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Cultura & Lettere
Poesia e Letteratura

Dieci poesie di Ada Negri: guida alla sua opera

Volume antico di poesie aperto sul davanzale di una finestra nella luce del tramonto
Immagine generata con AI

Scegliere dieci poesie di Ada Negri significa attraversare più di cinquant’anni di scrittura e almeno tre stagioni diverse della stessa voce. La poetessa nata a Lodi nel 1870 e morta a Milano nel 1945 ha pubblicato la prima raccolta a ventidue anni e l’ultima negli anni Trenta, passando dalla denuncia sociale degli esordi a una poesia intima e rarefatta che poco conserva del tono iniziale. Una selezione antologica, come quella proposta da Donatella Pezzino, serve proprio a rendere leggibile questo arco.

Una biografia che entra nei versi

Ada Negri nasce il 3 febbraio 1870 in una famiglia di condizione modesta: il padre è vetturino, la madre operaia tessile, e la nonna materna lavora come portinaia in un palazzo signorile della città, e l’infanzia trascorre negli ambienti di servizio di quell’edificio. Ottiene il diploma magistrale e comincia a insegnare nella scuola elementare di Motta Visconti, in provincia di Pavia, dove scrive i testi che comporranno il suo primo libro.

La scheda enciclopedica dedicata all’autrice ricorda che il successo letterario le vale il trasferimento a Milano nel 1893 e una cattedra nella scuola secondaria. Nel 1896 sposa l’industriale Giovanni Garlanda, da cui avrà una figlia e da cui si separerà nel 1913, trasferendosi per alcuni anni a Zurigo.

Fatalità e l’esordio del 1892

Fatalità esce nel 1892 e ottiene un riscontro immediato, raro per una raccolta di versi. Il libro è costruito attorno a temi di solidarietà sociale: il lavoro di fabbrica, la miseria urbana, la condizione delle donne povere. Il registro è alto, con echi romantici e carducciani, e la voce che parla si colloca dalla parte di chi non ha voce.

La ricezione dell’epoca insiste molto sull’origine sociale dell’autrice, presentata come la maestrina che scrive per il popolo. È una lettura che ha pesato a lungo e che ha finito per schiacciare la sua opera su una sola immagine, oscurando i libri successivi.

Tempeste e il seguito della prima stagione

Tempeste, del 1896, prosegue sulla linea dell’esordio, con la stessa tensione civile e una versificazione ancora larga e oratoria. In questa fase il vocabolario poetico di Ada Negri è quello di fine Ottocento: aggettivazione abbondante, apostrofi, una sintassi che accompagna il discorso più che interromperlo.

Chi compone un’antologia in dieci testi difficilmente può ignorare questa prima fase, perché è quella che ha reso l’autrice celebre. Ma limitarsi a essa produce un ritratto parziale, e la scelta di quanti testi riservarle è la prima decisione critica che una selezione deve affrontare.

La svolta intima

Con Maternità, del 1904, e poi con Dal profondo, del 1910, il baricentro si sposta. Il tema non è più la collettività ma il legame familiare, la perdita, la solitudine. La separazione coniugale del 1913 e gli anni svizzeri lasciano tracce evidenti in Il libro di Mara, uscito nel 1919, che è forse il suo testo più compatto e più duro.

Anche la forma cambia. I versi si accorciano, l’aggettivazione si riduce, compaiono cadenze che la critica ha ricondotto ora a d’Annunzio ora, in modo più sotterraneo, a Leopardi. È una scrittura che rinuncia all’ampiezza retorica degli esordi senza però approdare alle rotture formali delle avanguardie contemporanee.

Nel mezzo si collocano anche Esilio, del 1914, e una produzione dispersa in riviste che solo edizioni successive hanno riordinato. Datare i singoli componimenti non è sempre agevole, perché l’autrice riprese e rielaborò testi già usciti, spostandoli talvolta da una raccolta all’altra. Per questa ragione le antologie curate con attenzione indicano, accanto al titolo, il volume in cui il testo comparve la prima volta.

Le ultime raccolte

Negli anni Venti e Trenta escono I canti dell’isola, Vespertina, del 1930, e Il dono, del 1936. Sono libri di una poesia essenziale, spesso costruita su una sola immagine, in cui il paesaggio funziona come proiezione di uno stato interiore più che come descrizione.

