Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli

Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli

Piero aveva in tasca solo cinque euro. Gli sarebbero bastati per ricaricare il cellulare e chiamare qualcuno per una richiesta di aiuto che lo tormentava da tempo. Di cosa aveva bisogno? Semplicemente di una parolina di cinque lettere detta con tutta la sincerità possibile: amore.

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Fece scorrere rapidamente l’agenda dei contatti e si sorprese nello scoprire che nonostante ne avesse tanti nessuno rispondeva al profilo che desiderava.

Pensò prima di tutto alla Wilma, una che aveva conosciuto da poco e con la quale era uscito un paio di sere per una pizza o una carbonara in qualche trattoria di Roma. Wilma era quel che si dice di una donna pronta all’uso: gioiosa, superficiale e, soprattutto, poco vestita. Al primo incontro si era presentata con una minigonna così corta da lasciare scoperte le gambe sfilate e ben esposte. Indossava un top stretto e sottile da far esplodere due seni rigogliosi che chiedevano soltanto di essere esplorati. Dopo la pizza e la carbonara, in entrambe le sere, erano finiti in un albergo di periferia ma nei mattini seguenti Piero non provò alcuna emozione.

Scartò subito Wilma e si concentrò su Evelina, la “miracolata”. Si erano conosciuti, o meglio, scontrati in un incidente d’auto sulla via Aurelia, un tamponamento provocato dalla forte pioggia che aveva bloccato i freni dell’utilitaria di Piero. L’impatto fu così violento che l’auto di Evelina andò a sbattere contro il guardrail ma la donna ne uscì miracolosamente illesa. In seguito i due presero a frequentarsi e tra loro scoppiò una relazione che era un misto di remissione del peccato, per Piero, e di divina provvidenza per la sventurata. Continua a leggere “Racconti: VOLEVO SOLO ESSERE AMATO, di vittoriano borrelli”

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

La sessantanovesima edizione del festival di Sanremo chiude i battenti senza lasciare grandi rimpianti. Era andata meglio l’anno scorso con la novità di Baglioni alla direzione artistica che aveva suscitato maggiore interesse e curiosità. Del resto, la flessione degli ascolti, mediamente del 5-6 per cento rispetto all’edizione passata, è la riprova che qualcosa non ha funzionato. A cominciare dai conduttori:Virginia Raffaele rispetto alla Hunziker pecca tanto nella conduzione e delude molti telespettatori che la preferivano di gran lunga nelle vesti di imitatrice come ai tempi del festival di Conti. Non regge il confronto nemmeno Claudio Bisio che rispetto a Pierfrancesco Favino è apparso meno esilarante e padrone della scena.

LA MUSICA CHE CAMBIA

Ma a destare maggiore delusione è stata sicuramente la qualità delle canzoni: il mix tra i giovani, ex nuove proposte, e i big tradizionali anziché proporre un’offerta musicale eterogenea, ha finito con il mettere in evidenza i difetti dell’una e dell’altra categoria. Il risultato è stato il tentativo, malriuscito, degli interpreti più collaudati di modernizzare le proprie canzoni e dei giovanissimi di spirare il vento del cambiamento che invece è soffiato debole e senza troppi scossoni.

La bella melodia non c’è più. È stata questa la grande assente del festival del Baglioni-bis ma le avvisaglie c’erano già state nelle edizioni precedenti. Una bella canzone piace a prescindere da chi la interpreta ma evidentemente manca da tempo la Musa ispiratrice.

Sarà la musica che cambia a ribasso, molto più “parlata” che sostenuta da una buona traccia melodica. La mission di una canzone, rispetto ad una poesia, dovrebbe essere  proprio questa: rendere le parole musicabili e orecchiabili per fare breccia nell’ascoltatore e rimanere a lungo nella memoria. Continua a leggere “LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli”

LE RAGAZZE, di vittoriano borrelli

LE RAGAZZE, di vittoriano borrelli

LE RAGAZZE 2

Le ragazze col trucco delle signore

Le ragazze che sono amiche sole

fanno corse perverse all’esibizione

Tacchi alti magliette e occhiali da sole

pronte a punzecchiare l’eccitazione

con i libri di scuola e mazzi di fiori

collezioni di poster di grandi attori

Le ragazze che fanno spesso l’amore

nei momenti di sesso senza parole

e si svegliano in tante col mal di cuore

e ti dicono no per le mestruazioni

fanno storie ogni giorno coi genitori Continua a leggere “LE RAGAZZE, di vittoriano borrelli”

