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Canzoni di fuga e speranza, il tributo agli Yo Yo Mundi

Vicolo del centro storico di Acqui Terme al tramonto con facciate color ocra e campanile sullo sfondo
Immagine generata con AI

Un disco di omaggi si giudica da due cose: la qualità degli interpreti chiamati a raccolta e la tenuta delle canzoni sotto mani diverse. Canzoni di fuga e speranza, il tributo dedicato agli Yo Yo Mundi e pubblicato dall’etichetta friulana Nota nel 2025, mette alla prova entrambe le cose su ventiquattro brani e su una schiera di musicisti che arrivano dalla canzone d’autore, dal folk elettrico e dall’area indipendente italiana.

Gli Yo Yo Mundi, da Acqui Terme in poi

Il gruppo nasce nel 1988 ad Acqui Terme, nell’Alessandrino, attorno alla figura di Paolo Enrico Archetti Maestri. La formazione ha attraversato la stagione del rock italiano degli anni Novanta senza collocarsi mai del tutto in un genere, muovendosi fra la ballata d’autore, il repertorio popolare piemontese e una scrittura di impianto narrativo. La scheda della band su Wikipedia ricostruisce una discografia lunga, che parte da “La diserzione degli animali del circo” del 1994 e arriva a “La rivoluzione del battito di ciglia” del 2020.

Accanto ai dischi in studio ci sono i lavori su commissione e i progetti a tema: la sonorizzazione del film muto “Sciopero” di Ejzenštejn nel 2001, il disco tratto dal romanzo “54” del collettivo Wu Ming nel 2004, il progetto “Resistenza” dedicato alla memoria partigiana nel 2005. È un catalogo che spiega perché un tributo al gruppo non potesse essere un semplice elenco di cover.

Un doppio CD dentro un libro

La confezione scelta da Nota è quella del CD libro: due dischi accompagnati da un volume con fotografie, note e materiali di contorno. È un formato che l’etichetta usa spesso per i progetti di area folk e che qui ha una funzione precisa, perché molte delle canzoni degli Yo Yo Mundi nascono da fatti documentati e hanno bisogno di una cornice scritta per essere comprese fino in fondo.

La direzione artistica è di Eugenio Merico, batterista del gruppo, affiancato da Gianluca Spirito e da Maurizio Camardi, con la collaborazione tecnica di Dario Mecca Aleina. La grafica porta la firma di Ivano Anaclerio Antonazzo. I dettagli editoriali sono elencati nella scheda del disco pubblicata dall’editore.

Chi ha partecipato

L’elenco degli ospiti attraversa generazioni e ambienti diversi. Ricky Gianco, protagonista della stagione beat italiana e poi produttore, affronta “Chiedilo alle nuvole” insieme a Lalli, voce dei Franti e figura di riferimento del punk torinese. I Gang, storica formazione folk rock marchigiana, prendono in carico “Tredici”. Alessio Lega, cantautore legato alla tradizione della canzone anarchica, si misura con uno dei brani più duri del repertorio.

Compaiono anche musicisti che con il gruppo hanno già lavorato, come il violinista irlandese Steve Wickham, e presenze che spostano il disco verso il territorio del reading, a partire dallo scrittore Massimo Carlotto, che affronta “Alla bellezza dei margini” nella forma della voce recitante su un arrangiamento firmato da Camardi con Sergio Cossu ed Enrico Pesce.

La geografia degli interpreti è altrettanto varia. Ci sono formazioni emiliane e marchigiane, gruppi svizzeri di lingua italiana, musicisti liguri e piemontesi, una orchestra multietnica padovana. Questa dispersione non è casuale: riflette la rete di festival, circoli e case editrici discografiche che ha accompagnato gli Yo Yo Mundi lungo tutto il percorso, e che raramente coincide con i canali della musica leggera nazionale.

  • Ricky Gianco con Lalli su “Chiedilo alle nuvole”
  • Massimo Carlotto, voce recitante in “Alla bellezza dei margini”
  • I Gang su “Tredici”, il brano dedicato alla Banda Tom
  • Lastanzadigreta su “Evidenti tracce di felicità”
  • L’Orchestra di via Anelli diretta da Maurizio Camardi su “Tè chi t’éi?”

Le riletture che cambiano di più

Alcune versioni si allontanano parecchio dall’originale. I ticinesi Vad Vuc, nella cui formazione milita il tastierista degli Yo Yo Mundi Fabio Martino, trattano “Andeira” con piglio da banda di paese. Lastanzadigreta porta “Evidenti tracce di felicità” verso un timbro quasi infantile, costruito su strumenti acustici e su un colore corale. Paolo Bonfanti, chitarrista genovese di scuola blues, restituisce “Impazienza” in chiave elettrica e tirata.

