Momenti di poesia. A TE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. A TE, di Vittorio Zingone

A TE

A te imploro giorni azzurri, belli,
giorni che i buoni sentimenti soddisfino del cuore,
ti mostrino mete di perfetta gioia
in fondo alla strada bella che percorri.

A te auguro di cuore
che incontri un uomo che t’ami con dolcezza,
ti tenga perenne in cima ai suoi pensieri,
ti soccorra nei giorni avversi della vita,
sia con te sollecito nel prevenire i bisogni tuoi,
sappia scandagliare la tua anima
in modo da non darti dispiaceri,
incoraggiarti ad andare sempre avanti
con fiducia che tutto al mondo si risolve
se non ci si lascia abbattere dai momenti avversi
che certamente sincontreran vivendo
su questo arcano pianeta intelligente.

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. NELLE FRESCHE ORE, di Vittorio Zingone

NELLE FRESCHE ORE

Nelle fresche ore antelucane,
ancor gli occhi cisposi, insonnoliti,
m’avvio a salutar l’azzurro mare,
a lasciarmi per qualche attimo ninnare
dal frangersi delle onde sulle rive,
dai riverberi del sol che sta per sorgere,
dai selvosi versanti delle Serre.

Intanto che il mare va, vado pur’io
con l’anima che pian pianin si smaga
e canta all’unisono con l’onde
un canto che non ha nota favella
ma pur mi s’assomiglia a suono d’organo
che mani esperte fan melodiare.

Fuggono le stanchezze, i crucci fuggono,
rimane un appagamento dentro l’anima
che travalica le avversità di questo vivere
e ti trasporta in arcane lande d’Eden
dove gradito sarebbe issare tende
e, sazi d’infinito, per sempre dimorare.

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

S’arresta

S’arresta il cuore di battere,
A sera,
Dinanzi a innumeri stelle
Oltre cui invano si cela
Il divino Fattore del mondo.

L’azzurra distesa di nulla
Mi coinvolge in un grande disegno
Che travalica la fantasia
di uomini e donne.

Pure il Signore che imploro
Impregna di sé la mia anima
E mi trae in dimensioni propizie
Allo stato ancestrale di grazia.

Un attimo di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

Un attimo di poesia. S’arresta, di Vittorio Zingone

S’arresta

S’arresta il cuore di battere,
A sera,
Dinanzi a innumeri stelle
Oltre cui invano si cela
Il divino Fattore del mondo.

L’azzurra distesa di nulla
Mi coinvolge in un grande disegno
Che travalica la fantasia
di uomini e donne.

Pure il Signore che imploro
Impregna di sé la mia anima
E mi trae in dimensioni propizie
Allo stato ancestrale di grazia.

Momenti di poesia. DA COSI’ LONTANO, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. DA COSI’ LONTANO, di Vittorio Zingone

DA COSI’ LONTANO

Da così lontano vengo
che non so numerare più
diligentemente il Tempo;
fatico a trascinarmi
verso nuove lande
che non furon svelate
alla mia anima.

Arranco senza meta, alla deriva,
in smisurato mar di Spazio-Tempo;
vado come semplice fuscello
in fiume in piena
di cui ignoro nome, sorgente,
foce, tutto quanto.

Vado e non so rapportarmi
all’altra gente, all’altra creatura
vivente o non vivente,
al cielo sepolto in tenebra o in luce,
nemico ignaro di me stesso,
ignaro di ciò che m’urge
giornalmente dentro,
ignaro della via che pur percorro,
della meta cui, nudo, andrò incontro.

Momenti di poesia. Terra deserta, Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Terra deserta,  Vittorio Zingone

Terra deserta

Terra deserta ormai,
arsa da siccita’
da tempo immemore,
rade le sue erbe,
basse, bruciacchiate,
orfani i fiumi
d’acqua fresca, canterina,
limpida come cielo di settembre,
tutto un alto silenzio
a me d’attorno,
l’anima alla deriva
in oceani che distorcono
la verace oscura sua fortuna…

Momenti di poesia. SI VIVE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. SI VIVE, di Vittorio Zingone

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SI VIVE

Si vive a contatto strettissimo
con esseri innumeri,
ci si fastidia a vicenda,
ci si compenetra a volte,
ci si soccorre
e s’ignora il miracolo.

Il tempo d’un batter di ciglia,
d’un frullo d’ali di rondine,
d’un fuoco fatuo si vive in esilio
su questa magica, magnifica terra;
ci si materializza qual candida nube
nelle azzurrità in un giorno di luglio;
si svanisce in un attimo
oltre il limite dell’infinità.

