Momenti di poesia. Oh mio dolce canto, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Oh mio dolce canto, di  Vittorio Zingone

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Oh mio dolce canto

Oh mio dolce canto di Sirena
Nel cuore silenzioso della notte!
– Vieni, ti aspetto –
Grido alla tua anima;
Ma tu non senti
O non sei sensibile
Al mio grido.

Tu, mio cielo gravido di stelle,
Mio giardino fiorito in primavera,
Mio mare calmo
In cui non ho timore di nuotare!

Tu, mio orizzonte in cui muovo passi,
Perché così distratta al mio richiamo?

foto tumbir

Momenti di poesia. Oh mio dolce canto, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Oh mio dolce canto, di Vittorio Zingone

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Oh mio dolce canto

Oh mio dolce canto di Sirena
Nel cuore silenzioso della notte!
– Vieni, ti aspetto –
Grido alla tua anima;
Ma tu non senti
O non sei sensibile
Al mio grido.

Tu, mio cielo gravido di stelle,
Mio giardino fiorito in primavera,
Mio mare calmo
In cui non ho timore di nuotare!

Tu, mio orizzonte in cui muovo passi,
Perché così distratta al mio richiamo?

foto tumbir

Momenti di poesia. Splende il sole, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Splende il sole, di Vittorio Zingone

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il sole.

Splende il sole,
padre della vita,
Appena guadagnato
L’orizzonte;
Un fremito di gioia inaspettata
Coglie nel cuore
L’intirizzito passero,
L’erba gravata
Dalla troppa brina,
La gemma che dorme ancor
Sul nudo ramo.

Brilla d’un’iride accecante
La goccia che si materializza
Sulle foglie
E nel suo grembo specchia
L’infinito azzurro,
Miniatura
Del fattor del mondo.

Ammira l’uomo
E cade tosto in estasi
Dinanzi a miraggi
Di smarrito eden;
Riga una lacrima
La guancia.

Dura la visione
Una manciata d’attimi soltanto;
Poi, come per incanto,
Svaniscono le brine;
Le gocce di cristallo,
Raccolte sulle foglie,
Si smaterializzano
Nelle vastità dei cieli;
Come anime
Che tornano al Creatore
Lasciano sul pianeta del dolore
Un pugnel di polvere
O pur nulla.

foto tumbir

Momenti di poesia. Possiam, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Possiam, di Vittorio Zingone

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Possiam

Possiam solo atteardarci
A crogiolarci l’anima
Nella nostra eternità in potenza;
L’eternità in atto
Non compete a esseri,
Come noi siamo, limitati.

Mangiammo certamente
Del frutto posto in Eden;
Capimmo certamente
L’abisso che intercorre
Tra due avversi campi:
Il Bene, il Male;
Ma solamente
per prenderne coscienza,
Per innescar nell’anima,
nel cuore, nella mente
Un dissidio doloroso,
Insolubile per noi.

Una cagione in più
Per montare in sterile superbia,
Poi non riuscire a realizzare
I nostri vani sogni,
Poi disperare, avvertir rimorso,
Fuggire e tornare
Come il figliol prodigo
Al Dio Vivente,
Non avere pace
Nel corso dei vissuti giorni,
Non poterci ribellare
Alla condanna di caricarci
La personale croce sulle spalle,
Trascinarla fino in cima al Golgota
Per esservi infine crocifissi
A patire l’estrema agonia
Coronamento al faticoso nostro
Umano vivere.

foto tumbir

Momenti di poesia. Avanza, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Avanza, di Vittorio Zingone

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Avanza

Avanza inesorabile la sera
A strappare un’ulteriore pagina
Al nostro inesorabil calendario.

Tramonta il sole, sorgono le stelle,
Di notte in notte la mutevol luna
Solca i cieli silente e solitaria,
azzurri e nuvole si contendono gli abissi.

A noi sapide creature
Non resta che annotare
In mente o nel diario
Ciò che avvertiamo
Oltre il limite della contingenza,
I dubbi atroci che nell’intimo ci sorgono,
Qualche rada gratuita certezza,
I miraggi che ci stimolano
A continuare questo arcan viaggio
Verso mete sepolte nelle tenebre.

Momenti di poesia. Possiam, Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Possiam, Vittorio Zingone

Possiam

Possiam solo attardarci
A crogiolarci l’anima
Nella nostra eternità in potenza;
L’eternità in atto
Non compete a esseri,
Come noi siamo, limitati.

