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Cultura & Lettere
Poesia e Letteratura

«Pensieri» di Teresa Stringa: la poesia tra memoria e consapevolezza

Pensieri di Teresa Stringa: la poesia tra memoria e consapevolezza

«Quel tempo furioso / mi vide distratta. / Il futuro era solo un profumo, / e fremeva la vita / che il mio sguardo / non poteva fermare.» Con versi come questi si apre Pensieri, raccolta poetica di Teresa Stringa edita nel 2021 da Tomarchio Editore.

Una vocazione precoce

Nata nel 1960, Teresa Stringa ha manifestato fin da piccola l’inclinazione per la parola, per dote innata e per l’influsso di genitori amati: il padre pittore, la madre appassionata di poesia e di lettere. Da quell’humus familiare nasce una sensibilità che attraversa l’intera raccolta, in cui l’esperienza personale si fa materia lirica.

Il buono della vita e le sue prove

Pensieri è frutto di riflessioni sul buono dell’esistenza ma anche sulle situazioni difficili a cui si è chiamati a rispondere: una malattia improvvisa che ostacola il futuro immaginato, la perdita di una persona cara. Il ricordo interviene a sanare la perdita, come ringraziamento per ciò che si è potuto vivere: così la poesia, simile alla memoria di «un pomeriggio d’estate», elude lo spazio e il tempo.

«Lo specchio di oggi / ogni cosa rivela: / i capelli di cenere / e la bocca già triste. / Eppur mi stupisce / l’improvviso risveglio / sul finir della strada…»

Una poesia della consapevolezza

Nell’intervista con Alessia Mocci, l’autrice restituisce il senso di una scrittura che guarda al tempo che passa senza rassegnazione, anzi con uno stupore che diventa risveglio. Pensieri si propone così come un piccolo bilancio esistenziale in versi, capace di trasformare la fragilità in occasione di gratitudine.

La poesia lirica come spazio dell’interiorità

La raccolta di Teresa Stringa si inscrive nella tradizione lirica che fa del tempo e della memoria la propria materia, quella forma che fin dalle origini fa dell’interiorità del soggetto il proprio centro. A differenza della poesia epica, che racconta gesta e vicende collettive, e di quella didascalica, che intende istruire, la lirica dà voce al sentire individuale: emozioni, ricordi, riflessioni sul tempo e sull’esistenza. È la forma poetica per eccellenza dell’io che si interroga, e proprio per questo si presta a diventare uno spazio di confessione e di bilancio.

In Pensieri questa vocazione introspettiva è evidente. La voce poetica non descrive il mondo esterno se non come specchio del proprio stato d’animo: lo specchio che «ogni cosa rivela», il tempo «furioso», il futuro ridotto a «un profumo». Sono immagini in cui l’esperienza concreta si trasfigura in simbolo, secondo un procedimento che è il cuore stesso del fare poetico.

Memoria e tempo: i temi di una poetica

Due grandi temi attraversano la raccolta e ne costituiscono l’ossatura: la memoria e il tempo. Il tempo, nei versi citati, è una forza che non si lascia fermare — «la vita / che il mio sguardo / non poteva fermare» — e che lascia sul corpo i propri segni, come i «capelli di cenere». La memoria, di contro, interviene come forza riparatrice: il ricordo «sana la perdita», trasformando il dolore in gratitudine per ciò che si è potuto vivere.

Questo rapporto tra tempo che scorre e memoria che trattiene è uno dei nodi più antichi e fecondi della tradizione lirica. Molta grande poesia nasce proprio dal tentativo di sottrarre all’oblio ciò che il tempo porta via, fissandolo nella parola. Quando la poesia «elude lo spazio e il tempo», come accade nell’immagine del «pomeriggio d’estate», compie esattamente questo gesto: rende presente ciò che è passato, dà durata all’effimero.

Lo stupore come risposta alla fragilità

Ciò che distingue la poetica di Stringa, secondo quanto emerge dall’intervista, è il rifiuto della rassegnazione. Di fronte al passare del tempo, alla malattia e alla perdita, la risposta non è il lamento ma lo stupore: «l’improvviso risveglio / sul finir della strada». È un atteggiamento che ha una lunga nobiltà nella riflessione poetica e filosofica, dove lo stupore — la meraviglia di fronte al semplice fatto di esistere — viene indicato come origine del pensiero e della poesia stessa.

Trasformare la fragilità in occasione di gratitudine significa rovesciare il segno del dolore senza negarlo. La poesia non rimuove la perdita, ma la attraversa e la rielabora, restituendola come consapevolezza più matura. È in questo equilibrio tra coscienza del limite e apertura allo stupore che Pensieri trova la propria voce.

