ZUCCHERO AMARO, di vittoriano borrelli

ZUCCHERO AMARO, di vittoriano borrelli

Giro e rigiro il cucchiaino nel cappuccino quasi a voler prolungare un istante che non so bene se sia di sollazzo o di ostinata agonia. La schiuma trasborda intorno alla tazza come le onde del mare sulla scogliera; in questa distesa di liquido colorato sento di immergermi con il capo chino e pensieroso.

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La barista giocherella con il suo smartphone aspettando che arrivi un altro avventore da servire. E’ magra da far paura ma dotata di una forza mascolina che non disdegna di mostrare quando impugna il portafiltro e lo sistema in un colpo solo sotto la coppa della macchina da caffè. Dove troverà tutta questa energia alle sette e trenta del mattino? Che sia forse un monito a noi poveracci che ci muoviamo come zombi alle prime luci dell’alba?

Accanto a me una coppia di anziani commenta le notizie di un quotidiano piegato a metà sul bancone, e più in là, in disparte, un giovane studente con lo zaino sulle spalle beve tutto d’un fiato il succo d’arancia prima di scappare fuori a prendere l’autobus.

Intanto continuo a girare il cucchiaino nella tazza con le pupille che seguono questo movimento circolare che quasi mi procura un effetto ipnotico. Se non la smetto finirò sul serio con la faccia nella schiuma del latte e mi addormenterò come un ubriaco dopo l’ennesimo quartino. Continua a leggere “ZUCCHERO AMARO, di vittoriano borrelli”

PRIMA DI FIRMARE, PENSA!, di vittoriano borrelli (libri – scrittori)

PRIMA DI FIRMARE, PENSA!, di vittoriano borrelli

La pubblicazione di un libro può essere un sogno che si avvera ma può anche trasformarsi in un vero e proprio incubo. In questo articolo vi spiego gli errori da non commettere per evitare di trovarsi, nel bel mezzo di una festa annunciata, con un pugno di mosche tra le mani.

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Dopo aver scritto il vostro manoscritto, se pensate di rivolgervi ad una casa editrice, è bene prestare la massima attenzione a tutte le clausole contrattuali che vi vengono sottoposte. Sappiate che con la sottoscrizione del contratto trasferite a terzi (in questo caso all’editore) per un certo periodo di tempo, il diritto di utilizzazione dell’opera che in molti casi non consiste semplicemente nella stampa e distribuzione, ma anche nel diritto della traduzione in altre lingue o di adattamento a scopi teatrali, cinematografici, radiotelevisivi o multimediali. 

Si tratta quindi di una limitazione più o meno ampia della proprietà intellettuale che dura per tutta la vigenza del contratto, per la quale vale la pena spendere una pausa di riflessione più che adeguata prima di apporre la propria firma sul documento.

È bene sapere innanzitutto che nell’ordinamento italiano vige la legge 22 aprile 1941 n. 633, da ultimo modificata con il decreto legislativo 15 gennaio 2016 n. 8, che regola la protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi. In particolare gli articoli che disciplinano il contratto di edizione sono dal numero 118 al n. 135. Continua a leggere “PRIMA DI FIRMARE, PENSA!, di vittoriano borrelli (libri – scrittori)”

LUCCIOLE, di vittoriano borrelli

LUCCIOLE di vittoriano borrelli

LUCCIOLE

Strade che finiscono davanti al buio

marciapiedi pieni di colore umano

Qui non ci son stelle

Solo buchi sulla pelle

 

Scende anche stavolta bella e silenziosa                              

questa notte brava bella e maliziosa

fatta per aprire

cuori freddi e finestrini

 

Eccole che danzano sopra le ore

Lucciole che ballano senza parole

con il capo in fondo

si alzano ed è già il conto

 

Volti sconosciuti 

altri molto noti che

sfidano la notte e i bagliori tiepidi

che si vedono spuntare all’improvviso

quando tutto è già finito

 

E le trovi nei bar

con la spesa sul tram

Certe hanno anche un figlio

e un marito coniglio

 

Altre sono chissà

a curarsi l’età

le ferite che il mondo

ha lasciato giù in fondo

 

Lucciole che ballano senza nascondersi

anche se non vogliono devono accendersi

Aspettando il giorno

senza neanche un sogno

per tornare 

 

sulle strade che finiscono davanti al buio

marciapiedi pieni di colore umano

Qui non ci son stelle

Sono andate a farsi belle

 