Mangiammo certamente
Del frutto posto in Eden;
Capimmo certamente
L’abisso che intercorre
Tra due avversi campi:
Il Bene, il Male;
Ma solamente
per prenderne coscienza,
Per innescar nell’anima,
nel cuore, nella mente
Un dissidio doloroso,
Insolubile per noi.

Una cagione in più
Per montare in sterile superbia,
Poi non riuscire a realizzare
I nostri vani sogni,
Poi disperare, avvertir rimorso,
Fuggire e tornare
Come il figliol prodigo
Al Dio Vivente,
Non avere pace
Nel corso dei vissuti giorni,
Non poterci ribellare
Alla condanna di caricarci
La personale croce sulle spalle,
Trascinarla fino in cima al Golgota
Per esservi infine crocifissi
A patire l’estrema agonia
Coronamento al faticoso nostro
Umano vivere.

Momenti di poesia. Avanza, Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Avanza, Vittorio Zingone

Avanza

Avanza inesorabile la sera
A strappare un’ulteriore pagina
Al nostro inesorabil calendario.

Tramonta il sole, sorgono le stelle,
Di notte in notte la mutevol luna
Solca i cieli silente e solitaria,
azzurri e nuvole si contendono gli abissi.

A noi sapide creature
Non resta che annotare
In mente o nel diario
Ciò che avvertiamo
Oltre il limite della contingenza,
I dubbi atroci che nell’intimo ci sorgono,
Qualche rada gratuita certezza,
I miraggi che ci stimolano
A continuare questo arcan viaggio
Verso mete sepolte nelle tenebre.

Momenti di poesia. Quando, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Quando, di Vittorio Zingone

Quando

Quando si plachera’ questo dissidio
Ch’e’ sorto dalle origini tra spirito e materia?

Non son forse cresciuto a sufficienza
Per placare questi spiriti ribelli
E imprendere a ragionar posatamente
Su ciò che più ci convien
Per la salvezza eterna?

Domande, domande senza fine,
Serrate domande fino a stressarmi;
Mai una sola risposta positiva,
Una risposta che sia per l’anima mia
Un punto fermo.

Sempre incertezza ho predicato
A eternità e contingenza;
Mai una parola buona
Che mi guarisse
Da tanta distruzione
Di ogni giorno o notte
Della vita mia.

Ero approdato in gioventù
Dinanzi a padre pio;
Credevo leggesse dentro l’anima
E, trattane pietà per i miei giorni,
Mi avviasse verso traguardi
Più umani e dignitosi,
mi aprisse orizzonti più sereni
Sotto l’egida del nostro Salvatore.

Non questo era il mio arcano fato,
Non era come Paolo di Tarso,
Rapito con un portento
All’angelo del male.

Così or vago su strade senza meta
Quale bandiera esposta ai quattro venti,
Mollato da Dio perché insignificante, tralcio reciso per disseccarsi, esser destinato al fuoco eterno.

Momenti di poesia. Quando, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Quando, di Vittorio Zingone

Quando

Quando si plachera’ questo dissidio
Ch’e’ sorto dalle origini tra spirito e materia?

Non son forse cresciuto a sufficienza
Per placare questi spiriti ribelli
E imprendere a ragionar posatamente
Su ciò che più ci convien
Per la salvezza eterna?

Domande, domande senza fine,
Serrate domande fino a stressarmi;
Mai una sola risposta positiva,
Una risposta che sia per l’anima mia
Un punto fermo.

Sempre incertezza ho predicato
A eternità e contingenza;
Mai una parola buona
Che mi guarisse
Da tanta distruzione
Di ogni giorno o notte
Della vita mia.

Ero approdato in gioventù
Dinanzi a padre pio;
Credevo leggesse dentro l’anima
E, trattane pietà per i miei giorni,
Mi avviasse verso traguardi
Più umani e dignitosi,
mi aprisse orizzonti più sereni
Sotto l’egida del nostro Salvatore.

Non questo era il mio arcano fato,
Non era come Paolo di Tarso,
Rapito con un portento
All’angelo del male.

Così or vago su strade senza meta
Quale bandiera esposta ai quattro venti,
Mollato da Dio perché insignificante, tralcio reciso per disseccarsi, esser destinato al fuoco eterno.

Momenti di poesia. Oggi che… di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Oggi che… di Vittorio Zingone

Oggi che

In tempo non si fa
A farsi un serio esame di coscienza,
Che’ già si son suscitati soli e soli
Da oltre inarrivabili orizzonti,
Che ci si ritrova già in testa
Massificati o radi crini bianchi.

