, sa racchiudere un profondo significato, non agibile a tutti.

Infatti, in molti, non riescono ad essere appagati dalle piccole gestualità del quotidiano, che, nel loro insieme ci permettono di condurre una vita piuttosto agiata, fatta di comodità  e di tutti quei particolari che rendono gaie le ore del nostro giorno.

Gli individui, in genere, spesso sono alla ricerca di cose astruse, al di fuori della  loro portata, per appagare un ego incontentabile e insoddisfatto, causa spesso, di forme di depressione.

Eppure basta osservare l’intensità del cielo e del mare, per appropriarsi d’un’infinita gioia di vivere, accompagnata da tanti piccoli particolari del contorno, che nel loro insieme, ci permettono di condurre un percorso abbastanza soddisfacente e in grado di mettere da parte, l’energia necessaria, per superare quei momenti complessi che la vita, prima o poi, riserva.

Quindi , tornando ai versi del Trilussa, cogliamone il senso più appropriato, cercando di catturare quella felicità dell’attimo, che abbiamo a portata di mano (@Silvia De Angelis)

 

Una mia testimonianza, esortazione scritta a cuore aperto – Fabio Avena

Personalmente, in passato sono sempre stato molto timido, soprattutto nel periodo scolastico, per via della mia grande emotività che a poco a poco e gradualmente ho imparato a vincere, a sfruttare come risorsa interiore positiva, da vero resiliente. Adesso ricredo pienamente in me con un pò di sana autostima nelle mie capacità dopo tante sofferenze interiori e delusioni di ogni genere.

Il ballo di sicuro mi ha aiutato molto, soprattutto il ballare per strada a Palermo con altri b-boys, street dancers, tanti giovani uomini e donne audaci con il ballo che scorre loro nelle vene. Ho superato così buona parte della timidezza insita in me. Attualmente, dal 2001 mi sto dedicando anima, mente e cuore con passione alla scrittura, e adesso sono sicuro che è questa la mia vera strada, che ho associato da diversi anni a un percorso di profonda introspezione da autodidatta senza alcun supporto esterno, imparando ad ascoltarmi a fondo dentro, modificando così tanti lati del mio carattere e della mia indole in positivo.

Condividere introspezione e scrittura non è da tutti, perché purtroppo molti puntano esclusivamente all’autoaffermazione personale, come ben vediamo oggi. Difatti, sia scrittori che altro genere di artisti più in vista, nutrono in cuor loro più o meno segretamente tanta invidia, astio; vige una concorrenza spietata e poco umana all’ascolto altrui, e diversi nomi pur di mettersi in mostra nelle vetrinette di saloni e saloncini vari contribuiscono negativamente a far sì che la vera e sana cultura, l’arte genuina e spontanea di tanti artisti meno noti alle masse si restringa a quelle èlite di pochissimi eletti che ostentano soltanto ciò che a mio semplice avviso deve essere mostrato in maniera più genuina e trasparente, senza quel business e teatrino negativo dove l’umiltà non esiste. Continua a leggere “Una mia testimonianza, esortazione scritta a cuore aperto – Fabio Avena”

Il tempo non esiste, un ricordo di 50anni fa

Il tempo non esiste, un ricordo di 50anni fa

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Tempo fa la poetessa Miriam Maria Santucci mi ha scritto tramite messenger che “in realtà il tempo non esiste” spiegandomi i motivi di quanto sosteneva.

Un affermazione che mi ha fatto riflettere, in effetti sembra ieri quando 50 anni fa giovane pimpante, fresco di patente, carico di sogni, desideri, speranze, obiettivi e ambizioni mi accingevo ad iniziare la mia attività nel mondo delle vendite.

Ricordo che dopo un iniziale gavetta presso un grossista di Alessandria nel settore merceria, ho risposto ad un inserzione della società Exportex S.p.a. di via Pirelli 19 Milano, con la quale si ricercava un venditore per parte della provincia di Alessandria.

Mi convocarono insieme ad altri venti giovani di belle speranze all’Hotel Viaggiatori di Novi Ligure, superai il colloquio e venni assunto.

