Momenti di poesia. Evasi da me, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Evasi da me, di Vittorio Zingone

Evasi da me

Evasi da me per un momento,
Respirai l’arcanita’ dell’ intero mondo.

Fissai un albero negli occhi,
mi soffermai nel calice d’un fiore
A discorrer con l’ape, la farfalla
Dalle ali tutte tinte d’oro.

M’aggrappai ad una roccia altissima
Ammirai intorno lo spettacolo
Che offriva di se’ madre natura.

Saltai su fasci di luminosa, calda luce,
Mi lasciai scivolare spensierato
Verso panorami d’armonie
E d’ancestral silenzio
fortemente intrisi

Anzi tornare nella finitezza umana
Assaporai la felicita’ che l’anima respira
In grembo al nostro eccelso Dio d’Amore.

Momenti di poesia.  A Cosenza, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia.  A Cosenza, di Vittorio Zingone

A Cosenza

A Cosenza conobbi la luce,
citta’ tra le Serre e la Sila,
Sommersa dal sole in estate,
Da ombre possenti in inverno.

Selve d’ulivi al tramonto,
Vigneti arrampicati sui colli
Laddove mezzogiorno e’ signore,
A Est dirupi, frane,
Radici su vuoti strapiombi,
Terre di laterizi e giardini;
A mezzanotte la piana si stende
Dove pasce le sue acque tranquille
Il Crati incassato tra argini…

( La mia citta’ ampiamente fantasticata…)

Momenti di poesia. Sono tra folle vocianti, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Sono tra folle vocianti, di Vittorio Zingone

Sono tra fille vocianti,
Scherzose, giocose,
Osservatore impassibile
Che annota il dire, il fare,
L’ondeggiare di acque viventi
Che non si lasciano imbrigliare
Fra argini.

Sono qual nube fra nubi nel cielo,
Leggero fra fiocchi leggeri
Che il vento riunisce
E a beneplacito suo sparpaglia,
Che dissolve in soluzioni d’azzurro, e poi,
con arcani poteri, dal nulla riesuma
E ne trae stranissime forme.

Son tra la folla, ma monade chiusa,
Altissima su mari di teste ondeggianti
Che osservo, annoto, dispenso sorrisi
Per non metter paura ai piu’ deboli;
Tutti m’ossequiano che credano o meno
Al mio ruolo sociale,
Che sia indifferente accidente,
Latore di bene o di male tra color
Che giornalmente frequento.

Sono qual brace vivissima
Che sotto strati di cenere arde,
Che a cercarla riscalda;
Sono acqua che scorre
Alla luce del sole,
Poi improvvisa si cela
In orridi antri
Per poi riapparire
Piu’ in basso
fresca, limpida,
strapiena di vita
Per chi vive sugli argini…

Sono oggi tra gente
E dico la mia,
Sistemo il mio bravo mattone
Sulle storiche mura che l’uomo
Nel corso dei secoli innalza
Gridando o tacendo,
cantando o soffrendo,
Ridendo o piangendo
Alla sua gloria terrena,
Alla conquista domani dell’Eden.
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Momenti di poesia. Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Vittorio Zingone

Tutto falso

Tutto falso, tutto oppressione,
Tutto crassa invidia, falso decoro,
Tutto di tutto e di piu’ su questa terra,
Semplice meccanismo per irretirci
In una ragnatela di gratuita sofferenza,
Di gratuito sopruso dei piu’ superbi sui piu’ umili,
Tutta una palestra in cui subdolamente
Ti si lascia morir la volonta’ di vivere,
Ti si lascia veder quanto sarebbe meglio
Mutar aria, mutare ambiente
Per imprendere un nuovo percorso di dolore
Dapprima sopportabile in quanto ancor s’ignora
Su quali tasti, su quali ferite premere,
Quali altre ferite aprire, quali allargare a dismisura
Da chi ha un metro di pelo sullo stomaco
Per indurre ancora, ancora a patir dolore.

Quale entita’ mai inflessibile dall’alto
O dall’interno di noi medesimi innesca
Una cosi’ vasta palestra di dolore e pianto?