Momenti di poesia. Le tue dischiuse labbra, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Le tue dischiuse labbra, di Vittorio Zingone

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Le tue dischiuse labbra

Le tue dischiuse labbra
Ad un soffio dalle mie!

Che sogno! Che grande emozione,
Dolce amore mio!

Ma tu fosti felice o avvertisti
Solo agitazione, solo smarrimento,
Per il dolcissimo amor mio?

Che non sia mai
Che nel cuore tuo
Tu m’aborri!
Non sia mai,
Supremo amore mio!

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

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FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE

Fin quando gli uomini, le donne
parleran lingue diverse,
si ciberan d’ideologie avvelenate d’egoismo,
non vorranno schiettamente ritrovarsi
per confrontare le rispettive visioni
di come dovrà andare il mondo più giusto,
più inclusivo di domani, di come collaborare,
condividere con la pluralità vitale,
non scomparirà la guerra, le liti dalla terra,
il sangue reale e quello virtuale
imbratterà il volto del pianeta vanamente intelligente,
le mani non si tenderanno sinceramente a stringersi,
il cuore non batterà all’unisono d’Amore,
le labbra non si schiuderanno con sincerità a salutare.

basta attenersi alla verità che c’è in noi,
basta accettare la verità, la sincerità come regola di vita;
basta uccider l’egoismo che c’è in noi;
basta fermarsi a discorrere con tutti,
basta abolir le lingue fondate sul sopruso,
crearne una nuova fondata sul vero, sul bello, la giustizia:
solo così le creature dell’intero mondo,
guardandosi negli occhi un bel mattino,
vicendevolmente si riconosceranno
come compagne d’un unico viaggio
– d’esilio esso o d’insperato premio sia –
alla ricerca dell’unico traguardo a noi possibile.

Racconti: Un giorno d’autunno, di Vittorio Zingone

Racconti: Un giorno d’autunno, di Vittorio Zingone

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Un giorno d’autunno, mentre, in un giorno di vento con una sottile pioggerellina, stando in equilibrio instabile, lasciavo cadere le olive sul tendone, un mio vicino di casa mi osservava…

Quando terminai di raccogliere l’ultima pianta, tornai a casa. Il vicino che era ancora li’ ad osservare, quando giunsi a portata di voce, disse: – in questo mondo c’è chi parla e c’è chi fa. Lapidario.

A me vennero in memoria gli antichi Romani che affermavano: – Verba volant, scripta manent. E lo considerai un saggio discendente di quei grandi nostri antenati il mio semplice vicino di casa. Quell’episodio di più di una ventina di anni fa non lo dimenticherò mai.

Un abbraccio d’augurio di una splendida giornata a coloro che leggeranno questi miei pensieri.

foto: Wikipedia

Momenti di poesia. Correvano le nubi, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Correvano le nubi, di Vittorio Zingone

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Correvano le nubi

Correvano le nubi
In alto mare,
Le onde s’inseguivano fra loro,
I gabbiani planavan sulla riva
A riposar le loro stanche ali.

Scriveva un lampo
Come su lavagne
Un’antichissima storia di paura
Per la creatura che teme i cataclismi.

Ma dopo uno scroscio
Di pioggia violentissima
Apparve sul lisciume delle nuvole
Una provvidenziale iride.

Il vento che soffiava con gran furia
Sfrangiava l’ammasso
Di perigliose nuvole
E poi le disperdeva nell’azzurro
Dove in pochi istanti dileguavano.

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE

Fin quando gli uomini, le donne
parleran lingue diverse,
si ciberan d’ideologie avvelenate d’egoismo,
non vorranno schiettamente ritrovarsi
per confrontare le rispettive visioni
di come dovrà andare il mondo più giusto,
più inclusivo di domani, di come collaborare,
condividere con la pluralità vitale,
non scomparirà la guerra, le liti dalla terra,
il sangue reale e quello virtuale
imbratterà il volto del pianeta vanamente intelligente,
le mani non si tenderanno sinceramente a stringersi,
il cuore non batterà all’unisono d’Amore,
le labbra non si schiuderanno con sincerità a salutare.

basta attenersi alla verità che c’è in noi,
basta accettare la verità, la sincerità come regola di vita;
basta uccider l’egoismo che c’è in noi;
basta fermarsi a discorrere con tutti,
basta abolir le lingue fondate sul sopruso,
crearne una nuova fondata sul vero, sul bello, la giustizia:
solo così le creature dell’intero mondo,
guardandosi negli occhi un bel mattino,
vicendevolmente si riconosceranno
come compagne d’un unico viaggio
– d’esilio esso o d’insperato premio sia –
alla ricerca dell’unico traguardo a noi possibile.