LA VITA È BELLA, di vittoriano borrelli

LA VITA È BELLA, di vittoriano borrelli

“La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore”. Da questa frase del testamento di Lev Trockij, politico russo  vissuto negli anni delle due guerre mondiali, venne tratto il titolo della celebre pellicola di Roberto Benigni del 1997, pluripremiata nella Notte degli Oscar del 1999 come miglior film straniero, miglior attore protagonista e migliore colonna sonora.

la vita e bella

Il film è la spiegazione favoleggiata della tragica esperienza in un campo di concentramento che il protagonista Guido Orefice fornisce al figlioletto Giosuè per preservarlo dagli orrori dell’Olocausto. Un atto d’amore per custodire i buoni sentimenti come si fa con un tesoro prezioso da consegnare ai posteri in un mondo di ritrovata umanità.

Sembra un paradosso che un evento così atroce e disumano possa far mantenere intatto nel cuore di chi l’ha vissuto sentimenti positivi di amore e di fiducia in un futuro migliore. Ma forse la chiave di volta sta proprio in questo: l’eccidio della Shoah è stato così efferato da renderlo irreale, nullo sul piano empirico, perché il dolore estremo non può che retrocedere in favore della rinascita e del rafforzamento dell’idea del cambiamento e del riscatto. Continua a leggere “LA VITA È BELLA, di vittoriano borrelli”

I POETI MALEDETTI, di vittoriano borrelli

I POETI MALEDETTI, di vittoriano borrelli

I+POETI+MALEDETTI

“Avremmo dovuto dire Poeti Assoluti per restare nella calma, ma oltre al fatto che la calma poco si addice di questi tempi, il nostro titolo ha questo, che risponde in modo adeguato al nostro odio e, ne siamo sicuri, a quello dei sopravvissuti tra gli Onnipotenti in questione, per la volgarità dei lettori elitari – una rude falange che ben ce lo rende.
Assoluti per l’immaginazione, assoluti nell’espressione, assoluti come i Rey-Netos dei migliori secoli. Ma maledetti…”.

Paul Verlaine così scriveva nella sua opera più famosa, “I poeti maledetti”, per indicare quella categoria di letterati che intendeva dissociarsi da un sistema socio-culturale abietto e ipocrita. I loro scritti enunciavano messaggi di protesta e di distacco che si riflettevano anche nei loro comportamenti e stili di vita, spesso anarchici ed autodistruttivi. Continua a leggere “I POETI MALEDETTI, di vittoriano borrelli”

LE RICORDANZE, di Vittoriano Borrelli

LE RICORDANZE, di Vittoriano Borrelli

vittoriano borrelli

La nostalgia del ricordo, le speranze disattese che restano incollate nella memoria, perché lo scorrere del tempo è un cronometro implacabile che non ti fa più tornare indietro. È questa la tematica de “Le ricordanze”, idillio di Giacomo Leopardi scritto nel 1829, che descrive il suo ritorno a Recanati da adulto e disincantato. Elegia struggente e affascinante nello stesso tempo, l’opera è forse una delle più belle del suo ricco repertorio. 

le ricordanze

Leopardi non si smentisce nella sua forsennata convinzione dell’inutilità della vita allo spirar della giovinezza , la riprova che i segni del tempo calpestano il candore della quiete dell’infanzia, quando tutto è ancora intatto e possibile. È un filone ricorrente in molti dei suoi scritti, a cominciare dalla celebre “Il sabato del villaggio” del “Garzoncello scherzoso” di “cotesta età fiorita” al quale Leopardi si rivolge per esortarlo a vivere spensieratamente finché le ansie e le preoccupazioni dell’età adulta non prendano il sopravvento: “Godi, fanciullo mio, stato soave. Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’ ma la tua festa ch’anco tardi a venir non ti sia grave.” 