(Tratto da “Le parole del mio tempo”)

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STORIE DI TUTTI I GIORNI, di vittoriano borrelli

STORIE DI TUTTI I GIORNI, di vittoriano borrelli

Vecchi discorsi sempre da fare”, direbbe Riccardo Fogli nella sua hit più famosa che gli valse la vittoria al festival di Sanremo del 1982. La quotidianità che si ripete come un copione che si passa da una mano all’altra in una sorta di catena umana delle ataviche abitudini. Ma le storie non sono mai le stesse e a dimostrarcelo è questo libro, “Storie di segretari comunali”, appena uscito su Amazon e scritto a quattro mani dagli stessi interpreti di un mestiere, forse sconosciuto ai più, ma tanto importante e determinante nell’organizzazione degli enti locali.

Con la prefazione del prof. Santo Fabiano, noto ed apprezzato docente della formazione nella Pubblica Amministrazione, il libro è un mosaico di aneddoti raccontati da alcuni segretari comunali, a tratti anche tragicomici, ma tutti accomunati dallo stesso pathos verso una professione dannatamente amata ed odiata nello stesso tempo. Perle di saggezza etica e frammenti di vita spezzata e subito ricucita come si fa quando si ricorre ai ripari per far fronte agli incerti di un mestiere tanto affascinante quanto difficile e pieno di insidie. Continua a leggere “STORIE DI TUTTI I GIORNI, di vittoriano borrelli”

TI PRESENTO VITTORIANO

TI PRESENTO VITTORIANO

di vittoriano borrelli

Nel 2015. MeBook, social network che si occupa di cultura e di promozione letteraria con tanti followers al suo seguito, mi aveva proposto un’intervista che accettai molto volentieri. Oggi, nel giorno del mio onomastico, la ripubblico sperando di fare cosa gradita a tutti i lettori e amici che mi seguono.

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L’intervista è stata curata da Maurizio Caruso e potete rileggerla anche dal seguente link mebook-interviste-vittorianoborrelli

INTRODUZIONE 

Musicista, poeta, paroliere. Sono almeno queste tre nobili peculiarità al quale potrebbe essere affiancato il nome di Vittoriano Borrelli da Portici in provincia di Napoli. Instancabile artista al servizio delle emozioni altrui, è uno che “ama la vita dei sentimenti e sta dalla parte delle piccole cose che poi sono quelle che fanno grandi gli uomini…” 

Mebook: Cosa ti succede interiormente sin da piccolo e come si sviluppa quando compi il quattordicesimo anno di vita? 

Vittoriano Borrelli: Sono cresciuto in un ambiente familiare pieno di regole precostituite che nulla lasciavano alla libera estrinsecazione dei sentimenti. Ho quindi ricevuto un’educazione rigida che mi ha impedito, per un certo numero di anni, di spaziare e di far emergere quella parte di me che detestava ogni forma di apparenza. E’ stato quasi naturale costruirmi un mondo parallelo, immaginario, in cui potevo finalmente liberarmi da qualsiasi inibizione facendo sprigionare dal mio “contenitore” interiore tutti i migliori sentimenti possibili. La musica mi ha molto facilitato in questo percorso, a cominciare dai quattordici anni, quando mio padre mi regalò la mia prima chitarra.  Continua a leggere “TI PRESENTO VITTORIANO”

NON E’ IL NOME DELLA ROSA, di vittoriano borrelli

NON E’ IL NOME DELLA ROSA, di vittoriano borrelli

E’ stato uno dei primi romanzi che ho letto nella mia tarda adolescenza. Di matrice storica con ampie venature di giallo, Il nome della rosa ha collezionato oltre cinquanta milioni di copie vendute ed è considerato tutt’oggi uno dei fiori all’occhiello della letteratura italiana. 

NON E' IL NOME DELLA ROSA

In genere i romanzi storici piacciono a chi è appassionato a questo genere. Non è stato così per il best-seller di Umberto Eco che ha avuto l’astuzia di coniugare la prosa impegnata della tematica storica con la narrazione tipica del racconto “noir” riuscendo ad allargare la platea dei lettori, molto più variegata e popolare, fino a divenire un’opera facilmente ricettiva e alla portata di tutti. 

