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Cittadella di Alessandria: storia e come visitarla

I bastioni in mattoni e i terrapieni erbosi della Cittadella di Alessandria al tramonto
Immagine generata con AI

Sulla riva sinistra del Tanaro, davanti al centro di Alessandria, si allarga uno dei complessi militari settecenteschi meglio conservati d’Europa: la Cittadella di Alessandria, un esagono bastionato di circa sessanta ettari costruito dove sorgeva il borgo di Bergoglio. Non è una rovina isolata in campagna ma un pezzo di città chiuso dentro i propri terrapieni, con caserme, magazzini, un palazzo del governatore e una piazza d’armi che si attraversa a piedi. Chi arriva oggi ci trova un monumento aperto, ancora in cerca di una destinazione stabile dopo quasi tre secoli di uso militare.

Perché i Savoia la vollero proprio qui

Alessandria entra stabilmente nei domini sabaudi nei primi anni del Settecento e diventa una piazzaforte di confine verso il Milanese. La scelta di dotarla di una cittadella nasce dalla geografia: il punto in cui Tanaro e Bormida si avvicinano è il passaggio quasi obbligato per chi muove eserciti fra Piemonte e Lombardia.

Secondo la scheda del Comune di Alessandria i primi disegni progettuali risalgono al 1727. Il cantiere vero e proprio si apre il 4 settembre 1732, sotto Carlo Emanuele III, e il corpo principale delle difese viene chiuso in una quindicina d’anni, intorno al 1745. Gli edifici interni arrivano dopo, a partire dal 1749. La committenza iniziale risale a Vittorio Amedeo II, ma è il successore a vedere la fortezza prendere forma sul terreno, in un’epoca in cui le piazzeforti di pianura erano l’investimento pubblico più costoso che uno Stato potesse permettersi.

Il disegno di Ignazio Bertola

La paternità del progetto è dell’ingegnere militare Ignazio Bertola, che adotta una pianta esagonale con sei bastioni pentagonali collegati da cortine. È la grammatica della fortificazione alla moderna portata alle estreme conseguenze in pianura, senza alcun rilievo naturale da sfruttare. Dove manca la collina, il vantaggio va costruito scavando e riportando terra.

La difesa è affidata alla profondità: il fossato misura una cinquantina di metri davanti ai bastioni e arriva a centoventi davanti alle cortine. Bertola prevede inoltre un sistema di paratoie e chiuse capace di deviare il Tanaro nei fossati e di allagare il terreno antistante, trasformando l’acqua in un ostacolo mobile. All’interno trovano posto quartieri militari, caserme, infermeria e polveriere; la prima pietra del Palazzo del Governatore è del 1762. Il materiale dominante è il laterizio, cotto in gran parte sul posto.

Il prezzo pagato dal borgo di Bergoglio

La fortezza non nasce su un terreno vuoto. Dove oggi corrono i terrapieni si trovava il borgo di Bergoglio, uno degli insediamenti storici sulla riva sinistra del fiume, che fra il 1728 e il 1732 venne demolito per intero. Gli abitanti furono trasferiti in campagna e sulla sponda opposta, dove si trovava già il nucleo principale della città. Non fu una demolizione parziale ma la cancellazione di un abitato con le sue chiese, le sue strade e le sue attività.

È una vicenda che spiega molto della forma urbana di Alessandria: il centro resta compatto sulla riva destra, mentre l’altra sponda viene occupata da una macchina militare che per oltre due secoli sarà off limits ai civili. La toponomastica e qualche intitolazione sono quasi tutto ciò che sopravvive del borgo scomparso, insieme alle carte d’archivio che ne registrano la fine.

Assedi, bandiere e sottoscrizioni

La Cittadella lavora presto. Durante la guerra di successione austriaca sostiene un assedio di sette mesi fra il 1745 e il 1746. Nel 1799 viene investita dalle forze austro-russe di Suvorov e il presidio francese cede dopo tre giorni di bombardamento. La cronologia degli eventi militari mostra una fortezza usata a lungo come deposito, prigione e caserma, molto oltre la sua stagione difensiva.

Il passaggio più citato resta il 10 marzo 1821, quando il moto costituzionale guidato dal tenente colonnello Guglielmo Ansaldi porta a issare qui il tricolore. Fra il 1857 e il 1858 una sottoscrizione pubblica raccoglie 151.914,21 lire destinate a 128 cannoni per la piazzaforte, misura del clima di mobilitazione alla vigilia della guerra. Il 14 maggio 1859 la fortezza accoglie Napoleone III, che ne fa la principale base del comando francese nella seconda guerra d’indipendenza.