Momenti di poesia. Non è la rosa, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Non è la rosa, di Vittorio Zingone

Non è la rosa

Non é la rosa
Che cresce nel tuo giardino
Ad avermi preso il cuore.

Altri splendidi giardini
Intanto che percorri
La strada della meta
Sempre ammiri;
Alcuni hanno aiuole
E prati rasati che t’incantano,
T’inducono a fermarti ad ammirarli,
Ti aprono i cancelli,
Ti lascian passeggiare per viali
Ricchi di fragranze.
Ma tu, amata mia,
Hai più che profumi, più che bellezze
Palesi e celate che mi attraggono;
Tu hai un feeling con la mia vita
Che mi fa toccare cieli inusitati,
Mari senza fondo, stelle
Con luminosità senza confronti
Verso le mie notti, i giorni miei;
È dispiacere grande, quasi un trauma,
Rivarcare i cancelli
Per proseguire verso altri elisi,
Se altri ne furono approntati per me
in questo sistema di cose contingente.

Quante volte, quante,
Assalgono il cuore nostalgie,
Rimpianti vani,
perché ” non si può tornar
Sui propri passi
Per rivivere unici momenti!

Quante volte
Il cuore è lacerato
Per dovere andare
Verso mete
aride di gioia duratura!

Ma infine é solo quella rosa
Che ti dà certezza per l’intera vita
E non altre rose che profumano
L’aria che respiri, ma sol
per un magico momento aleatorio.

Non lasciare sola
Una rosa scelta nel giardino,
Specie di notte
Al lume della luna, delle stelle,
Nel buio delle nubi, delle nebbie,
Nel groviglio della pioggia
Abbondante ed insistente
A maggior ragione
se hai con lei seminato intorno
Boccioli di rose che hanno necessità
Di essere accuditi, amati,
Difesi finché non saranno sbocciati
Al calore del sole, al tocco delle brezze,
Alla furia di elementi avversi !

-Cara amica dell’anima, del cuore,
Non ti escludero’ mai
Dall’abbraccio caldo e stretto
D’ogni mia innamorata vital cellula
In questo sistema di cose contingente.

Momenti di poesia. Ognuno, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Ognuno, di Vittorio Zingone

Ognuno
Ognuno ha
Il vaso suo di Pandora
Nel cuore;
C’è chi riesce
A non lasciarlo scoperchiare;
C’è chi, curioso, lo scoperchia
E ne lascia uscire tutti i mali.

Lo scandalo dev’esserci;
Ma per chi è causa di scandalo,
Son guai.

L’uomo è infelice creatura;
Se pure non volesse fare male,
È tentato con tanta assiduità
Da non sapersi infine trattenere
Con ogni altro essere vivente,
Con se medesimo, con Dio
A proprio danno.

Allora
Oltre le soglie d’ Eden
Con fiammeggianti spade
Lo si caccia,
Gli si seminan dentro sofferenze,
Gli si volgono le spalle,
Lo si emargina,
Gli si commina l’ostracismo
più crudele.

Momenti di poesia. Trascorrono giorni, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Trascorrono giorni, di Vittorio Zingone

Trascorrono giorni

Trascorrono giorni
In dormiveglia da incubo;
Ignori se in uno
Son sommati più giorni;
Ignori se sabato ancora
O domenica
Ha già piantato le tende.

Ascendi le scale
E avverti le gambe pesanti;
Vorresti fermarti, lasciarti cadere
Laddove sei al momento,
restarvi per sempre.

Chiudere gli occhi,
Non piu riaprirli.

Sei stanco a momenti
Come avessi spostato macigni
Su per versanti d’asperrimi monti;
Come se in speciali momenti
Avessi cent’anni,
Fosser le ossa ammasso in disordine,
La mente Aggredita da morse potenti,
Ridotte in poltiglia.

Le nuvole in cielo
Una cappa di piombo che pesa
Più dell’intero universo.
Non sono felice,
Non so perché vivo,
Non so perché vado,
Non so perché vengo
Come uno zompi
Per le strade arcane del mondo…