A ben vedere “Le ricordanze” sono una sorta di riscontro del pensiero leopardiano sul disincanto dell’età matura toccato quasi con mano dopo il ritorno nel luogo natio che è irrimediabilmente cambiato. Tutto non è più come prima, comprese le persone che non ci sono più, come l’amica Nerina, prematuramente scomparsa, la cui figura si erge a simbolo dell’ineluttabilità del tempo: “O Nerina! e di te forse non odo questi luoghi parlar? Caduta forse dal mio pensier sei tu? Dove sei gita, che qui sola di te la ricordanza …” 
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IL FUTURO IMPERFETTO, di vittoriano borrelli

IL FUTURO IMPERFETTO, di vittoriano borrelli

Dopo sette anni dalla pubblicazione de “La prossima vita”, ci riprovo con un nuovo romanzo in uscita dal prossimo mese di febbraio. S’intitola “Il futuro imperfetto” ed è una sorta di “Ritratto di Dorian Gray” dei nostri tempi in cui a predominare è la forza della bellezza rispetto a valori più importanti ma spesso trascurati.

copertina

Ecco la sinossi del libro:

C’è il futuro semplice e il futuro anteriore, esiste anche il futuro imperfetto? Per Edoardo, detto “Edo”, sembra proprio di sì.

Radiologo di una delle cliniche più importanti di Milano, Edo è un uomo straordinariamente bello che si serve di questa qualità esteriore per superare qualsiasi difficoltà nella vita. Una bellezza che gli dà una forza invincibile, come il Sansone della Bibbia, o malefica e deviante come il Dorian Gray del celebre ritratto.

Dopo l’esperienza nel collegio di Rosental, in Basilea, durante la quale subisce l’influenza dominante del professor Schoengen, uomo enigmatico con un passato doloroso, Edo si afferma brillantemente nella carriera di medico diventando uno dei radiologi più in vista della città meneghina. Lo fa a discapito di tutti usando le armi di una seduzione fisica e psicologica che lo porterà a primeggiare in ogni ambito. Ma qualcosa si frappone nel suo cammino, un evento imprevisto che lo coglierà impreparato e gli farà toccare con mano tutte le sue fragilità e imperfezioni.

Romanzo fedele all’esistenzialismo, tema a me caro, “Il futuro imperfetto” si colloca fra le opere che mirano ad analizzare l’agire umano in certi contesti, con l’obiettivo di dimostrare che l’imperfezione sta proprio nelle azioni dell’Uomo più che nella Natura, di per sé perfetta e incontaminata. Continua a leggere “IL FUTURO IMPERFETTO, di vittoriano borrelli”

LA NEVE DI GENNAIO, di vittoriano borrelli

LA NEVE DI GENNAIO, di vittoriano borrelli

la neve di gennaio

Non si ha freddo nell’anima quando fuori nevica e le case s’imbiancano nella quiete mattutina. Non è vero che il calore arriva solo dal sole quando ci si può stringere un po’ di più in giornate come queste con la neve che lambisce i vetri delle finestre. Infagottati nelle coperte dalla testa ai piedi, solo gli occhi restano scoperti per rimirare cotanta meraviglia.

La neve di gennaio è uno spettacolo che si guarda senza pagare alcun biglietto, la nostalgia del Natale appena passato si trasforma ben presto in una gioia silenziosa per qualcosa che sta per rigenerarsi nel candore del mondo intorno a te. E pensi che sia così bello pensare che tutto possa ricominciare, purificarsi nello spirito e nelle idee per una nuova scommessa sulla vita.

Spesso pensiamo di aver bisogno degli altri, di contare sugli altri, di essere noi stessi “gli altri” per spogliarci delle nostre preoccupazioni o soltanto per condividerle per sentirci meno responsabili. Trascuriamo i dettagli, le cose intorno a noi che non aspettano altro che essere toccate, sfiorate, accarezzate. E questa natura che si rigenera dopo una pioggia o un abbondante nevicata, ci offre lo spunto per capire che tutto parte e riparte da noi stessi. Continua a leggere “LA NEVE DI GENNAIO, di vittoriano borrelli”

Un anno di parlo, di Vittoriano Borrelli

Un anno di parlo, di Vittoriano Borrelli

Prima di dare il benvenuto al nuovo anno ci sono ancora spiccioli di tempo per salutare il 2018 con un viaggio a ritroso delle cose che sono successe negli ultimi dodici mesi. I bilanci, si sa, sono un momento di riflessione per valutare quello che è stato fatto, nel bene e nel male, una sorta di sospensione del tempo prima di riprendere la vita e ricominciare con nuovi propositi ed obiettivi. 