A che scopo mai si lascia
Che le creature patiscano
Tanto atroci sofferenze,
Oggi le une doman le altre,
Perche’ vi siano intanto
Dei buoni samaritani
Che si prendan cura di color
Che al momento soffrono?

Ci s’illude che tali sofferenze
Si tradurranno in altre vite in premio,
Ma chi ci sacramenta che tal portento
Non sia gratuito prodotto della mente
Per darci un senso del circolar soffrire
In questo sistema di cose contingente?

In un abisso da cui non v’e’ scampo,
Un abisso in cui s’e’ condannati a trascorrere
Senza luce i giorni, noi viviamo inesorabilmente.

Momenti di poesia. Non sono un poeta, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Non sono un poeta, di Vittorio Zingone

Non sono un poeta

Un poeta dovrebbe educare
Al Bene, al Bello le altre creature;
Un poeta dovrebbe i durre a far sogni,
Indurre ad amare ogni nuova aurora che sorge
Dinanzi alla maesta’ del dio sole.

Un poeta dovrebbe discorrer d’Elisi, non d’Ade;
Divrebbe rendere eterno il viver terreno
Di ogni terrena creatura e di cio’ che intravede
In mondi a questo nostro paralleli.

Un poeta dovrebbe indicare la strada da fare,
I cieli da guardare, i panorami
Di cui far meraviglia di notte o di giorno che sia,

Io sono scrittore di vane parole, di quelle che
Non rendon la vita un inno di lode,
un canto d’amore al Dio Creatore.

Momenti di poesia. Fitta la bruma, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Fitta la bruma, di Vittorio Zingone

Fitta la bruma

Fitta la bruma
Come selva di pini sulla Sila,
Grondante acqua nel cuore di gennaio.

Con la nebbia mentale non si scherza
Se in soprappiu’ sei epilettico
E devi assumer mane e sera farmaci.

Non e’ cosa da prender sottogamba
Superare un giorno, ancora un altro giorno
Con il timore di non farla franca
Quando l’epilessia in agonia ti lascia,
Alla merce’ di tutti, sulla via,
Senza difese, senza forze,
Senza la possibilita’ di fare ancora
Gli estremi quattro passi
Per guadagnare un letto su cui stenderti
Per arrenderti al tuo malevolo destino:
Vedere il.mondo intero un mare d’onde
Che ti strappano le orbite, il cuor, la mente
E te li estraniano in siti universali
E non avere scienza a cosa ancorare la coscienza
Mentre ancora vigile ti senti,
Ma avulso, rifiutato da tutto cio’ che intorno
T’era punto di riferimento,
certezza d’esser qui e adesso,
D’appartenere a un mindo che fungeva
Da sicura culla, che ti fan patire
Terribili agonie, prima di lasciarti esanime, indifeso,
In profondo coma per piu’ ore,
Per poi rimettere i veleni accumulati in corpo, ritornare, infine, come nulla fosse,
Nell’infinito, avaro di pieta’, mondo traditore.

Vi sono creature a questo mondo
Che pagano la vita a pesod’oro, devono accontentarsi delle briciole,
Devono essere vessate dagli uomini e da Dio,
Non raccapezzarsi, per quante domande
Vadano porgendosi, d’una durezza fuori
Da qualsivoglia canone
D’un principio di misericordia
Per esser creature che vivono
Su quest’atomo nero di sciagura cosmica.

Creature che vengono tenute ai margini
D’un grande palcoscenico vitale
Come nate fossero indegne di recitare
Una preziosa parte nella vitale arena universale.

Non sperano in un premio alla fine
Per esser rimaste ai margini
Come creature calpestate da tutti senza compassione.