Iniziai il training lunedì 14 novembre 1964, fu una settimana di full immersion con Antonio Gardino un venditore esperto (che in seguito purtroppo perse tragicamente la vita in un incidente aereo, lasciando moglie e figli) al termine del quale mi consegnarono una borsa, con lo schedario clienti, il sales organizer ed alcuni campioni. Continua a leggere “Il tempo non esiste, un ricordo di 50anni fa”

RAMI DI VITA, di Roberto Busembai

RAMI DI VITA

di Roberto Busembai

RAMI DI VITA

Soli nel vento dei tempi,
sorretti da madre natura
dal fusto del padre solerte,
la forza della natura
che spoglia l’inverno
e tutto rimane speranza.
E si ergono al plumbeo
del cielo scoperto
che piove la nebbia
dell’umida coltre
che posa sulla corteccia
e entra nel fiele
la vita di sempre.
Soli nel vento delle intemperie
dei giorni passati
e del vero presente,
certo il futuro
di primavere sognato.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Photography by Kilian Schönberger GER

Quando si dice il destino, un ricordo degli anni 70

Quando si dice il destino, un ricordo degli anni 70

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Ci sono situazioni, momenti, oggetti e nel mio caso un auto che fanno tornare alla memoria fatti successi anche molti anni prima.

Ieri mattina mentre rientravo a casa al quartiere Borsalino lo sguardo mi cade su un’auto parcheggiata nei pressi dell’Old Wilde West.

Era una vecchia Alfa Romeo Giulia 1600 degli anni 70, colore grigio perla, forse riverniciata ma in buono stato, almeno così mi era parso passandogli accanto. La mia intenzione era di rientrare a casa parcheggiare l’auto e ritornare a piedi con la mia Nikon per scattare qualche foto, purtroppo quando sono sceso mi sono reso conto che non c’era più.

Giulia 1600 anno 1973

Mi sono detto: questo post non s’ha da fare… ma poi ho cambiato idea e mi sono messo a scrivere, per la foto da allegare avrei visto in seguito come fare. I ricordi mi sono immediatamente ritornati in mente come fosse stato ieri, anche se il fatto in questione era successo nei primi anni 70.

All’epoca operavo come Capo zona per la società Exportex S.p.a. di Milano, l’ufficio di distretto a cui facevo riferimento era a Torino in corso Giulio Cesare. La mia funzione era prevalentemente operativa e consisteva nella gestione di sette venditori dislocati in Piemonte e in parte amministrativa che svolgevo nell’ufficio in questione. A volte pernottavo in Hotel ma solitamente rientravo ad Alessandria, perciò ogni mattina presto, dovendo essere in ufficio alle 8.00, partivo e mi recavo all’ufficio distrettuale di Torino. Continua a leggere “Quando si dice il destino, un ricordo degli anni 70”

La nostra vita, una riflessione di Pier Carlo Lava

La nostra vita, una riflessione di Pier Carlo Lava

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Alessandria: Cara Cristina, la nostra quotidianità può essere noiosa, triste o allegra, dipende dal nostro stato d’animo e da come sappiamo affrontare con coraggio, passione e voglia di vivere la vita e i problemi che questa ci pone ogni giorno sul nostro cammino. “Come sappiamo l’importante non è cadere ma sapersi rialzare…”.

Riflessioni, di Cristina Saracano:

https://alessandria.today/2018/09/26/riflessioni-di-cristina-saracano/

(foto: tumbir)

LA MIA PARENTESI TUMORE: LE RISONANZE

LA MIA PARENTESI TUMORE: LE RISONANZE

Amiche per mano

Questa parentesi tumore è dedicata a Marzia e a al suo progetto “Le Risonanze”. Marzia, dopo la sua personale esperienza di tumore al seno decide di “rispondere” alla malattia attraverso la sua passione, la fotografia. Un mezzo per sensibilizzare le donne e per incentivare alla prevenzione, oltre che sostenere la ricerca e le attività a supporto delle donne e delle famiglie che hanno attraversato la parentesi oncologica.

La mia

La malattia è arrivata un giorno di febbraio. Inaspettata. Inconcepibile per me giovane e nel pieno della vita. È un attimo e la vita si ferma.

I primi mesi sono stati difficili, ansia, incognite e paure dominavano su tutto. Il cancro fa paura, se ne parla ancora poco e male.