Forse è una cosa ovvia, ma noi siamo quello che siamo stati e il futuro non è altro che la proiezione del nostro vissuto, il raccolto di quello che si è seminato lungo il cammino perché nulla è lasciato al caso senza la responsabilità delle nostre azioni. 

UN ANNO DI PAROLE

Allora, prima di riporlo nel cassetto dei ricordi, c’è ancora tempo per sfogliare il calendario 2018 partendo dall’inizio con i post più letti e graditi di questo blog. Cliccando sui titoli i lettori, se vorranno, potranno riprovare il gusto di rileggerli. 

GENNAIO: Il post più letto del mese è “Il sole tra i fili spinati”, dedicato al giorno della memoria con un racconto sulle gesta eroiche di un segretario comunale durante il massacro della Shoah. 

FEBBRAIO: Stravince il racconto breve “Zucchero amaro” incentrato sull’importanza della vita proprio quando stai per perderla. Otterrà migliaia di visualizzazioni e attestati di gradimento. 

MARZO: “Non ti conosco più amore”, altro racconto breve, piace tantissimo, forse anche per il tema struggente dell’Alzheimer. A seguire: “La parola di questa sera”, dedicato alla prematura scomparsa del bravo presentatore bolognese Fabrizio Frizzi. Buon piazzamento per il “Gesù di Nazareth“, recensione della produzione televisiva di maggior successo sulla storia di Cristo.

APRILE: Piace “La Corte si ritira”, riflessioni sulla crisi del corteggiamento in un’epoca imperversata dal virtualismo delle relazioni personali. Sarà il post più letto del mese. 

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IL MAGO DI NATALE, di vittoriano borrelli

IL MAGO DI NATALE, di vittoriano borrelli

LA MAGIA DEL NATALE

S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l’alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all’Upim:

un vero abete, un pino di montagna,

con un po’ di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti. Continua a leggere “IL MAGO DI NATALE, di vittoriano borrelli”

UN ANNO DI ME, di vittoriano borrelli

UN ANNO DI ME

di vittoriano borrelli

Il 2017 sta per chiudere i battenti ed è tempo di bilanci. Come ogni anno mi appresto a tirare le somme di ciò che avvenuto negli ultimi dodici mesi su questo blog. 

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità”. Così cantava Lucio Dalla nella sua mitica ed indimenticabile “L’anno che verrà”. Sembra essere questo il rendiconto tipico delle nostre storie che passano inesorabilmente con il tempo senza che ce ne accorgiamo, salvo ricordarcene proprio nell’ultimo giorno dell’anno.

Ma c’è un vissuto che resta e che ci rende più forti o più deboli a seconda di come sono andati gli eventi. Ogni attimo che respiriamo è già passato, sta a noi farlo prolungare o sopravvivere nel futuro prossimo che è già qui. Continua a leggere “UN ANNO DI ME, di vittoriano borrelli”

LA VITA È UN ATTIMO, di vittoriano borrelli

LA VITA È UN ATTIMO, di vittoriano borrelli

Passa la vita ma tu non ritorni. La vita è un attimo, basta un clic, lo scatto di una fotografia che tutto è già passato, compiuto, incollato nell’album dei ricordi. La vita è un attimo ma te ne accorgi sempre troppo tardi, come il sole che si nasconde improvvisamente tra le nuvole, la luce che si affievolisce, il buio che s’infittisce.

LA VITA UN ATTIMO

La vita è un attimo, non fai in tempo a girarti che già ti ritrovi invecchiato con la faccia stampata sulla vetrina di un negozio dove sfoggiano solo oggetti usati. È un attimo, come il caffè bevuto in fretta per scappare via e accumulare tanti attimi di vita che vanno via al calare della sera.

