Raccontami

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Raccontami
di quanto hai camminato
per queste strade
_a volte gremite
altre desolate_
e dimmi adesso
se ancora prosegui
o ti vorresti fermare.
 
Raccontati
come fossi un disegno
estraneo alla tela
_lo scarabocchio
d’un bambino_
e parlati da sola
se vuoi comprendere
o ti perderesti veramente.
 
Raccontagli
che sai scoppiare di gioia
insieme ai tuoi dolori
_li hai tinteggiati
in migliaia di colori_
un’artista azzardata
ma adattata alla vita
o ti saresti rabbuiata.
 
Non dirgli mai
che hai capito tanto
e che hai mal di gola
_un groppo stretto
senza un filo di fiato_
una maschera ridente
indossata elegantemente
o ti potresti strangolare.

_ Paola Cingolani
22/04/2019 _

Maremoti di parole

In alto mare

Tuonano i giudizi

in temporali strani

maremoti di parole

senza salvataggio

_c’è chi giura

spergiurando_

e tu osservi lassù

la vastità del cielo

per te diventa infinità

la addizioni al mare

_la tua potenza

sai d’essere tu_

 

 

è quanto hai vissuto

a dimostrare per te

 

è quanto hai donato

a parlare senza lemmi

 

è quanto hai ricevuto

a definire la tua realtà

 

 

il tuo angolo di mare

non ti concede timori

_lo coccoli ancora

a volte lo sfiori piano_

quasi la sua completezza

sia l’abbraccio più forte

e possa farti una carezza.

 

 

Non vuoi più promesse

sei attratta dall’altrove

_e dimmi una cosa

fingi almeno di dire_

ma sai che tutto è niente

non ti puoi rammaricare

 

 

l’attrazione magnetica

per la distanza siderale

è ciò di cui sei fatta tu

il tuo elemento vitale.

 

_ Paola Cingolani

07/04/2019 _

Ai confini di altri mondi

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I giorni gravano
a volte pesantemente
altre volte meno
ma noi restiamo qui
come spettatori inermi
di meteore sfavillanti
che riescono soltanto
a lasciarsi ustionare.

E mi domando ancora
quanto conti alla fine
essere uomini o donne
dotati di pensiero se
nonostante tutto ciò
incarniamo l’alienazione
la solitudine più cupa
la sofferenza più bieca
subita clandestinamente?

Ma non c’è un’anima
che mi risponda mai
_dev’essere proprio lei
l’anima che ci manca_
l’assenza ingiustificata.

Io mi sono anche spinta
ai confini di altri mondi
ma è tempo che mi fermi
per attendere chi voglia
muovere rotta verso il mio.

_ Paola Cingolani
03/04/2017 _

 

 

 

L’anima è guasta, di Paola Cingolani

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Senza dimenticare mai

di riparare l’anima _guasta

fori uso causa disamore_

ricevo vento e

respiro mare

 

 

per scegliere

un momento della notte

e farne approdo _come

sull’isola del tesoro_

 

 

per raccogliere

le parole in un mazzo

e disporle a modo _come

i fiori in un gran vaso_

 

 

per redimere

le questioni del tempo

e sentirmi leggera _come

le piume dei gabbiani_

 

 

 

Non ti saprei dire adesso

se è stata solo fantasia

se illusione d’un momento

o proiezione _non so ancora

forse mai saprò né sapremo_

 

 

ma a te consegno il rebus _tu

potrai risolverlo con sapienza_

senza barare

con prudenza.

 

 

L’anima è guasta

non va accantonata

merita il tentativo

d’essere riparata.