Il Novecento, fra tutela e bombe

Il 17 maggio 1943 il Palazzo del Governatore viene dichiarato monumento nazionale. Pochi mesi dopo, fra l’8 e il 9 settembre, l’armistizio consegna il complesso all’occupazione tedesca, che vi resterà fino alla Liberazione.

Il 5 settembre 1944 un bombardamento alleato colpisce un ricovero antiaereo all’interno della Cittadella e provoca trentanove vittime civili: è l’episodio più grave della sua storia recente e uno dei più duri per la città. Dopo la guerra la fortezza resta in mano militare, il che ne congela l’aspetto ma la sottrae alla vita pubblica. Il paradosso è noto a chi si occupa di patrimonio: l’uso militare conserva le strutture e insieme le rende invisibili. Per generazioni di alessandrini la Cittadella è stata soprattutto un nome e un profilo visto da lontano.

Dal demanio militare alla soprintendenza

Il passaggio decisivo è del 2007, quando il complesso lascia il Ministero della Difesa ed entra nella disponibilità dell’Agenzia del demanio. L’8 febbraio 2016 la competenza si sposta alla soprintendenza territoriale, portando la Cittadella dentro il perimetro ordinario della tutela. È un cambio di regime amministrativo che apre la strada al restauro ma non risolve da solo la questione delle risorse: sessanta ettari di murature e coperture richiedono manutenzione continua.

Nel frattempo si mettono in moto le associazioni. Il 18 giugno 2010 viene inaugurata una esposizione permanente di uniformi del Regio Esercito relative al periodo 1848-1946, oggi uno dei punti fissi delle visite guidate. Gran parte delle aperture e degli accompagnamenti dipende da volontari, una condizione fragile ma che ha tenuto in vita l’accesso al monumento.

Candidatura UNESCO e allarmi sul degrado

Dal 2006 la Cittadella figura nella lista propositiva italiana per il Patrimonio mondiale, la cosiddetta tentative list, che raccoglie i beni che uno Stato intende candidare. L’iscrizione vera e propria non è arrivata e il dossier non ha finora superato le fasi successive, come accade a molti beni che restano in lista per anni.

Nel frattempo il monumento ha raccolto due segnali di attenzione internazionale e interna. Nel 2013 è risultato primo classificato nel censimento dei Luoghi del Cuore promosso dal FAI riferito al 2012. Il 4 maggio 2014 è entrato nel programma 7 Most Endangered di Europa Nostra, dedicato ai siti europei più a rischio: un riconoscimento che segnala insieme il valore e la vulnerabilità delle strutture, e che ha portato sul posto tecnici internazionali.

Che cosa si vede e come si visita

Il Comune indica la Cittadella come visitabile liberamente tutti i giorni dalle 9 alle 18; le visite accompagnate sono invece legate ai calendari delle associazioni, per cui conviene verificare prima di partire. I percorsi guidati toccano di norma questi punti:

  • Porta Reale, l’ingresso monumentale sul fronte verso il fiume
  • il Palazzo del Governatore, monumento nazionale dal 1943
  • il museo delle divise storiche del Regio Esercito
  • il bastione Sant’Antonio e il camminamento sui terrapieni
  • la piazza d’armi, che restituisce la scala dell’impianto

Le distanze interne sono notevoli e l’ombra è scarsa: scarpe comode, acqua e almeno due ore sono il minimo ragionevole. Il periodo migliore va dalla primavera all’autunno inoltrato, quando la pianura non è né gelata né arroventata.

Domande frequenti

Quando è stata costruita la Cittadella di Alessandria?

I primi disegni sono del 1727 e il cantiere si apre il 4 settembre 1732; il nucleo delle difese è concluso intorno al 1745.

Chi ne ha firmato il progetto?

L’ingegnere militare Ignazio Bertola, autore dell’impianto esagonale con sei bastioni pentagonali.

Quanto è grande?

Il complesso occupa circa sessanta ettari sulla riva sinistra del Tanaro, di fronte al centro storico di Alessandria.

La Cittadella è patrimonio UNESCO?

No. Dal 2006 è inserita nella lista propositiva italiana, ma non è stata iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale.

Si può entrare gratuitamente?

Il Comune indica l’accesso libero all’area tutti i giorni dalle 9 alle 18, mentre le visite guidate seguono calendari e prenotazioni delle associazioni.

Che cosa c’era prima della fortezza?

Il borgo di Bergoglio, demolito integralmente fra il 1728 e il 1732 per fare posto al cantiere.

Marco Vivaldi

Redazione cultura

Giornalista culturale, scrive di arti visive, mostre e patrimonio storico-artistico del Piemonte e del Monferrato.