Come leggere una raccolta poetica

Avvicinarsi a una raccolta di poesie richiede un ritmo di lettura diverso da quello della narrativa. La poesia chiede lentezza: conviene leggere ad alta voce, almeno mentalmente, per cogliere il suono e le pause del verso, e rileggere più volte lo stesso componimento, lasciando che le immagini si sedimentino. Non è necessario afferrare subito ogni significato: spesso è la risonanza emotiva, prima della comprensione razionale, a guidare la lettura.

Una raccolta come Pensieri si presta inoltre a una lettura non lineare: si può aprire il libro a caso, soffermarsi su un singolo testo, tornarci in momenti diversi della propria vita. I temi del tempo, della memoria e della consapevolezza parlano in modo differente a seconda dell’età e dell’esperienza di chi legge, ed è proprio questa capacità di accompagnare il lettore nel tempo a costituire il valore duraturo della poesia lirica.

L’eredità familiare e la formazione di una sensibilità

Un tratto significativo del percorso di Teresa Stringa è il ruolo che l’ambiente familiare ha avuto nella nascita della sua vocazione. Il padre pittore e la madre appassionata di poesia e di lettere costituiscono quell’humus, quel terreno fertile, da cui germoglia una sensibilità artistica precoce. Questo aspetto invita a una riflessione più generale sul modo in cui le inclinazioni creative si formano: di rado nascono dal nulla, e quasi sempre trovano nutrimento in un contesto che le riconosce e le incoraggia.

La presenza di un genitore legato alle arti visive, accanto a una madre votata alla parola, suggerisce inoltre un intreccio tra immagine e linguaggio che spesso si ritrova nella scrittura poetica. La poesia, del resto, lavora per immagini: traduce in parole ciò che la pittura affida al colore e alla forma. Non sorprende che da un ambiente in cui convivono pittura e letteratura possa nascere una scrittura particolarmente attenta alla resa visiva, capace di trasformare in figure concrete — lo specchio, i capelli di cenere, il profumo del futuro — gli stati interiori più sfuggenti.

La poesia come bilancio esistenziale

La raccolta si configura, nel suo insieme, come una sorta di bilancio esistenziale affidato ai versi. Esiste una lunga tradizione di poesia che, soprattutto a partire da una certa maturità, guarda indietro al cammino percorso, mettendo in conto ciò che si è avuto e ciò che si è perduto. Non si tratta di un genere malinconico nel senso della rassegnazione, ma di una riflessione lucida sul senso dell’esperienza, in cui il bilancio non è chiusura ma comprensione.

In Pensieri questo sguardo retrospettivo si accompagna costantemente a un movimento opposto, di apertura e di stupore. L’immagine del «risveglio sul finir della strada» è in questo senso emblematica: anche quando il cammino volge al termine, resta possibile una sorpresa, un sussulto di vita che riscatta la fatica del tempo. È un equilibrio delicato, tipico della grande poesia della consapevolezza, che tiene insieme il peso del vissuto e la gratitudine per averlo attraversato. Per il lettore, accostarsi a una raccolta di questo tipo significa misurarsi con domande universali — il tempo, la perdita, il senso del vivere — attraverso la mediazione di una voce che le ha attraversate in prima persona e le ha restituite in forma di canto.

Domande frequenti

Chi è l’autrice di Pensieri?

L’autrice è Teresa Stringa, poetessa nata nel 1960.

Quando e da chi è stata pubblicata la raccolta?

La raccolta è stata edita nel 2021 da Tomarchio Editore.

Quali sono i temi principali?

La raccolta riflette sul buono dell’esistenza e sulle sue prove, in particolare il tempo che passa, la malattia, la perdita e la memoria.

Che ruolo ha la memoria nella poesia di Stringa?

Il ricordo interviene a sanare la perdita, come ringraziamento per ciò che si è potuto vivere, eludendo lo spazio e il tempo.

Da dove nasce la sua vocazione poetica?

Da una dote innata e dall’influsso dei genitori: il padre pittore e la madre appassionata di poesia e di lettere.

Qual è l’atteggiamento di fondo della raccolta?

Uno sguardo che osserva il tempo che passa senza rassegnazione, con uno stupore che diventa risveglio e trasforma la fragilità in gratitudine.

Maria Sole Gatti

Maria Sole Gatti

Critica letteraria

Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.

Epistolario Culturale

Ogni venerdì, una selezione di letture e appuntamenti letterari dal cuore del Piemonte.