In questa fase Ada Negri è ormai un’autrice riconosciuta dall’establishment. Nel 1931 riceve il Premio Mussolini e nel 1940 viene ammessa all’Accademia d’Italia: è la prima e unica donna a farne parte. Questi riconoscimenti, che collocano la sua figura dentro il sistema culturale del regime, hanno inciso sulla sua fortuna critica del dopoguerra.

Che cosa cercare in una selezione di dieci testi

Una scelta antologica ben costruita dovrebbe permettere di seguire i passaggi principali della sua opera. I criteri che rendono utile una raccolta di questo tipo sono in sostanza cinque:

  • rappresentare almeno tre delle sue raccolte, distanti fra loro nel tempo
  • affiancare ai testi di denuncia sociale quelli della fase intima
  • includere una prova di metro breve accanto a una di respiro ampio
  • indicare per ogni testo la raccolta e l’anno di pubblicazione
  • evitare di ridurre l’autrice ai due o tre titoli più antologizzati

Il testo più noto resta Nevicata, incluso in Fatalità, che compare in quasi tutte le raccolte scolastiche. È una poesia breve, costruita sulla sovrapposizione fra il paesaggio innevato e una condizione di sospensione interiore, e la sua fortuna dipende anche dalla facilità con cui si presta a essere letta ad alta voce. Vale però la pena notare che una selezione costruita soltanto sui titoli più frequentati restituisce un’immagine addomesticata dell’autrice, molto lontana dalla asprezza di certi suoi testi maturi.

Il secondo dopoguerra ha ridimensionato la sua presenza nei programmi scolastici, e per alcuni decenni l’autrice è stata letta poco al di fuori della cerchia degli specialisti. Il recupero critico degli ultimi anni ha riguardato soprattutto la fase intermedia e tarda, quella meno segnata dal tono civile degli esordi, e ha riportato attenzione anche sulla sua prosa narrativa.

La prosa accanto ai versi

Ridurre Ada Negri alla sola poesia sarebbe fuorviante. Nel 1917 pubblica Le solitarie, raccolta di racconti dedicati a figure femminili, e nel 1921 esce Stella mattutina, romanzo autobiografico sull’infanzia lodigiana che parte della critica considera la sua opera più riuscita.

La prosa le consente una precisione descrittiva che i versi, legati a un registro più alto, non permettono sempre. Chi si avvicina all’autrice partendo dall’antologia poetica trova in questi due libri il completamento naturale del percorso, e spesso la chiave per rileggerne i versi.

Dove leggere i testi

Buona parte dell’opera di Ada Negri è entrata nel pubblico dominio ed è disponibile gratuitamente in formato digitale attraverso i progetti di digitalizzazione di testi italiani, fra cui la pagina che le dedica la biblioteca digitale Liber Liber. Esistono inoltre edizioni cartacee recenti che raccolgono la produzione poetica in volume unico, con apparato di note e datazione dei componimenti.

Per chi legge oggi, il consiglio più utile è di non affrontare l’opera in ordine di fama ma in ordine cronologico. Leggere Fatalità e poi Il libro di Mara a distanza di venticinque anni di scrittura restituisce una autrice molto meno monolitica di quella che la tradizione scolastica ha consegnato.

Domande frequenti

Chi era Ada Negri?

Una poetessa e scrittrice nata a Lodi nel 1870 e morta a Milano nel 1945, autrice di una decina di raccolte poetiche e di alcune opere in prosa.

Qual è la sua raccolta d’esordio?

Fatalità, pubblicata nel 1892, incentrata su temi di denuncia sociale e accolta subito con grande successo.

Qual è la poesia più nota di Ada Negri?

Nevicata, contenuta in Fatalità, è il testo più presente nelle antologie scolastiche italiane.

Ada Negri è stata membro dell’Accademia d’Italia?

Sì, vi fu ammessa nel 1940 ed è stata la prima e unica donna a farne parte.

Ha scritto anche in prosa?

Sì, fra le sue opere in prosa figurano i racconti di Le solitarie del 1917 e il romanzo autobiografico Stella mattutina del 1921.

Dove si possono leggere le sue poesie?

Molti testi sono ormai in pubblico dominio e reperibili in formato digitale, oltre che in edizioni cartacee che raccolgono l’opera poetica.

Maria Sole Gatti

Critica letteraria

Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.