Momenti di poesia. Tutto è uno…. Andrea Patrone

Momenti di poesia. Tutto è uno…. Andrea Patrone

Tutto è uno….. ( riflessioni )

Non mi è facile spiegare cosa sta a
significare……”tutto è uno,” è il
passato, il presente o il futuro?
Ne conto tre ma son sicuro…uno è!
È la vita con la morte, la parola nel
silenzio, la promessa che ti penso.
Ma il tempo che si consuma vive al
centro di un percorso che il fato ha
imposto, lo ha scritto dentro ai libri,
nei sorrisi dei bambini, per chi crede
è nella fede, senza dubbi grazie a lui
siamo solo bravi alunni.
“Tutto è uno,” disse Jesus alla serpe
nel deserto e a Pilato lui rispose: si, il
mio è il Padre di tutte le tue cose.”
“Tutto è uno,” il respiro che si ripete e
la goccia che toglie la tua …sete.
“Tutti i giorni sono di un dio, meno uno
scelto dalla sorte per far spazio alla morte.
Ma “tutto è uno, il labirinto del tuo tempo
è il dolore che ti porti dentro con l’ultimo
sorriso di chi si crede..per sempre vivo!”

Andrea

Momenti di poesia. Sempre più, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Sempre più, di Vittorio Zingone

Sempre piu’

Sempre piu’ mi chiudo
In me medesimo;
Non piu’ mi parla
Il farsi della storia,
Il suo disfarsi,
Il suo posare,
Il trionfale nuovo verdeggiare.

Percorro strade strette in gallerie;
Eterno buio intorno;
Si dissolvono i vasti panorami,
Le trame dei pensieri,
Il brulicare del farsi e dirsi della mente,
Il pianto dei fratelli
e’ memoria di trascorsa storia,
Non m’intrigan miraggi, illusioni,
Ne’ le notti con la varia luna,
Con le stelle innumeri, lontane,
Col buio da tagliarsi
Con affilatissimi coltelli…
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Momenti di poesia. Mai, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Mai, di Vittorio Zingone

Mai

Mai si sara’ simpatici
A chiunque
In questo mondo.

Incontrerai sulla strada che percorri
Gente cui mancherai
Se te ne dovessi andare,
Poi, per sempre;
Altra per cui la tua vita
Sara’ niente.

Ma si deve vivere ugualmente
Nato che sei in questo sistema di cose
Caduco, contingente.

Sono uno che combatte,
Non si da’ per vinto;
Stringo i denti;
Nelle piu’ dure tempeste,
Costi quel che costi,
Vado avanti
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Momenti di poesia. Terre, vie… di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Terre, vie… di Vittorio Zingone

Terre, vie

Terre, vie, greti di torrenti
Dove giocai tanto da fanciullo
Mi tornano alla mente
Nei notturni sogni.

Mi s’affollano attorno,
Come in segreto film,
Gli amici di quei tempi.

Avevo negli occhi
Ambienti variegati:
Minime valli,
Colline disseminate
Senza una ragione,
Basse catene
Ammantate di verde
Fino in cima, torrenti
Con piene travolgenti
Nell’ora degli uragani distruttivi,
Poi asciutti nelle estati ardenti…

Li sogno quei luoghi
Anche da sveglio;
Rivedo gli ulivi secolari
Su cui m’arrampicavo
A catturare nidiate in primavera,
Noiose cicale per l’intera estate;
Querce imponenti
di cui guadagnavo gli alti rami
Con sicurezza d’agile scoiattolo…

Sempre altri tempi, quelli!

Eta’ dell’oro
Che ormai posso rivivere
Nei notturni sogni.

Momenti di poesia. Io ti penso, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Io ti penso, di Vittorio Zingone

Io ti penso

Io ti penso e volo come allodola
Verso cieli profondi, tersi, tiepidi,
Respiro aure di albe primigenie,
Canto e avverto il cuor leggero
Come fossi ancor tornato in Eden.

Io ti penso e mi si scioglie l’anima;
M’avverto allegro come uno scoiattolo
Che in limpidi mattin di primavera
Sale e scende da tronchi e rami d’alberi spensierato a giocar coi raggi d’oro
Che il sole piove sull’amica terra.

Io.ti penso e parmi udire acque
Che canterine, fresche scorrono
Giu’ per versanti di montagne altissime
Tra radici, sassi rilucenti, erbe tenere.