Durante la mia parentesi ho cercato il supporto di donne che avevano attraversato la malattia, per trovare qualcuno che fosse simile a me, forse per trovare risposte e dare un senso a quello che mi stava accadendo. Queste donne sono state fondamentali, e molte si sono trasformate in vere amicizie importanti. Ognuna di loro è stata capace di risuonare nella sua unicità e in grado di darmi spunti per iniziare il mio percorso di ricostruzione e rinascita. Continua a leggere “LA MIA PARENTESI TUMORE: LE RISONANZE”

Le strade della vita

In medio stat virtus… gli estremi e le esagerazioni non sono mai la soluzione migliore.Ovidio “seguendo la via di mezzo, camminerai sicurissimo”

by, Pier Carlo Lava. Alessandria

Oggi viviamo tempi complessi, dove molti di noi sono chiamati a prendere decisioni a volte difficili, che in seguito possono determinare conseguenze positive o negative.

Le Strade.jpg

In questo contesto un eccessivo dinamismo può portare a calpestare tutti gli ostacoli, persone comprese e a commettere degli errori anche irrimediabili. All’opposto un eccessivo perfezionismo, nella migliore delle ipotesi può determinare ritardi controproducenti e nella peggiore può portare anche all’immobilismo.

Perciò alfine di coniugare la velocità delle nostre azioni da intraprendere (presupposto indispensabile nell’attuale contesto sociale) con la qualità e l’efficienza del risultato finale, occorre prendere delle decisioni ponderate ed equilibrate e che sopratutto tengano conto delle persone che vengono eventualmente coinvolte.

Riflessione sulla verità, di Fabio Avena

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La verità dell’esistenza terrena per ogni essere vivente che si reputi tale va urlata a gran voce, predicata sempre, portando avanti senza inibizioni o censure la propria testimonianza personale di verità, rettitudine comportamentale nella trasparenza morale di una condotta meritoriamente sincera e coerente.  Continua a leggere “Riflessione sulla verità, di Fabio Avena”

“La vita umana vale sempre meno”, di Pier Carlo Lava

“La vita umana vale sempre meno”, di

Pier Carlo Lava

femminicidio

In Africa ci sono paesi dove la vita umana non ha alcun valore, dato che praticamente ogni giorno con una facilità impressionante, vengono uccisi o mutilati, uomini, donne e bambini solo perche professano una fede diversa, oppure perchè sono di un altra etnia o per guerre finalizzate alla conquista del potere.
Nell’occidente industriale e civilizzato le riteniamo una barbarie da terzo mondo, atrocità che vengono commesse in paesi non ancora evoluti, dove non esiste un minimo di cultura e di progresso.
Questi popoli sono ancora ben distanti dalle conquiste, che invece nel mondo occidentale, abbiamo raggiunto dopo i secoli bui della storia e senza andare tanto indietro nel tempo basti pensare a quello che è successo nel 900, segnato dall’inutile tragedia che ha mietuto milioni di vittime in due guerre mondiali.
Differenze con quello che noi consideriamo terzo mondo e sulle quali però sarebbe il caso di fare un esame di coscienza e una riflessione. Da qualche anno infatti la cronaca del nostro paese ci riporta con una certa frequenza episodi di criminalità più o meno organizzata e in particolare di femminicidio.

Continua a leggere ““La vita umana vale sempre meno”, di Pier Carlo Lava”

L’acqua è un bene pubblico e le fontanelle sono un servizio sociale, di Pier Carlo Lava

L’acqua è un bene pubblico e le fontanelle sono un servizio sociale, di Pier Carlo Lava

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di Pier Carlo Lava

Alessandria: L’acqua è un elemento essenziale per la vita, se un giorno venisse a mancare, la Terra diventerebbe una landa desolata e rocciosa. Il nostro pianeta visto dallo spazio appare come una “biglia blu” per via della predominanza dell’elemento acqua. Ciò nonostante, l’acqua è una risorsa poco disponibile ed iniquamente distribuita. Soltanto il 3% è acqua dolce e solo 1/3 può essere utilizzato dall’uomo, dato che i restanti 2/3 sono trattenuti nei ghiacciai e nelle nevi permanenti.