La vita è un attimo, come il bacio che ti ho dato senza morderti le labbra, lo sguardo che si è perso nei tuoi occhi che non hanno visto, le mani che non hanno accarezzato, le lacrime che non sono scese perché inghiottite da un altro dispiacere. È un attimo in quel sorriso che non ho capito, la festa che non è cominciata, il gioco che si è interrotto come un trenino che non vuole più ripartire. Continua a leggere “LA VITA È UN ATTIMO, di vittoriano borrelli”

L’EMOZIONE DELLE PAROLE, di vittoriano borrelli

L’EMOZIONE DELLE PAROLE, di  vittoriano borrelli

Scrivere soltanto per se stessi non è mai appagante quanto il buon riscontro dei lettori. Qualunque cosa si scriva si ha sempre bisogno di sapere se l’emozione delle parole giunga a destinazione. Può essere banale ma sono le parole che aggiungono sale e condimento alle relazioni, le fanno crescere o decrescere a seconda della loro intensità, importanza e forza comunicativa.

Emozione delle parole

Forse per gli scrittori è un po’ diverso perché è la loro anima a parlare, a manifestarsi in tutte le sue sfaccettature, a elevarsi (o a regredire) nello spirito sicché la condivisione, il gradimento, la capacità o disponibilità a recepire sono essenziali almeno quanto il messaggio che si vuole trasmettere. 

Vero anche che i lettori reali o potenziali di uno scrittore rappresentano un pubblico particolare, difficile da trovare nella vita quotidiana se non si decide di frequentare circoli culturali, persone accomunate dallo stesso interesse, insomma se non si percorrono canali ad hoc. Nella vita di tutti i giorni uno scrittore o un poeta vengono spesso associati a gente con la testa tra le nuvole, poco pratica e concreta da guardare con sospetto se non addirittura da tenere alla larga. Continua a leggere “L’EMOZIONE DELLE PAROLE, di vittoriano borrelli”

NON TI DIMENTICO, di Vittoriano Borrelli

NON TI DIMENTICO

di Vittoriano Borrelli

Certe volte il destino è beffardo. Nell’infinito mondo del web, e in particolare dei social, si fa di tutto per essere ricordati postando le immagini più curiose ed accattivanti, i pensieri più originali e reconditi per far breccia sui cosiddetti “followers”, i seguaci ai quali ci si rivolge affinché il messaggio sia condiviso ed apprezzato. Quasi mai succede di essere indimenticabili e quel post viene ben presto espulso dalla rete come un rifiuto, una carta appallottolata e lanciata nel cestino.

Accade invece che quando si desidera rimuovere quello che è stato immesso nel web è già troppo tardi. Il diritto all’oblio, soprattutto per le informazioni on line, è il meno tutelato giuridicamente anche se in molte legislazioni, compresa la nostra, vi sono norme apparentemente puntuali e deterrenti.

Molto spesso ci si dimentica delle cose positive che facciamo mentre quelle negative pesano come un macigno e, a volte, sono in grado di condizionare tutta la nostra esistenza. Continua a leggere “NON TI DIMENTICO, di Vittoriano Borrelli”

MI ADDORMENTERO’, di vittoriano borrelli

MI ADDORMENTERO’, di vittoriano borrelli

MI ADDORMENTERO

Mi addormenterò con il rumore del vento

che soffierà su di me impetuoso e leggero

Come una foglia che si stacca dal ramo

per volare libera e orgogliosa lontano

Mi addormenterò per sentire il tuo abbraccio

in una notte qualunque quando tutto intorno si fa silenzio

e l’ultima luce delle case si spegnerà

nel manto celeste dell’oscurità

Mi addormenterò e mi farai l’amore

col tuo debole respiro sul mio corpo inerme

in cerca di un brivido a lungo assopito

dai segni profondi di un dolore antico

Mi addormenterò per ritornare bambino

col cuore in gola e la testa sotto il cuscino

La porta che si apre dalla buia stanza

passi che avanzano sulla mia perduta infanzia

Mi addormenterò e scoprirò la tua mano

accarezzarmi la fronte come una madre premurosa

con il seno scoperto dalla vestaglia rosa

e le orecchie protese sul nostalgico richiamo Continua a leggere “MI ADDORMENTERO’, di vittoriano borrelli”