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SCRITTURACURA: la scrittura come cura, tra Massimo Tallone e Valeria Bianchi Mian

SCRITTURACURA: la scrittura come cura, tra Massimo Tallone e Valeria Bianchi Mian

«L’atto di scrivere ha un che di minerario.» Con questa immagine lo scrittore Massimo Tallone descrive il mestiere della penna: la fatica dello scavo, il procedere spesso nel buio, il silenzio della «propria tana». È da qui che prende le mosse SCRITTURACURA, il progetto che intreccia psicologia e narrazione nato dalla collaborazione tra lo stesso Tallone e la psicologa e scrittrice Valeria Bianchi Mian.

Scrittura e psicologia

Il progetto mette in campo colloqui individuali co-condotti, pensati per chi scrive o aspira a scrivere, in un intreccio tra l’arte della parola e l’ascolto psicologico. Minatori e tessitrici diventano le metafore di un rapporto con la scrittura inteso come cammino «tra l’Io e il Sé»: lo scavo paziente da un lato, l’intreccio dei fili del racconto dall’altro.

Le due immagini non sono casuali. Il minatore scende in profondità, porta alla luce ciò che era sepolto, e in questo somiglia a chi scrive cercando dentro di sé un materiale grezzo da raffinare. La tessitrice, invece, lavora in superficie ma con metodo, intrecciando fili che separatamente non significherebbero nulla e che insieme formano un disegno. Tra questi due gesti — scavare e tessere — si colloca, secondo gli ideatori del progetto, l’esperienza completa della scrittura.

La psicoanalisi come narrazione

Alla base dell’iniziativa c’è un’idea della psicoanalisi stessa come «lunga e articolata narrazione». Il riferimento è a James Hillman, secondo cui la scienza dell’anima è «una mitologia», «un vasto racconto». Una prospettiva che trova eco nella celebre confessione di chi si definiva «letterato per istinto e medico per forza»: l’idea di trasformare un ramo della medicina — la psichiatria — in letteratura, restando poeta e romanziere «sotto figura di scienziato».

Questa visione poggia su un’intuizione antica: l’essere umano si comprende attraverso le storie che racconta su di sé. Dare forma narrativa a un’esperienza — ordinarla in un prima e un dopo, attribuirle un senso, trovarne le parole — è già di per sé un atto che modifica il rapporto con quell’esperienza. È il motivo per cui, in molte tradizioni, raccontare e raccontarsi sono considerati gesti che curano: non perché cancellino il dolore, ma perché lo rendono pensabile, comunicabile, condivisibile.

Scrivere come pratica del prendersi cura

L’idea che la scrittura possa avere una funzione benefica non è nuova, ma negli ultimi decenni ha trovato un riconoscimento crescente. La cosiddetta scrittura espressiva o autobiografica viene praticata in contesti molto diversi — laboratori, percorsi formativi, gruppi di lettura e scrittura — come strumento per mettere ordine nei pensieri, dare voce alle emozioni e rielaborare i vissuti. Tenere un diario, scrivere lettere mai spedite, dare forma di racconto a un’esperienza difficile: sono tutte pratiche che molte persone adottano spontaneamente, e che progetti strutturati cercano di accompagnare con metodo e ascolto.

SCRITTURACURA si inserisce in questo orizzonte, ma con una specificità: l’incontro tra un autore di professione e una psicologa che è anche scrittrice. Da un lato la competenza tecnica sulla costruzione del testo, sul ritmo, sulla parola giusta; dall’altro l’attenzione a ciò che, attraverso la scrittura, la persona porta alla luce di sé. Il colloquio co-condotto nasce proprio dalla volontà di tenere insieme questi due sguardi senza confonderli.

Il noir e l’arte di costruire una storia

Non è un caso che a proporre un progetto sulla scrittura come scavo sia un autore di noir. Il genere giallo e poliziesco, infatti, è per sua natura una macchina narrativa fondata sul nascondere e sul rivelare: c’è sempre qualcosa di sepolto — una colpa, un segreto, una verità — che il racconto procede a portare in superficie pagina dopo pagina. Chi scrive noir conosce bene l’arte di gestire l’attesa, di disseminare indizi, di condurre il lettore attraverso il buio fino alla luce finale. È una competenza tecnica che ben si presta a essere trasmessa a chi vuole imparare a costruire una storia solida.