Sembrava in giovinezza
Che il tempo non dovesse
Scorrer mai
Per giungere a mete di successo,
Agognata dal cuore scalpitante
Come un irrinunciabile traguardo.

Oggi che le rughe
Qual corruttiva lebbra
S’instauran traditrici sulla pelle,
Il tempo scorre
Con rapidità di fulmine
E non si riesce più a raffrenarlo.

Ambirei tornare
A tempi più propizi
Per dare diverse direttove
Alla mia vita,
Un più giudizioso
Percorrere la strada
Alla luce degli ammaestramenti
Dei veridici vangeli.

Or son già troppo compromesso
Con la colpa perché possa sperar
Nella redenzion della mia anima,
Non per deficiena di perdono
Dalle eccelse sfere
Ma per l’eccessiva sporcizia
Che m’opprime.

Tuttavia se un segnacolo di misericordia
Mi giungesse da questo azzurro cielo,
Mi rimetterei alla bontà del Dio d’Amore
Mi lascerei guidare come un cieco nato
Verso i prati eterni della Grazia.

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

S’arresta

S’arresta il cuore di battere,
A sera,
Dinanzi a innumeri stelle
Oltre cui invano si cela
Il divino Fattore del mondo.

L’azzurra distesa di nulla
Mi coinvolge in un grande disegno
Che travalica la fantasia
di uomini e donne.

Pure il Signore che imploro
Impregna di sé la mia anima
E mi trae in dimensioni propizie
Allo stato ancestrale di grazia.

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

NELLE FRESCHE ORE

Nelle fresche ore antelucane,
ancor gli occhi cisposi, insonnoliti,
m’avvio a salutar l’azzurro mare,
a lasciarmi per qualche attimo ninnare
dal frangersi delle onde sulle rive,
dai riverberi del sol che sta per sorgere,
dai selvosi versanti delle Serre.

Intanto che il mare va, vado pur’io
con l’anima che pian pianin si smaga
e canta all’unisono con l’onde
un canto che non ha nota favella
ma pur mi s’assomiglia a suono d’organo
che mani esperte fan melodiare.

Fuggono le stanchezze, i crucci fuggono,
rimane un appagamento dentro l’anima
che travalica le avversità di questo vivere
e ti trasporta in arcane lande d’Eden
dove gradito sarebbe issare tende
e, sazi d’infinito, per sempre dimorare.

Momenti di poesia. A TE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. A TE, di Vittorio Zingone

A TE

A te imploro giorni azzurri, belli,
giorni che i buoni sentimenti soddisfino del cuore,
ti mostrino mete di perfetta gioia
in fondo alla strada bella che percorri.

A te auguro di cuore
che incontri un uomo che t’ami con dolcezza,
ti tenga perenne in cima ai suoi pensieri,
ti soccorra nei giorni avversi della vita,
sia con te sollecito nel prevenire i bisogni tuoi,
sappia scandagliare la tua anima
in modo da non darti dispiaceri,
incoraggiarti ad andare sempre avanti
con fiducia che tutto al mondo si risolve
se non ci si lascia abbattere dai momenti avversi
che certamente sincontreran vivendo
su questo arcano pianeta intelligente.

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

NELLE FRESCHE ORE

Nelle fresche ore antelucane,
ancor gli occhi cisposi, insonnoliti,
m’avvio a salutar l’azzurro mare,
a lasciarmi per qualche attimo ninnare
dal frangersi delle onde sulle rive,
dai riverberi del sol che sta per sorgere,
dai selvosi versanti delle Serre.

Intanto che il mare va, vado pur’io
con l’anima che pian pianin si smaga
e canta all’unisono con l’onde
un canto che non ha nota favella
ma pur mi s’assomiglia a suono d’organo
che mani esperte fan melodiare.

Fuggono le stanchezze, i crucci fuggono,
rimane un appagamento dentro l’anima
che travalica le avversità di questo vivere
e ti trasporta in arcane lande d’Eden
dove gradito sarebbe issare tende
e, sazi d’infinito, per sempre dimorare.

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

S’arresta

S’arresta il cuore di battere,
A sera,
Dinanzi a innumeri stelle
Oltre cui invano si cela
Il divino Fattore del mondo.

L’azzurra distesa di nulla
Mi coinvolge in un grande disegno
Che travalica la fantasia
di uomini e donne.

Pure il Signore che imploro
Impregna di sé la mia anima
E mi trae in dimensioni propizie
Allo stato ancestrale di grazia.