L’acqua è una risorsa limitata, fonte di vita e alla base di ogni attività antropica, dal bere al lavarsi, indispensabile per coltivare la terra e per produrre gran parte del cibo necessario al sostentamento dell’umanità. Continua a leggere “L’acqua è un bene pubblico e le fontanelle sono un servizio sociale, di Pier Carlo Lava”

La vita è dolce con miliardi di batteri

La vita è dolce con miliardi di batteri

Dall’umore alle malattie, ci governa il microbiota
 NICLA PANCIERA

Spazza via molti dogmi della medicina. È la «rivoluzione del microbiota», l’insieme dei microrganismi – miliardi di batteri, virus e funghi – che colonizzano la pelle e gli apparati digerente, genitale-urinario e respiratorio. Il microbiota è la nostra centrale biochimica, che svolge funzioni metaboliche e immunitarie, consentendo l’assimilazione dei cibi, regolando l’immunità delle mucose e fungendo da barriera contro i patogeni.

Scoperta di recente, perché costituita per la maggior parte da batteri anaerobi (non hanno bisogno di ossigeno e non crescono in coltura al di fuori dell’organismo), questa «materia oscura» «ha una vita propria, prospera con il cibo che mangiamo e produce molte sostanze, come neurotrasmettitori e antibiotici», ha spiegato Antonio Gasbarrini, direttore dell’Area gastroenterologia e oncologia del Policlinico Gemelli, in un seminario organizzato da Sanofi.

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Trovato l’Abc della vita

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Trovato l’Abc della vita
Sono i geni indispensabili per sopravvivere
La rete delle interazioni fra i geni ha permesso di identificare quelli coinvolti in processi biologici fondamentali (fonte: Raamesh Deshpande)
da: http://www.ansa.it
Trovato l’Abc della vita: sono poche centinaia di geni  senza i quali sarebbe impossibile sopravvivere. Li ha identificati la ricerca pubblicata sulla rivista Science e coordinata da Charles Boone e Brenda Andrews, dell’Università canadese di Toronto, e Chad Myers, dell’Università del Minnesota-Twin Cities. I ricercatori li hanno identificati come in un Jenga gigante, il gioco da tavolo nel quale bisogna togliere progressivamente i blocchi di legno che formano una torre: la costruzone resta in piedi finchè nessun blocco essenziale viene eliminato. Continua a leggere “Trovato l’Abc della vita”

“L’alcol accorcia la vita, 4 anni in meno con 18 bicchieri a settimana”, da repubblica.it

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“L’alcol accorcia la vita, 4 anni in meno con 18 bicchieri a settimana”
Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Lancet, dalle cui conclusioni, gli esperti sottolineano: “In molti paesi i limiti vanno abbassati”
BERE troppo alcol accorcia la vita. Ma di quanto? Un team internazionale di ricercatori, che ha appena pubblicato uno studio sulla rivista Lancet, ha cercato di rispondere a questa domanda: uno-due anni di vita in meno per chi consuma mediamente 200-350 grammi di alcol a settimana, e quattro-cinque anni per chi va oltre i 350 grammi settimanali, circa 18 bicchieri in 7 giorni. Gli effetti negativi per la longevità inizierebbero a farsi sentire quando il consumo settimanale supera i 100 grammi, una quantità che corrisponde grosso modo a cinque o sei bicchieri di vino (di gradazione alcolica media), di gran lunga al di sotto alla soglia raccomandata in molti paesi, come Stati Uniti, Portogallo, Spagna e la stessa Italia. A differenza del Regno Unito, dove la soglia è stata recentemente abbassata a 6 bicchieri a settimana per uomini e donne, in linea con i risultati dello studio…. continua su: http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/04/13/news/alcol_oltre_una_certa_soglia_accorcia_la_vita-193687045/

 

Chi ama tanto i dolci ha il gene che fa accumulare meno grassi, da Il Messaggero.it

Chi ama tantoi dolci ha il gene che fa accumulare meno grassi
Chi ama tantoi dolci ha il gene che fa accumulare meno grassi

https://salute.ilmessaggero.it

Gli amanti dei dolci possono prendersi una piccola rivincita: il gene associato con questa passione è anche legato alla tendenza ad accumulare meno grasso, una scoperta che ha sorpreso gli stessi ricercatori che l’hanno fatta. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Reports e guidato dall’Università di Exeter nel Regno Unito, arriva dallo stesso gruppo che l’anno scorso ha scoperto la variazione del gene FGF21 legata alla passione sfrenata per i dolci.