Per te il cuore mi ritorna giovane,
Si rifa’ luce dove regnavan tenebre,
Si mutsno in giardini rigogliosi
I deserti del cuor, della mia anima;
Tu per me sei fiorita primavera,
Fata che mi fa rivivere, Morena

Momenti di poesia. Una foglia, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Una foglia, di Vittorio Zingone

Una foglia.jpg

Una foglia

Una foglia rossa e gialla
Si dondola nel vento,
Al suolo lentamente
S’avvicina.

Da che pianta vieni;
Da quando vaghi
Su ali d’invisibil vento?

Mentre ancora eri
Appesa al ramo
Nessun male
T’avveleno’ i giorni?

Cantasti al sole
La canzone lieta
Della vita;
Vibrasti di felicita’
Quando la nutriente linfa
Ti penetro’ nell’anima anelante?

Sentisti il canto
D’innamorati uccelli
E la felicita’ che si svegliava
Nei novelli nidi
Quando l’intensa luce
E la fresc’aura
Colmavan monti, valli,
Pianure della terra?

Ora sei finita
A pie’ dell’albero
E ti disponi a ritornare
Nutriente humus
Pel tuo antico padre,
Per ogni altra pianta
Che nelle morte viscere
Ti cresce!

Momenti di poesia. Quando la donna, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Quando la donna, di Vittorio Zingone

Quando la donna
Quando la donna e’ innamorata
Si lascia stringere sul cuore;
Erra lo sguardo suo
Negli occhi tuoi
In cerca del connubio d’amore.

Occhi che vi colmate di lacrime
Quando per me sentite tenerezza,
Io vi amo con dolcezza,
Occhi imploranti un attimo di gioia.

Quando la mano morbida di lei
Si trova stretta tra le mani tue
Un desiderio di baci, di carezze
Il cuore prende d’ambedue.

Amor dal petto degli amanti spira,
D’un soave tepor la stanza s’empie;
Nella notte che su tutto l’ali stende,
Due corpi s’uniscono in un solo.

Sublime istante di divino amore,
Tu sol, fra tormenti aspri, stenti,
Sai far sorgere oasi di pace,
Sai far vivere attimi di EDEN!

Momenti di poesia. Quando la donna, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Quando la donna, di Vittorio Zingone

Quando la donna
Quando la donna e’ innamorata
Si lascia stringere sul cuore;
Erra lo sguardo suo
Negli occhi tuoi
In cerca del connubio d’amore.

Occhi che vi colmate di lacrime
Quando per me sentite tenerezza,
Io vi amo con dolcezza,
Occhi imploranti un attimo di gioia.

Quando la mano morbida di lei
Si trova stretta tra le mani tue
Un desiderio di baci, di carezze
Il cuore prende d’ambedue.

Amor dal petto degli amanti spira,
D’un soave tepor la stanza s’empie;
Nella notte che su tutto l’ali stende,
Due corpi s’uniscono in un solo.

Sublime istante di divino amore,
Tu sol, fra tormenti aspri, stenti,
Sai far sorgere oasi di pace,
Sai far vivere attimi di EDEN!

Momenti di poesia. Mi scorron, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Mi scorron, di Vittorio Zingone

Mi scorron

Mi scorron
nell’anima stanca,
ormai che da te sono via,
sepolto in umida landa,
memorie di pace perduta,
di nera malinconia.

Mi manca il monotono canto,
il dire segreto
la storia del mondo,
i conflittuali silenzi
con il dir concitato
degli uomini
che ti vivono dentro le viscere,
o ti vivono accanto a milioni
con le loro ridicole fisime,
mare infinito, paziente.

Vedi e taci;
a volte soltanto ti agiti
ma perche’ hai contrasti
col vento,
perche’ non hai altro da fare
che tacere od urlare,
incamerare tesori
che ti portano gli uomini
nei loro insicuri traboccoli
o i fiumi da lidi lontani
estorti alle alte montagne,
alle sgrossate colline,
ai vasti pianori silenti
e li depositan nel corso dei secoli
nei tuoi abissali fondali…