Il tema del romanzo è incentrato sulla forza (distruttiva) del sapere che all’epoca in cui si svolge la storia (siamo nel 1327) era un privilegio di pochi, uno strumento attraverso il quale si tendeva a dominare e a condizionare l’imperante ignoranza che regnava su gran parte dei consociati di quel periodo. Infatti, i misteriosi delitti che si succedono in una sperduta abbazia dell’Italia settentrionale porteranno alla soluzione del giallo grazie proprio ad un manoscritto detenuto nella biblioteca del convento, la cui conoscenza doveva essere inibita a chi improvvidamente ne veniva in possesso. Continua a leggere “NON E’ IL NOME DELLA ROSA, di vittoriano borrelli”

IL VENTO BASTERÀ, di vittoriano borrelli

IL VENTO BASTERÀ, di vittoriano borrelli

Per spazzare via le cose inutili, le parole e gli sguardi furtivi in un giorno qualunque che si fa subito sera. Per annientare le ipocrisie, quelle subdole e sottili come le polveri inquinanti che si ammassano nell’atmosfera in una coltre di neve invisibile.

IL VENTO BASTERA

Basterà il vento per scacciare via i cattivi pensieri, quello che poteva essere e non è stato, le illusioni e le speranze che ti hanno inebriato, ubriacato e deluso al risveglio. Basterà per alzare il bavero e coprirsi dal freddo pungente di un inverno di città, tra le macchine che sfrecciano per andare sempre nello stesso posto che quasi non si riconosce più.

Il vento basterà per sollevare cumuli di carta, lettere scritte a metà o lasciate in bianco perché le parole sono state trattenute in gola senza mai uscire dal letargo dei pensieri. Basterà per non ascoltare il solito brusio di voci noiose e pettegole che sbraitano come cani randagi e non dicono niente. Continua a leggere “IL VENTO BASTERÀ, di vittoriano borrelli”

TORNIAMO A CASA, di vittoriano borrelli

TORNIAMO A CASA, di vittoriano borrelli

TORNIAMO A CASA

Torniamo a casa

è ancora presto per la rivoluzione

di queste storie

Non puoi illuderti che sia la volta tua

domani è oggi se tu vuoi

perché restiamo sempre noi

Mi vien da ridere

se penso a questa nostra immensa solitudine

un’abitudine che non se ne va via

che ci fa compagnia

in queste notti fredde che

si aspetta un’alba che non c’è

Mi resterà

solo un sorriso che ho lasciato per strada

un viso acerbo che non ho rivisto più

nelle vetrine accese della città

con tanta neve che veniva giù

fino a toccarmi dentro l’anima

Torniamo a casa…

non puoi illuderti che sia la volta tua

domani è un altro giorno sai

che puoi cambiare caso mai Continua a leggere “TORNIAMO A CASA, di vittoriano borrelli”

IL FUTURO IMPERFETTO, di Vittoriano Borrelli

IL FUTURO IMPERFETTO, di Vittoriano Borrelli

http://vittorianoborrelli.blogspot.com/

Dopo sette anni dalla pubblicazione de “La prossima vita”, ci riprovo con un nuovo romanzo in uscita dal prossimo mese di febbraio. S’intitola “Il futuro imperfetto” ed è una sorta di “Ritratto di Dorian Gray” dei nostri tempi in cui a predominare è la forza della bellezza rispetto a valori più importanti ma spesso trascurati.

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Ecco la sinossi del libro:

C’è il futuro semplice e il futuro anteriore, esiste anche il futuro imperfetto? Per Edoardo, detto “Edo”, sembra proprio di sì.

  Radiologo di una delle cliniche più importanti di Milano, Edo è un uomo straordinariamente bello che si serve di questa qualità esteriore per superare qualsiasi difficoltà nella vita. Una bellezza che gli dà una forza invincibile, come il Sansone della Bibbia, o malefica e deviante come il Dorian Gray del celebre ritratto.

  Dopo l’esperienza nel collegio di Rosental, in Basilea, durante la quale subisce l’influenza dominante del professor Schoengen, uomo enigmatico con un passato doloroso, Edo si afferma brillantemente nella carriera di medico diventando uno dei radiologi più in vista della città meneghina. Lo fa a discapito di tutti usando le armi di una seduzione fisica e psicologica che lo porterà a primeggiare in ogni ambito. Ma qualcosa si frappone nel suo cammino, un evento imprevisto che lo coglierà impreparato e gli farà toccare con mano tutte le sue fragilità e imperfezioni. Continua a leggere “IL FUTURO IMPERFETTO, di Vittoriano Borrelli”

LE RICORDANZE, di Vittoriano Borrelli

LE RICORDANZE, di Vittoriano Borrelli

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La nostalgia del ricordo, le speranze disattese che restano incollate nella memoria, perché lo scorrere del tempo è un cronometro implacabile che non ti fa più tornare indietro. È questa la tematica de “Le ricordanze”, idillio di Giacomo Leopardi scritto nel 1829, che descrive il suo ritorno a Recanati da adulto e disincantato. Elegia struggente e affascinante nello stesso tempo, l’opera è forse una delle più belle del suo ricco repertorio. 