«Questa scoperta contraddice un po’ il comune intuito», commenta Niels Grarup dell’Università di Copenhagen, che ha preso parte alla ricerca. «Ma è importante ricordare – aggiunge – che questo è solo un piccolo pezzo del puzzle che descrive le connessioni tra la dieta e il rischio di obesità e diabete”. A conferma di ciò lo studio ha mostrato che gli effetti secondari correlati con la variazione del gene FGF21 non sono tutti positivi: la stessa mutazione è anche associata ad una pressione sanguigna leggermente più alta, anche se di pochissimo, e ad una maggiore tendenza a concentrare il grasso nella zona addominale.
Le conclusioni dei ricercatori guidati da Timothy Frayling si basano su una grande quantità di dati, comprendenti campioni di sangue, questionari sulle abitudini alimentari e campioni di Dna di più di 450.000 persone, registrate in un grande database britannico, la Biobank. «Siamo certi che i nostri risultati siano accurati», conclude Grarup. «Circa il 20% della popolazione europea presenta questa predisposizione genetica». Le nuove conoscenze saranno importanti soprattutto in relazione allo sviluppo di nuovi farmaci e trattamenti per diabete e obesità.

 

Pier Carlo Lava: “La vita umana vale sempre meno”

femminicidio

Pier Carlo Lava: “La vita umana vale sempre meno”

In Africa ci sono paesi dove la vita umana non ha alcun valore, dato che praticamente ogni giorno con una facilità impressionante, vengono uccisi o mutilati, uomini, donne e bambini solo perche professano una fede diversa, oppure perchè sono di un altra etnia o per guerre finalizzate alla conquista del potere.
Nell’occidente industriale e civilizzato le riteniamo una barbarie da terzo mondo, atrocità che vengono commesse in paesi non ancora evoluti, dove non esiste un minimo di cultura e di progresso.
Questi popoli sono ancora ben distanti dalle conquiste, che invece nel mondo occidentale, abbiamo raggiunto dopo i secoli bui della storia e senza andare tanto indietro nel tempo basti pensare a quello che è successo nel 900, segnato dall’inutile tragedia che ha mietuto milioni di vittime in due guerre mondiali.
Differenze con quello che noi consideriamo terzo mondo e sulle quali però sarebbe il caso di fare un esame di coscienza e una riflessione. Da qualche anno infatti la cronaca del nostro paese ci riporta con una certa frequenza episodi di criminalità più o meno organizzata e in particolare di femminicidio.
Continua a leggere “Pier Carlo Lava: “La vita umana vale sempre meno””

LA NUOVA VITA, di Sandra Serra

La nuova

di Sandra Serra

LA NUOVA VITA
Come velo s’adagia
brina scheggiata
dei prati signora
di mille e più forme tu prendi
magia di una notte
Di aria sottile
nel buio diradi
il sonno del giusto
occhi chiusi in attesa
a languido silenzio s’adagia
rarefatto sotto quel velo
guarda
traverso la vita
che muove i suoi lembi
con aliti lievi e gelati
è vita che pulsa
vibrando fremendo
e il cielo di luna ammaliato
nuova linfa vitale
fa scorrere inerti
gli ultimi istanti di sonno
di rinascita i primi sospiri
ancora tu vinci …Natura
il velo svanisce
al pallido raggio promesso
Sandra 🦋
20 Gennaio 2018

“BEVIAMO LA VITA”, di Rosella Lubrano

di Rosella Lubrano

Beviamo

“BEVIAMO LA VITA”

Chiedi all’ Infinito

di pennellare

fiorami d’azzurro

sul cuore,

sprazzi di eternità

negli occhi tuoi

tra girasoli impazziti di luce

e delicati fiori di campo,

albe accese

nella magia di spazi aperti,

tramonti rosseggianti

di passione

rubano a Vincent il suo cielo

nell’ inesauribile sete d’ amore. Continua a leggere ““BEVIAMO LA VITA”, di Rosella Lubrano”

Che vita!, di Cristina Saracano

di Cristina Saracano. Alessandria

A tòch ‘cmè ‘l tumàtichi,

al piòn di bàbi,

a càrti quarantòt,

sénsa l’ógg per piònši,

s-ciancà ‘cmè ‘n làder:

a l’è cùlpa d’la crisi:

la gént u l’ha ‘nt-in pé

e la bònca la fà gumitè!

