L’ultimo segreto di Dan Brown: suspense e scienza

Con L’ultimo segreto Dan Brown riporta in scena Robert Langdon, il docente di simbologia di Harvard che dal 2000 accompagna i suoi lettori dentro biblioteche, cripte e archivi. Il romanzo, pubblicato in Italia da Rizzoli, è il sesto capitolo della serie e arriva dopo Origin, uscito nel 2017. La materia, questa volta, non è un’eresia sepolta negli archivi vaticani né un enigma massonico: è la coscienza umana, indagata attraverso una disciplina di confine che il libro chiama scienza noetica.
Un professore fuori dalla sua biblioteca
Langdon resta il personaggio che i lettori conoscono: un accademico abituato a leggere il mondo come un testo, trascinato suo malgrado dentro una vicenda che corre più veloce delle sue competenze. La differenza rispetto ai romanzi precedenti sta nel tipo di codice da decifrare. Non un alfabeto antico, ma i meccanismi della mente, l’area dove la ricerca scientifica confina con l’ipotesi e talvolta con la suggestione.
Questa scelta sposta il baricentro del libro. La scheda dell’editore Rizzoli riassume il nodo del romanzo nel doppio volto della conoscenza, che può salvare o distruggere a seconda di chi la controlla. È un tema che appartiene tanto al thriller quanto alla fantascienza, e spiega perché il libro venga letto spesso come un ibrido fra i due generi.
Va detto che Langdon, in questo romanzo, perde parte del vantaggio che lo caratterizzava. Nei libri ambientati fra Roma, Parigi e Firenze il suo sapere era la chiave: sapeva leggere un bassorilievo o una pianta urbana meglio di chiunque lo inseguisse. Qui la conoscenza decisiva appartiene a un’altra persona, e il professore si trova più spesso nella posizione di chi insegue che in quella di chi decifra.
Praga come scenografia e come labirinto
La città che ospita gran parte della vicenda è Praga. Langdon vi accompagna Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche invitata a presentare in un convegno le proprie tesi. Nel corso del soggiorno la donna scompare dalla camera d’albergo, e da quel momento il professore si muove fra bastioni, ponti e passaggi sotterranei di una capitale che Brown tratta come una macchina narrativa a sé.
La scelta non è casuale. Praga ha una stratificazione simbolica che si presta al metodo dell’autore: quartieri costruiti su quartieri, leggende urbane radicate nella storia cittadina, una tradizione esoterica che la letteratura ha già frequentato a lungo. Fra le presenze che attraversano il romanzo compare anche una figura mascherata da Golem, richiamo esplicito al patrimonio di racconti legati alla città.
Katherine Solomon, un ritorno preparato da lontano
Chi segue la serie riconosce il nome. Katherine Solomon era comparsa in un precedente romanzo del ciclo come ricercatrice di scienze noetiche, e la sua riapparizione permette a Brown di riprendere un filo lasciato in sospeso. Qui la studiosa non è soltanto una comprimaria: il manoscritto inedito che custodisce, con i risultati della sua ricerca, è il vero oggetto conteso della trama.
Attorno a quel testo si muovono interessi che il romanzo colloca fra apparati di sicurezza e organizzazioni opache. La scomparsa della ricercatrice e il tentativo di far sparire le sue pagine sono due facce dello stesso movimento, e reggono la tensione per buona parte del libro.
La costruzione del personaggio femminile resta funzionale all’intreccio più che autonoma: Katherine agisce, ma una parte consistente della narrazione la racconta attraverso ciò che gli altri cercano di sottrarle. È una scelta coerente con l’impianto del thriller, dove l’oggetto conteso deve restare fuori portata il più a lungo possibile, e tuttavia lascia in ombra la figura che dà il titolo alla ricerca attorno a cui tutto ruota.
Che cos’è la scienza noetica nel romanzo
Il termine indica, nella finzione di Brown, lo studio delle capacità della mente che la fisiologia tradizionale non spiega. L’autore non pretende di fare divulgazione: costruisce un impianto verosimile abbastanza da reggere l’intreccio, dove gli esperimenti descritti nel libro portano il racconto verso zone che appartengono di diritto alla fantascienza.
È qui che si gioca la scommessa del romanzo. Il lettore abituato agli enigmi storici dei primi Langdon si trova davanti a un materiale meno verificabile, dove la sospensione dell’incredulità viene richiesta in misura maggiore rispetto a un codice cifrato o a un dipinto rinascimentale.