LE RICORDANZE

Leopardi non si smentisce nella sua forsennata convinzione dell’inutilità della vita allo spirar della giovinezza , la riprova che i segni del tempo calpestano il candore della quiete dell’infanzia, quando tutto è ancora intatto e possibile. È un filone ricorrente in molti dei suoi scritti, a cominciare dalla celebre “Il sabato del villaggio” del “Garzoncello scherzoso” di “cotesta età fiorita” al quale Leopardi si rivolge per esortarlo a vivere spensieratamente finché le ansie e le preoccupazioni dell’età adulta non prendano il sopravvento: “Godi, fanciullo mio, stato soave. Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’ ma la tua festa ch’anco tardi a venir non ti sia grave.”  Continua a leggere “LE RICORDANZE, di Vittoriano Borrelli”

LA VITA È BELLA, di Vittoriano Borrelli

LA VITA È BELLA, di Vittoriano Borrelli

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“La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore”. Da questa frase del testamento di Lev Trockij, politico russo  vissuto negli anni delle due guerre mondiali, venne tratto il titolo della celebre pellicola di Roberto Benigni del 1997, pluripremiata nella Notte degli Oscar del 1999 come miglior film straniero, miglior attore protagonista e migliore colonna sonora.

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Il film è la spiegazione favoleggiata della tragica esperienza in un campo di concentramento che il protagonista Guido Orefice fornisce al figlioletto Giosuè per preservarlo dagli orrori dell’Olocausto. Un atto d’amore per custodire i buoni sentimenti come si fa con un tesoro prezioso da consegnare ai posteri in un mondo di ritrovata umanità.

Sembra un paradosso che un evento così atroce e disumano possa far mantenere intatto nel cuore di chi l’ha vissuto sentimenti positivi di amore e di fiducia in un futuro migliore. Ma forse la chiave di volta sta proprio in questo: l’eccidio della Shoah è stato così efferato da renderlo irreale, nullo sul piano empirico, perché il dolore estremo non può che retrocedere in favore della rinascita e del rafforzamento dell’idea del cambiamento e del riscatto. Continua a leggere “LA VITA È BELLA, di Vittoriano Borrelli”

VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di Vittoriano Borrelli

VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di Vittoriano Borrelli

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Piero aveva in tasca solo cinque euro. Gli sarebbero bastati per ricaricare il cellulare e chiamare qualcuno per una richiesta di aiuto che lo tormentava da tempo. Di cosa aveva bisogno? Semplicemente di una parolina di cinque lettere detta con tutta la sincerità possibile: amore.

VOLEVO SOLO ESSERE AMATO

Fece scorrere rapidamente l’agenda dei contatti e si sorprese nello scoprire che nonostante ne avesse tanti nessuno rispondeva al profilo che desiderava.

Pensò prima di tutto alla Wilma, una che aveva conosciuto da poco e con la quale era uscito un paio di sere per una pizza o una carbonara in qualche trattoria di Roma. Wilma era quel che si dice di una donna pronta all’uso: gioiosa, superficiale e, soprattutto, poco vestita. Al primo incontro si era presentata con una minigonna così corta da lasciare scoperte le gambe sfilate e ben esposte. Indossava un top stretto e sottile da far esplodere due seni rigogliosi che chiedevano soltanto di essere esplorati. Dopo la pizza e la carbonara, in entrambe le sere, erano finiti in un albergo di periferia ma nei mattini seguenti Piero non provò alcuna emozione. Continua a leggere “VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di Vittoriano Borrelli”

NULLA DA SALVARE, di vittoriano borrelli

NULLA DA SALVARE, di vittoriano borrelli

C’è una componente di casualità negli incontri che si fanno durante il nostro percorso di vita. A volte è una variabile impazzita che non puoi controllare, capita perché deve capitare e puoi fare ben poco per evitarla.