Altre scelte lavorano per sottrazione: Daniele Gennaro affronta “Fosbury” con il solo pianoforte e la voce, Simona Colonna accompagna “Il respiro dell’universo” con il violoncello. Il risultato complessivo è meno un omaggio devoto che una serie di letture critiche, in cui ogni interprete decide quale strato della canzone tenere e quale togliere.

La memoria della Banda Tom

“Tredici” appartiene al filone più documentario del repertorio. Il brano racconta la vicenda della Banda Tom, formazione partigiana attiva nell’Alessandrino e sterminata nel 1944, alla quale gli Yo Yo Mundi hanno dedicato anche uno spettacolo teatrale. Affidarla ai Gang, gruppo che ha costruito buona parte della propria discografia sul racconto della Resistenza, è una delle scelte più coerenti dell’intero progetto.

La canzone lavora su una cronaca precisa, con nomi e circostanze, e su un impianto musicale che evita l’enfasi commemorativa. Nel passaggio ai Gang cambia il colore della chitarra, non il registro del racconto, e questo mantiene al brano la sua funzione originaria di documento cantato. È un caso raro in un disco di omaggi, dove la tentazione di ammorbidire i testi più scomodi è quasi sempre forte.

In novembre e l’alluvione del Tanaro

Un secondo nodo di memoria locale riguarda “In novembre”, canzone legata all’alluvione che nel novembre 1994 colpì Alessandria e la valle del Tanaro, con decine di vittime e danni enormi al tessuto urbano. Nel tributo il brano è affidato ai C.F.F. e il Nomade Venerabile con la voce di Anna Maria Stasi, che ne accentuano il versante scuro.

La distanza di tre decenni dal disastro dà alla versione un peso diverso da quello che aveva l’originale, e riporta in primo piano una pagina che nella provincia di Alessandria resta un riferimento generazionale.

Un racconto inedito nel libretto

Il volume che accompagna i dischi ospita anche un testo narrativo inedito dello scrittore Giorgio Olmoti, intitolato “Lande Rumorose”, costruito attorno al ricordo di un concerto del gruppo. La sua presenza chiarisce l’impostazione del progetto: non una antologia discografica ma un oggetto editoriale che tiene insieme musica, testimonianze e apparato iconografico.

Il testo di Olmoti si colloca nella tradizione della scrittura musicale italiana degli anni Ottanta e Novanta, quella nata attorno alle riviste e alle radio indipendenti, e offre al lettore una prospettiva laterale: il gruppo visto dal pubblico, in una piazza, prima che diventasse un nome riconosciuto. Insieme alle fotografie, contribuisce a spostare il baricentro del progetto dal disco all’oggetto libro.

Che cosa resta del repertorio

Passate attraverso arrangiamenti così diversi, le canzoni degli Yo Yo Mundi mostrano una struttura solida sul piano melodico e una scrittura che regge anche quando cambia lingua, come accade nella versione finale di “Tè chi t’éi?”, eseguita dall’Orchestra di via Anelli, formazione multietnica nata a Padova.

Per chi non conosce il gruppo il doppio disco funziona da porta d’ingresso obliqua, perché consente di incontrare il repertorio attraverso voci già familiari. Per chi lo segue da tempo è soprattutto una verifica: quali brani sopportano di essere smontati e rimontati da altri, e quali invece restano legati alla timbrica originale.

Domande frequenti

Che cos’è “Canzoni di fuga e speranza”?

È un doppio album tributo agli Yo Yo Mundi, pubblicato dall’etichetta Nota nel 2025 in formato CD libro con ventiquattro brani reinterpretati.

Da dove vengono gli Yo Yo Mundi?

Il gruppo si è formato nel 1988 ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, attorno a Paolo Enrico Archetti Maestri.

Chi ha curato la direzione artistica?

Eugenio Merico, batterista del gruppo, insieme a Gianluca Spirito e Maurizio Camardi, con la collaborazione tecnica di Dario Mecca Aleina.

Quali artisti hanno partecipato?

Fra gli altri Ricky Gianco con Lalli, i Gang, Alessio Lega, Massimo Carlotto, Lastanzadigreta, Paolo Bonfanti, Simona Colonna e Stefano Giaccone.

A che cosa si riferisce il brano “Tredici”?

Alla vicenda della Banda Tom, formazione partigiana attiva nell’Alessandrino e sterminata nel 1944.

Perché il disco parla dell’alluvione del 1994?

Perché comprende “In novembre”, canzone legata all’alluvione del Tanaro che colpì Alessandria in quell’autunno.

Marco Vivaldi

Redazione cultura

Giornalista culturale, scrive di arti visive, mostre e patrimonio storico-artistico del Piemonte e del Monferrato.