Una collaborazione feconda

Eclettico autore di numerosi noir — dalla saga de Il Cardo a quella di Lola — Massimo Tallone è tra le voci più prolifiche del giallo italiano. L’incontro con Valeria Bianchi Mian, maturato anche grazie alle Golem Edizioni e alla partecipazione comune a progetti antologici, ha dato vita a una collaborazione vivace, in cui le idee diventano proposte di formazione. SCRITTURACURA ne è il frutto: un laboratorio in cui scrivere significa, prima di tutto, prendersi cura di sé.

I laboratori di scrittura, una tradizione consolidata

Il laboratorio di scrittura è oggi una realtà diffusa e radicata. Nato dall’idea che scrivere, oltre che un talento, sia anche un mestiere fatto di tecniche apprendibili, il laboratorio offre uno spazio strutturato in cui esercitarsi, confrontarsi e ricevere riscontri. Vi si lavora sulla costruzione del personaggio, sulla gestione del punto di vista, sul ritmo della frase, sulla revisione del testo: tutte competenze che possono essere insegnate e affinate con la pratica. La dimensione collettiva, quando è prevista, aggiunge il valore del confronto, perché leggere e commentare i testi altrui è uno dei modi più efficaci per imparare a guardare con occhio critico anche i propri.

SCRITTURACURA si distingue da questo modello per la sua impostazione individuale e per l’intreccio dichiarato con l’ascolto psicologico. Non punta soltanto a migliorare la qualità tecnica del testo, ma a esplorare ciò che, attraverso la scrittura, emerge della persona. Il colloquio co-condotto tiene insieme questi due piani — la cura della forma e la cura di sé — in un percorso pensato come accompagnamento e non come semplice insegnamento di regole.

Parola, ascolto e conoscenza di sé

Alla base del progetto c’è la convinzione che la parola sia uno strumento di conoscenza. Dare un nome alle cose, trovare le immagini giuste per esprimere ciò che si sente, mettere in ordine i pensieri in una frase compiuta sono operazioni che chiariscono a chi scrive prima ancora che a chi legge. Molte intuizioni nascono proprio nel momento in cui si cerca di scriverle: la scrittura non si limita a trascrivere un pensiero già formato, ma contribuisce a formarlo. È in questo senso che l’arte della parola e l’ascolto di sé possono procedere insieme, alimentandosi a vicenda.

L’ascolto, dal canto suo, è la condizione perché questo processo non resti solitario. Avere accanto qualcuno che ascolta — con la competenza di chi conosce la scrittura e quella di chi conosce l’animo umano — significa poter affidare le proprie parole a uno sguardo attento, capace di restituirle arricchite di senso. È in questa relazione, più che in una tecnica, che SCRITTURACURA individua il proprio cuore.

Domande frequenti

Che cos’è SCRITTURACURA?

È un progetto che intreccia psicologia e narrazione, basato su colloqui individuali co-condotti e pensato per chi scrive o aspira a scrivere. Nasce dalla collaborazione tra Massimo Tallone e Valeria Bianchi Mian.

Chi sono gli ideatori?

Lo scrittore Massimo Tallone, autore di numerosi noir tra cui le saghe de Il Cardo e di Lola, e la psicologa e scrittrice Valeria Bianchi Mian.

A chi si rivolge il progetto?

A chi scrive o desidera scrivere e vuole esplorare la scrittura come cammino «tra l’Io e il Sé», unendo l’arte della parola all’ascolto psicologico.

Cosa significano le metafore del minatore e della tessitrice?

Indicano i due gesti della scrittura: lo scavo paziente in profondità, per portare alla luce ciò che è sepolto, e l’intreccio dei fili del racconto, per dare forma e disegno al materiale raccolto.

A quale idea di psicoanalisi si ispira?

All’idea, richiamata a James Hillman, della psicoanalisi come «lunga e articolata narrazione», una «mitologia» e un «vasto racconto».

Come è nato l’incontro tra i due autori?

È maturato anche grazie alle Golem Edizioni e alla partecipazione comune a progetti antologici, da cui è scaturita la collaborazione che ha dato vita al laboratorio.

Maria Sole Gatti

Maria Sole Gatti

Critica letteraria

Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.

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Ogni venerdì, una selezione di letture e appuntamenti letterari dal cuore del Piemonte.