Ogni caso, di Wislawa Szymborska

Ogni caso, di Wislawa Szymborska

Le nostre poesie

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Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Wislawa Szymborska

 Wislawa Szymborska, di Lia Tommi  

di Lia Tommi, Alessandria 

Quando giunse la notizia che il Premio Nobel per la letteratura 1996 era stato conferito a Wislawa Szymborska, molti giornali commentarono che si trattava di una poetessa pressoché  sconosciuta. In realtà  si trattava di una delle voci poetiche più attuali.

La poetessa,  nata a Kornic, in Polonia, nel 1923, è  riuscita a parlare di temi proibiti con grande impavida sicurezza di tocco,  piana limpidezza e ingannevole semplicità. È  deceduta a Cracovia,  in Polonia, il 1 febbraio 2012.

” …. chi non conosce l’amore felice,

dica pure che in nessun luogo

esiste l’amore felice.

Con tale fede gli sarà  più lieve

vivere e morire,”

” Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare domande,

senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività  quotidiane

se ciò  fosse tutto il dovuto.”

Un appunto – Wisława Szymborska, di tittideluca

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di tittideluca 

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
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