NULLA DA SALVARE

Quando incroci lo sguardo negli occhi sbagliati il contatto già si compie ed è come un black-out, un corto circuito che ti fa andare in tilt come quando cerchi di deviare la pallina del flipper nella direzione desiderata. Nulla da fare. Non riesci proprio ad imboccare una strada diversa e tutto si stringe intorno a te come una morsa.

Ci sono incontri che ti fanno crescere che sembrano una benedizione del Cielo: positivi, propositivi, carezzevoli, che ti riempiono l’anima e ti fanno sentire migliore. Ma la vita non è mai una strada diritta, ci sono milioni di incroci e le deviazioni sono sempre dietro l’angolo.

Capita così di imbattersi nelle persone sbagliate, in relazioni tortuose, incomprensibili che a volte si fa fatica ad interrompere e quando succede non è mai un addio. Continua a leggere “NULLA DA SALVARE, di vittoriano borrelli”

Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli

Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli

Piero aveva in tasca solo cinque euro. Gli sarebbero bastati per ricaricare il cellulare e chiamare qualcuno per una richiesta di aiuto che lo tormentava da tempo. Di cosa aveva bisogno? Semplicemente di una parolina di cinque lettere detta con tutta la sincerità possibile: amore.

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Fece scorrere rapidamente l’agenda dei contatti e si sorprese nello scoprire che nonostante ne avesse tanti nessuno rispondeva al profilo che desiderava.

Pensò prima di tutto alla Wilma, una che aveva conosciuto da poco e con la quale era uscito un paio di sere per una pizza o una carbonara in qualche trattoria di Roma. Wilma era quel che si dice di una donna pronta all’uso: gioiosa, superficiale e, soprattutto, poco vestita. Al primo incontro si era presentata con una minigonna così corta da lasciare scoperte le gambe sfilate e ben esposte. Indossava un top stretto e sottile da far esplodere due seni rigogliosi che chiedevano soltanto di essere esplorati. Dopo la pizza e la carbonara, in entrambe le sere, erano finiti in un albergo di periferia ma nei mattini seguenti Piero non provò alcuna emozione.

Scartò subito Wilma e si concentrò su Evelina, la “miracolata”. Si erano conosciuti, o meglio, scontrati in un incidente d’auto sulla via Aurelia, un tamponamento provocato dalla forte pioggia che aveva bloccato i freni dell’utilitaria di Piero. L’impatto fu così violento che l’auto di Evelina andò a sbattere contro il guardrail ma la donna ne uscì miracolosamente illesa. In seguito i due presero a frequentarsi e tra loro scoppiò una relazione che era un misto di remissione del peccato, per Piero, e di divina provvidenza per la sventurata. Continua a leggere “Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli”

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

La sessantanovesima edizione del festival di Sanremo chiude i battenti senza lasciare grandi rimpianti. Era andata meglio l’anno scorso con la novità di Baglioni alla direzione artistica che aveva suscitato maggiore interesse e curiosità. Del resto, la flessione degli ascolti, mediamente del 5-6 per cento rispetto all’edizione passata, è la riprova che qualcosa non ha funzionato. A cominciare dai conduttori:Virginia Raffaele rispetto alla Hunziker pecca tanto nella conduzione e delude molti telespettatori che la preferivano di gran lunga nelle vesti di imitatrice come ai tempi del festival di Conti. Non regge il confronto nemmeno Claudio Bisio che rispetto a Pierfrancesco Favino è apparso meno esilarante e padrone della scena.

LA MUSICA CHE CAMBIA

Ma a destare maggiore delusione è stata sicuramente la qualità delle canzoni: il mix tra i giovani, ex nuove proposte, e i big tradizionali anziché proporre un’offerta musicale eterogenea, ha finito con il mettere in evidenza i difetti dell’una e dell’altra categoria. Il risultato è stato il tentativo, malriuscito, degli interpreti più collaudati di modernizzare le proprie canzoni e dei giovanissimi di spirare il vento del cambiamento che invece è soffiato debole e senza troppi scossoni.

La bella melodia non c’è più. È stata questa la grande assente del festival del Baglioni-bis ma le avvisaglie c’erano già state nelle edizioni precedenti. Una bella canzone piace a prescindere da chi la interpreta ma evidentemente manca da tempo la Musa ispiratrice.

Sarà la musica che cambia a ribasso, molto più “parlata” che sostenuta da una buona traccia melodica. La mission di una canzone, rispetto ad una poesia, dovrebbe essere  proprio questa: rendere le parole musicabili e orecchiabili per fare breccia nell’ascoltatore e rimanere a lungo nella memoria. Continua a leggere “LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli”