Francisco Aurélio Ribeiro e le cronache di A Gazeta

Nel panorama letterario brasiliano ci sono autori che non passano dalle vetrine di Rio o di San Paolo e restano legati a una regione precisa. Francisco Aurélio Ribeiro appartiene a questa categoria: dottore in Letteratura comparata, docente per decenni e cronista del quotidiano A Gazeta di Vitória, ha costruito il proprio lavoro attorno allo stato dell’Espírito Santo, un territorio che nella geografia culturale del paese occupa una posizione laterale.
Un percorso cominciato nell’interno
La scheda dell’Academia Espírito-santense de Letras registra la nascita a Ibitirama il 22 agosto 1955. La formazione inizia a Cachoeiro de Itapemirim, dove nel 1976 si laurea in Lettere portoghese e inglese, e prosegue l’anno successivo con una laurea in Giurisprudenza.
Nel 1979 ottiene una specializzazione in lingua portoghese alla PUC di Minas Gerais. Il passaggio all’università federale dello stato arriva nel 1982: insegna letteratura all’UFES fino al 2000, intanto completa un master in letteratura brasiliana nel 1986 e un dottorato in letteratura comparata nel 1990, entrambi all’Università federale del Minas Gerais.
La doppia laurea in Lettere e in Giurisprudenza non è un dettaglio curioso. In Brasile, e in particolare nelle regioni lontane dai grandi centri universitari, la formazione giuridica è stata a lungo la via d’accesso alla vita pubblica e culturale, e molti scrittori di provincia hanno tenuto insieme le due carriere. Nel suo caso la scelta è caduta sull’insegnamento e sulla ricerca.
La letteratura capixaba come oggetto di studio
Il termine capixaba indica ciò che appartiene all’Espírito Santo, e definisce anche il campo di ricerca che Ribeiro ha frequentato con maggiore continuità. I suoi lavori critici affrontano una letteratura regionale a lungo trascurata dagli studi accademici centrali.
Fra i titoli documentati compaiono Estudos críticos da literatura capixaba del 1990 e A modernidade das letras capixabas del 1993. Nel 1995 esce A literatura do Espírito Santo: uma marginalidade periférica, il cui sottotitolo dichiara apertamente la tesi di fondo: una produzione doppiamente ai margini, periferica rispetto al Brasile e minoritaria all’interno della propria regione.
Le donne che scrivono
Un filone specifico riguarda le autrici. Nel 1999 cura Antologia de escritoras capixabas, operazione che sottrae all’oblio nomi altrimenti destinati agli archivi locali. Il lavoro si collega alla sua attività di ricerca universitaria, dove ha seguito studi nelle aree dedicate al rapporto fra donna e letteratura e alle questioni dell’alterità.
È una scelta metodologica che ricorre in tutto il suo percorso: non tanto costruire un canone alternativo, quanto allargare l’elenco dei testi che vale la pena leggere.
Un altro versante della sua attività riguarda la letteratura per l’infanzia e per i ragazzi, cui ha dedicato sia titoli di creazione sia studi, fra cui un saggio del 1993 sulla produzione per ragazzi di Clarice Lispector. È un campo che nella critica accademica ha faticato a ottenere considerazione, e che lui ha trattato con gli stessi strumenti riservati alla letteratura per adulti.
I libri, in sintesi
La sua produzione attraversa generi diversi. Ecco alcuni dei titoli registrati nella scheda accademica.
- Estudos críticos da literatura capixaba, 1990, critica letteraria.
- A literatura infantojuvenil de Clarice Lispector, 1993, saggio.
- Das cidades e sua memória, 1995.
- Fantasmas da infância, 1997, e Vida vivida, poesie dello stesso anno.
- Leitura e literatura infantojuvenil, 1998, e Literatura e marginalidades, 2000.
Trent’anni di accademia
Il 13 dicembre 1993 entra nell’Academia Espírito-santense de Letras, di cui occupa la sesta cattedra come terzo titolare. La sua presenza nell’istituzione non è soltanto onorifica: ne è stato presidente dal 1999 al 2001, dal 2005 al 2007 e dal 2008 al 2010, per poi essere eletto ancora per il mandato 2013-2016 e riconfermato per il triennio successivo.
Le accademie di lettere statali brasiliane funzionano come archivi viventi della produzione locale, e chi le guida per periodi lunghi finisce per determinare quali autori vengono ristampati e studiati. È un potere culturale discreto, esercitato lontano dalle pagine culturali nazionali.
Fa parte anche dell’Istituto storico e geografico dell’Espírito Santo, l’altro organismo che nello stato si occupa di conservare e studiare la memoria locale. Il doppio incarico dice quanto sia stretto, in quel contesto, il legame fra ricerca letteraria e ricostruzione storica: molti dei testi su cui si lavora sono documenti prima ancora che opere.
Il cronista di A Gazeta
Parallelamente al lavoro accademico corre la collaborazione con A Gazeta, il principale quotidiano dell’Espírito Santo. La pagina d’autore del giornale lo presenta come dottore in Lettere, professore e scrittore, e raccoglie testi che spaziano dalla letteratura ai personaggi della regione fino all’attualità.
Questa doppia appartenenza, all’università e al giornale, è meno comune di quanto sembri. Richiede di passare con regolarità dalla prosa saggistica, con il suo apparato di note, a una scrittura che deve reggersi in poche cartelle e farsi capire da chi legge al bar. Poche carriere accademiche mantengono entrambe le andature per quarant’anni.
La cadenza è settimanale e la materia varia: una biblioteca cittadina che compie gli anni, un viaggio, una scadenza elettorale, il calendario delle stagioni. La crônica brasiliana consente questa mobilità perché non è un editoriale e non è un racconto, ma un genere a sé che vive del passaggio dall’osservazione minuta alla considerazione generale.
Un genere che in Italia non ha equivalenti
Vale la pena spiegare di che cosa si tratta, perché il termine italiano cronaca porta fuori strada. La crônica è una forma breve, pubblicata su quotidiano, che in Brasile ha avuto autori di primo piano e una tradizione consolidata lungo tutto il Novecento. Il testo parte da un fatto quotidiano, spesso minimo, e lo lavora fino a farne emergere qualcosa di più ampio, senza mai perdere il tono colloquiale.
Chi la pratica per decenni, come nel caso di Ribeiro, costruisce una specie di diario collettivo della propria città. Rileggere quelle pagine a distanza significa recuperare il modo in cui una comunità ha percepito i propri cambiamenti, che è un materiale storico diverso da quello delle cronache di prima pagina.
La differenza rispetto al commento politico è nel punto di partenza. L’editoriale muove da una tesi e cerca gli argomenti; la crônica muove da un’osservazione e lascia che la tesi, se arriva, si formi lungo il percorso. Questo spiega perché il genere abbia retto al passaggio dalla carta al digitale meglio di altre forme giornalistiche.
Perché interessa anche da questa parte dell’oceano
L’Espírito Santo ha ricevuto fra Ottocento e Novecento una emigrazione italiana consistente, in particolare dal Veneto e dal Trentino, e la toponomastica dello stato ne conserva le tracce. Leggere chi racconta quella regione dall’interno offre un punto di vista che le ricostruzioni fatte in Italia raramente restituiscono.
Resta poi un elemento di metodo che riguarda anche noi. Ribeiro ha dedicato la carriera a dimostrare che una letteratura periferica merita gli stessi strumenti critici di quella centrale. È un’idea che qualsiasi territorio fuori dalle capitali editoriali può riconoscere come propria.
Domande frequenti
Chi è Francisco Aurélio Ribeiro?
Uno scrittore, docente e critico brasiliano nato a Ibitirama, nello stato dell’Espírito Santo, il 22 agosto 1955.
Che cosa significa capixaba?
È l’aggettivo che in Brasile indica ciò che appartiene allo stato dell’Espírito Santo e ai suoi abitanti.
Dove ha insegnato?
È stato docente di letteratura all’Università federale dell’Espírito Santo dal 1982 al 2000.
Che ruolo ha avuto nell’Academia Espírito-santense de Letras?
Ne fa parte dal dicembre 1993 e l’ha presieduta in più mandati, fra il 1999 e il 2019.
Che cos’è A Gazeta?
È il principale quotidiano dello stato dell’Espírito Santo, con sede a Vitória, dove Ribeiro firma testi da cronista.
Che cos’è la crônica brasiliana?
Un genere breve nato sui giornali, che parte da un fatto quotidiano per svilupparlo in chiave riflessiva con un tono colloquiale.
Critica letteraria
Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.