L’è ‘na brüta quistión:

a l’è méj brüšè ‘l pajón.

Méi per nénta sbagliè,

av salüt e a vàg a spasigè!

CHE VITA!
A pezzi come i pomodori,

al livello dei rospi,

a catafascio,

senza gli occhi per piangere,

stracciati come un ladro: Continua a leggere “Che vita!, di Cristina Saracano”

Le strade della vita

le Strade

In medio stat virtus… gli estremi e le esagerazioni non sono mai la soluzione migliore. Ovidio “seguendo la via di mezzo, camminerai sicurissimo”

di Pier Carlo Lava. Alessandria

Oggi viviamo tempi complessi, dove molti di noi sono chiamati a prendere decisioni a volte difficili, che in seguito possono determinare conseguenze positive o negative.

In questo contesto un eccessivo dinamismo può portare a calpestare tutti gli ostacoli, persone comprese e a commettere degli errori anche irrimediabili. All’opposto un eccessivo perfezionismo, nella migliore delle ipotesi può determinare ritardi controproducenti e nella peggiore può portare anche all’immobilismo.

Perciò alfine di coniugare la velocità delle nostre azioni da intraprendere (presupposto indispensabile nell’attuale contesto sociale) con la qualità e l’efficienza del risultato finale, occorre prendere delle decisioni ponderate ed equilibrate e che sopratutto tengano conto delle persone che vengono eventualmente coinvolte.

Si piange, di Maria Cannatella

Maria

di Maria Cannatella

Si piange nella vita, tutte le volte.

Certo che si piange!

Per un bimbo appena nato,

o un figlio purtroppo andato.

Per un amore mai sbocciato,

ed a uno rinunciato.

Si piange per un padre carcerato,

per uno invece stato ammazzato.

Si piange. Si che si piange.

Per una maestra tanto cattiva,

perchè in classe i bambini sempre li grida. Continua a leggere “Si piange, di Maria Cannatella”

VIVERSI, di Luigi Meloni

VIVERSI

di Luigi Meloni

VIVERSI

Io e te viviamo come in punta di piedi, nella
nostra vita, dove il nostro amore vive, fatto di
piccole cose, non cercando l’impossibile ma la
certezza di stare bene insieme, noi due insieme
nel mondo appagati, in ogni sguardo abbracciati
nella notte tra sospiri e segreti.

Camminando leggeri per le vie per non far rumore,
ricavandoci un pezzo di paradiso su questa terra,
un bacio dato nella fretta del giorno per poi
ritrovarci la sera pieni di desideri, raccolti
come foglie tra i nostri pensieri, che si cercano
tra l’etere.

Ed e’ cosi bello cercarsi amarsi donarsi che la
paura di perderti, in uno strascico di tempo,
in un attimo di respiro, fa di me quella tenera
voglia di viverti ogni attimo, senza che il caso
passi inosservato.
Continua a leggere “VIVERSI, di Luigi Meloni”

VITE RUBATE, di Miriam Maria Santucci autrice

vite rub

di Miriam Maria Santucci autrice

NO alla VIOLENZA

VITE RUBATE

di Miriam Maria Santucci

Ti conobbi che eri una bambina,

la più bella e gioiosa del paese.

Ti osservavo correre sui prati

con palloncini e collanine appese.

Il tempo passò in fretta e tu crescesti,

andasti via ma io non seppi dove.

Poi un giorno anch’io partii e mi scordai

di quella bimba in mezzo al prato in fiore.

Ora vedo la tua foto sul giornale…

Vent’anni avevi, venti solamente… Continua a leggere “VITE RUBATE, di Miriam Maria Santucci autrice”