La struttura del racconto
L’impianto è quello che Brown ha messo a punto nei libri precedenti e che qui riconosce chiunque abbia letto almeno un titolo della serie.
- Un arco temporale compresso, con l’azione concentrata in poche ore.
- Capitoli brevi che si interrompono su una domanda aperta.
- Un luogo reale usato come mappa, percorso passo dopo passo.
- Un antagonista mascherato la cui identità viene rivelata in chiusura.
- Un apparato di note e riferimenti che invita il lettore a verificare.
La ripetizione dello schema è insieme il limite e la forza del libro. Chi cerca una sorpresa formale non la trova; chi cerca un congegno di lettura che funziona ne riceve una versione ampliata, distribuita su un numero di pagine superiore alla media della serie.
Suspense e fantascienza, un incrocio dichiarato
Definire L’ultimo segreto un thriller è corretto ma parziale. Le premesse scientifiche su cui poggia la vicenda spingono il racconto verso la speculazione, e alcune sequenze si reggono su ipotesi che nessun laboratorio potrebbe oggi confermare. Brown gestisce lo scarto con la tecnica dell’inserimento graduale: comincia da dati plausibili, li estende, e solo a quel punto introduce ciò che appartiene all’invenzione.
Il procedimento è lo stesso che nei romanzi precedenti applicava alla storia dell’arte o alla storia delle religioni. Cambia il campo di riferimento, non il metodo. Chi ha trovato discutibile quel metodo in passato difficilmente cambierà giudizio; chi lo ha apprezzato ritrova un meccanismo collaudato.
Il progetto per lo schermo
Nel maggio 2025 è stato annunciato che Netflix aveva acquisito i diritti del romanzo per una serie televisiva, con Carlton Cuse come showrunner insieme allo stesso Brown. La notizia, riportata anche dalla voce enciclopedica dedicata al libro, conferma un percorso già noto: i primi Langdon erano approdati al cinema, questa volta la forma scelta è quella seriale.
Il passaggio ha una logica narrativa. La struttura a capitoli brevi e la concentrazione temporale si adattano bene a un formato in episodi, dove ogni interruzione può coincidere con una delle sospensioni che Brown dissemina nel testo.
A chi si rivolge il libro
Il romanzo parla anzitutto a chi ha seguito la serie dall’inizio e riconosce i rimandi interni. Ma la materia trattata, il rapporto fra ricerca sulla mente e interessi che vorrebbero controllarla, apre una porta anche a lettori estranei al genere. Rimane un libro d’intrattenimento, costruito per essere consumato rapidamente, che dedica alla propria tesi lo spazio sufficiente a renderla riconoscibile senza approfondirla.
Per una biblioteca di provincia o per un gruppo di lettura è un titolo che funziona da innesco: difficilmente qualcuno lo discuterà per la sua prosa, mentre il dibattito sulle implicazioni della ricerca che descrive tende ad accendersi da solo.
Chi si avvicina per la prima volta alla serie può iniziare da qui senza sentirsi escluso. I rimandi ai volumi precedenti vengono spiegati nel testo, e la vicenda si chiude su se stessa. Resta la curiosità di verificare quanto delle premesse scientifiche citate nel romanzo abbia un fondamento reale, esercizio che i lettori più smaliziati praticano da anni con i libri di questo autore e che spesso produce discussioni più interessanti del romanzo stesso.
Domande frequenti
Chi è il protagonista di L’ultimo segreto?
Robert Langdon, docente di simbologia a Harvard, personaggio ricorrente nei romanzi di Dan Brown dal 2000.
In quale città è ambientato il romanzo?
La vicenda si svolge in gran parte a Praga, fra bastioni antichi e passaggi sotterranei della capitale ceca.
Chi pubblica il libro in Italia?
L’edizione italiana è pubblicata da Rizzoli, come indicato nella scheda dell’editore.
Che posto occupa nella serie di Robert Langdon?
È il sesto romanzo del ciclo e segue Origin, uscito nel 2017.
Che cosa si intende per scienza noetica?
Nel romanzo indica lo studio di capacità della mente umana che la ricerca tradizionale non spiega, terreno su cui lavora il personaggio di Katherine Solomon.
È previsto un adattamento televisivo?
Nel maggio 2025 è stata annunciata l’acquisizione dei diritti da parte di Netflix per una serie, con Carlton Cuse come showrunner insieme a Dan Brown.
Critica letteraria
Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.