 

 

___Paola Cingolani

31/03/2019___

Un’ef_fusione, di Paola Cingolani

S’è svalutato il tempo
sì che avrei voluto
potergli conferire
diverso valore
più d’un fattore
da non prezzolare
_ e chissà poi
qual buon vento? _

mi hai spiegato bene

tanto che dovrei
essermi arresa
almeno piegata

sembra un sudario
_ bandiera bianca
era dir poco? _

piagata _ questo sì
resa _ non è l’ora
valuto _ ancòra

ma sogno di fondermi
per poi confondermi
e sorvolare altrove

sento la vibrazione
l’infinito desiderio
diventa stupore

che mi si sciolga
se non m’è data
un’ef_fusione.

bIBO

__ Paola Cingolani
26/03/2019 __

MateriAnima

Ci sono rare cose
che si misurano diversamente:
c’è un’altra grandezza
potrei dirla ‘materianima’
– strano lemma, solo mio – 
lo cito per chi spazia
da dimensioni note, comuni
fino all’essere profondo.

***

Tu, pezzo di cuore,
ci sei dentro tutto
con le altre poche unicità
che l’universo mondo
generoso casualmente
m’ha dato per regalo.

***

Una gentile concessione
non preventivata
né scontata, anzi,
ma ci siete e m’acquietate.

***

Spero solo di meritarvi
domani, poi domani e oltre.

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__Paola Cingolani
25/07/2019__

In dissolvenza

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Diventare evanescenti
in una dissolvenza
intermittente
quand’è utile
_fosse possibile
sarebbe bello_
senza connotazioni
né connotati mistici
cancellando tutti
i desideri inevasi
_pratiche scomode
e non espletate_
per riprendere il fiato
per tirare un sospiro
per quel po’ di sollievo
_essere dotati
di un interruttore_
e accendersi
o spegnersi
al bisogno
come lucciole
nelle notti
calde d’estate
_fermare le idee
specie il pensiero_
all’occorrenza
è la sapiente
sopravvivenza
di chi prosegue

pur stando senza.

 

__Paola Cingolani
24/03/2019__

Piuttosto fatti carezza

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Ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

 
In mezzo a tanta indifferenza

e a tanta maleducazione

_in un presente dove il fenomeno

più comune è la noncuranza_

io resto controtendenza.

 
Trovo irresistibili la gentilezza

come i gesti carini in genere

figurarsi quando sono coinvolta

_per quale che sia la cosa

o da chi che sia la persona_

e rigetto tutte le banalità.

 
 
A volte siamo in cerca di noi stessi

vagabondiamo in altri luoghi

dei noleggi spaziotemporali

_o facciamo ricorso ad altre

persone disponibili con noi_

e sono delle sfide palliative.
 
 
Quelli che sembra non si perdano

ci dicono di stare bene ovunque

ma suppongo non ci stiano

_neanche in compagnia del loro Ego

smisurato e represso ingiustamente_

chissà perché dovrei starci bene io?

 
 
Io mi pongo enne ed uno mila quesiti

ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

Puoi scegliere in tutta franchezza

però parlami lievemente

piuttosto fatti carezza.

Paola Cingolani
23/03/2019

Il silenzio degli insipienti

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Paola ritratta da Angela Caldarulo

Avrei potuto essere diversa da me stessa
magari così sì che mi avresti scordata
la forza di rimuovere è salvezza
e tu non vuoi cancellarmi
ché si ignorano soltanto le amarezze
_contengo moltitudini
non oscure tristezze_
è il bello dell’animo che mi definisce
di me che non sarò mai insignificante.

Non mi hai toccata e neanche sei in fuga
entri in un silenzio assordante
una sorta di letargo tutto tuo
è il silenzio degli insipienti
poi ritorni come l’ombra del passato
_corsi e ricorsi isterici
non certamente storici_
è la dolce eloquenza della nostalgia
di te che non mi hai mai dimenticata.

Ti sono grata di ogni singola piccola cosa
_che tu sia speciale l’ho sempre detto_
ti vedo oltre gli schemi dell’ordinario
sapere di abitarti un po’ di cuore
mi ripaga appieno
mi colma distanze
mi rende giustizia
e ti rende dignità
_il bene di noi esseri umani
è mutevole ma non stanziale_
se c’è non scompare
anche se non mi basta
viverti nella memoria
non mi bastava allora
né mai mi basterà.

Paola Cingolani
21/03/2019